Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea

Diario di Viaggio
1 marzo - Giornata climaticamente mite, orientata alla gioia dello stare insieme, per cui dovrebbe essere una Domenica particolarmente intensa nella quale ancora una volta siamo invitati a vivere con gioia il dono della comunità e la voglia di poterne godere per come il Signore ci chiede. Certo ogni passo che si compie, esige la coscienza di poterlo fare con entusiasmo e anche la possibilità di coglierne i frutti almeno quelli emotivamente possibili, come anche eisge l'esigenza di rimuovere tutto ciò che si oppone alla gioia e all'amonia personale e degli altri. Come dire è anche il tempo della scelta, non sempre indolore, ma alcune volte necessaria per poter vivere con serenità le relazioni interpersonali che, come sempre, sono soggette agli umori dei protagonisti, ma anche semplicemente alla maturità con la quale si perseguono.
Spesso i ricordi si sovrappongo all'esperienza vissuta, come anche i sogni che vanno ad integrare ciò che è impossibile da vivere, ma tutto deve essere colto nella bellezza dell'armonia che deve sempre abitare il nostro cuore. Anche questo atteggiamento armonico, ha bisogno di maturità e della coscienza del bene che si ritiene di perseguire e di costruire. Intnato il sole ci ricorda che la bella stagione è alle porte, ormai alle cinque e trenta comincia ad albeggiare, come dire la natura fa il suo corso e noi siamo incoraggiati ad adeguare il nostro passo ai nuovi ritmi della creazione. Poi ci sono i pensieri da analizzare, cosa non sempre facile, perché si sovrappongono e alcune volte anche in modo conflittuale. Questa è la bellezza della mente che nessuno riesce a dominare e anche per questo è belissima da analizzare e anche da orientare. In realtà è lei che ci orienta ma alcune volte ci illudiamo di poter cambiare i ruoli e questo ci dona un sentore di protagonismo che alla prova dei fatti non sussiste.
Ci stiamo abituando ad avere sempre una guerra alle porte, per cui anche il bombardamento dell'Iran non riesce a rimuovere il nulla di Sanremo, come si recitava in qualche antologia classica lo spettacolo deve continuare, serve a rimuovere la preoccupazione dai cuori e contemporaneamente deve distrarre, perché la gente non deve riflettere sulla realtà del mondo ma immergersi nell'illusione della spettacolarità, ogni cosa deve essere luce, esuberanza ma la realtà è leggermente diversa, forse molto diversa. Il nostro tempo genera naturalmente l'idealità dello scontro e l'esigenza di affermarsi anche con la violenza, tutta la responsabilità è sempre di altri, anche per questo ci si chiude troppo in se stessi, l'alto fa paura ed è importante tenerlo fuori dalla propria vita. Proprio il contrario di quanto Gesù ci chiede di vivere e di proporre perché il Regno di Dio sia in mezzo a noi.

Oggi! Sarà una giornata bellissima, apriamo in questo modo il mese della primavera. Però come ogni cosa bella, dobbiamo essere sensibili alla novità che l'altro esige di essere per se stesso e per gli altri. Non sempre è facile, lo so, ma se è questo il bene, occorre anche mortificare i propri desideri e vivere in modo gioioso la realtà per come è possibile. Nel frattempo la luminosità del sole va espandendosi, i mandorli sono in fiore, le margherite vanno spuntando di qua e di là, perfino le rose cominciano ad aprirsi, per cui non possiamo fare altro che dare corso alla vita della natura e cooperare alla gioiosità di ciò che ci circonda e che il Signore ci ha donato per amore, senza averne alcun merito. Questo esige anche un grande rispetto di tutto ciò che ci viene affidato ricordando sempre che non è una nostra proprietà, e ancora che più una cosa è bella più e fragile e deve essere custodita con attenzione.
25 febbraio - Oggi vi propongo di iniziare la giornata con alcune immagini della vita ordinanria della parrocchia, è la dinamica passiva di aggregazione, che non prevede la presenza di educatori e/o respondabili, ma solo la gioia di stare insieme dei nostri ragazzi, il futuro della comunità. Sono stabilizzati nel rendersi presenti ogni giorno, nella diversità delle loro passioni e interessi, e questo vitalizza e dà gioia ai nostri ambienti pastorali. Spero di aver trasmesso un pò di gioia anche a voi, per cui non posso che augurarvi una bellissima giornata di entusiasmo e voglia di esserci con la gioia della vostra presenza. Oggi? Oggi è una giornata bellissima, anche se leggermente soffocata dagli impegni, capita alcune volte di dover giore in modo contratto ma non per questo è meno significativo. Per cui auguri di ogni bene anche a voi, il mondo ha bisogno di tutti ed è importante far sapere che ci siete ancora. Coraggio ed entusiasmo. Impariamo dai nostri ragazzi.

23 febbraio - Della serie tutto è contrassegnato dalla gioia dei nostri ragazzi, che ci hanno donato la loro gioia di esserci e la volontà di trasmetterlo con l'entusiasmo che appartiene alla loro età. Devo ammettere che sono stati insuperabili nella voglia di coinvolgere in quello che hanno inteso proporre sul valore della pace, ma quello che immediatamente è stato spettacolare è la loro voglia di esserci e di vivere tutto con la gioiosità di chi ne ha bisogno, anche se i contenuti alcune volte erano orientati alla sofferenza e al dolore, poi intervenivano loro e tutto tornava ad essere sereno. La foto che ho caricato ritengo esprima bene la bellezza di ciò che abbiamo vissuto e che i gruppi hanno inteso proporre per far vivere un moemnto di entusiamo per la vita e per guardare con fiducia al futuro, che loro rappresentano. E' stata anche una occasione, di far incontrare le diverse anime educative della comunità, che il Signore ci ha affidato e che non smette mai di stupire per la bellezza che riesce ad esprimere e che non sempre riusciamo a comunicare. Insomma tutto bello, semplicemente perché dono di Dio.

Abbiamo imparato da tempo che Dio ha bisogno di noi per intervenire nella storia, anche per questo ogni azione, ogni proposta ha bisogno di animatori che la preparino e la vivano con entusiasmo anche nelle tante difficoltà che questo comporta. Però nel poco o nel molto l'opera di Dio si rende manifesta attraverso l'impegno degli educatori e degli animatori, tutti protagonsiti agli occhi di Dio anche se non sempre nella possibilità di poterlo esprimere con il necessario vigore educativo. Tutto viviamo nelle difficoltà e nei problemi e questo va letto con impegno per comprendere meglio la bellezza di ciò che si riesce a proporre. In questo percorso di comprensione e di perfezione interviene il tempo della Quaresima, orientata a farci vivere una migliore comprensione dell'opera di Dio che pur appesantita dai nostri limiti, riesce ancora oggi ad alimentare entusiasmo per la vita e la voglia di lottare sempre con entusiasmo, nelle tante difficoltà da affrontare ogni giorno.
Questa sottolineatura, riguarda soprattutto la presenza femminile sempre più determiante nella vita di comunità, e che raramente viene colta nella sua bellezza. Immaginate le nostre parrocchia senza questa presenza, ci ridurremmo a un numero limitatissimo di presenze ordinariamente nei luoghi di dirigenza, poichè sostanzialmente l'uomo vive ancora la presunzione di essere importante oserei dire insostituibile, ma nella realtà sono le donne a dare un contributo stabile e vitalizzante in tutte le attività che si cerca di portare avanti socialmente, Devo ammettere che anche io per molti anni, ormai decenni, ho fatto fatica a cogliere il pesante lavoro ordinario che ogni donna vive nella quotidianità. Adesso ho imparato qualcosa in più ma faccio fatica a comprendere pienamente cosa significa cucinare, lavare, pulire ogni giorno e via a seguire. Insomma tutto ciò che porta avanti la famiglia e la casa, tutto fatto nel nascondimento e quasi sempre senza alcun ringraziamento.
A questo impegno velato, si aggiunge la voglia di esserci all'esterno, che è più stabile che non nell'uomo e rende la donna un punto di riferimento ineludibile della sociatà e anche nella Chiesa, anche se si stenta a dare questo riconoscimento ufficilamente, ministerialmente. Queste sono le lentezze e la resistenza allo Spirito Santo che suscita, anima e che non sempre viene colto nella bellezza di ciò che riesce a trasmettere della Sua presenza. La Quaresima diventa perciò un tempo di discernimento dei carismi e di come vengono valorizzati nella quotidianità, un tempo nel quale sono invitato a guardare con più attenzione a coloro che il Signore mi pone accanto, per comprendere meglio la loro preziosità per come la intende Dio e non solo per come la vedo io. Per costruire il Regno di Dio e non per assecondare i nostri capricci e progetti spesso narcisistici, che oggi nascono e oggi muoiono.
20 febbraio - Non sempre si resce a comunicare, per come si vorrebbe. Alcune volte si avverte l'esigenza di un aiuto, mi direbbe basta seguire le tante situazioni che ci circondano, ma non è così. Si corre il rischio di fare notizia per la notizia, in questo basta attingere ai tanti notiziari che si accompagnano alle nostre giornate. Invece si vorrebbe comunicare, coglienendo in se stessi ciò che immediatamente può sostenere l'altro, per aiutare quanti vivono tormenti veri o illusori anche non per questo non sono meno veri.
Spesso possiamo affermare che soffriamo più per ciò che immaginiamo che per quello che accade realmente. Devo dire la verità a me non accade, anche perché caratterialmente sono leggermente rigido, ma spesso ci si trova in situazioni difficili da affrontare semplicemente perché coinvolgono emotivamente l'altro, per cui se non si entra nella dinamica che l'altro stenta ad affrontare non si può comprendere pienamente la difficoltà che l'altro avverte nel risolvere i problemi.
Questa empatia totale ritengo sia difficile da incarnare perché ogni personalità ha il dono di essere esclusiva, per cui si riesce a coniugare fino ad un certo punto, poi ognuno deve affrontare i problemi secondo le proprie potenzialità caratteriali e anche facendo leva, soprattuto nella dinamica matrimoniale, sulle proprie energie interiori, quelle che chiamiamo amore o semplicemente passioni, come anche emozioni. La vita di coppia ha una fragilità di fondo che è quella di essere in due, per cui tutto deve essere coniugato leggendo la sensibilità dell'altro.
In parte anche la vita di chi è solo può essere percorsa da queste sensazioni, ma può farlo nei tempi più personali per cui si avverte certamente di meno, poi tutto è legato al livello di affetto e di coinvolgimento nelle singole situazioni che si accompagnano alla nostra vita di ogni giorno. Comunque al di là delle situazioni sociali, siamo tutti persone in relazione con altri, conseguentemente nella tensione di percepire umori e fraglilà necessaimente diverse ma anche per questo meritevoli di essere analizzate e comprese. Questo può accadere solo se ci libera dalla presunzione di sapere a priori, ogni cosa va scoprendosi camminando insieme.
Intanto siamo sollecitati dai preparativi per lo spettacolo sulla pace, sarà un momento bellissimo di gioia e di riflessione per come i bambini riescono a comunicare con la loro presenza. Adesso ci spostiamo al comune per preparare l'Aula Consiliare, insomma ci si immerge in un modo diverso di leggersi comunità, che è quello di comunicare agli altri i valori che abitano i nostri cuore, nella speranza che tutto concorra alla vita di fraternità. Dobbiamo sempre leggerci in questa disponibilità di essere un dono per gli altri, generare l'amore che si accompagna alla nostra vita e che il Signore ci chiede di trasmettere a tutti; in questi giorni vivremo questa gioiosità relazionale.
16 febbraio – Vivremo giorni nei quali si incrociano sentimenti ed emozioni molto diverse ma che, nella bellezza della loro diversità, concorrono ugualmente alla vitalità della comunità. Voi mi direte ma di che si tratta? Facile a dirsi: da una parte la conclusione dei preparativi gioiosi per la festa della Pace e dall’altra l’inizio del Tempo di Quaresima per sua natura caratterizzato dalla riflessione e dalla preghiera.
Nulla di particolarmente impegnativo e gravoso, ogni cosa fa il suo corso con serenità e nella disponibilità di tutti, insomma ogni cosa è affidata al Signore, e a lui piacciono tutti e due gli appuntamenti. Mettendo da parte i tanti problemi di solidarietà che hanno caratterizzato la settimana appena conclusa, più facile a dirsi che a farsi anche perché è risaputo che al cuore non si comanda, cerchiamo di aprirci alla comprensione di quanto il Signore ci donerà di vivere.
Il cuore è aperto alle emozioni che derivano dalla gioia della partecipazione di tanti, che offrono sé stessi con grande generosità e, certamente, con l’aiuto del Signore. Nei tanti problemi personali da affrontare ogni giorno, tra una visita ospedaliera e i tanti impegni familiari, molti dedicano il proprio tempo con gioia perché ogni cosa possa procedere per la crescita e il coinvolgimento della comunità.
Il Santo Padre, nel suo messaggio per la Quaresima, ci chiede di vivere con la serenità interiore questo periodo di preparazione alla Pasqua del Signore. Il silenzio per educarsi all’ascolto, il distacco dalle cose per riscoprirsi liberi, la gioia di essere comunità in cammino per la realizzazione di un mondo più giusto, il valore della preghiera che apre all’amore gratuito e disinteressato verso gli ultimi, i più abbandonati.
Papa Francesco avrebbe detto lo Scarto del nostro tempo. Come vedete nulla di particolarmente innovativo, ma proprio per questo sempre attuale per generare la novità dell’essere oggi testimoni di una vita nuova, autenticamente cristiana, per cui totalmente aperta al dono di sé e alla riscoperta dell’altro che mi è accanto.
Queste sollecitazioni, se vissute con amore, ci aprono alla comprensione della preziosità di tutti, non per come li vediamo, ma per come sono. Questa maturità relazionale esige vicinanza fisica e spirituale, animata da una sincera conversione all’amore vicendevole e guidata dalla ricerca del bene che l’altro rappresenta e di cui è depositario, anche per questo è insostituibile e deve essere percepito prezioso nella propria vita.
Ciascuno è depositario in modo esclusivo di un dono particolare, per cui quando riusciamo a stare insieme ogni cosa diventa una armonia che genera la bellezza della fraternità, da condividere per il bene di tutti. Andiamo sempre più caratterizzandoci per la ricerca del mio bene, quello che voglio io, ma questo intristisce e genera solitudine.
Perciò dobbiamo farci coraggio e leggerci aperti all’amore gratuito verso l’altro che spesso viene definito servizio, ma in realtà non è altro che vivere la vita dando più spazio all’amore del cuore che naturalmente coglie la preziosità dell’altro e per quanto è possibile ne condivide i vari momenti di vita, quelli gioiosi e quelli che intristiscono, ma tutto contrassegnato dal desiderio di amare sempre e comunque tutti. Allora non posso che augurarvi un cammino entusiasta, per prepararci a vivere l’incontro con il Signore che viene.
13 febbraio - Oggi si propone con il tormento del cuore, immerso nelle situazioni di dolore e di solidarietà con coloro che vivono il dramma della morte, della solitudine e dell'inquietudine non riuscendo ad accettare quanto umananmente appartiene alla fragilità della persona e alla difficoltà che le strutture ospedaliere presentano nell'affrontare le emergenze. Il ritorno alla Casa del Padre della nostra sorella Francesca ci chiede di immergerci in questo mistero di dramma e di salvezza che attraversa la vita di ciascuno di noi e, al di là della comprensione che ne riusciamo ad avere, comunque ci coinvolge. E' vero sono tante le situazioni drammatiche che accompagnano quotidianamente la nostra vita, ma questa si caratterizza per la situazione scatenante, nel momento del dono della vita prende il sopravvento l'annullamento della propria vita.
In tutto questo, è importante cogliere le emozioni che attraversano il cuore dell'uomo e in particolare dei familiari, degli amici che più immediatamente sono coinvolti. Come sempre in questi casi, le parole sono tante, come anche il silenzio. Sono quegli avvenimenti che disorientano per inimmaginabili, eppure spesso ci vengono proposti ma forse non riflettuti perché sonmmersi da altre situazioni. Oggi è così, ritengo che tutti a Scalea avremo modo di riflettere su quanto non dovrebbe mai accadere a nessuno. Anhe il tempo ci presenta questo tomento della creazione, vissuto maggiormente da chi abita presso il mare, vedere le onde che si susseguono in modo minaccioso, orientate a riappropriarsi del suo spazio naturale che è stato occupato da altri, genera sempre un moto di apprensione, simile un poco all'ammagine della vita.
Esige sempre di essere accolta e affrontata con coraggio e soprattutto nelle avversità, con una serenità che è difficile avere immediatamente quando accadono questi fatti. E' come le onde del mare che si susseguono in modo inquieto e irregolare sempre più impetuose e invasive, esigono prudenza, prendere le misure, vivere le distanze, cercare nuovi equilibri, non essere mai troppo sicuri di se stessi e, soprattutto, quardare avanti con fiducia. Tutto questo esige tempo, semplicemente perché si pensava di poter vivere il tutto insieme e adesso viene chiesto di farlo da soli. La famiglia è anche questo, ricerca di nuovi equilibri integrità negli affetti e la volontà di perpetuare instancabilmente quanto insieme si è generato alla vita.
Adesso diamo più spazio alla preghiera e al silenzio, lasciando parlare il cuore, si osservano gli occhi delle persone, soprattutto dei bambini. Ci si legge dentro cercando i margini di solidarietà possibili, senza essere invasivi e senza farli sentire assenti, in queste situazioni è importante sentire la presenza amica e, proprio perché amica, non ha bisogno di tante parole. Oggi sarà vissuto in qeusto modo e con questi atteggiamenti.
12 febbraio - Effettivamente l'inverno continua a mostrarci il suo volto migliore, quello che autenticamente lo caratterizza da sempre, per cui pioggia, vento, tempesta, neve insomma siamo in inverno, un maglione in più da indossare, più entusiasmo nel camminare e tanta gioia nel vivere le intemperie con l'entusiasmo che deve caratterizzare il passo nei momenti difficili. Decisamente basta avere un pò di coraggio in più, meno pigrizia e tutto viene vissuto con naturalezza. Sono quelle giornate nelle quali si coglie la preziosità del caminetto che ti accoglie e ti coccola, insomma ti fa stare bene, anche la notte si riposa meglio davanti al fuoco del camino che non nel letto. Dicamolo pure il fuoco è una voce amica che ti fa ripercorrere tanti ricordi e ti ripresenta tanti affetti e poi, questa sua voglia di parlare, di comunicare.
Insomma ti fa sentire meno solo e ti fa riposare in compagnia, alcune volte ti fa anche sognare, ma certamente ti fa pensare. Poi certamente bisogna anche uscire, scuola, lavoro e tanti altri impegni, non sempre è piacevole; ma in questo caso subentra e integra quanto ho detto inizialmente nell'affrontare con gioia ed entusiasmo quanto l'inverno intende donarci. Che giornata è oggi? Ritengo molto bella, non ho detto bellissima, semplicemente perché noi siamo innanmorati delle giornate soleggiate e non di quelle piovigginose, ma non è poi totalmente negativa, bisogna organizzarsi. D'altra parte merita di essere vissuta anche questa. Un esercizio che ci restituisce euforia è certamente quello di camminare mentre piove, senza ombrelli altrimenti si perde il gusto di sentire l'acqua addosso, è un momento di prova mendiante il quale ci is rende conto dell'età che abbiamo.
Poi basta attingere ai pensieri, ai ricordi e tutto riacquista i colori e le emozioni che si desiderano, anche perché nella vita di ciascuno abbiamo mille situazioni che ripresentate generano il sorriso e la luminosità di poterli rivivere con intensità. Per cui auguri, che sia una giornata felice, arricchita dai volti amici che si accompagnano alla nostra vita e ci sostengono con il loro entusiamso e i loro sorrisi. Magari, perché no, anche con la loro voglia di vivere in modo totalmente nuovo e impensabile. E' vero, come sempre, i problemi non mancano nella vita di nessuno, ma certamente anche le gioie, per cui non rattristiamoci e cerchiamo di trasmettere sempre la voglia di vivere nella speranza. Insomma, evitiamo di stabilizzare i musi lunghi e apriamoci al dono del sorriso di cui tutti avvertiamo il bisogno
11 febbraio - Alcune immagini non hanno bisogno di commenti, semplicemente perché comunicano il messaggio osservandole. I bambini e i giovani in cerchio esprimono la voglia di fraternità, la preghiera solitaria e silenziosa apre alla comprensione del mistero del cuore che ama e avverte l'esigenza di leggersi sempre oltre ciò che immediatamente coglie, i colori della natura da sempre articolati nell'arcbaleno esprimono l'anelito alla pace tra i popoli e con la natura, lo stupore che traspare dagli occhi dei bambini di fronte a ciò che è luminoso e non immediatamente da possedere. Sono i valori che abbiamo dentro e che non sempre riusciamo a vivere con naturalezza, ma quando accade aprono sempre a un modo totalmente diverso di comprendersi e di relazionarsi. Oggi si presenta in modo complesso e tormentato, immediatamente parlando indecifrabile per cui non posso che augurarvi buona Festa alla Madonna di Lourdes e maggiore vicinanza ai sofferenti nel corpo e nello spirito. E' una giornata bellissima da vivere con l'intesità del cuore, con lo stupore degli occhi, nella gioia della fraternità e con la voglia di armonia e di pace.

