PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

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Anche se è una foto dello scorso anno i ricordi, se gioiosi, meritano sempre di essere riproposti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Questa Domenica il tema che sollecita la nostra attenzione è come corrispondere alla vocazione. Alcune volte mi viene chiesto di narrare qualcosa sulla mia vocazione, generalmente divento evasivo anche perché, a mio parere, non è importante la mia vocazione, ma cosa vuol dire corrispondere a una vocazione. La Parola di Dio è una sequenza di disponibilità vocazionali, per cui, se uno vuole comprendere il senso della chiamata non deve fare altro che aprire il testo sacro.

La vocazione di Eliseo da parte di Dio mediante  Elia, ci propone un tema classico, perché si concretizzi una chiamata occorre l'apporto di un mediatore. Dio non ama intervenire sempre in prima persona normalmente lo fa valorizzando le persone che mostrano avere nei suoi confronti una disponibilità sincera anche se alcune volte fallimentare. In questo caso il protagonista è Elia, già da tempo al servizio del Signore e in virtù di questa disponibilità sincera ha avuto modo di sperimentare molte persecuzioni.

In quei giorni, il Signore disse a Elìa: «Ungerai Eliseo, figlio di Safat, di Abel-Mecolà, come profeta al tuo posto». Partito di lì, Elìa trovò Eliseo, figlio di Safat ... Elìa, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elìa, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elìa disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». E' un brano carico di tensioni emotive anche perché trasmette al radicalità della scelta e anche gli atteggiamenti definitivi che esigono un abbandono definitivo della vita precedente, questo ai nostri giorni non sempre accade e a anche per questo no sempre riusciamo ad essere credibili. Eliseo comprende che deve cambiare vita staccandosi dagli affetti più cari, ma anche dall'attività lavorativa che faceva precedentemente.

L'Apostolo Paolo, come è nel suo stile radicalizza l'adesione a Cristo nella dedizione all'Amore, ma poi legge nell'autenticità delle situazioni la difficoltà di testimoniare questa dedizione incoraggiando al rispetto vicendevole e alla crescita relazionale della fraternità: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Ma se vi mordete e vi divorate a vicenda, badate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri! Cristo incoraggia a una vita di libertà, ma è una libertà che non incoraggia il qualunquismo ma la maturità nella dedizione verso il Signore. Insomma che almeno ci sia il rispetto vicendevole.

Quando ci vengono proposti questi testi di Luca, sembra che l'evangelista perda di vista il senso della misericordia che caratterizza questo vangelo. Invece ritengo, voglia incoraggiare a radicalizzare in alcuni momenti della nostra dedizione al Signore, il senso dell'appartenenza a Lui e il distacco da ogni altro affetto. Le risposte definitive di Gesù agli interlocutori occasionali sembrano orientati a scoraggiare una dedizione superficiale: Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo ... Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio ... Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro, è adatto per il regno di Dio.

Ammettiamolo è proprio questa radicalità che ci attenderemmo dai ministri del sacro e invece dobbiamo relazionarci con una melina e un equilibrismo infinito, forse è determinato dalla falsa coscienza di dover mantenere lo status quo quasi incapaci di percorrere in modo più definitivo la storia, alcune volte la presenza di Gesù invece di orientare le nostre scelte, sembra dover fare i conti con gli umori del potente di turno. Tra questi potenti dobbiamo inserire anche tanti ministri del culto che non sempre colgono la preziosità di essere profeti. Insomma si preferisce l'acquitrino invece dell'acqua limpida che scorre libera e guizzante.

 Il motivo ritengo sia da cercare nell'incapacità di trovare una meta definitiva alla propria vita, anche in questo caso Gesù deve essere il modello:Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme ... Se la meta non è evidente diventa tutto più difficile da definire, diventano confusi anche gli strumenti da usare:Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?

Come fratelli e sorelle che con tutti i limiti comunque vogliamo vivere al servizio del Signore, non dobbiamo fare altro che affiancarci al salmista che invoca la misericordia e l'affidamento la Signore:Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu». Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: nelle tue mani è la mia vita. Il Signore è la nostra pace e Lui deve donarci conforto.

 

AVVISI

 

GRuppo ESTate 2016

Maggiori informazioni al link Vita di Comunità

 

 Lunedì 4 luglio si inizia alle ore 16,30

Dove? Per di quà

 

 

 

Celebrazioni Festive

 

SABATO SERA

19,00 Santa Messa

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

  10,00 Santa Messa

   19,00 Santa Messa Pro Populo Dei

 

Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  19,00 Santa Messa

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

Tutti i Giovedì con inizio alle 20,30 Adorazione Eucaristica

Le prove del Coro sono il Venerdì alle ore 21,00

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

Il Parroco ricorda che per impegni diocesani nelle mattine di Martedì e Giovedì ordinariamente sale a San Marco Argentano per cui non è reperibile in Parrocchia

 

 

  

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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