PARROCCHIA SAN GIUSEPPE SCALEA

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Venite,

adoriamo il Re Signore,

che sta per venire

 

 

 

Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa ... Con questa affermazione Giovanni il Battezzatore, incoraggia gli intervistatori del tempo a comprendere il significato della sua presenza al di la di ciò che immediatamente appariva ai loro occhi. L'esperienza del Battista sarà sottoposta anche al giudizio di Gesù, era stata un presenza epocale, che il Signore aveva vivificato per la speranza di Israele. Profeta rigoroso viene presentato sulla scia di Elia, il profeta galileo della lotta contro i Baal. Ma il contesto della missione deve essere colto nell'esempio che ci viene dato dai profeti post esilici che colgono il deserto come il luogo dell'innamoramento con Dio.

 

L'evangelista avverte anche l'esigenza di spiegare alla sua comunità, alla quale scrive molti decenni dopo, il significato della missione che i battezzatore incarnava: Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo ... Deve preparare ad accogliere il Messia atteso, e sappiamo bene che le idee che si avevano sul Messia erano molto variegate. Giovanni presenta e incoraggia a vivere un cammino penitenziale orientato alla purificazione dal peccato che da sempre si accompagna alla vita delle persone, per essere trovati degni all'avvento del Messia atteso.

 

Il gesto esplicativo di questa adesione era l'immersione nelle acque del Giordano, gesto che esprimeva la volontà di morire a se stessi e il riemergere quale disponibilità a camminare alla presenza di Dio. Ma il gesto più evidente di questa nuova presenza di Dio in mezzo al suo popolo era la sua testimonianza di asceta itinerante lungo il fiume. Di questa itineranza l'evangelista ricorda anche il luogo specifico dove era avvenuto il fatto: in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. L'evangelista Giovanni insieme ad Andrea, vivevano alla scuola del Battista e anche Gesù restò qualche tempo con loro prima di intraprendere al sua missione.

 

E' ancora una volta il profeta Isaia che ci viene proposto come colui che incoraggia a cogliere l'identità e si sforza di caratterizzare la personalità  dell'atteso: Lo spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri, a fasciare le piaghe dei cuori spezzati, a proclamare la libertà degli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, a promulgare l’anno di grazia del Signore. L'idea che ne deriva non è certamente il Messia guerriero che molti aspettavano anche al tempo di Gesù, ma una immagine spiritualmente vigorosa che orienta all'attenzione verso le fragilità, verso i poveri del Regno.

 

Se vogliamo è quell'immagine di testimone adulto del Vangelo di cui tanto parla Papa Francesco, un adulto nella fede che non avverte l'esigenza di comprendersi dominante la scena della storia, ma al servizio di ogni uomo che cerca di corrispondere, nella semplicità della propria vita, alla volontà di Dio. E' una scelta di campo innovativa che esige grande forza interiore, ma esige anche grande apertura alla carità, all'amore gratuito verso gli ultimi. 
 

Il Salmista viene sostituito con il cantico della Vergine Maria. Ne abbiamo appena celebrato la missione di nuova creatura con il mistero della sua Immacolata Concezione, questa Domenica ci viene riproposta nella sua missione di donna che prega e ringrazia il Signore per tutto quanto Lui ha voluto realizzare nella sua disponibilità di Serva:  Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia.

 

La comunità dei credenti ha sempre cercato di cogliere nella vitalizzazione della  vita spirituale le energie che le sono necessarie per sostenere l'attesa del ritorno di Gesù. Certamente il fare manifesta quanto il Signore ci ha affidato, ma senza la vita interiore corre il rischio di diventare arido o altre volte narcisistico, è per questo che l'apostolo non si stanca mai di far riflettere l'autenticità dei valori da perseguire:  Siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. 

 

Prepararsi al Natale del Signore esige questa attenzione alla vita di preghiera. Certo anche le luminarie, il presepe, l'albero, i doni, gli spettacoli e via a seguire, concorrono a creare la gioiosità del momento. Ma il vero fondamento del dono del Natale è la vita di preghiera che si manifesta  nella vita di carità. Ciascuno deve imparare a coltivare questi doni del Signore per se stessi e incoraggiarsi a trasmetterli agli altri.

 

 

 

 

AVVISI

Domenica 21 dicembre alle ore 15,30 incontro con i genitori dell'Accoglienza

Martedì 23 dicembre alle ore 18,00 Prove di Canto per il Santo Natale

Mercoledì 24 dicembre alle ore 23,30 inizia la Veglia per il Natale del Signore

 

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Al Link Vita di Comunità l'avviso per il Pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo il 12 e il 13 Gennaio 2015

 

 

Celebrazioni Festive

 

SABATO SERA

17,00 Santa Messa 

 

DOMENICA

  8,30 Santa Messa

11,00 Santa Messa Pro Populo Dei

17,00 Santa Messa

 

Celebrazioni Feriali
  8,30 Santa Messa
  17,00 Santa Messa

 

 Giovedì con inizio alle ore 20,00 Adorazione Eucaristica

 

Il Santo Rosario viene celebrato comunitariamente prima della Santa Messa

 

Il Sacerdote è disponibile per il Sacramento della Riconciliazione  prima e dopo la Celebrazione dell’Eucaristia

 

Via Luigi Sturzo, 54 - 87029 Scalea - Cs 

tel/fax 0985/920078

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