9 febbraio - Voi mi direte: Ma è possibile vivere tutto con affetto? Non è una domanda oziosa, però esige una maturità relazionale che non sempre si riesce ad esprimere in modo ordinario. Ma allora esige impegno? Io penso di no, certamente è importante generare una corrispondenza di intenti che riesca a coniugare la gioia di stare insieme, nel rispetto vicendevole. E' una tensione positiva verso l'altro che coinvolge emotivamente a tutte le età, nella diversità dei modi e della maturità. Spesso da questa positiva interazione di emozioni, dipende la propria serenità e di quelli che ci sono accanto.
Sin da bambini si avverte l'esigenza di abbracciare e di sentirsi abbracciati. Anche quando l'età avanza, si avverte impellente l'esigenza di sentirsi amati, ancora di più possiamo dire che da questo deriva la capacità di continuare ad impegnarsi con entusiasmo e con gioia, questo permette di guardare sempre avanti e agli altri con fiducia. Ritengo di non affermare nulla di nuovo, dicendo che è una delle componenti che determinano l'armonia nei rapporti con se stessi e con gli altri.
Come è evidente è una componente molto sensibile della vita personale, è anche energia positiva per la sicurezza personale, per l'affermazione di sé, che però avverte sempre l'esigenza di essere colta nella sua bellezza ma anche nella sua sensibilità, nel senso che determina una fragilità, una instabilità quando non è vissuta in modo sereno o si avverte che altri non la rispettano. Cosa che può anche non essere accaduto, ma proprio in virtù della bellezza che la anima ogni cosa viene letta per come la si percepisce e non per come l'altro la propone. Questa particolare sensibilità, esige una disponibilità e una attenzione che non sempre si percepisce nelle relazioni interpersonali e anche per questo ci si allontana, ci si trascura e ancora peggio ci si può chiudere in se stessi maturando una diffusa diffidenza verso gli altri.
Il nostro tempo, in virtù di un modo di vivere frettoloso e spesso introverso, è caratterizzato proprio da questa diffidenza vero l'altro che apre all'analisi severa, al giudizio e altre volte all'incapacità di mostrare il proprio affetto; al punto che l'altro stenta a cogliere la bellezza che abita la nostra vita, al là di come riteniamo di doverci mostrare nelle relazioni interpersonali quotidiane.
Quello che ritengo di aver comunicato è che la vita affettiva merita di essere curata sia a livello personale che a livello interpersonale, perché questo permette di vivere meglio con se stessi e con gli altri. E quando questo non accade? Magari ne parlerò in un'altra occasione, rilettendo la dinamica dell'amore coniugale e della vita affettiva con i figli e dei figli. Per oggi può bastare, comunicare troppo l'affetto esige anche del tempo perché lo si colga nella sua preziosità.
8 febbraio - Una giornata che va chiudendosi in modo un pò lento, molte iniziative impegnative e adesso tanta voglia di riposare. Come capita spesso, la stanchezza è psicologica quando si è troppo sotto pressione in cose che non possono andare diversamente, ma fai fatica a accettarle per come vanno. Certo, direte voi, basta farsene una ragione. Facile a dirsi, difficile da mettere in pratica. Insomma nulla di grave, ma tante difficoltà da inseguire alcune delle quali non dipendono da te, per cui sono ingestibili. altre sono gestibili ma stentano a risolversi per cui dominano la scena dei pensieri. Insomma prima o poi ne usciremo in qualche modo.
Tutto è andato abbastanza bene, anche momenti molto intensi e significativi come la celebrazione molto coinvolgente e carica di valori, e allora. Allora, per come ho detto prima, qualcosa manca e poiché appartiene ai desideri insostituibili corre il rischio di generare squilibri nelle analisi complessive. Certo attorno a noi andiamo a vivere situazioni che esigono un nostro maggiore convolgimento, ma anche questo non sempre è realizzabile, della serie si fa per come è possibile. Alcune perfino drammatiche, per le quali non possiamo che pregare, alcune volte la vita è orientata alla destabilizzazione degli affetti nelle sue diverse forme, quando questo accade possiamo solo metterci in ascolto e sperare nelal serenità delle reazioni, ma non sempre si riesce.
Noi, non possiamo fare altro che dedicarci con tutto il cuore, nella speranza di riuscire a sostenere le difficoltà di chi le deve affrontare con grande coraggio. Per il resto si affida tutto alla volontà di Dio, cercando di cogiere nel suo fare, comunque il bene anche se non sempre risuciamo a comprenderlo. Come vi rendete conto, tutto è abbastanza intrecciato, certo completando questa giornata è opportuno liberare la mente e il cuore altrimenti si stenta a cogliere il senso del risposo. Insomma ci si tormenta nella complessa dinamica degli avvenimenti e questo non serve a niente. In queste situazioni è bene pensare agli sguardi dolci e sorridenti dei bambini, che generano sempre serenità, come pure è importante riflettere sul dono rappresentato da coloro che ci sono accanto e ci sostengono con il loro impegno.
Come sempre auguro a tutti una dolce serata familiare leggendosi nel bene che comunque si è sperimentato nel donare e nel ricevere, con un'analisi serena ci si rende conto che quanto riceviamo è sempre di più rispetto a quello che risuciamo a donare. Anche per questo non possiamo che ringraziare. Anche negli atteggiamenti relazionali ci si rende conto di una disponibilità assolutamente innovativa, che apre alla gioia e al desiderio dell'incontro. E' vero non tutto è molto chiaro, ma almeno mi sono liberato e posso affrontare in modo più sereno l'iultima parte della mia giornata. Buon serata a tutti/e.
4 febbraio - Capita alcune volte che i pensieri si sovrappongano al punto da togliere il sonno, è in queste situazioni che sarebbe utile il comando educativo e perentorio: Braccia Conserte. Era un atteggiamento comportamentale che veniva richiesto ogni qualvolta si determinavano situazioni di confusione, o comunque si avvertiva l’esigenza di mettere ordine. Ritenevo di averlo cancellato dal mio vissuto, anche perché apparteneva agli anni della mia infanzia; invece, si presenta imperioso e determinato in questi giorni sollecitando riflessioni e interrogativi capaci anche di togliere il sonno. Era normalmente impartito con cippiglio severo, cambiando gli atteggiamenti educativi, magari adesso ha i connotati di un sorriso rasserenante ma non per questo è meno impegnativo ed esigente.
Tanto per rendervi maggiormente solidali alla mia riflessione sono le 4:30 e non riesco a chiudere gli occhi per cui mi sono detto: perché non ti metti al computer, magari ti ritorna il sonno. Ed eccomi qua. Cosa volete che vi dica, può anche essere che dipenda dal viaggio fatto a Sicilì ieri, che ha scombussolato totalmente il mio modo ordinario di vivere il rientro al mio paese natio, il fatto che mia zia China sia in una casa di riposo e non nella sua, mi ha imposto di vivere in modo totalmente innovativo i mei tanti rientri e mettere anche ordine nel mio vissuto e nei miei ricordi. Per cui visita veloce con Casa di Riposo, visita alla tomba di mio fratello Peppino, celebrazione in onore di San Biagio e rientro a Scalea, insomma niente pranzo gioioso e niente riposo ristoratore.
Come vedete alcune volte basta una determinata situazione affettiva a determinare una destabilizzazione degli equilibri del cuore e della mente. Nulla di particolarmente grave, sono troppo navigato per subirne in modo serio e stabile gli effetti, però mi rendo conto che ciò che mi ha accompagnato come una presenza sicura fino ad oggi ad un certo punto viene meno e quindi ancora una volta si deve ripartire in modo innovativo e per alcuni aspetti con attegiamenti totalmente diversi. Insomma, per farvi capire con un affetto in meno da cercare e con il quale ero abituato a convivere. Niente, con un pò di malinconia ma sereni si guarda avanti e si prosegue.
È vero gli affetti sono determinanti nell’equilibrio della persona, anche per questo l’imperioso comando educativo: Braccia Conserte, che normalmente rende presente anche chi lo richiede in modo affettuoso e proprio per questo da vivere, si ripresenta per richiamare a un riequilibrio delle situazioni da vivere per rasserenare gli atteggiamenti e guardare con maggiore serenità alle persone e al futuro. E’ stata una giornata molto complessa vissuta in modo emotivamente intenso, che ho concluso con la celebrazione dei miei familiari, chiaramente anche questa carica di ricordi e di emozioni inespresse. Mi rendo conto che la vostra vita non è meno interessante e pressante, magari anche più problematica, ma per oggi vi ho proposto una pagina della mia.
Ritengo, che in questo clima di instabilità, rientra anche la complessa attività orientata ad animare e a vivere questo mese sul tema della pace la vita della comunità. Non è facile mettere insieme tante persone disponibili, generose spiritualmente abbastanza motivate che sono abituate a leggersi protagonisti di una proposta educativa, ma è proprio questa la bellezza della vita cristiana, leggersi in comunione di intenti nella diversità della proposta, questo esige tempo e pazienza, anche per questo, quando le persone a cui dare ascolto sono centinaia, la dedizione deve essere intensa e i pensieri che ne derivano si accumulano e complessificano la riflessione.
Ma allora, direte voi, fanno bene quelli che non hanno pensieri, fermo restando che nessuno è senza pensieri, se uno dice questo semplicemente non ritiene opportuno comunicarli. Come dipco spesso è un problema legato alla paura di mostrarsi nella propria bontà ideale per cui ci si relaziona genralmente in modo superficiale. Intanto l’orologio segnala che è il momento dell’alzata ordinaria, per cui posso anche interrompere e preparami a iniziare la mia giornata attiva. Grazie per la pazienza che avete avuto e auguri di ogni serenità alla vostra vita e tanta gioia da condividerla, per quanto è possibile con tutti. Insomma, è opportuno non tenere solo per sé, quello che può donare entusiasmo nell’affrontare la giornata anche ad altri.
2 febbraio - Presentazione di Gesù bambino al Tempio, popolarmente oggi è la Candelora, a motivo elle candele che oggi vengono distribuite come inizio della celebrazione. Un giorno allora contrassegnato dalla luminosità degli incontri e dalla gioia di poterlo vivere con le persone che si fanno incontrare. Come sempre, ogni cosa deve essere letta come un dono, mai come un possesso altrimenti si corre il rischio di generare tenebra e non luce. La luce apre al dialogo, al confronto, alla gioia comunicata da occhi sorridenti, dalla voglia di guardare avanti con fiducia e di costruire una speranza sempre nuova per se stessi, ma soprattutto per gli altri. Sarà una giornta bellissima, perché al centro davanti a noi abbiamo sempre gli occhi sorridenti del bambino Gesù che, confortato e coccolato dai genitori, vive e fa vivere un giorno di festa e di serenità.
E' un incontro che apre alla riflessione, apre lo sguardo al futuro e incoraggia a comprendere meglio il senso della nostra vita e all'importanza di condividerla con le persone che si amano, quindi con tutti. Questa parola potrebbe anche spaventare, come si fa ad amare tutti, ma è proprio questa universalità dell'amore solidale che apre al dono di sè cogliendo nella propria vita energie inimmaginabili. Alcune volte capita di sentirsi stanche di questa dedizione non sempre peraltro corrisposta, allora semplicemente dobbiamo rileggerci nelle motivazioni che abitano la nostra mente, meglio ancora il nostro cuore, peché la dedizione gratuita all'altro non stanca mai. La gente ha bisogno di parlare e di essere ascoltata, di accogliere e di essere accolta, ancora di più se qualcuno è reattivo ha ancora più bisogno di affetto e di attenzione. Siamo solo all'inizio ma, come potete rendersi conto, è già una giornata bellissima.
E' vero si dice la notte porta consiglio, ma ritengo che anche il giorno non è da meno, per cui devo ammettere che avete ragione voi, la vita di comunità comporta anche la condivisione della sofferenza che si accompagna alla vita di tante famiglie. Si guardiamo con attenzione gli occhi delle persone ci rendiamo conto che nella vita ditutti c'è qualche situazione che merita di essere condivisa perché si fa fatica a portarla da soli. Qui nasce il dilemma: con chi condividere le difficoltà? Spesso non si riesce neanche con le persone più amate, c'è semrpe qualcosa che si ritiene non opportuno comunicare in pienezza. Alcune volte nasce dalla sensibilità di non appesantire l'altro con i propri problemi, ma in questo caso si può generare nell'altro la presunzione di poter affermare che si è beati perché senza problemi. Quello che raccomando è di essere sempre trasparenti, quando si decide di condividere qualcosa di se stessi è bene comunicare tutto.
L'altro potrà poi accogliere il peso da condividere o di rigettarlo con serenità e dolcezza. Questo nell'amicizia altrimenti tutto è chiacchierare. Che non è poi male a priori, perché comunque la solitudine, che è un malattia grave, si deve combattere in qualche modo. Allora il consiglio è quello di avere amici veri, la parola vero viene spesso abusata nel senso che o si è amici o non lo si è, con i quali riuscire a confidare tutto. Si può confidare tutto anche restando in silenzio, alcune volte deve essere l'altro a cogliere le situazioni che si attraversano in quel momento, ritengo sia utile comprendere che tutto è legato all'affetto che si nutre vicendevolmente. La solidarietà è espressione dell'amore che deve sempre caratterizzare i nostri rapporti e anche la confidenzialità delle nostre relazioni. Ammetto che non era questo pienamente il senso dell'aggiunta, ma ogni tanto esco fuori tema. Buona serata a tutti/e con le vostre famiglia. Il che vale anche per me con voi, che siete la mia famiglia.
31 gennaio - Continua la storia infinita, anche se i mesi scivolano e il tempo è impetuoso, tutto scorre nell'impegno e nella gioia di esserci. Certo ogni cosa ha bisogno di analisi e di ricerca di senso altrimenti si corre il rischio di camminare nel vuoto, ma se si è circondato dalla gioia dei nsotri bambini e dalla voglia di guardare in modo sempre nuovo al futuro, tutto questo non dovrebbe accadere. Ammettiamolo, oggi è stata una di quelle giornate da incorniciare se la leggiamo nella dinamica della vita pastorale e della gioia della condivisione di esperienze. Come sempre non riesco a narrare le emozioni, in questo avverto sempre più il bisogno di altri che comunichino per me, e lo fanno anche in modo molto significativo, però le esperienze le propongo io e le vivo con gioia rigenenerante. Rigenerante per la voglia di esserci, di guardare al futuro, di essere felice in mezzo agli altri e soprattutto di vedere che i ragazzi amano la vita comune e la condividono alcune volte anche con me.
Voi direte e quindi? Ma allora non avete capito, ve l'ho appena detto a questi quesiti non rispondo io ma altri al mio posto, io mi limito a operare perché il tutto proceda sempre in modo nuovo, verso traguardi innovativi e orientati a generare speranza in chi li propone e engli ambienti in cui vengono vissuti. Si riesce sempre? Dappertutto? Allora sarebbe un'azione magica, non umana noi invece viviamo sempre il tutto in mezzo alle persone concrete, quelle che incortriamo ogni e anche con quelle che immaginiamo di poter incontrare, ma che non sempre si rendono disponibili. Questo merita di essere colto nella sua bellezza, non sempre ciò che si desidera è orientato al bene in assoluto per cui non merita di essere assecondato, a differenza del bene che genera armonia e serenità interiore, che va sempre emancipato.
Continua il cammino del mese della pace, vissuto con quell'entusiamo che fa cogliere i limiti percepiti sempre come nuovi traguardi da perseguire e da conseguire con entusiamo. La pace è la gioia di stare insieme, l'entusiasmo che genera il cercare l'altro e non restare mai deluso se non di se stessi. La pace è soprattutto la tensione a vivere e a realizzare ciò che è inappagabile, avendo la certezza che con il proprio impegno le cose migliorano perché orientate alla luminosità interiore non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Anzi, l'azione personale, più è orientata alla gioia degli altri più apre alla gioiosità interiore. Anche per questo è bello leggersi in una missione che non ci appartiene, ma che ci viene affidata, quanto più vi corrispondiamo tanto più ci sentiamo nella disponibilità instancabile a portarla avanti. Questa immagine va applicata alla vita parrocchiale, tutto è legato all'entusiasmo con il quale si vive la gioia dello stare insieme con gli altri.
Domani siamo incoraggiati dal Signore a leggerci nella disponibilità a vivere le beatitudini e a comprenderci in un protagonismo al quale Lui chiede di corrispondere, questo ci dona di comprenderci parte del Regno che Lui è venuto a realizzare, protagonisti nella sua presenza nelle realtà nella quali siamo chiamati a vivere il nostro protagonismo, rendendo così presente Lui che è il vero rigeneratore della vita. Da parte nostra godiamo del privilegio di essere accolti come Sua presenza nel cuore dei fedeli e della comunità, lo so c'è troppa disparità di valori tra Lui e noi, ma se ci ha scelti, ha trovato in noi qualcosa che magari neanche conosciamo e questo ci deve rasserenare, vivere e trasmettere entusiasmo sempre nuovo per vivere al Suo servizio, sentendoci appagati di sentirlo accanto a noi e di essere stati scelti come suoi amici.
27 gennaio - Questa mattina è tutto un invito a immergersi nell'infinito, nell'armonia della natura che ci abita attorno e che non sempre riusciamo a cogliere e valorizzare nella sua bellezza. I colori del cielo e del mare, l'armonia e la varietà delle nuvole, l'immobilità e la solennità dei monti, tutto chiede di essere maggiormente osservato e amato. Trovare il tempo per la contemplazione del creato, aiuta a leggere il dono nel quale il Signore ci ha posti ed è anche un incoraggiamento a leggerci depositari di questa infinita bellezza, che apre il cuore alla speranza e alla gioia mentre la mente è incoraggiata a riflettere sulla vita, come valorizzarla e che cosa coglier di quanto siamo depositari esclusivi. Ancora di più siamo incoraggiati a rimuovere le tante negatività che generano tristezza, spesso angoscia ed aprirci alla gioia, alla luce che non possiamo possedere ma anche per questo pervade e rischiara comunque la nostra vita.
Dalla energia della natura dobbiamo imparare a cogliere gli entusiasmi che sprigiona, ma anche le fragilità che spesso distruggono il bello e che gradualmente riaffiora nel tempo. Il vero divario è proprio depositato nel tempo, che per la natura è infinito mentre noi dobbiamo valorizzarlo per il tempo che inseghiamo nel suo scorrere e che troppo spesso sfugge al nostro controllo.
Se volessimo soffermarci sulla diversità dei modi di pensare e affrontare la nostra esistenza terrena, potremmo fare riferimento a ciò che ci comunica la natura e più precisamente all'immensità del mare e alla maestosità della montagna... Il mare un'intensa distesa blu, con svariate sfumature di colore, si esprime con un moto perpetuo, si rinfrange sugli scogli e accarezza la sabbia con intensità differenti a seconda del vento che soffia.. la brezza marina è una carezza sul viso, come una coccola che vuole comunicare un messaggio... Paradossalmente può diventare inavvicinabile, imprevedibile, rischioso da sfidare e quindi sconosciuto nella sua complessità. Nel mare possiamo affondare e risalire, navigare a vele spiegate in un clima sereno e viceversa combattere contro le onde impetuose, per non perdere la bussola.
Nella direzione opposta ci fanno da cornice le montagne, rilievi
con altezze diverse, come le diverse fasi della vita, silenziose
e austere, eppure con suoni melodiosi, infrasuoni e ultrasuoni
percepiti con frequenze diverse, anche non udibili. Le
montagne nascondono sentieri sconosciuti, che probabilmente
non saranno mai visitati, potrebbero essere paragonate ad un
santuario naturale per rigenerare corpo e mente, quando il cuore
è in subbuglio. Una vecchia frase narrava che il cuore ha le sue
ragioni, che la ragione non conosce! Il cuore è un grande
generatore di elettricità, un groviglio di emozioni, impulsi
positivi e negativi, che si manifestano
incontrollati, emozioni caotiche e illimitate che la ragione
non può ponderare, né calcolare....solo attraversare!
Ogni essere umano, inevitabilmente percorre una distesa marine e un
sentiero montuoso, anche se predilige una rispetto all'altra ma non può
sottrarsi a questa avventura. È sempre alla ricerca di certezze nelle
relazioni e negli affetti, si imbatte in attimi di angoscia e passione,
di tempeste improvvise e meditazione rasserenante...
In principio era il Khaos, disordine, vuoto.. oggi ricorre ancora il
termine, nello specifico" caos affettivo e relazionale". Con il
trascorrere del tempo riempiamo e generiamo ordine e direzione creando
opportunità di crescita da questa manifestazione di conflitti interiori,
con la piena consapevolezza che non si può avere sempre il pieno
controllo e riconoscere che l' impermanenza è parte della vita.

