PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

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Altre immagini della manifestazione  sono al Link Foto


Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo ... La Parola di Dio ci introduce, in modo liturgico, a questo cambiamento epocale che trasformerà un gruppo di ebrei messianici negli iniziatori della nuova religione che storicamente sarà definita cristiana in quel di Antiochia di Siria. L'autore degli Atti degli Apostoli non mancherà di sottolineare, anche se spesso in modo velato, le difficoltà e le incertezze che hanno accompagnato questa coscientizzazione.

Gli elementi identificativi, sottolineati frequentemente da questo autore sono: la preghiera comune, lo stare tutti insieme con Maria la Madre di Gesù e gli Apostoli, l'attenzione alle povertà, la disponibilità a mettere a disposizione degli altri  i propri beni personali. Quanto tempo sia stato necessario non si può definire in modo preciso, anche perché le descrizioni che ne abbiamo, contrassegnano già una ritualizzazione cultuale, per cui non hanno molta valenza storica.

 

Di certo si è proceduto all'integrazione del discepolo che aveva tradito, del quale di sfuggita ci viene anche narrata la fine. I discepoli continuavano a frequentare normalmente il culto del tempio, mentre contemporaneamente richiamavano con l'aiuto della Vergine Santa la memoria degli insegnamenti e della vita di Gesù, di cui avevano fatto esperienza come vivente dopo la Sua crocifissione. Inoltre continuavano anche se con timore la loro vita personale alcuni restando a Gerusalemme altri probabilmente tornarono per qualche tempo in Galilea, dove avevano lasciato le loro famiglie.

 

 Come questo sia accaduto viene manifestato in modo più immediato con la comprensione piena della fede nello Spirito Santo, il Paraclito della tradizione giovannea. La descrizione con la quale viene trasmessa questa manifestazione alle comunità cristiana della seconda generazione di convertiti, appartiene alla tradizione delle teofanie ebraiche. Sono le situazioni innovative determinate dalla volontà di Dio quando decide di operare un cambiamento epocale, nonostante la morte e resurrezione i discepoli avevano bisogno di fare esperienza della potenza di Dio che operava anche in loro.

 

Gli elementi descrittivi che l'autore usa sono quelli classici di queste manifestazione della presenza di Dio nell'Antico Testamento:Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso, e riempì tutta la casa dove stavano. Apparvero loro lingue come di fuoco, che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro, e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue, nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi. E' una immagine vigorosa orientata ad esprimere il vigore interiore che travolge le ansie e le paure del cuore e incoraggia a scuotersi in modo definitivo dalla situazione di insicurezza che sembrava accompagnarsi alla comunità dei seguaci di Gesù.

 

Possiamo leggerci una grande sensazione di libertà e di protagonismo personale, insomma ognuno sentiva di poter comunicare con tutti, per come coglieva, il senso della novità che Gesù rappresentava nella propria vita. Una forma di esaltazione collettiva, che li costringe oltre le proprie capacità ed eventuali azioni concordate. E' quello che oggi noi chiamiamo la sinfonia della diversità coniugata nella dinamica della complementarietà. O più semplicemente la Chiesa plurale e non appiattita nella omologazione assoluta dell'unitarietà a tutti i costi.

 

Viene anche sottolineato che ormai tutti i popoli che allora abitavano l'impero, avevano fatto esperienza di sentirsi con gioia parte di questa comunità: Siamo Parti, Medi, Elamìti; abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia, del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi, e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio.

 

E' l'esperienza innovativa che facciamo tutti quando partecipiamo ai raduni internazionali. Evidentemente è più una esperienza del cuore, degli sguardi che non sensitiva,  le difficoltà di comprensione vengono superate facilmente e naturalmente dalla gioia di sentirsi parte di un'unica comunità di credenti: Abitavano allora a Gerusalemme Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo ... Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano: «Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei? E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?

 

Ma è anche lo stupore che si accompagna alla nostra vita quando ci rendiamo conto che ci sono valori più autentici che ci interpellano, e quando finalmente riusciamo ad esprimerli, ci sentiamo diversi, euforici più coscienti delle nostre potenzialità visitate dalla Grazia di Dio. Ritengo che non sia un automatismo magico, ma un bene da coltivare mediante la preghiera interiore e la ricerca spirituale, tutto questo concorre al comprendersi visitati da Dio. Alcune manifestazioni di autoesaltazione più o meno collettiva che assistiamo in alcuni gruppi ecclesiali non aiutano molto, anche perché le persone che vi partecipano non si smuovono in nulla dal proprio modo di vivere.

 

Dobbiamo cercare fino in fondo la disponibilità a vivere facendo la volontà di Dio anche quando questo significa staccarsi dagli affetti familiari, dagli interessi personali avendo maturato la coscienza che c'é un bene più autentico, un bene  che non mi appartiene, ma che mi è stato affidato perché io lo trasmetta agli altri che il Signore mi dona di incontrare. Ritengo che questa coscienza del Bene comune nella nostra cittadina di Scalea stenti molto ad essere compresa come qualcosa di primario meritevole della nostra dedizione sincera.

 

 

AVVISI

 

 

 

Domenica 31 alle ore 18,00 celebrazione della Confermazione presieduta dal Vescovo Mons. Bonanno

 

Lunedì 1 giugno alle ore 19,00 consegna della Bibbia per i ragazzi del 1 anno dell'Eucaristia

 

  Martedì 2 giugno dalle ore 9,00 Incontro per  gli Operatori Pastorali a Cetraro Marina presso la Colonia in preparazione al Convegno Nazionale di Firenze

Giovedì 4 giugno alle ore 19,00 Celebrazione parrocchiale del Corpus Domini nel quartiere Magna Grecia

 

 

Domenica 7 giugno con inizio alle ore 18,30 manifestazione cittadina del Corpus Domini con celebrazione iniziale in piazza San Pio alla Marina

 

Celebrazioni Festive

 

SABATO SERA

18,00 Santa Messa 

 

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

11,00 Santa Messa Pro Populo Dei

18,00 Santa Messa

  

Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  18,00 Santa Messa

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

L'Adorazione Eucaristica viene celebrata il Giovedì alle ore 20,30

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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