PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

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Buona Evangelizzazione

a tutti

 

 

 

al Link Vita di Comunità il programma della Mostra Biblica

 

XVIII Domenica Tempo Ordinario

La potremmo presentare come la Domenica della pazienza di Dio e della sua volontà di dialogare con l'uomo, ma è anche la Domenica dell'incomprensione o della incapacità o non volontà dell'uomo a elevare verso Dio la propria vita, e i desideri che aprono alla gioia. Queste sensazioni e atteggiamenti sono delineati abbastanza bene sia nel testo dell'Esodo che in quello del Vangelo di Giovanni, ma potremmo applicarlo facilmente anche alla nostra vita di credenti del XXI secolo.

Alla gioia dei risultati, umanamente inimmaginabili, conseguiti per opera di Dio subentrano sempre i desideri legati all'incapacità del sacrificio personale che è necessario per rendere attuali nella propria vita l'opera di Dio:  Nel deserto tutta la comunità degli Israeliti mormorò contro Mose e contro Aronne. Gli Israeliti dissero loro: Fossimo morti per mano del Signore nella terra d'Egitto, quando eravamo seduti presso la pentola della carne, mangiando pane a sazietà! Invece ci avete fatto uscire in questo deserto per far morire di fame tutta questa moltitudine. Queste affermazioni tormentate e impetuose, esprimono bene il disagio di guardare a un futuro da costruire con la propria disponibilità alla sofferenza e a rischiare al propria vita, potremmo leggere l'atteggiamento di tanti cristiani che vogliono fare esperienza di libertà, ma stentano a comprendersi nella disponibilità a lottare per conseguirla.

Molti preferiscono ancora oggi una condizione di schiavitù, e guardano con nostalgia al passato incapaci di costruire il futuro per se stessi e per i propri figli. Al tramonto mangerete carne e alla mattina vi sazierete di pane; saprete che io sono il Signore, vostro Dio. Il Signore non vuole abbandonare il suo popolo nella disperazione e la guida che si era scelto nell'impossibilità di fronteggiare la ribellione e garantisce la Sua assistenza per le cose essenziali di cui potrebbero aver bisogno per sopravvivere. E questo è evidente a tutti ancora oggi, si dice continuamente da più parti che il mondo ha riserve di cibo sufficiente per tutti, certo nella comprensione di quello che è necessario per la vita della persona. Il Signore vuole che ogni uomo possa vivere con dignità nel mondo che ha creato e chi ci ha affidato e solo il nostro egoismo che rende impossibile una equa ripartizione dei beni e genera la fame per milioni di nostri fratelli e sorelle: man'ù, che cos'è? Mosè disse loro: «E' il pane che il Signore vi ha dato in cibo.

Con il racconto della frazione del pane gli evangelisti ci ripropongono questa volontà di Dio di non abbandonare il popolo nel bisogno, ma Gesù chiede loro di andare oltre la soddisfazione del corpo e guardare all'incontro con il Padre nella fiducia  e nella fedeltà. Gesù rispose loro: In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo. A questo punto della Sua missione terrena, Gesù avverte l'esigenza di far capire meglio il significato dei Segni che compie per manifestare la potenza del Padre in Lui. Lo fa sapendo di rischiare la solitudine e l'abbandono, cosa di cui farà esperienza quasi subito. D'altra parte ancora oggi si cerca l'incontro con Gesù quando si ha bisogno, al tre volte per metterci in ascolto dei suoi insegnamenti che però mettiamo in pratica con molta difficoltà.

Anche sul senso da dare alla vita Gesù avverte l'esigenza di orientare meglio gli atteggiamenti e i valori sui quali impegnarsi. Gli dissero allora: Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?. Gesù rispose loro: Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato. Ritengo di poter cogliere nella risposta di Gesù l'esigenza di dare più spazio all'azione di Dio su di noi e non tanto alla e tante cose che pure riempiono la nostra giornata ma che spesso ci allontanano da Lui. Al punto che la vita di tanti nostri fratelli e sorelle e totalmente autocentrata su se stessi. Nelle tante parole che ci si scambia nei dialoghi interpersonali, o più semplicemente nel chiacchiericcio quotidiano, ognuno ritiene di dover essere considerato il centro del mondo.

La successiva affermazione di Gesù è una risposta diretta a tanti che oggi chiedono sul perché della fede in una società che sembra soddisfare i desideri dell'uomo, tecnologica, dove l vita spirituale non ha molto valore. Anche i nostri figli d'altra parte ci chiedono ma perché devo credere: In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo. Gesù chiede anche a noi di non accontentarci di soddisfare gli appetiti del corpo, ma di guardare con più attenzione da dove siamo nati e verso dove camminiamo. La nostra è un società che non si cura molto di costruire il futuro totalmente ripiegata su se stessa, insomma spesso si vive nella condizione di schiavitù. Gesù ci chiede di vivere da persone libere e come sempre il riferimento di ogni libertà è Dio.

A questo punto il parlare di Gesù vuole incoraggiare a fare delle scelte definitive, cosa non facile anche dopo duemila anni di cristianesimo, chiede di aderire in modo definitivo a Lui per camminare verso la vita eterna: Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!. Su questa richiesta di Gesù siamo tutti chiamati a dare una risposta, qual'é il livello della nostra adesione al suo progetto di vita, cosa siamo disposti a rischiare per dargli testimonianza, fino a che punto riteniamo che sia un bene lo stare con Lui, vivere secondo i Suoi insegnamenti? Ritengo sia il dilemma che ogni battezzato in ogni tempo ha avuto davanti a se soprattutto nei momenti più importanti della propria vita.

Anche la comunità di Efeso alla quale scriveva l'Apostolo Paolo doveva vivere queste difficoltà e la risposta non poteva che essere una sola, una migliore vivibilità nelle relazioni interpersonali mediante la realizzazione del Regno che Gesù è venuto a portare: Non comportatevi più come i pagani con i loro vani pensieri. Voi non così avete imparato a conoscere il Cristo, se davvero gli avete dato ascolto e se in lui siete stati istruiti, secondo la verità che è in Gesù, ad abbandonare, con la sua condotta di prima, l'uomo vecchio che si corrompe seguendo le passioni ingannevoli, a rinnovarvi nello spirito della vostra mente e a rivestire l'uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità. Questa esortazione dell'Apostolo è rivolta  anche a noi, la via della santità è la via del Vangelo.

 

AVVISI

 

Resterà aperta da Domenica 2 a Domenica 23 agosto

tutti i giorni dalle ore 18,00 alle ore 22,00

 

 

 

 

Celebrazioni Festive Luglio e Agosto

 

SABATO SERA

19,00 Santa Messa

21,00 Santa Messa (con Rito Neo Catecumenale)

 

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

10,00 Santa Messa

19,00 Santa Messa

21,00 Santa Messa Pro Populo Dei

  

Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  19,00 Santa Messa

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

L'Adorazione Eucaristica viene celebrata il Giovedì alle ore 20,30

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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