24 gennaio - Alcuni tra gli adolescenti e i giovani comprendono bene che gli ambienti parrocchiali non sono solo il luogo della catechesi, ma soprattutto quello della vita in comune. Per cui a gruppi, vengono a tutte le ore e chiedono di essere accolti, alcuni giocano, altri parlano, altri studiano insomma si sentono a loro agio, organizzandosi autonomamente con gli amici in momenti di svago o più semplicemente per vivere il proprio tempo libero. Ieri è stata una giornta piena dal loro chiassoso stare insieme, dalla mattina perché a scuole c'è stata una assemblea alla sera, hanno anche mangiato qui. Devo ammettere che sono contento quando li vedo a loro agio negli ambienti parrocchiali, perché cominciamo a sfatare mentalmente l'idea che in parrocchia si venga per il catechismo mentre il resto si deve fare altrove. E' bello vederli nel loro modo ordinario di relazionarsi, che è fatto di allegria, anche di litigi, tanta corsa, voglia di divertirsi, spettacolari i sorrisi e il loro modo gioioso di stare insieme. No, non è contagioso perché è veramente un altro mondo, auguri.
21 gennaio - Cosa volete che vi dica, è una bellissima giornata di vento impetuoso, di quello che incoraggia a mettersi in cammino per verificare la propria disponibilità a rischiare. Insomma giornata ideale per i temerari e gli escursionisti. Io certamente appartengo alla prima categoria, camminare controvento è parte integrante del mio modo di leggere la vita, nello stesso tempo mi inconraggia a rimuovere ogni impigrimento e a rischiare sempre su vie nuove. Insomma è il vento dello Spirito che aiutò i discepoli a uscire dal Cenacolo, nel quale certamente erano più sicuri, ma che certamente non avrebbe loro permesso di entrare in relazione con gli altri. A proposito di altri, vi garantisco che per le strade non trovate nessuno, per quale motivo? Insomma la voglia di rischiare non è per tutti. Pazienza me ne farò una ragione, si cammina bene anche da soli, certo la mente incontra chi vuole e il cuore ama sempre in modo nuovo, questa potenzialità che è di tutti fa leggere questa giornata bellissima. Insomma c'è tutto quanto si può avere bisogno per essere affettuosamente felici. Intanto sono uscito per andare a fare la spesa, ritengo inutile dire che c'ero solo io.
Mah, chi la capisce la gente. Oggi che potevano fare tutto con calma, non vengono, poi sono andato a trovare mio fratello, insomma è il giorno ideale per gli incontri. Certo se uno non esce c'è poco da sperare di poter incontrare, ma in questo modo è tutto più sereno, dicamo che ci sono più certezze.Un pò preoccupa il fatto che oggi abbiamo la distribuzione degli alimenti, insomma per i bisognosi di aiuto si presenta qualche difficoltà eccessiva, per cui speriamo che nel pomeriggio almeno il vento si calmi. Hanno già tante prove da superare e ritengo che non abbiano bisogno di doverne affrontare altre, per affrontare dignitosamente la vita di ogni giorno. Per aiutarvi a capire ho fatto una foto che non comunica molto, ma aiuta a capire che è bene restare in casa. Buona giornata a tutti/e. Poi sono uscito per farne un'altra dal tetto della Palestra, ma le nuvole oltretutto minacciose non aiutano a leggere la bellezza di questo giorno che si presenta con le cime della Dorsale Costiera innevate. Anche in questo caso deve supplire la capacità di leggere il tutto affettuosamente con la luce interiore. Intanto un colpo di vento mi ha chiuso la porta della canonica per cui sono rimasto all'aperto per un pò, aspettando il pellegrino di turno con le chiavi suppletive. Questo mi ha donato di camminare assaporando la bellezza di un giorno particolare da vivere in modo intenso ed esclusivo. Non capita tutti i giorni di dover mettere alla prova se stessi.
Insomma è proprio una giornata bellissima, e siamo ancora nella mattinata. In realtà rappresenta quasi il tutto della belleza di questo giorno, anche perché poi ci istituzionalizziamo, per cui a seguire avremo il servizio alla Mensa, la distribuzione degli Alimenti, la Santa Messa, l'incontro di Formazione Biblica e l'incontro per i giovani delle Dieci Parole. Forse anche per questo, approfitto di questi momenti per respirare e cogliere pienamente la novità che rappresenta un giorno da vivere veramente in modo speciale.

20 gennaio - Oggi, oggi è una bellissima giorntata invernale mel senso classico del termine. Il che significa coprirsi bene, uscire di me per chi può, insomma ci si dedica di più alla vita domestica, altrimenti si affronta per come viene, sempre con grande entusiasmo e animo combattivo. Il vento che la caratterizza è un incoraggiamento a verificare la propria capacità di combattere le avversità della vita, insomma è una sfida che merita di essere vissuta, ma con parsimonia, insomma non siamo sempre abituati ai combattimenti prolungati. Per il resto tanti pensieri, l'attenzione ai più bisognosi, la ricerca della gioia dei bambini, la capacità di esserci ma non in modo anonimo. Come anche è preziosa la disponibilità a guardare sempre avanti con fiducia, nella dedizione sincera alla vita di comunità, per come è possibile e per come il Signore chiede. Come vado ripetendo spesso dobbiamo comprenderci amati dal Signore, nella disponibilità a fare dell'amore il nostro modo di stare insieme nel Suo nome. Magari non sempre ci si riesce, ma il Signore guarda il cuore, per cui non dobbiamo temere, l'amore del Signore supera ogni incertezza e apre a una speranza infinita, per noi e per i nsotri figli. Per cui sempre avanti con coraggio nel combattimento di ogni giorno avendo la certezza di poterlo affrontare con coraggio, l'amore non delude e apre sempre alla gioia dell'incontro e dell'accoglienza.
19 Gennaio - Ammettiamolo adesso cercheremo di vivere in parrocchia, quella gioiosità che deve sempre caratterizzare lo stare insieme e che non sempre, anche perchè i tempi di disponibilità diventano sempre essenzializati riusciamo a vitalizzare. E' un tempo di comunità, per cui ognuno deve impegnarsi a dare il proprio contributo di gioia, perché il tutto sia colto nella sua bellezza relazionale e contribuisca alla crescita della fraternità che ci unisce. Intanto sono arrivati gli alimenti, per cui breve pausa delle riflessioni. Non ne parlo molto, ma sono quelle realtà affidate al cuore, per cui si vivono con dedizione e amore, il resto è affidato al Signore. Sono circa 140 le famiglie che chiedono di essere sostenute regolarmente per come ci è possibile, con i beni materiali. Come parrocchia cerchiamo di corrispondere con genrosità a queste esigenze, cercando di non deludere nessuno, per qaunto ci viene donato, fino ad oggi non possiamo lamentarci e ritengo che neanche i bisognosi lo possano fare. Insomma tutto nasce dall'amore, per cui è bene viverlo con impegno ma soprattutto con amore. Il mese della pace sarà un teppo di grazia, perché ci chiede di stare di più insime, insomma dinamizzare la vita di comunità, che come già affermavo non sempre risuciamo a cogliere nella sua bellezza. La nsotra è una società che esige il tempo di tutti e che lascia poco tempo anche alle relazioni familiari, anche in questo caso ognuno cerca di donare per come può, ricordando che il bene più prezioso è il proprio affetto, quando si riesce a condividerlo in semplicità ci accorgiamo di essre particolarmente ricchi interiormente e di poter essere anche per gli altri un riferimento prezioso.
17 gennaio - Tutto sembra scorrere in modo ordinario, senza particolari patemi d'animo. La classica giornata della attese invase e degli incontri da vivere con grande dedizione, ma sai bene che è tutto incerto, per cui si lascia scorrere il tempo , della serie qualcosa deve pur accadere. Intanto il tempo passa e si opera cercando di preparare l'incontro della comunità per come è possibile. Anche climaticamente tutto è particolarmente incerto, nel senso buono che apre all'insicurezza di ciò che sarà. Insomma è una giornata da vivere vigilando sulle cose da fare, dì'altra parte quando si intrapprende un cammino innovativo capita di sentirsi leggermente sospesi. Un passo prudente, ma devo ammettere più sicuro dei tempi passati, verso dove questo è più difficile da definire ma certamente apre a una comprensione molto bella della realtà, nella certezza che il futuro dona gioia e apre alla speranza. Certamente sarà una giornta bellissima, sia per l'esperienza da vivere sia per come si riuscirà a vivere, se viene dal Signore non può aprire alla delusione, altrimenti meglio così, non ne valeva la pena. Intanto ci si prepara al pranzo, un dono che viene dal cielo per cui non può che essere accolto come Grazia di Dio. Non posso che aggiungere, buon appetito a tutti e che sia un momento bellissimo da vivere con le vostre famiglie.
13 gennaio - Dobbiamo ammettere che oggi fa leggermente freddo. insomma ci aiuta a vivere intensamente questo mese un tempo legato al sacrificio dei maiali, era l'economia domestica della famiglia contadina. Un vero giorno di festa per tutto il qartiere, percheè generalmente ci si invitava a vicenda, insomma era tutto un mese di fraternità e di lavoro, sia gli uomini che per le donne, i bambini si dedicavano come sempre ai giochi e i più bravi a insaccare la carne negli intestini per fare le salsicce, era importante che nulla andasse perduto, non si buttare nulla. L'ultima festa del maiale alla quale ho partecipato è stata a Scalea, nell'area una volta rurale adesso pseudoresidenziale, sei o sette anni fa, certo era già molto diversa rispetto a quella della mia infanzia, tutto più ordinato, a norma di legge, però anche in questo caso c'era molta gioia della fraternità interfamiliare e si è mangiato anche bene.
In un tempo totalmente immerso nella esigenza di fare guerra a qualcuno, cerchiamo di dedicare del tempo o totalmente il nostro tempo al valore della pace. In tutto questo il Santo Padre dona un aiuto insostituibile, prima di tutto con la sua serenità spirituale e anche con il suo insegnamento magisteriale molto intenso e lineare. Ci viene chiesto di restituirci alla nostra vocazione cristiana nel valore fondamentale della pace, dono di Gesù per cogliere la bellezza della fraternità in ogni fratello e in ogni sorella, partendo necessariamente dal dono di se e dalla coscienza della missione che ci è stata affidata. Nalla propria vita personale ognuno di noi è innammorato della pace e coglie in questa parola, molto più di quello che riesce poi ad esprimere con gli atteggiamenti e le parole all'esterno.
Per quanto riguarda la vita familiare, le cose procedono diversamente, per quel poco che riesco a comprendere tutti sono profondamente innammorati dalla propria famiglia, magari leggermente distratti o più cristici su quelle degli altri, questo atteggiamento può generare un giudizio sbagliato, come se scemasse l'amore ma non è così. Prevale una forma di familismo, e si indebolisce il senso del servizio agli altri, insomma è il prcesso di scristianizzazione che, tradotto nella dinamica sociale, determina un distacco affettivo da coloro che mi sono accanto. D'altra parte se l'altro non è più mio fratello o sorella in Cristo perché devo amarlo, sostenerlo, rispettarlo? Anche per crescere socialmente il valore della vita cristiana merita di essere maggiormente testimoniato con una vita lineare e semplice, anche perché come ci viene ricordato: non è gravoso.
Ma quello a cui dobbiamo legare maggiormente il nostro impegno è la pace con noi stessi che diventa automaticamente dedizione agli altri. E' chiaro che quando tutto questo non è vissuto diventa naturalmente atteggiamento di odiosità o di rancore verso qualcuno, alcune volte anche nei confronti dei propri cari. Insomma si ha come l'esigenza di scaricare su altri la propria immaturità, sia quella affettiva che quella sociale. Proprio per questo è importante conoscere bene se stessi, i propri limiti e i propri entusiasmi, le ansie e i valori che si accompagnano alla nostra vita, questo ci permette di razionalizzare sempre gli atteggimenti e anche la capcità di analizzare la vita dle fratello o della sorella, rimuovendo personalismi o devianze introspettive. Beh, siamo solo ai primi giorni per cui sempre avanti con coraggio e gioia. Caio, ciao.
11 gennaio - Oggi, Domenica del Battesimo del Signore, vogliamo immaginarci sulle rive del Giordano come presenti alla scena trasmessa in modi molto personalizzati dagli evangelisti. Intanto è una bellissima giornata di sole e io mi sono sempre immaginato che così fosse anche con Gesù davanti a Giovanni, il resto è tutto da riflettere per la propria comprensione anche perché non è facile immaginare l'emozione per i fatti accaduti. Abbiamo un predicatore penitenziale affermato e ricercato, Giovanni il Battezzatore, che aveva una propria scuola di seguaci e discepoli, davanti a lui tutta una schiera di persone che chiedono di cambiare vita e chiedono di essere aiutati con il battesimo di penitenza da lui proposto.
Lui incoraggia a non fermarsi ai segni ma a cercare i valori che rappresntano, probabilmente ieri come oggi, non è molto ascoltato, però la gente resta in ascolto e avverte l'esigenza di un cambiamento interiore e sociale. Ritengo che la situazione sociale fosse molto diversa rispetto ai nostri giorni, dovevano esserci molto più poveri e situazioni di degrado sociale, anche per questo ci troviamo spesso davanti a schiere di persone disponibili all'ascolto e in attesa di qualcosa di nuovo.
Oggi come oggi al di là dei lamentosi, dobbiamo affermare che viviamo in una società tutto sommato attenta alle marginalità, che comunque almeno dalle nostre parti non sono estreme, insomma siamo orientati più al divertimento che alla penitenza. Il che la dice lunga sulle difficoltà che incontra il cammino di evangelizzazione delle nuove generazioni. In questo contesto, ad un tratto, accade qualcosa di nuovo si avvicina a Giovanni un galileo, tale Gesù che come tutti gli altri chiede di essere inserito nella schiera dei penitenti,
Questo avvenimento di per sè naturale, erano tutti lì per questo, diventa da giustificare, perché quando fu narrato, erano intanto passati decenni e nel frattempo questo galileo all'epoca uno dei tanti, era diventato per i suoi seguaci il Cristo, il Figlio di Dio. Da qui deriva la dubbiosità della narrazione e l'esigenza di giustificare i contenuti di ciò che andava accadendo, insomma tra i fatti e il protagonista si era creato un abisso che meritava prudenza nella comprensione di ciò che era accaduto.
Questo vale anche per noi oggi, tra il nostro battesimo, il valore che gli diamo e il modo di vivere con cui lo stestimoniamo, merita un pò della nostra riflessione per averne una migliore comprensione, ma soprattutto perché ne derivi un maggiore impegno nella testimonianza di colui al quale siamo assimilati e incorporati: Gesù di Nazareth, il Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo. Lo sò è una affermazione di fede, non sempre riflettuta, ma non è mai troppo tardi per ricominciare un pellegrinaggio di perfezionamento spirituale, di cui noi stessi abbiamo tanto bisogno e di cui il mondo avverte con urgenza la testimonianza.
Cosa volete che vi dica, forse è tempo di rimetterci in cammino, Coraggio.
9 gennaio - Bellissima giornata invernale, caratterizzata dalla pioggerellina augurale e gioiosa che incoraggia a passeggiare. Chiaramente incoraggia anche a riflettere, per cui ci rileggiamo nei tanti penseri che si accompagnano alla vita di comunità. Certamente sembra che ordinariamente, io rifugga dai grandi temi nei quali si dibatte l'uminità, le guerre, i drammi legati alla sete di denaro e di guadagno, alle tante morti che si accomapgnano al nostro tempo, in realtà evito anche perché mi porterebbero il più delle volte ad essere voce nel deserto, per cui è certamente significativo, ma lascia il tempo che trova.
Eccomi allora ancora una volta a rileggere con voi la vita della comunità che più immediatamente ci coinvolge e nella quale possiamo diventare un riferimento di speranza e di gioia. Intanto aspettiamo il ritorno in parrocchia dei bambini e dei ragazzi, che sono la vera poverta di questi giorni dif esta. Quasi totalmente assenti alla vita liturgica delle celebrazioni del Natale, il che la dice lunga sulla interiorizzazione dei valori di ciò che cerchiamo di trasmettere loro, e quando dico cerchiamo voglio intendere anche la responsabilità delle famiglie delle quali invochiamo il coinvolgimento, ma che spesso stentano a comprenderne la preziosità.
E' un tema molto diffuso l'impoverimento spirituale della persona, che certamente nn deve essre trascurato, ma che evidentemente non riesce a sfondare nel parlare quotidiano, totalmente invaso da altre tematiche che non ritengo più interessanti ma certamente meno impegnative. Si prefarisce parlare delle cose che si fanno o che vanno fatte e non della crescita delle persone, Ritengo sia un atteggiamento che coinvolge un po' tutti, insomma la cosificazione delle relazioni la fa da padrona, anche in molti ambienti ecclesiali.
Allora? Probabilmente è stato anche in altri tempi così, però non si evndenziava per il coinvolgimento attivo o passivo delle persone alla vita di comunità, amntre adesso diventa evidente per i vuoti che vanno stabilizzandosi nelle nostre assemblee festive, in quelle feriali è un fenomeno che appartiene alla mia infanzia, per cui scadiamo nella notte dei tempi. Non tutti avvertiamo l'esigenza di testimoniare la fede, la vita di fraternità, gli ambienti pastorali sono sempre più frequentati per impegni da espletare o, anche in questo caso, per cose da fare.
Per cui sempre avanti con serenità, nella vita di ogni persona e di ogni famiglia, ci sono tante difficoltà alle quali dobbiamo stare ivicini con la preghiera e anche con l'ascolto. Capita che alcune volte avvertano l'esigenza di essere ascoltati nelle loro difficoltà e anche sostenuti, ritengo che il Signore ci doni di volta in volta gli strumenti più adeguati per essere loro accanto e, quando ci riusciamo, generalmente diamo più armonia alle persone che tornano ai loro impegni più sereni.
Intanto il cielo va schiarendosi per cui ci si prepara a uscire con un sorriso di accoglienza, non posso che augira a ciscuno di voi una mattinata da vivere nella gioia degli impegni familiari e delle sodisfazioni personali per come dona il Signore e soprattutto la consolazione e la gioia dei figli che vi osservano cercando in voi attenzione e conforto, come sempre auguri di ogni bene. Anche per me va iniziare il pellegrinaggio della consolazione del corpo, nelle tante emergenze che sollecitano una maggiore attenzione e che comunque affronto con serenità anche grazie all'attenzione di tanti che mi sostengono con pazienza.
6 gennaio - In occasione dell'Epifania del Signore, i pensieri sono soprattutto visivi, per essere ricordati e riflettuti, anche perché ci aiutano a compredere meglio i nostri figli in un atteggiamento che non sempre riflettiamo: la crescita della loro vita di fede.

