PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

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La preghiera si innalzi come fiamma che riscalda e illumina per prepararci alla ripresa delle attività pastorali

 

 

 

 Il Consiglio Pastorale Parrocchiale programmatico è convocato per mercoledì 2 settembre  alle ore 19,00

 

 

 

Questa tappa festiva la Parola del Signore ci viene donata come sostegno, per vivere i momenti nodali dell'esistenza alla luce del patto che Dio ha instaurato con l'Uomo. E' un patto che va regolarmente verificato nella disponibilità a viverlo in modo nuovo anche perché altrimenti si corre il rischio di dare per scontato ciò che non lo è più. Certo alla base rimane il fatto di voler scegliere di vivere in modo nuovo e in luoghi nuovi, cosa che oggi come oggi non è sempre è facile.

 

Però è importante capire che la vita non si deve trascinare passivamente da un giorno all'altro ma deve essere spesa cercando di conseguire sempre tappe nuove. Giosuè disse a tutto il popolo: «Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire: se gli dèi che i vostri padri hanno servito oltre il Fiume oppure gli dèi degli Amorrèi, nel cui territorio abitate.

 

L'autore del libro di Giosuè aiuta a comprendere l'importanza di un leader che orienti il cammino e le scelte del popolo, un leader che voglia restare fedele al patto stabilito con Dio avendo la certezza che è un patto che da speranza, che orienta alla salvezza, che da pace: Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore. Certo la situazione oggi si presenta in modo molto diversificato, la stessa affermazione farebbe fatica ad essere accettata nelle nostre famiglie, dove ognuno pensa di poter vivere per come ritiene.

 

Questa situazione deve anche aiutarci a comprendere che tanta parte della nostra vita sociale deve essere rivisitato e orientata meglio per poter vivere, nella diversità dei modi possibili, la fedeltà all'amore di Dio. E' il patto di Sichem, una tappa importante per coloro che avevano penato non poco ad attraversare il deserto ed erano sopravvissuti alle tante difficoltà del cammino. Ma adesso dovevano scegliere come proseguire la loro storia, a chi affidare la propria vita.

 

E' anche un momento di grande incertezza, si entra in un paese nuovo e si ha bisogno di coesione, anche per questo forse la risposta fu omogenea: Il popolo rispose: Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi! ... Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio. Sappiamo bene che le difficoltà in ordine alla fedeltà al Patto non mancarono, però intanto si riparte come un uomo solo, nella disponibilità a seguire colui che Mosè aveva indicato come loro guida.
 

Da questa dedizione del cuore deriva poi la disponibilità e la capacità di elevare al Signore il grido di ringraziamento e il canto della lode: Benedirò il Signore in ogni tempo,  sulla mia bocca sempre la sua lode ... Gridano e il Signore li ascolta, li libera da tutte le loro angosce. Per colui che cammina dovendo affrontare le avversità della vita, rimane indispensabile affidarsi totalmente al Signore, d'altra parte nessun altro lo soccorrerebbe se non per ridurlo in schiavitù.

 

Solo il Signore interviene nella storia per restituire libertà a tutti gli uomini, in particolare si prende cura dei poveri e di coloro che si sentono oppressi. Il nostro tempo è un tempo profondamente segnato dalla schiavitù di tanti nostri fratelli e sorelle e sembra che la Chiesa non sempre sia in grado di di organizzare azioni a sostegno della loro dignità, o di elevare con vigore la voce in loro difesa.

 

L'apostolo ci introduce ai problemi non meno gravi della situazione della vita familiare, se vogliamo tanta parte del disorientamento del nostro tempo è legato alla instabilità voluta e attualizzata dai nostri legislatori totalmente orientati a eliminare l'immagine della famiglia ebraico cristiana dalla società contemporanea. Proprio per questo è opportuno ripetere sempre ai figli di tradizione cristiana che i principi che regolano il rapporto familiare non deve essere quello dei nostri legislatori, ma quello che il Signore ci indica: nel timore di Cristo, siate sottomessi gli uni agli altri: le mogli lo siano ai loro mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, così come Cristo è capo della Chiesa ... E voi, mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei ... Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne.

 

I discepoli di Gesù, per quel poco che ci viene trasmesso dai Vangeli restano spesso disorientati dall'insegnamento del loro maestro, anche sulle norme che lui indica in riferimento all'unione sponsale Pietro affermerà che se la norme sono quelle allora è meglio non sposarsi. Anche in riferimento al discorso sul pane che stiamo approfondendo nella sinagoga di Cafarnao, l'effetto resta molto scoraggiante: Questa parola è dura! Chi può ascoltarla ... Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.

 

A questo punto qualche altro leader avrebbe scelto di ammorbidire il discorso per recuperare gli indecisi o coloro che facevano fatica a comprendere, invece Gesù è ben orientato a non recedere dal suo tentativo di aiutare a scegliere fino in fondo e, anche nei confronti dei suoi discepoli più fidati, avverte l'esigenza di incoraggiarli a scegliere in modo più definitivo: Disse allora Gesù ai Dodici: Volete andarvene anche voi?. Gli rispose Simon Pietro: Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio.

 

Non è l'accettazione apatica di chi ha bisogno di un sostegno comodo sul quale scommettere il proprio futuro, ma la volontà di continuare ad avere fiducia in colui che li ha coinvolti stravolgendo totalmente i progetti della loro vita. E adesso sanno, anche se non lo comprendono fino in fondo, che solo in Lui è la loro pace e la loro speranza.

 

AVVISI

 

 

Per la gioia  dei Genitori, dei Giovani e dei Ragazzi comunico con i Catechisti e gli Animatori che Domenica 13 Settembre riprendiamo le attività formative

 

 

nuovi guerrieri si preparano al combattimento della fede

 

 

 

Al Link Catechisti breve relazione sull'incontro

 

Celebrazioni Festive Luglio e Agosto

 

SABATO SERA

19,00 Santa Messa

21,00 Santa Messa (con Rito Neo Catecumenale)

 

 

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

10,00 Santa Messa

19,00 Santa Messa

21,00 Santa Messa Pro Populo Dei

 

Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  19,00 Santa Messa

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

L'Adorazione Eucaristica viene celebrata il Giovedì alle ore 20,30

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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