PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

 

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Tardi t’amai, bellezza così antica,

così nuova, tardi t’amai!

Ed ecco,  tu eri dentro di me

ed io fuori di me ti cercavo

e mi gettavo deforme

sulle belle forme della tua creazione …

Tu hai chiamato e gridato,

hai spezzato la mia sordità,

hai brillato e balenato,

hai dissipato la mia cecità.

Hai sparso la tua fragranza

ed io respirai, ed ora anelo verso di te;

ti ho gustata ed ora ho fame e sete. 

Mi hai toccato, ed io arsi

nel desiderio della tua pace

(SANT’AGOSTINO, Le Confessioni, X. 27)


 

 

 

 Se ci sforziamo di cogliere in profondità, quanto il Signore dona ascoltare questa Domenica, non si può che restare sconcertati. Non tanto per l'insegnamento che ci viene trasmesso, come spesso accade quello profetico è orientato a una comprensione universalistica della salvezza, quanto dal fatto che noi stessi siamo stati educati a comprenderci gli unici destinatari dell'opera di Gesù Cristo. Possiamo dire ancora di più, nella stessa Chiesa ci sono delle presunzioni di primogenitura, per cui gli aderenti ad alcune associazioni, gruppi e movimenti ecclesiali, vantano ancora oggi delle esclusività salvifiche per i propri aderenti alle quali non avrebbero accesso gli altri battezzati.

 

Questo accade ogni volta che  ci si impossessa dell'opera di Dio, per cui invece di vivere da servi si vestono i panni del proprietario. Tante comunità ecclesiali ancora oggi stentano a comprendersi oggetto di misericordia e non gestori di potere. E' lo stesso errore che hanno fatto i custodi dell'alleanza Israelitica, soprattutto nella fase giudaica della sua storia, quando sono stati assolutizzati i tratti dell'appartenenza mosaica e della circoncisione abramitica, escludendo tutto ciò che parlava dell'amore materno e misericordioso di Dio verso tutti i popoli della terra.

 

Questo non ci deve stupire accade sempre quando il dono di Dio diventa struttura di potere per alcuni uomini, ripeto è accaduto per secoli anche nella Chiesa,  che si coglie corpo mistico di Cristo e manifestazione dell'amore misericordioso del Padre verso ogni uomo. Nonostante questa nobile proclamazione di intenti,  nei secoli non ha disdegnato di disprezzare, fare guerra, commettere violenza verso tutti coloro che comprendeva al di fuori della sua pratica religiosa e anche all'interno di essa verso tutti coloro che intendevano vivere la fede in Cristo in modo diverso.

 

I contesti nei quali ci moviamo sono molto diversificati, passiamo dalla deportazione babilonese, al percorso salvifico di Gesù in Fenicia fatto insieme agli Apostoli,  alla primitiva comunità cristiana di Roma. Il salmista come sempre ci restituisce lo scenario solenne delle grandi celebrazioni nel tempio di Gerusalemme, veri momenti di apoteosi religiosa e gioiosa esaltazione spirituale per gli Ebrei in pellegrinaggio.

 

Più di quaranta anni di esilio in Mesopotamia,  avevano creato dei cambiamenti sociali e spirituali nella comunità giudaica che era stata deportata dai babilonesi. Molti avevano contratto matrimonio con le varie popolazioni che ne abitavano il territorio, deportati a loro volte dalle diverse parti dell'impero eurasiatico nelle tante operazioni di conquista. Nel frattempo, impossibilitati a vivere i sacrifici nel Tempio erano nate le Sinagoghe che erano diventate il naturale riferimento per la celebrazione del Sabato e per la trasmissione della Torà.

 

Adesso si chiedeva loro di tornare a Gerusalemme, non tutti vollero rientrare in Terra Santa, la gran parte rimase in Babilonia. Per quelli che deciso di aderire al progetto di rientro si presentarono i problemi di cui oggi ci parla il Profeta Isaia. L'osservanza giudaica era molto rigida però in questa prima fase si chiede loro: Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli.  Il Profeta chiede loro di corrispondere nella fedeltà del cuore alla volontà di Dio.

 

Al tempo di Gesù la situazione era diventata molto rigorosa, anche a motivo dell'occupazione straniera e del fervore messianico, per cui questo andare di Gesù in terra Fenicia ci presenta un volto inedito di Gesù o più propriamente l'evangelista lo caratterizza con gli atteggiamenti del Giudeo osservante. La donna probabilmente seguiva culti pagani, i cananei come popolo non esistevano da molto tempo ma le tradizioni tribali probabilmente erano ancora diffuse, ed è questa pratica religiosa a fare di questa donna una persona da evitare.

 

Alle invocazioni insistenti della donna, Gesù rispose in modo molto severo se guardiamo al messianismo di cui lui era annunciatore tutto improntato sulla misericordia di Dio: Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele. E ancora: Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini. Ma come accade ancora oggi a chi ha veramente bisogno dell'aiuto di Dio, la donna non desiste e si prostra davanti a Lui, dichiarandosi disposta ad accettare gli avanzi  della tavola alla quale lei non può partecipare pienamente, a questo punto Gesù apre il Suo cuore compassionevole e opera per come la donna chiedeva:  Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri.

 

Abbiamo veramente molto da imparare sul come comprendere ed accogliere coloro che non comprendiamo parte della nostra comunità salvifica. Anche l'Apostolo non si da pace per il fatto che il suo popolo stenta a comprendere e ad accettare il messianismo di Gesù. Oggi il Signore ci ha donato un grande testimone dell'amore di Dio verso ogni uomo, ed è Papa Francesco, con l'esempio della sua vita si sta facendo servo di tutti nell'amore di Dio, dobbiamo solo pregare perché il Signore gli dia forza e alimenti anche in noi la disponibilità a sposare i panni di servi della comunione nella comunità cristiana e oltre le nostre comunità, verso ogni uomo amato da Dio.


   

 AVVISI

 

Il team della Confermazione è convocato per Lunedì 1 settembre alle ore 20,00

Il Consiglio Pastorale programmatico dell'Anno 2014/2015 è convocato per Mercoledì 17 Settembre alle ore 18,00

Al Link Documenti la bozza del Progetto Educativo della parrocchia

 

Nei giorni 9/13 settembre campo di Gruppo con gli Scout Scalea 1°B. De Bonis ai Piani di Novacco "l'osservanza della legge è la radice della beatitudine"

Al Link Scout Scalea 1 Per capire meglio

 

 

Celebrazioni Festive

SABATO SERA

19,00

21,00 Rito Cammino Neocatecumenale

 

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

10,00  Santa Messa

19,00 Santa Messa

21,00 Santa Messa Pro Populo Dei

 
Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  19,00 Santa Messa

 

 Ogni Giovedì con inizio alle ore 21,00 Adorazione Eucaristica

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

 

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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