Da un pò di tempo rifletto sul perché i nostri giovani, quelli cresciuti in parrocchia non vivono l'entusiasmo della testimonianza della fede, negli ambienti che li hanno visti protagnonisti anche della proposta dell'animazione di altre generazioni. La risposta ovvia è che, semplicemente, non sono coinvolti in quelli che sono i loro interessi di oggi, quindi il lavoro, la cultura, il loro protagonismo.
Tutto questo è emerso con semplicità in occasione della Festa della manifestazione ai popoli, è bastato affidare a loro ogni cosa e a un certo punto ho sentito la loro energia abitare la comunità, per come avevano sempre fatto. Esprimendo semplicemente e naturalmente se stessi nelle azioni di ringraziamento e di ricerca di valori nuovi, o più semplicemente che hanno dentro di sè, sui quali purtroppo non sempre anche nelle famiglie si discute e si incoraggia alla crescita,
Alcune volte siamo impigriti nella ritualità e nelle abitudini, facciamo fatica a guardarci attorno, rischiare di andare oltre noi stessi. Chiaramente è un problema generalizzato che non lascia molto spazio ai giovani, quelli veri non i tanti che si atteggiano a ciò che non sono più nel cuore, per cui i nostri figli crescono sempre timorosi e in credito di fiducia da parte di noi adulti. Allora possiamo affermare che l'Epifania è stata una occasione per far vivere loro, la bellezza di esserci con la loro maturià, la loro cultura e la gioia di poter testimonare l'ppartenenza alla comunità.
Adesso riprendiamo il nostro cammino, con la gioia di sentirci sostenuti dalla loro presenza e dal loro affetto e con lo sguardo aperto al futuro. Questo me lo ripeto sempre ho molto da imparare da coloro che mi hanno accompagnato lungo il cammino della vita, può anche essere che abbia ancora qualcosa d atrasmettere, ma certamente devo imparare sempre più ad ascoltare. La certezza è che il Signore parla attraverso tutti i Battezzati, Troppo spesso abbiamo gli inamovibili rituali che chiaramente bloccano il protagnismo della novità dello Spirito, che parla attraverso le stelle, l'emozione della ricerca, la voglia di conoscere a coloro che aprono il loro cuore allo stupore di leggersi novità di Dio per dare speranza e futuro a ogni uomo.
5 gennaio - Come accade nelle più nobili tradizioni, giorno dopo giorno le feste vanno via e ci si pepara a riprendere i ritmi ordinari degli impegni quotidiani. Naturalmente non è così, nulla è da leggere in modo abitudinario, della serie comunque ogni esperienza lascia un emozione innovativa che comunque merita di essere valorizzata. Però guardando avanti, ci si percepisce nella esigenza di leggerci novità nelle tante situazioni che ci viene chiesto di vivere, magari non sempre ci si riesce, però è anche bello provarci, cercando di comprendere in che cosa riesco ad essere novità per la costruzione del futuro.
Nello sguardo al futuro c'è la dinamica della pace, oggi come oggi è uno dei doni più invocati ma anche meno vissuti. La ordinarietà ella violenza e della guerra è davanti a tutti e sembra voler essere sempre più dominante. Aumentano le situazioni di grerra tra i popoli, ma anche nei cuori delle persone sembra accentuarsi il senso della solitudine e della paura. Come anche in modo molto diffuso l'esigenza di prevalere sugli altri. Sembra una contraddizione, anche perché preghiamo per la pace, cantiamo la pae, aneliamo alla pace ma poi stentiamo, anche nelle relazioni più semplici eordinarie a viverla,
Comunque sia, ci viene chiesto dal Signore, per cui non possiamo fare altro che incoraggiarci a cercare vie sempre nuove perché almeno nei nsotri cuori ci sia questo anelito alla vita di fraternità e la gioia di poterla conseguire con coloro che il Signore ci pone accanto. Dicevo già Domenica, che occorre emancipare l'amore dle cuore, avendo la certezza che in questo modo Dio visita e abita la nostra vita di ogni giorno. Non possiamo fare altro che affidarci al Signore cercando nel suo amore ciò che alcune volte manca alla nostra vita. Senza ansie e senza paure.
2 Gennaio 2026 - Come vedete abbiamo girato la pagina del calenzdario ed è venuto fuori il 2026, ancora una volta ci viene chiesto di metterci in gioco guardando al futuro. Non è male leggersi protagosnisti, almeno di se stessi, nel cercare le vie nuove da parcorrere, cercando di non appesantire con la propria pigrizia, il cammino della storia e soprattutto quello dei nostri ragazzi e giovani che scolpitano, Certo rimane un pò l'impossibilità di conseganre loro un modo in pace e questo un pò rattrisati, ma non c'è verso di far vivere la pace ad alcuni potenti che continuano a generare la tensione e le guerre in più parti del mondo.
Per quanto dipende da noi non possiamo fare altro che operare per la pace, ogni preghiera, ogni azione, ogni parola devono essere orientate a questo valore fondante le relazioni di fraternità tra le persone. Come ciascuno ha maturato in coscienza è evidente che il piano di intervento deve esser personale, non si può desiderare ciò che non si vive, per cui coraggio eliminiamo dalla nostra vita tutto ciò che può essere distruzione e offesa per gli altri. Intanto abbiamo ripreso con gioia la vita ordinaria della comunità in preparazione del mese della pace, poi abbiamo la mensa per i bisognosi che guardano con la fiducia di essere accolti, quindi la preparazione della Festa dei Popoli per i bambini.
Quindi il campo con gli scout che ospiteremo in parrocchia per un po' e a seguire con regolare scanzione temporale le tante iniziative orientate alla formazione pastorale e biblica. Come sempre c'è solo l'imbarazzo della scelta, ognuno può scegliere con serentià e gioia, l'importante è partecipare. Intanto il tempo ci fa assaporare un dolce clima invernale, insomma tutto è pronto per vivere al meglio questa ripresa del calendario solare nella certezza che tutto concorre alla crescita del bene, almeno per quello che ci compete.
Ho già ampiamente detto che l'impegno maggiore deve riguardare l'attenzione alle persone, questa è la nostra serentà ed è la sorgente della nostra gioia. Tra gli elementi che generano la dinamica della gioia infantile, per quel poco che rimane in noi e certamente la neve, certamente oggi ci viene donato di coglierne la presenza, magari in altura, però è sempre una sensazione che apre a una comprensione più pura della vita e soprattutto di quelle realtà che non possediamo ma che accompagnano, sin da bambini. Per cui, come dicevo inizialmente, oggi è certamente una giornta bellissima.
31 Dicembre 2025 - Alcune volte ci si sofferma sul viaggio della vita. Non sempre perché esige tempo, in questo caso siamo alla fine del 2025 e poi sono stato incoraggiato a riflettere sul valore della luce del sole, che filtra genereando tanti pensieri. A tutto questo si è aggiunto, il ritorno alla Casa del Padre della nostra sorella Tiziana, allora mi sono detto cerca di pensare e siediti, insomma un incoraggiamento a riflettere, per cui eccomi qui, anche per stare con voi a chiusura di un anno bellissimo e come sempre inennarabile. Come dire, sono sempre tante le esperienze vissute, per cui solo quanche accenno per sommi capi.
Poi la bellezza della luce o, per meglio dire, l'effetto che creano i raggi solari, è chiaramente uno spettacolo che merita di essere sempre contemplato e vissuto, soprattutto esige una disponibilità alla meditazione, magari qualcuno degli evangelisti direbbe è Dio che ci parla attraverso il suo angelo. La luminosità incoraggia a liberare i pensieri e non può essere posseduta. Oggi epoca ha i suoi messaggi, ma nulla può essre colto pienamente se non ci si sofferma per osservare e per meditare. Questo scorcio del periodo invernale ci ha regalato giornate primaverili e anche leggermente invernali, insomma tutto da vivere con intensità, leggendosi in cammino lungo le strade del nostro tempo, senza nostalgie che ci allontanerebbero dalla realtà.
Camminare è una esperienza preziosa anche per questo, non bisogna mai stancarsi di mettersi in cammino, è il Signore che chiede di mettersi in cammino per cogliere meglio il senso della Sua presenza nella nostra vita. Ad un certo punto il Signore chiede di tornare a Lui, non sempre siamo contenti di questa scelta unilaterale, però è proprio così non è abituato a chiedere il parere, interviene e tutto ciò che immediatamente sembrava prezioso, insostituibile, lo si interrompe, ci si avvia verso una meta che viene definita in molti modi ma non sempre è agevole immaginare. Oggi abbiamo celebrato per la nostra sorella Tiziana che ha dedicato totalmente la sua vita alla famiglia e alla formazione di generazioni di bambini in varie comunità.
Devo ammettere che durante il mio ministero capita di vivere con intensità questi appuntamenti, anche perché occore in modo semplice e le tante fasi della vita di una persona, devo ammettere che alcune volte mi trovo impreparato, altre volte sono maggiormente coinvolto emotivamente. Immaginate io celebro circa 50 esequie all'anno, per cui solo a Scalea ho accompagnato all'incontro con Dio circa cinquecento persone. Quello che posso affermare con serenità è che non ho mai vissuto questi appuntamenti in modo distratto, la vita è troppo preziosa e questo appuntamento ed è importante a cogliere il dono della resurrezione che Gesù ci ha donato.
Anche in questo caso sono importanti i particolari, ciò che si riesce a ricordare, insomma la luce che ogni persona ha rappresentato per la propria vita. Questo valore non sempre lo comprediamo ma è ciò che rende preziosa la vita di ogni persona. perché agli occhi Dio siamo tutti preziosi e Lui ha dato la Sua vita per tutti. Allora quali sono gli impegni per il nuovo anno, certamente valorizzare maggiormente le persone per come ci vede Dio. Questo è un esercizio che non dobbiamo mai trascure, esercitarsi a vedere gli altri per come sono e non per come noi li vorremmo.
Guardare gli altri negli occhi e cercarsi in ciò che gli altri vedono in noi, Insomma, coraggio, il Signore ci dona di cominciare una nuova avventura. Questa avventura mette al centro le persone che ci sono accanto e che forse hanno bisogno di essere maggiormente valorizzate, prima di tutto dal punto di vista affettivo e poi, ma non secondario è il rispetto vicendevole con cui ci si relaziona. Rimane il fronte sempre aperto dell'evangelizzazione e la gioia di vivere al servizio dei più bisognosi. Insomma non corriamo mai il rischio di annoiarci, si va a continuare l'avventura: dobbiamo vivere e non possedere la luce.
26 Dicembre - Cosa volete che vi dica, è stato un Natale primaverile, per cui non abbiamo assaporato il clima rigido tipico di questo periodo dell'anno, per il resto tutto molto bello e meritevole di essere vissuto con intensità. Anche i ragazzi e i giovani hanno donato uno spaccato della tipica assenza natalizia per cui aiutano a capire che alcune cose in ordine al fare festa, sono cambiate in modo irreversibile. Anche se è difficile farsene una ragione, c'è una linearità nei loro atteggiamenti che non lascia dubbi in ordine a un eventuale cambiamento di tendenza.
La mattina abbiamo vissuto le celebrazione con una partecipazione sostanzialmente di adulti, avevamo alcuni ragazzi e bambini venuti da Cirella, per fare una pesca di beneficenza a sostegno delle attività caritative, andata anche abbastanza bene. Mentre nel pomeriggio mi sono dedicato agli ammalti che invocano più attenzione, per quanto è possibile si cerca di andare incontro alla loro esigenza di conforto. Per il resto ho carcato di capire come spendere al meglio la giornata, ma non penso di esserci pienamente riuscito.
Di fatto comunque si è conclusa, oggi siamo a celebrare l'onomastico del nostro Vescovo Stefano, un vero dono del Signore alla nostra Chiesa diocesana. Io vorei riprendere il giro degli ammalati sopeso ieri pomeriggio, ma essendo ancora raffreddato non so se è opportuno. Probabilmente resterò in solitudine per evitare contagi non opportuni. Per il resto tutto scorre serenamente, proprio tutto tutto no, ma nella vita è così, di tante cose è bene farsene una ragione, è segno di maturà accettare il dono ed evitare di pretendere di più.
Dopo di che, la cosa migliore è sempre quella di rimettersi in cammino alla ricerca di traguardi innovativi, per cui sono uscito per andare al Camposanto alla ricerca degli affetti che il Signore ha preso con se. Ho fatto visita anche ai miei predecessori per una preghiera, ricordarmi i loro è segno di riconoscenza, tutto quello che cerco di vitalizzare, loro lo hanno coltivato per decenni, spero solo che siano contenti per come vanno le cose. Dopo di che mi sono incamminato verso la Lintiscita per stare un poco con la cara Carmelina che chiama sempre, per cui una visita è d'obbligo.
Ritengo che sostanzialmente il Natale sia questo, nel senso che cambia i contenuti anche per noi adulti, non più e tanto luminarie, dolcetti e cenoni ma semplicemente vita di comunità e maggiore attenzione alla vita di carità. Restituendo a questa parola la bellezza e la pregnanza che le ha dato Gesù, essere più attenti alle persone che ci sono accanto, prstare maggiore ascolto a chi ne avverte l'esigenza, cogliere la bellezza di essere un punto di riferimento per gli smarriti.
Insomma riqualificando i contenuti, i conti tornano meglio però ritengo sia importante restituire a questi giorni i valori che Gesù ci chiede di vivere l'ascolto dell'altro, la ricerca del povero, la disponibilità verso gli ammalati e certamente un pò più immersi nella preghiera. E' importante rileggiere il nostro modo di vivere la festa, questo genra un nuovo entusiamo e ci rende preziosi per coloro che cercano in Gesù e nei cristiani conforto e fraternità.
24 Dicembre -
Un altro anno sta per concludersi, questo produce
inevitabilmente una serie di riflessioni su traguardi, progetti
e soprattutto un'attesa fiduciosa su ciò che sarà.
Voltandoci indietro possiamo ripercorrerci in tutto ciò che
abbiamo vissuto in questi mesi, con un costante imperativo a
camminare come "Pellegrini di speranza", come ci è stato
suggerito in questo anno santo che si completa e che certamente
lascia in ognuno di noi un segno, una traccia nuova, profonda e
personale su cui meditare e con cui continuare ad operare
sentendo Dio accanto, silenzioso ma presente in ogni avvenimento
della nostra quotidianità.
Intanto viviamo giorno dopo giorno sperimentando una serie di
emozioni, che si alternano simultaneamente: gioia, ansia,
felicità, paura, convinzione e incertezze. Tutto è preparazione
e aspettative. è novità, è venuta, è un annuncio che qualcosa di
sconfinato sta per compiersi.
Anche noi percorriamo sentieri nuovi, inesplorati per come ci
dona il Signore, spiritualmente come i pastori ci dirigiamo
verso la mangiatoia di Betlemme, nuda e spoglia, per ascoltare
nell'intimo le sensazioni che suscita e riconoscere in quel
bambino povero e indifeso Dio che si è fatto uomo.
Dio non ci ha guardato dall'alto ma è venuto sulla Terra per
agire, pensare e amare come uomo. Il Natale celebra ogni anno la
festa dell'amore incarnato di Gesù e nessuno può restare
indifferente a questa verità.
21 Dicembre - Buona Domenica a tutti, sarà certamente bellissima anche perché è arricchita da molti eventi festosi, il battesimo di Vittoria, le prime comunioni dei fratelli, la festa della carità con i bisognosi, l'animazione dei ragazi che vivono il Cammino della Prima Comunione, ancora avremo la presenza della Caritas diocesana che anima il pranzo per i bisognosi dei territorio. Dopo una settimana veramente intensa a motivo delle tante sollecitazioni a comprendere meglio il Natale da diversi punti di vista: la Cena Solidale, gli auguri del Gruppo Celine, le informazioni sulla preziosità del Cuore oggi ancora una volta avvertiamo la gioia di ringraziare il Signore per tutto ciò che ci dona perché la nostra gioia sia piena.
Inoltre cominciamo a intravvedere i giovani che tornano nelle loro famgile con tutto ciò che questo comporta per la serenità dei genitori e il clima di festa che riescono a creare. Il resto è inimmaginabile perché appartiene al progetto di Dio, per cui andiamo a cominciare con fiducia, certamente sarà bellissima anche perché siamo invitati a scoprire sempre più il cuore generoso di chi ci abita accanto e questo ci dona grande serenità e speranza nel futuro. Il Natale ci viene ricordato da più parti è la festa dei cuori che si aprono alla condivisione e alla gioia dell'incontro con gli altri per cui auguri e che tutto sia vissuto con entusiasmo, mi raccomando i sorrisi ci è stato ricordato che sorridere fa bene anche alla vitalità del cuore.
19 Dicembre - Sono giornate intense, vissute con gioia e tanta esigenza di incontrare la comunità. I ragazzi cominciano ad assaporare il clima vacanziero natalizio, il che non è una cosa augurale, percé loro lo estendono anche alla frequenza in parrocchia, questo non aiuta a vivere con gioia questi giorni, ma ci consola il fatto che almeno la trasmettono alle loro famiglie. Alcune volte dobbiamo leggerci nella disponibilità della consolazione e non sempre in quella del protagonismo ad ogni costo. Lo dico, ma non lo penso in realtà senza la presenza dei ragazzi la vita di comunità diventa altro, ugualmente bella e significativa ma è altro da quello che i ragazzi e i bambini riescono naturalmente a comunicare con la loro presenza.
Devo ammettere che anche le famiglie, dal dopo Covid ad oggi, non si entusiasmano nel condividere la vita cristiana con i loro figli, per cui gli incontri orgaganizzati soprattutto per loro non sempre le vedono protagoniste responsabile della tramissione della fede ai figli. Mi dicono che è così anche a scuola, questo certamente non consola, semplicemente perché la stabiità educativa è garantita dai genitori e non da altri che per quanto bravi non possono supplire alla dedizione affettuosa del papà e della mamma. Mi si dice che ci sono tanti problemi da affrontare ogni giorno, ma la risposta è ovvia, quali sono le priorità?
Insomma si comincia la mattinata con una predica, sarà che ci si prepara all'incontro con Gesù e avverto l'esigenza di viverlo avendo attorno la comunità, Gesù vuole tutti all'incontro con il Suo amore per cui si cerca di incoraggiare a vivere il pellegrinaggio verso la Grotta di Betemme. Naturalmente sono nella dinamica dei pii desideri del cuore, la vita viene vissuta e affrontata guardando in faccia la realtà e cogliendone tutti gli aspetti positivi e non tanto e solo quelli presunti negativi. Insomma l'amore trionfa, ed è bello leggerci in questa dinamica che nasce dall'incontro con Dio e viene vissuta e testimoniata anche nel silenzio dei gesti affettuosi e attenti nella quotidianità da tutti con molti sacrifici e generosità.
Io personalmente ritengo che sarà un Natale bellissimo, arricchito da tanti che rientrano nelle proprie famiglie, portando con se tutta la bellezza delle novità di cui si sono arricchiti ovunque stìano spendeno le energie della loro crescita. Sarà così anche per la generosità della comunità che non fa mancare nulla ai bisognosi e alla gioia del Parroco, senza trascurare in nulla il lavoro prezioso e nascosto di Don Mattia che va caratterizzando con la sua energia tanti spazi educativi altrimenti dormienti. La parrocchia vive, per come le è possibile, la sua vocazione di essere luogo di speranza per tutti e sono veramente tanti che si rendono disponibili con grande generosità e affetto.
E' vero, e non voglio dimenticare anche le tante famiglie addolorate per il ritorno alla Casa del Padre dei loro cari, tanti fratelli e tante sorelle non sono più in mezzo a noi per vivere la gioia della famiglie terrena. La speranza che deve abitare i cuori di tutti e la preghiera perché possano vivere pienamente la gloria di Dio, devo consolare tutti a aprirci anche alla luce che ci deriva dalla fede nella risurrezione. Gesù è venuto anche per questo, consolare e incoraggiare gli smarriti di cuore e aiutarli a percorrere fino in fondo la speranza che deve animare la nostra vita. Forse anche in questo dovremmo essere più attenti a coloro che soffrono, insomma come vedete non si corre il rischio di annoiarsi. Questa è la vita di comunità.
15 Dicembre - Ci prepariamo a vivere quast'ultima settimana che ci introduce alla festa della Natività del Signore. Come sempre si cerca di cogliere la bellezza di quanto il Signore ci dona di vivere nelle tante situazioni che la vita di comunità propone, al di sopra di ogni cosa è la gioia di stare insieme e l'entusiasmo che genera la vita di fraternità, che nasce dall'incontro con Gesù e si diffonde con naturalezza nei cuori di coloro che lo cercano. La gioia del Natale è fatta d gesti semplici e di sguardi affettuosi, non ha bisogno di cose ma di amore vero.
In questo sentimento noi scopriamo sempre più di essere segno dell'amore di Dio, e di cogliere la bellezza di esserlo, anche per gli altri che Lui ci dona di incontrare. Intanto viviamo la gioia dei ragazzi che assaporano intensamente il clima delle vacanze che si avvicinano, la gioia per loro dei regali che si scambiano e dei dolci che assaporano in modo sempre nuovo e, come sempre, la voglia di giocare e di stare insieme. Di sorridere e anche di litigare per aiutare a capire che ci sono anche loro in questa euforia di comunità. E' una euforia sempre contagiosa e che loro condividono volentieri con tutti.
Come sempre la parrocchia cammina con impegno e intensamente, prtando avanti le atante iniziative formative e anche di svago, per l'Oratorio il tempo del Natale vuole essere un incoraggiamento a scoprire il valore vero della festa che è l'incontro con Gesù e non tanto e solo problema di vacanze o di cose da mangiare o di giochi da dare e ricevere, tutto ugualmente importante, ma senza Gesù perde il suo valore vero. Alcune volte ci si si riesce, altre volte si fa fatica. Quello che conta è l'impegno di coinvolgere nella gioia di stare insieme e di vitalizzare l'entusiasmo della partecipazione delle famiglie alla dinamica formativa dei ragazzi.
Spesso i genitori sono troppo presi dai tanti impegni quotidiani e perdono di vista la crescita e l'autonomia dei propri figli, che intanto, nel vuoto educativo domestico, cercano per altre vie il proprio protagonismo. Questo rimane un tmepo prezioso legato alle tante emozioni che lo caratterizzano, quelle spirituali e quaelle relazionali ogni coasa assume una intesità che sembra esclusiva per cui è da valorizzare e da emancipare. Perfino il silenzio merita di essere riscoperto, perché è nel silenzio che noi cogliamo meglio le tante voci che altrimenti corriamo il rischio di svilire e di trascurare.
Allora, come di insegna Gesù, anche noi dobbiamo reistituirci alla gioia di guardarci attorno e come dice Lui: che cosa vedete. Anche perché non basta guardare, occorre darsi il tempo di vedere e di capire. Di comprendere il senso e il valore delle cose e delle persone. In questo ogno modo ogni cosa diventa unica, da valorizzare, da serbare nel cuore per comprendere la bellezza di quanto il Signore ci dona ogni giorno perché possiamo vivere meglio la fraternità e la gioia della vita comune.
E allora, con coraggio, incamminiamoci con serenità incontro al Signore che viene, mettendo da parte quanto ci distrae e vivendo con intensità i tanti doni che il Signore ci ha affidati perché li valorizziamo e li doniamo a tutti coloro che possono avere bisogno anche di noi. Ciascuno di noi è un dono prezioso che il Signore ha posto nel Suo Regno di giustizia e di pace. Cerchiamo di renderlo presente e anche noi scopriremo di essere diversi da come ci percepiamo, ricolmi di una gioia non nostra e di un amore che avverte solo l'esigenza di essere trasmesso.
Ne abbiamo bisogno noi e ne hanno bisogno tutti, per cui tutto con entusiasmo, andiamo ncontro al Signore che viene e sempre nella gioia. Guardiamo avanti con fiducia e sentiamoci amati dal Signore, questa è la nostra serenità e dona armonia alla nostra vita.
7 Dicembre – "In questa seconda domenica di Avvento, i nostri bambini e ragazzi ci hanno donato dei minuti di intensa emozione. Credo che nella semplicità dei loro gesti e delle loro parole, ognuno di noi si è potuto rispecchiare... Il nostro pastore, non ama essere ringraziato, sicuramente ciò che viviamo è sempre un dono ricevuto e bisogna valorizzare ogni cosa instancabilmente, ogni giorno. Ma è comunque necessario affermare che se la parrocchia ha continuato ad operare con maturità e responsabilità è pur vero che il pastore negli anni della sua missione, ha tracciato i sentieri su cui il gregge deve orientarsi e camminare nell'amore vicendevole. Per cui grazie e ben tornato Don Cono".

Questo è il pensiero con il quale hanno inteso esprimere la gioia del mio ritorno, togliendomi ogni altro pensiero e anche la parola, al punto che non ho saputo rispondere nulla, però ho sorriso.Insomma una atmosfera particolarmente emozionante e, come capita in queste occasioni, mi mantemg leggermente staccato per non emozionarmi troppo. Però tutto molto bello e fraterno. Come capita alcune volte nella vita, si prova a riprendere con qualche difficoltà, ma certamente con molta gioia da ricevere e da donare.E' stata perciò una Domenica speciale di suo, per l'avvenimento del mio rientro che si è arricchita di tutto quanto i fedeli hanno inteso comunicare per trasmettere l'affetto con il quale si accompagnano al mio ministero pastorale.
Abbiamo anche avuto motivo di gioire per il Battesimo di Arturo e, come sempre, la bellezza della comunità verbicarese che in me suscita sempre tanti ricordi. Tutto molto sereno e gioioso, d'altra parte siamo nel cammino di Avvento e oltre l'atteggiamento apocalittico del Battista, tutto apre alla speranza alla gioia e alla vita di pace, nelle relazioni di fraternità di tutto il creato. Ritengo che questo sia tutto molto bello, tenendo conto della situazione reale nella quale ci dibattiamo ogni giorno, nel tormento di un nuovo ordine mondiale dove si parla sempre più spesso di guerra e di violenza. La missione che il Signore ci affida è quella di essere un'oasi di pace anche attorno a noi prevalgono altri atteggiamenti. Noi dobbiamo testimoniare e far trionfare l'amore, almeno nella nostra vita.
Gesù è venuto per questo in mezzo a noi, e ha inteso testimoniare con la Sua vita, questo impegno che ha affidato a ciascuno di noi. Con il cammino di Avvento dobbiamo fare in modo che la Sua presenza sia significativa in tutti i luoghi dove siamo chiamati a vivere il nostro protagonismo, con sempliciltà e la gioia di essere sempre al servizio degli altri. E' vero, non è semplice e non sempre ne siamo capaci, però dobbiamo capire che quando vi corrispodiamo contribuiamo a generare quel clima di fraternità e di armonia al quale tutti aneliamo nel profondo del cuore. Il modello che la CHiesa ci propone è l'icona della Vergine Immacolata, presente in tutti iluoghi di culto e spero in tutti i uori. Possa la Madre che il Signore ci ha affidato e alla quale siamo stati affidati, sostenere il nostro impegno e incoraggiarlo nella fedeltà al Vangelo.
3 dicembre
– Mi rimetto al computer dopo un po’ di giorni, vissuti in modo molto
esclusivo per me, la vita di ospedale. Non vi nascondo che ho avuto
molto da imparare anche tutto un mondo da scoprire e da valorizzare
anche nel parlare quotidiano. Troppo spesso ne ho sentito parlare in
modo superficiale e spesso negativo, per cui avverto l’esigenza di
raccontare qualche emozione che il Signore mi ha donato di poter vivere
in questi 12 giorni.
Ci sono momenti traumatici legati al cambio
totale del modo di vivere, ma anche al dolore delle terapie necessarie
per il ripristino della vivibilità, troppo spesso trascurata, insomma
sono situazioni che nessuno vorrebbe vivere, ma se sono qui a
raccontarle, significa che mi hanno fatto bene, nel senso che con tutti
i limiti mi hanno restituito all’impegno di vita che il Signore mi ha
affidato.
Uno dei motivi d sofferenza è sempre stato il pensarmi materialmente
lontano dalla parrocchia, ma forse perché non era mai accaduto prima.
Per il resto tutto molto significativo e prezioso grazie all’impegno con
il quale avete continuato a vivere in modo corale la costruzione della
vita di comunità, senza trascurarvi e senza trascurare. Il Signore vi ha
dato gioia e forza. Vi ho seguito attraverso i social e questo mi ha
aiutato a comprendere meglio la vostra maturità e il vostro affetto.
Poi, ma non di secondaria importanza, abbiamo
le emozioni vissute grazie alla dedizione del personale sanitario che mi
ha accolto, curato e sostenuto con dedizione e pazienza. Mi sono accorto
di non essere un ammalato troppo ubbidiente. Però ho accettato tutto con
serenità e nel ringraziamento. Ho potuto così stupirmi della dedizione
con la quale il personale, pur avendo problemi personali, si dedica alla
cura di persone che nemmeno conosce con il sorriso a la pazienza.
H
o avuto modo di poter scoprire un mondo che spesso leggiamo in modo tecnico dimenticando che parliamo di giovani e di adulti che hanno fatto della loro vita una donazione permanente agli altri, più fragili e segnati dalla sofferenza. Senza idealizzare, ci sono anche atteggiamenti di stanchezza e di nervosismo, ma c’è anche tanto voglia di entrare nella vita dell’ammalato per essere loro di conforto.A
ncora un aspetto che merita la sottolineatura, nella vita del personale ospedaliero, è il senso della collegialità, contrassegnata dalla gioia di esserci, questo soprattutto nei momenti di pausa, quando anche loro riprendono in parte il senso vero della loro vita, con le mille situazioni della vita che devono affrontare con le loro famiglie ogni giorno.Infine il valore del corpo che io non mai
curato eccessivamente, il suo instancabile lavoro non per quello che
vediamo o che viviamo, ma soprattutto il lavoro tecnico dell’organismo
che ci permette di essere persona e che anima i sentimenti, le capacità,
le relazioni. Tutto parte dall’instancabile attività degli organi che
meritano la nostra attenzione e il nostro rispetto, non solo quando
siamo ammalati, ma soprattutto quando riteniamo di stare bene.
E’ evidente che poteri continuare, però può bastare per aiutare a leggere il mondo per personale sanitario in modo più autentico e vero. Farli uscire dal ruolo e restituire loro la sensibilità con la quale vivono la dedizione. Non dobbiamo stancarci di ringraziare il Signore per coloro che ci aiutano a guardare avanti con le energie necessarie. Essere più rispettosi, tutto deve aprire il nostro cuore alla gioia di essere accolti, anche se in barella, e al ringraziamento.
21 Novembre -
Ogni individuo nel corso della vita ha la possibilità di provare tanti affetti, che iniziano a germogliare già nel grembo materno e si sviluppano lentamente con la nascita e la crescita, in una condizione fisiologica e naturale ma altrettanto complessa e meravigliosa su cui raramente ci soffermiamo a riflettere e a considerarne l' importanza. La tematica dei rapporti è comunemente legata alle relazioni e inizia a consolidarsi prima di tutto nella vita familiare... questo però non esclude la possibilità di intrecciare rapporti e legami forti, indiscindibili con persone estranee che incrociamo sulla nostra strada. Ci sono diversi sentimenti che caratterizzano i rapporti, talvolta sono quelli negativi che inficiano la condizione più ottimale per affrontare le diverse situazioni che la vita presenta, come la rabbia e la frustrazione, la tristezza e la bassa autostima, disturbi dell'ansia e dell'umore e sensi di colpa. Gli affetti negativi sono una serie di emozioni che hanno un impatto quindi negativo non solo sulla mente ma anche sul corpo.A tal proposito è considerevole riflettere sull'importanza degli affetti positivi nella vita di ogni essere umano. Ognuno di noi ha un bisogno innato di sentirsi amato, in tutte le fasi della vita, nei momenti di gioia, di felicità e serenità, sul lavoro, nella vita sociale e in tutte le relazioni in generale ma tale bisogno aumenta nei periodi di incertezza, paura, alta vulnerabilità e malattia. Da qui deriva il ruolo dell' importanza degli affetti positivi all'interno dei legami interpersonali. L'affettività e l'empatia, letteralmente mettersi nei panni dell'altro ed accogliere, cercando, andando oltre senza pregiudizio, rendersi presente, anche in silenzio, con amore e cura, trasmettere serenità e gioia.
Questi atteggiamenti generano un senso di fiducia, una consapevolezza del momento in modo assertivo e promuovono un senso di motivazione ad affrontare le sfide in modo costruttivo e orientato alla soluzione. Gli affetti positivi, in termini di speranza, meraviglia, interesse, generano delle risorse individuali che ci aiutano ad affrontare tutte le situazioni e le condizioni della vita rendendoci capaci di gestire le molteplici emozioni che ci investono ogni giorno
17 novembre - Intanto i giorni passano e ci si prepara alla sosprensione per alcuni giorno del servizio ministeriale in parrocchia. Questa è la speranza, poi per come vuole il Signore. Nulla di particolarmente grave, immediatamente parlando, ma essenso il promo intervento da circa 25 anni genera un pò di disorientamento. Per quale motivo, semplice non mi era mai capitato di laciare la parrocchia, Oltretutto capita proprio con l'avvento, insomma pazienza tutto qui. Però i giorni diventano prossimi, per cui di necessità, virtù. Per il resto, come sempre tutto prosegue con intensità, sopratutto sul fronte dei ragazzi e dei giovani. anche se avremmo sempre maggiore bisogno di energie, ma si lavora per come il Signore dona.

Ieri il Vescovo ci ha fatto il dono della sua presenza, in occasione della giornata dei poveri, una celebrazione molto sentita nella sua belleza semplice e intensa tutta incentrata sul protagonismo dei ragazzi che si preparano alla confermazione. Da non trascurare i più estroversi che animano la celebrazione per i fatti loro.Instancabilmente. Non posso che affermare che tutto si è svolto in mod coinvolgente e gioioso. Anchei momento successivo con il coinvolgimento nel prona dei bisognosi, li ha visti al centro per il servizio che alcuni di loro hanno voluto offire, in modo gioioso e sereno.
Insomma il Signore ci ha donato di vivere momenti moto belli di fraternità e di gioia nello stare insieme. Dovrei poter parlare di tanto altro, anche perché la giornata ha visto anche il protagonismo dei bisognosi, non meno importante di quello dei protagonsiti dell'accoglienza. Anche il Vescovo non ha mancato di far comprendere l'importanza della parrocchia per l'accoglienza dei poveri. Come anche la preziosità della Mensa per i bisognosi animata e sostenyuta dalla Caritas diocesane e orintata ad essere un punto di riferimento per tutti coloro che cercano un pò di calore umano e anche affetto.
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Dovrei parlare anche della disponibilità dei volontari, un cuore che si apre al mondo. insomma non si finirebbe mai, perché quando si apre il cuore non possiamo fare altro che stupirci del dono di Dio.
9 novembre - E' stata una giornata spettacolare, per meglio dire, una Domenica spettacolare. Cosa è accaduto di tanto straordinario? Semplicemente lo spettaclo dei volti dei bambini, dei giovani e degli adulti. Tutti ugualmente meritevli di essere osservati e ammirati nel cuore. Devo ammettere che non c'è nulla di più intenso dei volti, la loro bellezza nei giorni qualsiasi è semplicemente ammirevole. E ieri sono stati a nostra disposizione per tutto il giorno. Volti che sorridono, tanti volti immersi nel pianto della nostalgia e, forse, nella coscienza di non riuscire a vivere le esperienze che li avevano accompagnati fino ad oggi.
Tutti incredibilmente emozionati ed emozionanti, ma spesso anche irrazionamente sorridenti. Come dicevo, un vero spettacolo che è durato tutto il giorno. Poi ci siam immersi nel'pggi, che è iniziato con un lapo di luminosità, è stato solo un momento, ma ormai mi vado abituando, questo è servito a mantenere la serenità tutto il giorno. E poi via con il tran tran quotidiano degli impengni e della gioia di vivere al servizio degli altri. Anche i momenti del dolore sono stati letti cn uno sguardo di benevolenza nell'amore del Signore, poi certo ci sono da affrontare le conseguenze di quanto non si riesce a risolvere, ma la vita è così.
Momenti di entusiasmo e momenti di assestamento, se ci si riesce i momenti del sorriso, anche se brevi, che devono sostenere la gioia della condivisione. Quello che apre di pù allo stutpore è la volontà dei bembini e dei ragazzi di sentirsi al centro dell'attenzione anche in cose che ordinariamente riteniamo da adulti. Certo non mancano i problemi, ma si affrontano da adulti con entusiasmo. Magari non ne parlo mai, ma il ruolo degli adulti è fondamentale nella vita di comunità, semplicemente perché tutto deve essere condiviso dal loro coinvolgimento attivo ed affrontato con il loro entusiasmo gioioso. Questo esige uno stare insieme non invasivo e soprattutto una condivisione anche delle difficoltà che non mancano mai.
Intanto guardiamo avanti con fiducia, cercando di cogliere nel dono della grazia di Dio ciò che che può donare serenità e gioia alla vita di comunità. I problemi si affrontano insieme, semplicemente restando in ascolto gli uni gli altri. Intanto grazie di cuore sinceramente a tutti per l'attenzione alla mia persone e per l'affetto con il quale continuate a sostenere l'impegno pastorale. Da parte mia cerco di non trascurare la vita di preghiera, cercando di cogliere nella vostra presenza tutto ciò che da solo non ruscirei ma a vivere da solo. Coraggio, si cammina, magari più lentamente, ma la volontà e quella di continuare a sentrivi accanto.
6 novembre - Ripercorrendo il cammino della vita mi rendo conto che, l'ultima volta che ho mangiato una bistecca fiorentina, avevo 18 anni e andavo a Bologna per la iiscrizione all'Università. Insomma ieri sera ho vissuto un momento epocale, che ritengo possa essere considertao l'ultimo di questo genere. Lentamente vado restituendomi a una energia che non sempre mi ha sostenuto ultimamente. Il nostro è un mondo complesso dove la fiducia deve semre coniugarsi spesso con la diffidenza, non sempre è facile, ma per adesso male male non è andata. Per cui spero di procedere senza diffidare troppo.
Poi abbiamo la ricerca del sorriso, per come è risaputo, è una buona medicina. Sappiamo anche bene che non si compra, ma si cerca e per quanto è possibile si cerca di valorizzarne il dono per quando ci è donato, non come un diritto ma come una gioia da condividere. Può sembrare un dono connaturale, ma in realtà non è sempre così, esige semrpre un disponibilià alla condivisione di se stessi, cosa che non sempre accade. Quello ceh è importante è che tutto siua connaturale, non forzato o per piacere, solo allora si ha la sensazione medicinale dello stare meglio.
Diciamolo pure a me capita spesso, per cui non ho di che lamentarmi. Per cui come capita spesso, anche oggi è una giornata bellissima. Bellissimo il clima, bellissime le persone, bellissima la natura, bellissima la luminosità del cielo. Insomma tutto merita la nostra attenzione e il nostro ringraziamento. Anche i sosrrisi pochi o molti che siano vengono messi in risalto. Allora continuiamo con gioia il cammino alla ricercadel sorriso di turno e che il Signore alimenti nei cuori l'esigenza di sentirsi vivi e pieni di gioiosità.
4 novembre - Tutto è passato come in un istante, giorni intensi e frenetici, ricchi di incontri e di emozioni, ma tutto da rivivere in un modo sempre nuovo. Come sempre il cuore di ogni cosa è il Signore. La fede nella resurrezione dei nostri cari, la gioia di sentirli ancora presenti nella nostra vita. A tutto questo, che può appartenere alle emozioni più personali si aggiungono la gioia dei ragazzi che cantano e ballano per la squadra del cuore, o più semplicemente per la gioia d stare insieme.
Infine, merita una sua riflessione anche il tempo, in alcuni momenti climaticamente bellissimo, in altri momenti bellissimo secondo lo stile autunnale, e ancora bellissimo perché incoraggia a camminare e a vivere insieme. Insomma è tutto un attendere qualcosa che ad un tratto diventa evanescente, rinviato a data da destinarsi, immediatamente un pò di disorientamento, ma poi si razionalizza e si aspettano tempi nuovi.
Intanto percorriamo la vita di comunità, che alimenta speranze sempre nuove allla ricerca di una gioia intensa che ci deriva dall'afferto per gli altri e dall'affetto degli altri. tutto è legato a questo sentimento l'amore, che ci viene affidato da donare e da vivere. In questa ottica tutto viene vissuto in modo rosaceo, alla ricerca sincera dell'armonia dei colori e degli sguardi da condividere. Queste le emozioni, poi c'è lo sfondo, che rimane tale con i suoi drammi, le passioni, anche la sofferenza.
Insomma è la vita che però deve essere vissuta cogliendo la bellezza del dono ricevuto, che non dobbiamo mai trascurare. C'è una spernza che è nei cuori e che non dobbiamo mai trascurare, è la speranza che anima il nostro impegno ed è la gioia che vitalizza la nsotra giornata, coraggio si continua.
23 ottobre - Ad un tratto cambiano molte cose, lasciando spesso disorientati. Ordinariamente è quell'avvenimento che chiamiamo morte e che non riflettiamo mai abbastanza soprattutto in riferimento ai nostri cari. Il che vuol dire che quando accade siamo impreparati. Può sembrare strano, però è così, anche se sappiamo debba accadere stentiamo a leggerne la possibilità. E' come se volessimo operare una rimozione psicologica, a me non deve accadere.
Sappiamo bene che tutto accade e che è importante leggerci nella novità della nuova condizione esistenziale. Il punto di partenza sono i punti salienti della fede personale, il resto viene gradualmente con la rilettura dei tanti momenti passivi che diventano preziosi e indimenticabili. Qualcosa viene assorbito in virtù degli impegni quotidiani, semplicemente perché la vita continua e nessuno può permettersi di darsi delle pause lunghe.
Si riprende, con l'affetto dei figli, degli amci, magari un pò di preghiera in più. Magari si riece anche a pregare di più, ripercorrendosi nei tanti avvenimenti che si sono accompagnati alla propria vita familiare. Insomma quello che non riesce a fare la fede la integra la vita vissuta e da vivere. Per il resto una giornata molto bella, che segue a una notte tempestosa, tante le situazioni che sollecitano un nostro impegno, per cui anche in questo caso tempo razionalizzato.
La vita quotidiana della comunità è entrata nel suo ciclo intenso, il che sollecita il coinvolgimento di tutti/e e come sempre è importante vivere con entusiasmo il dono del Signore cercando di non svilire il dono. Anche in questo caso può capitare che non tutto sia colto nella sua bellezza naturale, il che vuol dire che non mancano i rimpianti. Ma la vita è fatta di vuoti e anche di stanchezza, tutto ricevuto e affidato dal e al Signore.
La chiave di lettura di questa azione è sempre caratterizzata dall'amore con il quale si cerca di corrispondere all'amore di Dio, tutto nella vita del Sacerdote deve essere animato da questa tensione amante. Al centro sempre il bene che si semplifica nel vivere e nel far vivere l'incontro con Lui. Poi tutto ciò che concorre a rendere presente questa tensione al bene nelle tante situazioni che la vita propone di affrontare. Ogni persona, ogni momnento sempre con gioia sempre con entusiasmo.
E quando non ci si riesce bene, semplicemente si ricomincia tutto daccapo, sempre in modo nuovo, sempre con più entusiasmo. Sampre con più gioia.
ella serie ogni cosa deve piacere. Cosa volete che vi dica, ho avuto modo di godere un momento di temperatura forse oltre ciò che avrei dovuto, ma se non fai esperienza, non ne vive neanche le conseguenze. Adesso formazione biblica, per cui ci si imerge in Gesù, per come si riesce. Domenicavo, oggi Santa Teresa d'Avila, tanti anni fa presi possesso della mia prima parrocchia in quel di di Verbicaro, insomma i ricordi dello Spirito, che ogni tanto si rinverdiscono.

13 ottobre
-
Devo ammettere che alcune volte è difficile entrare nella vita delle
persone, soprattutto quanto ti crescono accanto e tu le vedi maturare in
modo assolutamente innovativo. Per cui ci si blocca nell'elaborazione di
ogni novità e ci si percorre con la naturalezza di chi ha tanto da
imparare. Mah! Può sembrare difficile ma è una semplice
espressione quantica, orientata a una comprensione innovativa di quanto
è difficile da leggere in modo ordinario.
Non tutto si comprende, ma il mondo ha ancora tanto da comunicare. Che
situazione.
Anche per questo è importante stare con i giovani, non per comprendere, ma per imparare che esiste un modo totalmente nuovo di leggere se stessi e la realtà nella quale siamo immersi.
Semplicemente è il loro mondo, che ogni tanto ci aprono perchè noi lo abitiamo accanto a loro, impariamo a contemplare il futuro con la serenità e la gioia di sentirli protagonisti della loro storia.
E' una storia bellissima della quale noi comprendiamo solo la loro gioia
e la bellezza del loro sorriso.
Io personalmente farei fatica a comprendere di più, in realtà non ne avverto neanche l'esigenza.
Per cui alla cara Alessia, augurissimi.
L'altra immagine merita la considerazione del cammino
della vita, che va continuando secondo quanto il cuore trasmette e dona
di poter vivere. Il matrimonio a Cirella di Rita e Giovanni. Della serie
uno si e l'alro no. Insomma sono gli incontri della vita che si
peerpetuano nel tempo e si innestano come tasselli preziosi diventando
un'unica vventura che merita di esser vissuta e proposta. Come sempre
tutto è caratterizzato dalla gioia del cuore e dalla voglia di stare
inieme. Per come il Signore dona e per come solo gli innammorati sanno
testimoniare con naturalezza.
Infine ancora una immagine di gioia, vissuta attorno
all'altare del SIgnore nel momento dell'Alleluja, la gioiosità la donano
coloro che si preparano all'incontro con Gesù con la Prima Comunione. Si
ci sono anche io, ma è un ripetere quanto nella gioia abbiamo imparato a
ricevere e a trasmettere per coinvolgere la comunità nell'amore di Dio,
anche in questo caso caratterizzato dall'amore con il quale riflettiamo
la presenza del Signore in mezzo a noi. Sono tutte situazioni che
rigenerano la gioia nei cuori e aprono a una speranza semrpe nuova di
affetto. E' la bellezza della vita di comunità.
3 ottobre - Dopo la pioggia dei giorni scorsi, la natura ha ripreso vigore e ci stà regalando giornate bellissime, neil'armonia e nella luminosità dei colori, negli odori della salsedine portati dal mare e soprattutto nel farci assaporare il principio di autunno che si prepara a irrompere nella nostra vita. Devo ammettere che quello che più immediatamente risalta sono i colori, soprattutto nel pomeriggio sono di una luminosità indescrivibile ma anche indimenticabile. Insomma è tutto molto bello, meritavole di essere assaporato con dolcezza per come e per quanto è possibile.

L'altro valore aggiunto di questi giorni certamente è il ritorno in patria dei ragazzi della catechesi. che dopo i mesi di esilio vanno riprendendo la vita della parrocchia e devo ammettere con un vigore sempre nuovo e gioioso. Al punto di dover leggere gli atteggiamenti nella bellezzaa della novità per come sono vissuti. Anche quensto ha bisogno di tempo, semplicemente perché sono molto cambiati e tutti hanno bisogno di maggiore attenzione. Come fare tutto questo e non disperdere nulla del dono di Dio, il modo migliore e non muoversi e restare in contemplazione estatita. questo mi permette di gioire per gli schiamazzi e anche di cogliere la loro ricerca di consenso per tutto ciò che di nuovo vanno realizzando.

L'altra immagine totalmente da riqualificare in modo innovativa è la coscienza dei propri limiti e delle proprie responsabilità, su questo devo ammettere non stò dedicando molto tempo, ma ne avverto in modo gravoso il peso e la nuova situazione esistenziale che il Signore mi dona di sperimentare. Niente di particolarmente preoccupante solo la coscienza dei nuovi limiti legati all'età e a qualche acciacco che cominca a fare capolino nella mia vita. Diciamo così la gente non è abituata a vedere il sacerdote assente occasionalmente e si preoccupa quando non è presente.
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Come dire, anche questo esige educare al ritmo giusto. Però tutto scivola in modo bellissimo, circondato da persone bellissime, dal trionfo della natura bellissimo e da una voglia di fare e di esserci bellissima. Oggi abbiamo vissuto un momento di fraternità cn il gruppo delle Pulizie della Chiesa, anche in questo caso trionfa la gratuità e la gioia di essere al servizio degli altri. Certo non sempre le energie corrispondono ai desiderata, ma è bene allenarsi anche su questo. Ah, dimenticavo, ottobre è iniziato in modo bellissimo.
25 settembre - Eh, cari miei, sono giorni incredibilmente intensi difficili da narrare, ma comunque biosgnosi di essere ripercorsi anche perché, come sempre, contrassegnati da esperienze che non si ripetono. Prima di tutto i matrimoni volti sorridenti, occhi luminosi, gente felice con tanta voglia di stare insieme. La domanda rimane sempre la stessa che cos'è l'amore che spinge a sposare e in che cosa si differenzia dall'amore che comunuqe incoraggia a convivere. Anche in questo caso è difficile dare una risposta univoca. Certo per arrivare a dire voglio sposarti, c'è una voglia interiore di vita comune da leggere in modo assoluto.
Probabilmente in seguito tutto questo sarà ripensato in modo anche diverso, ma in quei momenti è un desiderio assoluto che apre all'affidamento totale di se stessi all'altro. Comunque dal punto di vista sacerdotale le celebrazioni matrimoniali restano dei momenti magici di affidamente vicendevole all'amore da vivere e da costruire in modo diverso ogni giorno. Non entro nella complessità degli equilibri esigiti perché tutto permanga stabilmente, e tanto meno nelgi squilibri che possono determinare situazioni assolutamente impensabili. Preferisco restare ad osservare il quadro che ho davanti agli occhi di una gioia difficile da leggere nella vita ordinaria.
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E' un settembre che scivola in modo estivo, tutti a mare, chiaramente coloro che possono, noi siamo alle prese con gli impegni della ripresa della pastorale ordinaria e totalmente immersi in mille situazioni anche molto stridenti tra loro. Riprendiamo anche gli impegni stabilmente in riferimento alla vita di carità verso i poveri, verso gli ammalati e soprattutto ci ritroviamo a condividere la gioiosità e la bellezza dei ragazzi e dei giovani che avvertono in qualche modo l'esigenza d vivere esperienza di vita comunitària. Insomma giocare insieme, sentirsi parte di una squadra, correre sudare e anche litigare.
Insomma tutto ciò che fa di ragazzi qualunque un gruppo che si cerca e riesce a stare bene insieme. Come dire, non c'è il rischio di annoiarsi. Comunque al di là dei miei limiti di comprensione, vi posso garantire che è una gioia permanente e instancabile. La bellezza dei nostri figli è che non stanno mai fermi, ancora di più potrei dire che sono perfino contenti quando ci si sofferma per un saluto anche estemporaneo. Insomma come dire buon proseguimento di giornata a tutti, sarà bellissima in senso ampio, che che nei nostri cuori, nei nostri pensieri, ci siano sempre i loro sorrisi. Auguri a tutti di ogni bene.
15 settembre - Chi non lo vive non lo può comprendere, chiaramente parliamo del mondo della scuola, che in questi gironi va mettendosi in moto. Si rigenera la frenesia del movimento della famiglia attorno alla vita dei propri figli che si rimettono in gioco, sul piano della conoscenza e della cultura. Ogni ragazzo percorre un itinerario molto personale e diversificato, che lo porterà con gli anni e nelle varie relatà a crescere e a diventare qualcuno al quale probabilmente non aveva mai pensato di poter somigliare.
E' la vita di tutti, ciascuno si rilegge nella propria infanzia cercandosi e guardandosi allo specchio nelle tante trasformazioni fisiche, affettive, culturali, professionali e via a seguire, che ne accompagnano la crescita. Allora auguri alle famiglie perché possano vivere questi giorni sempre con la giusta apprensione per la crescita dei figli, ma anche cogliendo la bellezza della novità che man mano va manifestandosi nel loro impegno quotidiano. Da parte nostra c'è semre uno sguardo di stupore, capace di scoprirsi nella speranza che gli sguardi e i cuori alimentano e incoraggiano a vivere ogni giorno.
11 settembre - Occorre ammettere che la vita del parroco, per molti aspetti è diversa da quella dei parrocchiani. Al centro della giornata e questo ritengo sia in comune, è la vita dei propri cari, che per le famiglie sono l'ambito nel quale ognuno spende la propria giornata, mentre per il parroco sono le centinaia di fratelli e sorelle che gli vengono affidate e delle quali è bello prendersi cura. Immediatamente è tutto molto semplice e lineare, poi nella pratica si complessifica con le mille situazioni molto diversificate che ognuno deve poter affrontare per guardare con fiducia avanti a se.
La nostra è una società molto complessa, che ciascuno può vivere anche in modo semplice e lineare ma in sè esige una stabile attenzione e una costante analisi, per non trovarsi a dover rincorrere chissà quali traguardi ormai irrangiungibili, semplicemente perché superati nei contenuti e nelle energie non sempre disponibili a realizzarne le potenzialità. Anche per questo è opportuno valutare sempre il passo che va compiendosi per evitare illusioni, ma soprattutto per non generare delusioni negli altri.
Ogni cosa merita di essere anlizzata con serenità avendo la coscienza che nulla ci appartiene e che tutto ci viene affidato. Questo principio riguarda tutto e riguarda tutti, ognuno ha la responsabilità di altri nelle azioni che compie. La coscienza dei propri limiti e delle proprie potenzialità, permette di guardare sempre avanti con serenità e fiducia anche quando, umanamente parlando, potrebbe prevalere il principio classico, del Quieta non movere. In molti casi si applica, genralmente per la paura del futuro incerto che può derivare, dalle azioni che si compiono.
Tutto nasce da una buona conoscenza di se stessi e dalla comprensione delle proprie potenzialità reattive, da non dimenticare una certa analisi presuntuosa che si accompagna spesso alle proprie azioni. Insomma è opportuno avere una buona comprensione dei propri limiti e in questo è opportuno avere amici, quelli che ti sanno dire la verità anche se scomoda, che aiutino a prenderne maggiormente coscienza. Altrimenti c'è il rischio del fallimento e dell'abbandono. In questi casi è opportuno imparare a colpevolizzare se stessi e non sempre e necessariamente gli altri.
6 settembre - E' un pensiero frequente, in questo periodo, quello delle pieghe nella storia. Volendo intendere qelle fasi di particolare incattivimento, che si accompagnano periodicamente alla vita dei popoli, orientandoli nelle relazioni alla eliminazione di questa o di quella etnia o popolazione. In realtà penso di poter affermare che non si tratta di alcune pieghe occasionali, ma di una costante che però non sempre viene messa in evidenza dai social, per cui si ha l'impressione, nella nostra distrazione collettiva, che ci siano fasi di fraternità e fasi di odiosità.
Le due sensazioni camminano sostanzialmente insieme e peridocamente esplodono in modo vistoso al punto da attirare l'attenzione di tutti, ma non per questo fa maturare la coscienza dell'azione a favore della pace. Per cui anche se in una analisi frettolosa ho vissuto: prima di questa fase legata ai palestinesi da eliminare in ogni modo e a tutti i costi da parte di Israele; da alcuni anni la guerra fraterna e centrifuga tra Russi e Ucraini; gli scontri etnici in Bosnia Erzegovina contro Serbi e Croati; i vari scontri armati in Iraq, Iran, Afganistan con milioni di morti e forme violente di vessazione soprattutto nei confronti delle donne; quelle più dimenticate in Sud Sudan e Nigeria tra le varie etnie tribali e religiose; quella con Hutu e Tutsi che portò a inteminabili straginella zona dei laghi in Africa centrale.
Mi fermo qui ma l'elenco sarebbe veramente lungo, se pensiamo alle tante dittature che ancora imperversano in America latina e in Asia con stragi incalcolabili. Riflettevo che noi continuiamo a studiare, nei nostri libri di storia, non tutto questo che si accompagna ai nostri giorni ma altro, chiaramente determinato dai vincitori che deve distrarre naturalmente dalle cose nefaste da loro compiute. Tanto per, non sarebbe male studiare in modo più vero, quella che abbiamo imparato a chiamare l'Unità d'Italia ma che ormai molti definiscono giustamente con documenti ineludibili, la conquista del Regno di Napoli o del Sud.
Le motivazioni normalmente velate da idealismi, sono sempre sostanzialmente economiche, o di espansione e di potenza che necessarimente ha bisogno di un popolo da distruggere e da soggiogare nei modi più variegati, chiaramente alleandosi con altri popoli con i quali fare affari insieme a discapito dei più deboli. In tutta questa conflittualità siamo inseriti tutti noi, che ci leggiamo in un protagonismo ideoligicizzato e non sempre nella possibilità di poterlo esprimere e vivere in modo lineare.
Possiamo affermare che ci sono persone che amano in modo sempre nuovo per come è dato loro di poterlo fare, alcune volte è proprio l'amore che aiuta a superare il dramma della violenza che altri impongono. E' vero sono argomenti dei quali parlo raramente, ma che certamente abitano il mio cuore e la mia mente ma soprattutto rendo presenti nella preghiera che il Signore mi dona di poter invocare con fede. D'altra parte ritengo che ciascuno di noi abbia intelligenza sufficente per fare queste analisi e vivere la serenità di non soffocare. Quello che raccomando è di non smettere di amare, se si vuole respirare in queste realtà con entusiasmo, occorre amare sempre con gioia piena per come ci viene donato di poterlo fare.
Di amare comunque in modo intenso, anche quando sembra proibitivo poterlo sperare. Insomma, è una bellissima giornata di settembre, per cui buona giornata a tutti da vivere con gioia nelle vostre case con le vostre famiglie, un sorriso da condividere e con tanto affetto, ma soprattutto nella gioia di poter stare ancora insieme. Auguri, la storia alcune volte sembra inaridire la vita, ma il cuore la vivifica sempre in modo nuovo. Certo il cuore deve prevalere sempre, coraggio.
1 settebre - E' ormai un avvenimento da ricordare, poter vedere la pioggia che cade dal cielo, purifica l'aria e irriga la terra. Per Scalea è dai primi di giugno che non ne facevamo l'esperienza, il che aiuta a capire del bisogno che ne hanno i terreni, le sorgenti e i campi coltivati. Altre volte abbiamo assistito agli annuvolamenti del cielo e abbiamo sperato nella pioggia, ma tutto ci ruotava attorno. Nemmeno una goccia per noi. Sabato invece tutto si è svolto secondo quanto speravamo, non troppo a lungo ma abbastanza intenso, insomma una pioggia che ha dato sodisfazione alle attese della campagna.
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L'altra nota, non molto positiva, è che nella comunità qualcuno ha deciso di farmi ingrassare nuovamente, evidentemente il parroco deve essere di sostegno e non macilento. Provo a resistere ma le cose non stanno andando troppo bene. Anche ieri abbiamo avuto una bellissima partecipazione alle Sante Messe, con una dinamica veramente corale e gioiosa, andiamo a chiudere il tempo estivo e ci si prepara ai cambiamenti autunnali, per cui le valige sono pronte e si guarda con più attenzione ai ritmi cittadini.
I
n questi giorni, una parola ricorre spesso nella liturgia ed è quella dell'umiltà, effettivamente ne dobbiamo fare maggiormente esperienza, io per primo e per estensione coloro che mi collaborano più da vicino. Non è una cosa facile, anche perché la nostra parrocchia ha la presunzione di essere centrale per molti aspetti nella dinamica educativa, soprattutto adolescenziale e giovanie, ma già da alcuni anni stentiamo a corrispondere pienamente a questa vocazione.Ma ritengo che il Singore stia insistendo sulla umiltà, per cui alla lunga, ho imparato da tempo, che prevale Lui. poi ci si aggiorna. Intanto riprendiamo, sempre con il necessario entusiasmo e la gioia di vivere al Suo servizio. Per generare entusiamo sempre nuovo e mai ripertitivo, ci mette accanto tante situazione di emergenza e anche tanti motivi di gioia alcune volte sfuggenti, per evitare il senso del possesso e non il ringraziamento. Tutto deve educare al servizio e alla gioia della vita comune, questa è la via della serenità che rende presente nella quotidianità il Regno di Dio.
29 agosto - Carissimi e così siamo a 72 anni completi, è un po’ strano, anche perché non c’ero mai arrivato e vi posso garantire che a me sembrano tanti. Però, come sempre sia fatta la volontà di Dio, difficile da comprendere, facile da vivere con la preghiera e la vita di carità. Devo scrivere per ringraziarvi, anche perché fra poco su Facebook esce la notizia del mio compleanno, per cui non devo trovarmi impreparato. Grazie sempre a tutti per la gioia semplice e lo spirito di fraternità con il quale vi accompagnate al servizio della parrocchia. Voi sapete che a me non piacciono le cose grandiose, ma la semplicità vissuta ogni giorno con il cuore. Anche questo compleanno lo vivrò in silenzio, in solitudine e nella preghiera. Nulla di particolarmente penitenziale, tutto nasce dalla semplice esigenza di sentirvi tutti presenti con i vostri sguardi, con il vostro affetto, con la gioia di servire la parrocchia. Questo può accadere solo nel silenzio, per cui ancora grazie e che il Signore vi doni sempre Gioia, con la semplicità di chi vive, come Gesù, il dono di sé agli altri.
23 agosto - Sono i giorni della resa dei conti, sarebbe a dire degli incontri condominiali che molto spesso esigono una pazienza abnorme da parte dei responsabili. Ne sono a conoscenza perché alcuni usano gli ambienti parrocchiali come sede degli incontri, e capita spesso di udire voci molto fuori dal coro che non è facile leggere nella dinamica della gioia di stare insieme. Anche questi incontri aiutano a leggere la vita di fede come una nicchia nella quale occasionalmente ci si rifugia, al di fuori della quale si vive una dinamica molto diversa di relazioni, che spesso sconfina in atteggiamenti totalmente contrari agli insegnamenti del Signore.
Diciamo così, quando si parla di interessi personali e di affari la fede fa fatica a rendersi presente anche nei cuori di credenti. Per non parlare del mondo del lavoro, dove si chiede esplicitamente di rimuovere ogni segno del sacro per evitare discriminazione religiosa tra i clienti, insomma è un tempo di rilettura che merita di essere analizzato con maturità anche per evitare di arrivare a conclusioni frettolose. Tutto può essere ricondotto a un uso improprio e immaturo dei social, non solo da parte dei bambini o dei giovani, ma anche tra gli adulti va generandosi una dipendenza e un conseguente asservimento ai dettami che ci vengo proposti e imposti dai gestori di questo o di quel contenuto.
Troppo spesso si arriva a un annullamento del proprio pensiero e a sposare atteggiamenti che appartengono ai vari gruppi social che corrono il rischio di far estraniare totalmente dal vissuto ordinario della persona. Nessuna presunzione da parte mia, comprendo bene che ci sono interi trattati su questi tempi, ma sono le situazioni che spesso mi vengono sottoposte in questa chiusura del tempo estivo, da giovani che stentano a riprendere con entusiasmo in mano la loro vita. Insomma capita che si crolli di fronte alla realtà da affrontare, e in questo caso la domanda semplice è, in che cosa la religione può diventare un aiuto e un sostegno?
Una risposta semplice e lineare, quella che Gesù ci trasmette è la gioia della vita comune, che ordinariamente manca nella vita delle parrocchie, sempre più luoghi di incontro per specialisti o presunti tali. Anche per questo aumentano i gruppi, le aggregazioni come immagine un pò disporta della vita di comunità, distorta perché non è possibile omologare in toto le diversità, se non appiattendo il dono dello Spirito che si caratterizza nella gioia di essere diversi gli uni dagli altri. La bellezza della diversità dei doni da condividere dovrebbe essere la caratteristica di ogni comunità parrocchiale.
Uso il condizionale, perché ritengo che l'esperienza ci dona di vivere situazioni molto diverse in riferimento alla gioia della vita comune. Purtroppo si va incontro anche a tante delusioni. Nulla di particolarmente negativo, perché nella preghiera tutto si risana.
Anche per questo, quando si riesce a cogliere la bellezza dello stare insieme lo si vorrebbe poter vivere, ma anche in questo caso subentrano spesso sensibilità diverse e tutto deve essere colto nella complessità delle situazioni personali. Come dire, nello stare insieme ogni persona è un mondo da contemplare, ma anche da rispettare e da ascoltare. Posso affermare che quando Gesù ci chiede di amare, intenda vivere questi atteggiamenti non scindibili in perfetto equilibrio relazionale.
19 agosto - Guardando leggermente indietro, cosa che a me non piace molto, potrei dire che è stata una estate più inquieta rispetto agli altri anni. Per alcuni aspetti più ammucchiata, soprattutto in riferimento al mondo giovanile. Cosa voglia dire è difficile da spiegare, semplicemente cresce un clima di incomunicabilità e per alcuni aspetti di gratuità violenta e questo non è bello, soprattutto se riferito al nostro futuro, che sono i giovani. Non aggiungo altro, anche perché è tutto molto difficile da leggere e da analizzare, però si percepisce nella naturalezza degli atteggiamenti e delle reazioni.
Come sempre guardiamo avanti con fiducia e, per come è possibile, intensificando le situazioni e le attività di interazione tra le diverse età. Devo ammettere che può essere semplicemente una pia illusione, o meglio una buona intenzione, perchè al momento mancano le energie educative per operare con continuità in questo senso. Sereni, non sono pessimista, è che al momento stento realmente a cogliere le disponibilità innovative capaci di coinvolgere attivamente le nuove generazioni.
Si, abbiamo ancora del tempo e non dobbiamo dimenticare l'opera di Dio, che già aitre volte è venuta incontro alle nostre difficoltà, per cui sempre con la gioiosa voglia di esserci, viviamo questo giorno in un sincero clima di gioia e di fraternità. Gli elementi che incoraggiano a guardare avanti in questo senso ci sono tutti. Prima di tutto è una bellissima giornata di sole, per cui si guarda con fiducia alle onde del mare e alla possibile armonia che si crea per il corpo che vi si immerge.
Certo chi è al lavoro farà fatica a cogliere la bellezza di questa possibile armonia, ma magari vive altre emozioni, che farei fatica a raccontare. La bellezza degli occhi che si incontrano, la ricerca di oggetti che chiedono di essere visibilizzati, il guardare con attenzione agli altri cercando di cogliere gli interessi e i gusti. Insomma si matura una maggiore attenzione verso gli altri che normalmente non curiamo molto. Occhi che si incontrano anche senza cercarsi. Anche questa è una bellissima esperienza di vita che merita di essere interiorizzata.
Ogni incontro è un'avventura, una scoperta di novità, è vero non tutti gli incontri lasciano un segno positivo ma è sempre il segno di una presenza con la quale ho avuto modo di vivere una esperienza di vita. La bellezza dell'estate si caratterizza anche in questo dono, centinaia e centinaia di fratelli e sorelle con le quali vivere in modo nuovo la fede nel Signore, senza neanche parlarne immediatamente ma cogliendono le presenza per come Lui dona e per come noi risuciamo a valorizzarla. Allora certamente oggi sarà anche per voi una bellissima giornata, per cui auguri a tutti/e.
10 agosto - I giorni scivolano in modo ordinato e lineare, per cui nulla di particolarmente innovativo se non le gravi inconcruenze di alcuni governanti che stentano a dare serenità all'umanità, anzi giocano a distruggere la speranza nei cuori. Anche per questo, cambia radicalmente la determinazine delle certezze, sulle quali orientare e stabilizzare gli affetti e i valori della vita comune. Prima di tutto la vita di fede, la domanda che spesso Gesù pone ai suoi seguaci e quindi anche a noi è: a che punto sei? Come hai deciso di seguirmi? Se hai deciso?
Sono domande che potrebbero trovarci anche distratti, semplicemente perché noi seguiamo Gesù ordinariamente per abitudine, forse non abbiamo mai scelto di farlo seriamente, anche per questo la Parola di Dio, se ascoltata, incoraggia a fare delle scelte radicali in ordine alla sequela e all'impegno per la diffusione del Regno di Dio. Come sempre tutto è orientato alla crescita della persona e, nella persona, la maturità dell'affetto con il quale è importante relazionarci e orientare il nostro protagonismo.
In Gesù, ciascuno di noi deve sentirsi protagonista della propria vita, Lui è venuto per la nostra serenità e la nostra pace, per cui quando siamo inquieti non dobbiamo fare altro che dargli spazio nel cuore e guardare con fiducia avanti a noi. Per cui anche se tutti cercano di impossessarsi noi, i politici, i social, perfino gli amici e via a seguire, non dobbiamo mai dimenticare che dentro di noi abbiamo una energia liberante che apre a una speranza sempre nuova che è nei nostri cuori e aspetta solo di essere espressa con pienezza.
Certo dobbiamo esercitarci ad essere una presenza nella storia di ogni giorno e non un'ombra di noi stessi, far comprendere che ci siamo e che vogliamo essere ascoltati, che abbiamo dei valori da donare e da condividere. Ma soprattutto abbiamo il dono del nostro esserci che merita di essere pienamente valorizzato da tutti. Però dobbiamo imparare a rispettarci, altrimenti correremo sempre il rischio di lasciar perdere che: tanto non cambia niente.
Cosa volete che vi dica, sarà certamente una giornata bellissima e non solo per gli innammorati che contempleranno se stessi nella luminosità delle stelle, ma per tutti coloro che cercano sensazioni nuove, nel profumo e nell'armonia del creato, nella gioia degli sguardi che si cercano e si incontrano, anche quando non si incontrano. Ma è bellissima per la speranza che ciascuno ha dentro di se e che nessuno potrà mai togliere.
Allora sinceri auguri a tutti, riflettete di più il dono che voi siete e guardate sempre avanti con fiducia, anche quando sembra che ogni cosa sia particolarmente tortuosa. E' il tempo di spegnere i social, di aprire i cuori, di abbracciare le persone care, abbiamo tanto amore da ricevere e da donare. Allora guardiamo sempre meglio, guardiamo avanti sempre con entusiasmo nuovo, è bellissima.
4 agosto - Nel frattempo è arrivato il domani, in parrocchia è sempre così, tutto sembra prevaricare i tempi pensati ma anche per questo è sempre imprevedibile riuscire a pianificare le attvità, peraltro sempre nuove che il Signore chiede di vivere con intensità. La vita di relazione con le persone esige sempre tempi nuovi, semplicemente perché ogni persona è un mondo sconosciuto. Generalemnte, dal punto di vista spirituale, è totalmente da scoprire, semplicemente perché sono valori di cui si parla raramente anche tra i praticanti.
Sono quei valori che restano sconosciuti anche agli interessati che li manifestano nelle azioni, sono questi valori che fanno guardare all'altro con simpatia, al povero con attenzione, all'ammlato con empatia, tutto vissuto in modo connaturale, semplicemente perché esprimono il meglio di se stessi. In qualche modo aiutano a conoscere meglio se stessi. anche agli interessati. Sono questi i valori che incoraggiano a indossare abiti più liberi, a uscire dalle proprie sicurezze vere o false che siano e a mettersi in cammino.
Sono questi valori, queste emozioni che incoraggiano a percorrere sentieri sempre nuovi, di ricerca interiore ed esteriori, che aiutano a non arrendersi mai nelle difficoltà e a cercare in modo sempre nuovo la gioia di stare insieme ovunque e con tutti. Per cui trasmettere le immagini di Tor Vergata con i giovani che si preparano a vivere il Giubileo non può che aiutare a leggere la chiesa che cammina con il loro passo e incoraggia a leggerli in modo sempre nuovo, troppo spesso li leggiamo con i nostri occhi e questo non ci permette di valorizzarli per la bellezza che sono.
Questo vale anche per gli ucraini che abbiamo avuto la gioia di accogliere, certo non hanno potuto trasmettere i loro penseri certamente molto segnati dagli anni di guerra che si accompagnano alla loro crescita, l'unica speranza è quella di aver dato loro la possibilità di vivere momento nei quali esprimere più pienamente la loro esuberanza giovanile e la loro voglia di stare insieme senza il timore di dovere fuggire. La nostra è una società che appiattisce e vieta ogni anelito di libertà, l'atteggiamento dominante è la solitudine anche in coloro che sembra stiano sempre insieme con gli altri.
Per cui innammorarsi decidere di stare insieme, di condividere la propria storia con un altro è una avventura che non appartiene alla vita di tutti, anche per questo si scomoda la parola vocazione, scusate in questo caso è molto più di una parola, è una scelta di vita. Ogni giorno devo amare in modo nuovo, intenso, gioioso e fare festa con la persona che ritengo sia parte di me stesso nella vita di ogni giorno. Ritengo che quando vivo in questo modo, affettivamente sono pienamente sodisfatto. Socialmente parlando, poi intervengono tanti fattori che spesso distraggono perché esigono il tempo dell'affetto.
Anche per me intervengo fattori distraenti, per cui vi lascio la parrocchia è composta da tante anime diverse dove ognuno ha esigenze bisognose di essere colte, nella loro unicità e bellezza, come le proprie. Non è facile seguire ogni cosa e ogni persona, anche per questo il tempo non basta mai. Allora buona giornta a tutti/e e che ci sia sempre gioia nei vostri cuori.
1 agosto -
Domani proverò a scrivere qualche emozione di questi giorni veramente speciali che il Signore ha inteso donarci di vivere con gioia. Intanto siamo arrivati alla fine del domani, per cui non inizio neanche a scrivere perché devo preparare la Perdonanza di Assisi, con la celebrazione della Domenica. Mi appello alla vostra sensibilità e vi invito a guardare le foto che meritano tanta attenzione per ciò che trasmettono. Ne trovate altre al Link Foto.
Qui ripropongo il ringraziamento previo che avevo inviato a coloro che hanno coordinato con il cuore, come sempre, la buona riuscita dell'accoglienza: Avverto l’esigenza di ringraziarvi per la disponibilità con la quale vi siete dedicati e vi dedicherete nel pomeriggio all’accoglienza degli ucraini. Chiaramente non ne dubitavo, però avverto l’esigenza di dirvi grazie e che il Signore vi doni sempre la gioia di vivere al servizio di coloro che Lui ci pone accanto.


27 luglio - Effettivamente è così, nella vita della comunità molto si vive attorno all'Altare. Non sempre e tutti lo comprendiamo, però è attorno all'Altare che corrispondiamo all'amore del Signore, all'Altare ci nutriamo del Suo Corpo e del Suo Sangue, attorno all'Altare scopriamo, chi più chi meno, di far parte di una comunità dono del Signore. Siamo chiamati all'incontro per ringraziarlo, ma anche per fare festa, è una festa particolare perché al centro mette l'azione di Dio. Ritengo sia inutile dire che non tutti ne siamo coscienti, però chi vive tutto questo con attenzione e dedizione comprende la bellezza di appartenere alla comunità e anche matura la gioia di vivere al suo servizio. Altri godono comunque del dono della Grazia, sempre senza coglierne precisamente gli impegni che ne derivano.
Come ho già detto altre volte, tutto e grazia, per cui essendo tutto dono di Dio, noi dobbiamo solo aiutare a goderne i benefici. Questo esige preparare tutto con attenzione perché la liturgia scorra in modo sereno, senza improvvisazioni e senza agitazioni, insomma occorre che ci siano persone che dal primo pomeriggio si dedichino a curare ogni cosa per cui, quando inizia la preghiera, tutto deve essere rivolto a cercare la presenza del Signore. Nel canto, nelle preghiere, nell'incontro con gli altri, nell'ascolto della Parola, nell'offerta del pane e del vino insomma tutto deve essere vissuto con la coscienza di essere alla presenza di Gesù che diventa nostro compagno di viaggio e non vuole lasciarci soli.

Come ho avuto modo di affermare in questo la parrocchia non lascia margini di interpretazione, nella dedizione all'opera di Dio San Giuseppe Lavoratore si dedica in modo instancabile. Sulla dedizione alla preghiera personale, avrei da sollevare qualche dubbio, ma tutto è affidato al Signore, anche perché conosco veramente poco la vita dei parrocchiani, per cui ne verrebbe fuori un giudizio temerario. Certamente vedere tanti fratelli e sorelle convocati attorno all'Altare del Signore dona gioia, ma anche la coscienza della responsabilità di valorizzare questo dono, perché possano godere tutti dell'amicizia di Dio.
E' importante vivere tutto con distacco relazionale per immergersi più pienamente nell'emozione dell'incontro con Dio. E' un valore di cui tanto se ne avverte l'esigenza, ma che non sempre risuciamo a compredere e conseguentemente a trasmettere a coloro che guardano comunque a noi, come dei segni della presenza e dell'amore di Dio sul loro cammino. Nella vita di fede nulla è automatico, tutto è fortemente personale per cui ogni esperienza merita di essere conosciuta e valorizzata, senza creare ruoli e protagonismi che troppo spesso soffocano i doni dello Spirito.
E' come nella vita di una coppia, tutto deve essere vissuto e valorizzato nella coscienza dell'importanza che ha l'altro per me, non in chiave stumentale ma in virtù della dedizione del cuore, in parte assolutizzando la preziosità dell'altro nella mia vita. Certo nulla è stabilizzato in modo assoluto ma tutto è sempre da rivalorizzare, questo genera una stabilità dinamica che non fa mai annoiare, non appiattisce la gioia della vita comune.
Ogni azione, anche la più nascosta: attenzione agli ammalati, alle persone sole, affetto verso chi si sente abbandonato da tutti, l'accoglienza e la condivisione della propria vita; concorre a generare dinamiche inesplorate che ci incoraggiano a percorrere l'amore di Dio come chiave di letture del nostro stare insieme e apre a una gioiosità che nessuno riesce a dominare. La vita di comunità è un mistero di amore e di relazioni che aprono a una speranza sempre nuova, è la radice della nostra gioia. Ricordando sempre, che ciò che si riceve in dono, deve essere donato altrimenti corre il rischio di inaridire.
23 luglio - Il mese di luglio procede verso la sua conclusione, per cui leggiamo la dinamica estiva parzialmente realizzata. Tutto abbastanza bello, a parte il caldo che ne caratterizza il periodo. La soluzione è una sola stare in acqua a mare, per chi può il problema non si pone, per tutti gli altri e quindi anche per me, è bello sentire in alcuni ambienti la brezza del mare che genera un tepore, non sempre stabile ma anche per questo più bello da apprezzare. Cambia quasi totalmente la dinamica della pastorale parrocchiale a motivo della partecipazione dei turisti alla vita della comunità.

Per cui continuano i momenti formativi fondamentali e i partecipanti per buona parte non sono i fedeli della comunità. Nulla di strano, ma ugualmente bello confrontarsi su Gesù, pregare Gesù, cercare Gesù con coloro che trovano il tempo per stare con Lui anche in estate. Si incontrano centinaia di fedeli, che vivono con gioia lo stare insieme con il Signore, il nostro compito è sempre quello di aiutare, per come ci è possibile, a vivere questo anelito del cuore. E' anche il tempo del rientro di tanti nostri giovani che hanno percorso parte della loro crescita in parrocchia, dovrei dire che hanno percorso il cuore con la loro gioiosa presenza e ogni tanto avvertono l'esigenza di ripercorrersi in questi ambienti a loro familiari.

E' tutto un altro mondo, li osservo, si scambia qualche battuta, quando lo concedono e ti rendi conto che un mondo totalmente diverso abita il loro cuore, abita la loro mente, è il nostro tempo totalmente diverso da come lo si può immaginare ma totalmente bello da vivere e da scoprire semplicemente perché è il loro mondo, il loro oggi, Come sempre tutto è affidato ai laici, che per la gran parte lavorano per cui sono impegnati in altre attività, i bisogni delle famiglie aumentano sempre più. ma non mancano coloro che ritengono di poter continuare a spendere il loro tempo al servizio dei più deboli e abbandonati. Tutto è dono di Dio, per cui non possiamo che ringraziare e valorizzare.
E' anche il tempo della gioia e della comprensione più complessa della vita che passa attraverso le emozioni, i sorrisi e gli affetti. Alcune volte si matura una comprensone miglioredei propri limiti, che aiuta a comprendere anche meglio il dono di Dio. Come dire ogni giorno è una scoperta diversa di se stessi e degli altri, avere più tempo, questo è il solito problema a chi si riesce di dedicare del tempo. Fortunatamente abbiamo il pensiero, che riesce ancora ad andare liberamente oltre le dinamiche delle relazioni fisiche e dei limiti emozionali che questo comporta.
E' bello leggersi in ricerca costante dell'altro, semplicemente eprché scuote stabimente dalle false sicurezze che tante volte abitano la nostra mente e incoraggia cercare oltre se stessi ciò che non si conosce e che forse non si riuscirà mai a comprendere pienamente. Non va trascurata una situazione molto diffusa che è quella di non riuscire a parlare che tante volte si accompagna alle relazioni interpersonali, per cui ti rendi conto che si chiacchiera molto, si sta anche bene insieme ma si comunica poco. E in questi casi? Brutto da affermare, ma facile da sperimentare.
E' il vuoto relazionale che spesso abita la vita comune, con il sospetto che andare avanti sia impossibile ed è meglio fermarsi, emancipando la ricerca del cuore, effettivamente alcune volte è meglio così. Giornata bellissima, totalmente piena di impegni, gioiosamente iniziata nell'ascolto del futuro della comunità, che non mancherà di generare nuovi aneliti di speranza e di gioia orientati a fare dell'accoglienza il senso più vero da dare alla vita. Insomma sempre grande entusiasmo e voglia di rendere presente la speranza che deve animare la gioia di stare insieme il più possibile nel Signore.
18 luglio - Devo ammettere che ho dovuto riposare un pò di più per assorbire la stanchezza di una giornata veramente straordinaria, direi meglio bellissima, vissuta in modo gioioso ed esaltante. Certo come sempre San Giuseppe Lavoratore pensa a come portare avanti la Sacra Famiglia e non dà molto spazio alla festa. Ma al cuore non si comanda, per cui vedendo la Vergine Santa che il Signore gli ha messo a fianco per proteggerla, così osannata, cercata ed amata ha avuto anche lui, una emozione di coinvolgimento che ha vissuto con intensità.
16 luglio - Anche quest'anno il Signore ci dona di vivere il pellegrinaggio ai piedi della Vergine del Monte Carmelo. Per alcuni aspetti è sempre più intenso il desiderio di poterlo vivere ancora con la comunità, per cui come pellegrini ci si è messi in cammino alle 5:45 per salire alla Chiesa del Castello e iniziare la nostra preghiera per le tante fragilità che vogliamo affidare alla mamma di Gesù e mamma nostra. Tutto come sempre è iniziato alle ore 6:30 con il Santo Rosario, poi ci siamo lasciati guidare da chi, più di noi, vive la missione di aprire alla speranza i cuori, siamo stati introdotti all'emozione di vivere come figli, totalmente affidati alla mamma celeste, questa giornata di fraternità e di pace.

L'aurora ha appena schiarito il cielo per lasciare il posto
all'alba di
questo
tanto atteso 16 luglio. Ancora una volta ci raduniamo qui ai piedi del monte Carmelo,
nel giorno solenne della festa patronale per la
città di Scalea. In
questo anno santo, in cui ricorre il 70' anniversario
dell' incoronazione,
ci uniamo in un abbraccio di preghiera
attorno alla mensa del Signore,
per celebrare la nostra mamma celeste.
Cosa ci ha spinto ad essere qui?
È un quesito, questo,
che
appartiene ad ognuno di noi...
In questa statua, certamente, riconosciamo una donna, attenta e
premurosa, una mamma,
la madre di Dio e della chiesa, che cammina con noi tutti
i giorni.
Lei è la madre di misericordia, che conosce bene cosa risiede
nel cuore di ogni figlio che la cerca, che sa dove e come
volgere lo sguardo su chi a lei si affida.
Una mamma che conforta, consola, cura e incoraggia.
Consapevoli di questa presenza, come comunità di fedeli pellegrini, senza sentirci giudicati, spesso fragili e smarriti, con timore, con le nostre povertà, ci affidiamo come ha fatto lei al progetto di Dio, animati di speranza, affinché ci guidi sulla via della grazia e della salvezza eterna.
Siamo nel mese di Luglio, per cui l'estate comincia a presentare i suo conto in ordine al caldo e alla presenza dei turisti che animano il territorio della nostra Città. Sono stati giorni molto intensi di vita spirituale e sociale. La lunga e complessa preparazione alla Festa curata dalla parrocchia Santa Maria d'Episcopio, ha genrato una sequela di inziativa che è culminata con quanto ha inteso fare l'Amministrazione dichiarando Scalea Città Mariana con atto del del Consiglio Comunale di Lunedì 14 luglio. Questo, unitamente all'azione canonica e pastorale di unificare le due parrocchie, a mio parere cambierà positivamente il baricentro dell'attenzione pastorale del territorio.
Poiché il senso della memoria e dei valori spirituali mariani di Scalea, legati alla Madonna del Carmelo e alla Madonna del Lauro, cumuleranno di più l'emozione e il coinvolgimento degli abitanti e dei turisti. Scalea potrà in modo più significativo trasmettere i valori che appartengono alla Sua vita sprituale e all'identità del territorio. Forse è un primo passo verso quella identificazione nuova della nostra Città orientata ad aggregare positivamente tutti coloro che la scelgono, come luogo di speranza per costruire il proprio futuro, o più semplicemente come luogo di svago per le vacanze.
Direbbe qualcuno Tutto è Grazia, per cui non possiamo che ringraziare il Signore per tutti questi doni di cui siamo stati testimoni e beneficiari. E' garante dei tutto questo la partecipazione della popolazione ai tanti momenti di preghiera e di pellegrianggio che la Vergine Maria ha animato con la Sua presenza di Madre e di Patrona della Città. Nella vita di fede nulla accade per caso, per cui sta a noi cogliere il dono della Grazia che ci viene pastoralmente affidato e orientarlo per come chiede il Signore.
6 luglio -
Bellissima Domenica a tutti/e. Con la chiusura del GrEst e del Campo di Reparto, possiamo dichiarare ultimate le attività educative con i ragazzi e ci possiamo dedicare pienamente all'accoglienza del mondo turistico con tutto ciò che questo comporta in ordine a un modo totalmente nuovo di vivere la fede nella nostra comunità. Sono i giorni nei quali vengono o tornano a Scalea da ogni parte, per cui è importante leggersi disponibili ad accogliere la diversità complessa di coloro che il Signore ci dona di incontrare.Nel frattempo, con una buona partecipazione dei fedeli, va completandosi anche l'itinerario mariano animato per sensibilizzare alla Festa Patronale della Madonna del Carmine. Ieri abbiamo vissuto con grande partecipazione di popolo ed emozione, la lunga peregrinatio marina che ha fatto ripercorrere come 70 anni fa, la nostra costa dal Fiume Lao alla Scogliera Ajnella. La presenza della Vergenie del Carmelo nelal vita spirituale di ciascun fedele è personale e suscita emozioni individuali difficili da leggere e da proporre, occorre solo accoglierle come un dono di Dio.
Noi siamo alle prese con le celebrazione esterna, il che esige tutto un lavoro di preparazione con la partecipazione dei volontari che non tutti colgono, sistemare 600 sedie esige un grande impegno anche fisico. Intanto hanno portato una ragazza slovacca semisvenuta, poco prima era arrivato un rumeno bisognoso di sostegno, Arrivano da ogni parte, per cui ci si impegna e si cerca di sostenere per come possiamo.
Certo dovrei parlare del caldo, delle tante situazioni di guerra, per non trascurare le tante situazione di sofferenze e di malattia, ma per ognuna di queste esperienze il Signore manda noi. Il Signore ci chiama e ci manda a due a due ci ricorda il vangelo non tanto per parlarne ma per affrontarle ed emanciparle per come avrebbe fatto Gesù. Dicamo così, partiamo stanchi e con il ventaglio in mano per cui qeullo che chiede il Signore corriamo il rischio di metterlo da parte, di rimuoverlo a priori e questo ci rende alcune volte inefficaci.
Nessun problema, la Domenica serve anche questo, a rigenerarci nell'incontro con Lui e nella gioia della vita di comunità. Per cui come dicevo inizialmente che sia una bellissima Domenica per tutti, e che il Signore animi in ciascuno di noi la bellezza di vivere per come Lui ci chiede, questa è la radice della nostra pace ed è la gioia che abita i nostri cuori da condividere con coloro che il Signore ci dona di incontare.
Questo va vissuto ovunque, nella famiglia, nel mondo del lavoro, negli ambienti di svago, nella gioisità del sorriso dei bambini. Coraggio, nel nostro cuore siamo abitati dall'entusiasmo di essere al servizio dell'armonia e della pace. Per il resto tutto molto bello e bisognoso di essere vissuto con affetto gioioso, la gente ha nostalgia di Gesù e il nostro compito e quello di renderlo presente per come Lui stesso ci dona.
1 luglio - Continuano in modo ininterrotto e variegato gli incontri e le attività, l'accoglienza dei bisognosi in senso ampio e naturalmente la preghiera. E' tutto un mondo di volti che si incontrano e di pensieri che si confrontano, avendo la certezza che comunque ogni cosa avrebbe bisogno di più tempo per essere vissuta intensamente. Ma in tutto questo il Signore viene incontro alle tante riflessioni incoraggiandoci a cogliere nella Sophia (la sapienza) un modo più vero di leggere la realtà e anche più semplicemente la nostra vita.
Proprio in questi giorni, il Signore ci ha donato di riflettere il senso della Sua presenza nell'amore con il quale ha creato ogni dono, ogni cosa al punto da poter affermare che tutto ciò che ci circonda e ci viene affidato è manifestazione dell'amore di Dio. Tutto è donato per il nostro bene, perché possiamo vivere in armonia rimuovendo il caos che era presenta prima dell'azione affettuosa e ordinatrice dello Spirito, che in ebraico viene espressa con la Ruah, come la presenza femminile in Dio.
E' vero noi abbiamo cosificato e antropomorfizzato ogni cosa, perché abbiamo bisogno di possedere anche visivamente ciò che affermiamo, ma probabilmente nel piano di Dio ogni cosa deve essere vissuta valorizzando le emozioni e le passioni determinate dll'amore con il quale Lui stesso ci chiede di relazionarci. Tutto deve essere vissuto in modo gioioso, al punto che la Sopia giocherella sul globo terrestre, insomma si appassiona in modo scherzoso all'armonia della creazione e vi concorre con la sua gioiosa presenza a renderla ancora più intensa e bella da vivere.
Ritengo di poter affermare che tutta questa sequenza di emozioni e di passioni, non sempre si rende presente anche nei momenti celebrativi più solenni e intensi, anche per questo non dobbiamo mai stancarci di imparare da Dio a leggerci sempre nella possibilità di essere la Sua novità nella vita di ogni giorno e nello stesso tempo di cogliere la Sua presenza nella vita di tutti coloro che Lui ci pone accanto.
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Raccontare tutto quanto il Signore ci ha donato di vivere in questi giorni è impossibile, sono troppe le emozioni, i sorrisi, la voglia di stare insieme, di cercare vie nuove di comunicazione relazionale per poter esprimere in ogni attività, anche semplicemente nella gioia di incontrarsi, la gioia di amare e di sentirsi amati in modo sempre nuovo. La presenza die ragazzi, dei giovani, degli educatori, il sostegno delle famiglie il volersi confrotnare sulla preziosità della donna, anche con persone che non incotriamo mai.

Tutto è un dono e non possiamo fare altro che ringraziare colui che di questo dono è l'origine ed è la meta. Nel frattempo siamo arrivati ad abbordare luglio, la pienezza dell'estate, non possiamo fare altro che prepararci a questa nuova fare nell'amore di Dio durante la quale avremo modo di incontrare fratelli e sorelle che Lui ci dona coma compagni di viaggio in questa fase dell'anno liturgico e che noi non conosciamo.
Non possiamo fare altro che accogliere ed amare ciò che la Sophia di Dio affida alle nostre fragilità, accoglienendo anche le fragilità come un dono da non trascurare avendo la certezza che in queste nostre debolezze ancore di più si manifesta il Suo amore. Se riusciamo a vivere tutto con la gioia dei bambini, che giocherellano in semplicità cogliendo la bellezza di stare insieme, allora comprenderemo sempre meglio il piano di Dio, che è quello di educarci all'amore e di cogliere nell'amore il valore centrale del nostro stare insieme.
22 giugno - Domenica del Corpus Domini, semplifico per come popolarmente viene ricordata, chiaramente per coloro che ne conservano il ricordo anche perché qeust'anno non è facile poiché cade in piena stagione estiva con tutto ciò che questo comporta turisticamente parlando. Insomma il Singore deve fari i conti con le tante attività che si accompagnano alla vita ordinaria della Città in questo periodo. Notti bianche, attività balneari, saggi di danza, calcetto e via a seguire insomma è il nostro tempo, bisogna un pò farsi spazio tra le mille situazioni che animano le nostre giornate.
Per cui anche avere i ragazzi di Prima Comunione alla processione non è una cosa facile, ma ritengo che, con gli anni, anche Gesù abbia imparato ad accontentarsi di coloro che si rendono disponibili ad accompagnarsi ai suoi passi per le strade della nostra cittadina. Un tempo era tutto più lineare, la festa della Prima Comunione prevedeva naturalmente la partecipazione alla processione del Corpus Domini, ci si metteva in fila e via cantando e sudando per le strade infiorate e la comunità festosa. Certo non avevamo i pranzi rituali con ocmitive festose di amici, insomma altri tempi. Tutto in semplicità e gioia familiare.
Erano sempre gli stessi canti, ma anche per questo erano cantati da tutte. Ebbene si, dobbiamo dirlo che gli uomini già quando io ero bambino, per la gran parte disertavano queste manifestazioni popolari. Per le altre processioni c'erano, ma a quella del Corpus Domini era difficile coinvolgerli. Effettivamente è una festa del cuore, che non provede protagonismi esterni, insomma bisogna pregare, stare in silenzio, dovremmo cercare di capire l'amore che si accompagna alla nostra vita, ma non è facile. Questo ancora oggi, insomma che volete è un dono d'amore di Dio ed è bene viverlo con la maturità di ciascuno per come il Signore dona.
Le troppe analisi corrono il rischio di svilire il Suo protagonismo che opera attraverso il cuore e non è sempre visibile agli occhi. E' un giorno particolare che è bene vivere in modo particolare, questa particolarità è contrassegnata dall'amore. Ritengo che questa parola abbia ancora grande spazio nella vita di ciascuno, anche perché è un sentimento che genera grandi emozioni e le emozioni hanno sempre il diritto di non essere analizzate ma semplicemente vissute, altrimenti con le nostre analisi corriamo sempre il rischio di inaridirle.
Allora quali sono le emozioni di cui faremo esperienza? Prima di tutto il sorriso dei bambini, quando loro sorridono sorride il mondo. Poi vivremo la bellezza di essere tutte le parrocchie insieme, non è semlice ma è belle leggersi in unità chiaramente nella diversità delle esperienze e delle storie che ne caratterizzano la vitalità ecclesiale. Infine e non è da trascurare è una bellissima giornata di sole che certamente concorrerà a farci camminare con gioia e semplicità per le strade di Scalea. Poi avremo la bellezza di camminare insieme con tante persone, anche molto diverse tra loro, ma accomunate dal sartirsi amate da Dio, cosa volete sarà certamente una giornata riconciliante in senso complesso e questo ci deve bastare, per essere felici di poterla vivere e di ringraziare il Signore che ci fa questo dono.
18 giugno - Se vogliamo essere lineari, con semplicità dobbiamo affermare che tutto, nel cammino di fede nasce dall'amore con cui Dio ci ama, si manifesta nell'amore con cui ci amiamo sull'esempio di Gesù, e sostenuti dall'amore dello Spirito Santo si completa nell'accoglienza affettuosa di Dio, verso la quale camminiamo nella gioia della vita di ogni giorno. Il cammino con quale chiudiamo il tempo di Pasqua deve essere un incoraggiamento a vivere l'impegno di amare sempre nella serenità e nella pace per come il Signore ci chiede e ci sostiene con la Sua presenza eucaristica ogni giorno, ogni giorno ci dona di nutrirci al Suo amore perché possiamo camminare senza mai dubitare della bontà di questa scelta.
La vita di ogni persona, a prescindere dalla fede di appartenenza o di non adesione, deve esprimersi in questa caratterizzazione amante, per questo siamo nati, dall'amore dei nostri genitori che ci hanno concepito e hanno sacrificato la loro vita per noi. Passivamente ma coerentemente ci hanno insegnato che la vita è dono di amaore per coloro che ci sono accanto e avvertono la bellezza di sentirsi amati, nella gratuità del dono di se stessi. Anche coloro che vivono le situaioni di violenza e di guerra, nelle varie sfaccettature che caratterizzano la realtà nella quale viviamo, hanno una profonda nostalgia di amare.
Amare l'altro/a è una nostalgia legata alla coscienza e alla sensibilità personale, per cui non è determinata dalle situazioni di vita, che possono soffocarla nell'espressione ma non eliminarla come emozione del cuore. Tutto quello che facciamo nasce dalla disponibilità e anche dal coraggio di essere persone che amano smepre senza uardare troppo a se stessi. L'amore è dono per cui esige una dedizione non razionale, altrimenti si corre il rischio di soffocarlo. La nostra è una società che non dà molto spazio all'amore, anzi tende sempre più a marginalizzarlo come emozione pericolosa in una realtà cattiva, violenta e via a seguire per come ci viene proposta dai social.
Capita allora, se asserviti alla cultura dominante il nostro tempo, di far prevalere la paura dell'incontro, il timore di sbagliare, l'esigenza di fare carriera, il bisogno di avere più soldi, persino di gioia di disprezzare l'altro. Ma queste stesse persone se inserite nella dinamica dell'amore si rendono conto della bontà di questo sentimento che comunque è sempre presente nel cuore e che spinge per avere più spazio nella propria vita. Questa è la nostra serenità, la nostra pace, la gioia di vivere al servizio di tutti coloro che possono avere bisogno di sentirsi amati e non usati.
Chi si sente amato dona sempre il meglio di se, anche ciò che non conosce di se stesso. Chi si sente usato corre il rischio di soffocare anche le componenti più belle e intense del proprio cuore. Anche oggi è un giorno utile per amare e generare la gioia di sentirsi amati, per come ci dona il Signore, è importante rimuovere la paura, l'amore dona pace interiore anche se esige il coraggio di poterlo vivere con entusiasmo. Guardiamoci attorno con fiducia, quanti volti, che non conosciamo bene a cominciare da quelli della nostra casa, proviamo a cominciare un sorriso in più, una carezza, uno sguardo dolce, un mano tesa. Sempre con gioia e con coraggio, quello del cuore che ama sempre.
11 giugno - Una giornata tipicamente estiva, che incoraggia a guardare con fiducia al mare, ma stranamente riesco solo ad immergermi nei tanti pensieri che si accompagnano e si incrociano nella mia mente. Intnato sono andato a fare una benedizione su in collina, dove una volta erano solo pietre, mentre adesso abbiamo una delle aree turistico/residenziali di Scalea. Da una delle famiglie storiche della nostra cittadina, quanti ricordi sono emersi dell'adolescenza e della fase giovanile, quante volte questo tratto l'ho fatto a piedi per i più svariati motivi, praticamente camminando nella solitudine del deserto. Insomma sono quelle immagini che alcune volte riemergono negli impegni dell'oggi ed è anche bello ripercorrerli con la serenità e la gioia che ci donano di riviverli.

Come dico sempre nessuna nostalgia, oggi molto è totalmente diverso e ritengo per molti aspetti meritevole di essere ripercorso con le nuove generazioni che chiaramente crescono in modo diverso da noi. Come dire, ho ancora molto da imparare. Intanto si procede con la preparazione del GrEst, cominciamo ad entrare in questo mondo fantastico, che ancora una volta chiede di entrare in una dinamica creativa delle relazioni interpersonali, da vivere in modo sempre nuovo e da rileggere coinvolgendo coloro che intendono mettersi in gioco nella gioia di stare insieme. Come ogni proposta educativa esige disponibilità di tempo che non tutti riescono a trovare, non per ozio, ma perché un po' del proprio tempo lo chiedono tutti, per cui è diventato un prodotto che non si riesce più a trovare con facilità.
Quello che ci prepriamo a vivere molti lo definiscono il tempo delle vacanze, ho già avuto modo di riflettere che questo termine si può applicare solo in situazioni molto larvate per coloro che abitano Scalea, perché per la gran parte degli abitanti e anche per la parrocchia è un tempo di impegno sempre più pressante e per alcuni aspetti anche generante ansia. Non è necessario avere problemi particolari, ma è sempre il dover inseguire il tempo che non permette di vivere tutto con la serenità e la gioia necessaria. Anche per questo è opportuno fare una bella carica di armonia interiore e cercare di non disperderla durante tutto la giornata, cercando viverla soprattutto in famiglia, che è il dono più prezioso che ciascuno deve coltivare ed amare.
La gran parte delle persone che incontriamo hanno bisogno di un sorriso e della gioia di un incontro, per cui dobbiamo essere sempre disponibili ad accogliere per non deludere. Alcune volte ci si chiede su quale livello è importante accogliere, su quali valori. Probabilmente, dato il clima di dispersione molto diffuso, quello che conta è operare per accogliere il resto è un problema degli accademici che poi passano a fare le analisi e studiano gli atteggimenti più adeguati, possibilmente senza mai sporcarsi le mani con le situazioni concrete, ma chi vive la strada non smepre ha la possibilità di elaborare prima di operare, deve semplicemente testimoniarlo conme atteggiamento naturale di vita. Questo aiuterà a vivere il bene con se stessi e certamente aiuterà a vivere il bene verso gli altri.
8 giugno -
Siamo giunti a metà strada di questo anno santo, detto giubileo della
speranza, un
anno
straordinario, voluto fortemente da Papa Francesco,
dopo un lungo periodo di incertezze e dure messe alla prova per
l'umanità. In questo tempo ognuno dovrebbe dedicarsi ad una
riconciliazione, alla conversione e soprattutto,
ad un rinnovamento spirituale,
Pensando proprio a quest'ultimo, mi chiedo se realmente è accaduto in
questi mesi.
Siamo davvero pellegrini di Speranza?
Ma che cosa ci suggerisce questo slogan?
Camminare animati da
una
condizione di Speranza intesa come un' attesa fiduciosa, un'aspirazione
talvolta anche illusoria ma sempre proiettata verso un avvenire gradito
e di bene.
Un atteggiamento nei confronti della vita caratterizzato da uno stato
d'animo incoraggiante, ottimista e consolante.
La speranza verso un
futuro
che non è quello che avevamo pianificato, che si realizza
ma non corrisponde a ciò che avremmo voluto vivere. Accettare
tutto ciò che si presenta, riuscire ad
accogliere e coglierne il dono e poi valorizzarlo.
Godere di piccole cose, essenziali e profonde, incontrare persone e
condividere situazioni. Tutto animato dall'amore vicendevole.
Nella solennità di Pentecoste, Spirito santo, inebriaci di Te, usaci
come vuoi, con la tua grazia. Spirito di Gesù, consolatore e luce del
cuore, vieni a fonderci con la tua volontà.
6 giugno - Intanto sono passati 43 anni dalla mia ordinazione sacerdotale, ricordo sempre gli occhi profondi e stanchi di Papa Giovanni Paolo II, che nella Basilica di San Pietro presiedeva la celebrazione. Erano i tempi della guerra tra Inghilterra e Argentina e lui cercava di mediare la pace. Io ero lì, insiame ad altri sessanta chierici per ricevere l'ordinazione, in parte incosciente di quanto il Signore mi donava di vivere, comunque pieno di gioia di poter continuare su una strada tutta da scoprire che già mi aveva donato di vivere tante sorprese e sodisfazioni educative. magari di meno sulla via rigorosamente spirituale che, immediatamente parlando, non è il mio carisma specifico. Ma nel campo sociale ed educativo avervo già vissuto e percorso tante esperienze, tutte molto belle dal mio punto di vista.
Certo gli anni non passano inutilmente, alcune passioni ed entusiasmi pastorali sono rimasti integri, altre sono scivolate man mano le vivevo, ma sempre tutto con grande dedizione e generosità nell'impegno in ogni attività. Posso affermare senza presenzione che ho vissuto sempre tutto con la bellezza che il signore chiedeva di testimoniare con il dono della Sua presenza. Questo sempre molto oltre le mie possibilità personali e sempre con la certezza che non era una mia opera quella che mi era stata affidata, anche per questo non dovevo avere paura di portarla avanti, dove non arrivavo io subentrava Lui, sempre in modo vincente. Sempre al centro lo stupore dell'opera del Signore che si coglie leggendo i cuori e non gli atteggiamenti, anche per questo i personalismi e i tradimenti suscitano più dispiacere, all'amore si dovrebbe corrispondere sempre con amore, ma in queste cose nulla è automatico e bisogna sempre fare i conti con ciò che l'altro ha nel proprio cuore.
Verbicaro, San Marco Argentano, Cirella, Belvedere Marittimo, Diamante, e adesso Scalea, queste le parrocchie e poi Maierà, Grisolia Scalo. Sangineto, San Nicola Arcella in emergenze suppletive, ancora un pò dappertutto nelle tante attività, ma veramente tante che hanno attraversato la mia vita lasciandovi sempre un segno dono della Grazia di Dio. Certo anche tanti problemi e situazioni non sempre facili da affrontare , ma tutto è stato sempre vussuto con l'entusiasmo della vocazione. Tutto come un dono grande da valorizzare in tanti modi ed esperienze, ci sono sempre riuscito? Chiaramente no, tante fragilità e incertezze si sono accompagnate al mio impegno vissuto anche in situazioni inimmaginabili, però sempre tutto con la generosità che ritengo di aver ricevuto dai miei genitori, insomma nulla per me e tutto per gli altri.
Adesso tante cose sono cambiate, certamente non l'entusiasmo della scoperta dell'opera di Dio negli altri, ma il come viverle. Della serie gli anni passano per tutti, e io li sento abbastanza presenti nella mia vita, tanti i ricordi che non appesantiscono mai la volontà di guardare con fiducia al futuro, insomma il leggerci oltre prevale sempre su ciò che è stato questa è una nota positiva che spero possa accompaganrsi ancora per un poco alla mia vita pastorale, per il resto si cammina giorno dopo giorno, per come il Signore indica e orienta con la Sua presenza amica. Tanti gli amici, tanti i ricordi, tante le esperienze insomma tanto tutto e anche troppo. Per cui grazie sempre e si prosegue per come il Signore dona ancora per un poco.
1 giugno - E' così anche il mese dedicato alla Vergine Santa ha chiuso gloriosamente il suo ciclo e ci apriamo al tempo estate già ampiamente vissuto dai tanti che allietano con la loro presenza le spiagge e i lidi della nostra città. Nel primo pomeriggio ho fatto un giro e devo affermare che, a me sembra, che la stagione balneare sia partita per tempo alla grande. Insomma per la serenità dei gestori, che raramente sono contenti ma ogni tanto dovrebbero anche ringraziare Dio per il dono del mare. Mi sono accorto che non ho parlato molto della vita ordinaria della città, semplicemente perché è stato un mese veramente intenso a livello ecclesiale, potremmo dire totalmente immersi nelle tante ricorrenze che ci hanno fatto incontrare ordinariamente con la gioia dei nostri ragazzi e preadolescenti, ma anche con la festa patronale e altri appuntamenti battesimali.
Una parte della componente scolastica ritengo che abbia già allentato il proprio impegno semplicemente perché sono sempre qui ai campetti per giocare dal primo pomeriggio a sera inoltrata. Con il perfezionamento dell'area basket aggreghiamo anche giovani che avvertono l'esigenza di sentirsi protagonosti in questo sport. Purtroppo il segmento educativo lascia a desiderare, possiamo dire così abbiamo più richieste ed esigenze di quanti riusciamo ad accogliere in modo adeguato. Non è una sofferenza ma una costante preoccupazione, noi diamo tuttto quello che possiamo il resto è affidato alla loro maturità sociale. Come sempre la compagnia in parrocchia non manca mai, anche questo è un dono del Signore..
Insomma tutto molto bello. Voi direte, ma una parola sulle elezioni amministrative? Certamente nulla di particolarmente escandescente, anche perché i volti erano sostanzialmente conosciuti, insomma non abbiamo avuto una novità particolare da scoprire, anche i candidati hanno vissuto tutto con rispetto vicendevole. Posso anche affermare, per come riesco a leggere, che l'appartenenza ecclesiale non ha avuto il peso della precedente tornata elettorale. Ma oltre questo, almeno per adesso, a me sembra che nulla sia orientato a prospettive particolarmente nuove, capaci di restituire alla nostra Città quel protagonismo politico di cui certamente avverte l'esigenza. Da troppi anni, stiamo vivendo una fase fragile politicamente parlando, che non rende giustizia e non sostiene in modo adeguato i tanti sacrifici che i cittadini vivono ogni giorno, per dare dignità alla propria vita e alla gioia di essere comunità impegnata socialmente.
Anche per questo noi dobbiamo augurare agli amministratori di appassionarsi al bene della Città, cosa non facile anche perché Scalea per la gran parte è costituita da non scaleoti, per cui non sempre abbiamo l'humus del bene comune come substrato naturale di incontro. Ma come sempre speriamo e operiamo per il meglio, ci siamo affezionati agli ultimi del territorio e a questi dedichiamo tanto tempo, ma questo esige anche il coinvolgimente di altri che sostengano questa affezione. Come ho già detto altre volte, in realtà Scalea corrisponde bene alla sua vocazione di essere luogo di accoglienza per tutti. Adesso dobbiamo sperare che anche i servizi sociali orientati alla crescita della serenità nel territorio possano funzionare meglio e vivere con più gioia il nostro stare insieme per servire il Signore negli altri che ci pone accanto.
Non posso non pensare anche ai tanti che spendono il proprio tempo nelle attività lavorative, l'estate esige che molti vivano dimentichi delle proprie famiglie per sostenere le esigenze economiche delle proprie famiglie questa non è una scelta neutra, nel senso che comporta anche generare solitudine affettiva nella proprie case e nei cuori, ma è il nostro tempo. Molto è determinato dalla stabilità economica e a Scalea tutto questo trova nell'estate il suo fulcro più dinamico e coinvogente. Dobbiamo solo sperare che a questa dedizione corrisponda un rispetto delle persone e dei contratti, che almeno chi vive i sacrifici sia sodisfatto di averlo fatto, guardando al bene economico che ne è derivato per la vita personale e familiare. La voce comune è che tutto aumenta, il che vuol dire che si ha bisogno di più denaro per mantere un tono dignitoso.
Per il resto ritengo che ci si debba educare e abituare a una esistenza caratterizzata da una maggiore solitudine, questo sin da bambini, con quello che ne deriva in scelte esistenziali che spesso aprono ai drammi esistenziali che sono davanti ai nostri occhi, ma non è facile leggersi in una alternativa reale, certo dovremmo evitare di giocare allo scandalo con gli altri. Questi attegiamenti, che orientano allo squilibrio, abitano il cuore di tutti, anche dei nostri figli. Perciò per come ci è concesso dobbiamo leggerci in quella dedizione che ci rende preziosi affettivamente e perciò capaci di supplire ai vuoti che naturalmente vanno determinandosi. Che dire allora, buona estate a tutti e che il Signore ci sostenga sempre nelle situazioni di fragilità. Dobbiamo vivere tutto con la gioia dello stare insieme nel Suo nome. Tutti abbiamo bisogno di affetto.
Archivio 202423 febbraio