
Quaresima 2026

La Quaresima deve essere vissuta come “il
tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a
rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché
la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le
inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”.
L’itinerario quaresimale diventa
“un’occasione propizia per prestare
l’orecchio alla voce del Signore e
rinnovare la decisione di seguire Cristo.
Dobbiamo
vivere e valorizzare:
-
La disponibilità
all’Ascolto, è
il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in
relazione con l’altro. Il primo a mettersi in
ascolto per entrare in relazione con l’uomo, è Dio stesso.
-
Digiunare,
come pratica concreta che dispone ad
accogliere la Parola. L’esercizio del digiuno
Serve a discernere e ordinare gli ‘appetiti’, a mantenere vigile
la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione,
istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il
prossimo.
-
Insieme.
Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi
ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in
Quaresima un
cammino condiviso,
nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei
poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il
digiuno sostenga un pentimento reale. (dal Messaggio di Papa
Leone XIV)
Mercoledì 18 febbraio Le Ceneri
Giorno, Astinenza e Digiuno
Dalle ore 8:00 alle ore 17:00 Giornata Eucaristica
Alle ore 18:00 Santa Messa con la imposizione delle Ceneri
Tutti i Venerdì
la Via Crucis sarà
celebrata
alle ore 16:30
in Chiesa
Quartiere Cutura
Venerdì 27 febbraio Via Crucis ore
20.00 Domenica 1 marzo Animazione Santa Messa ore 11.00. Centro
di Ascolto
Venerdì 6 marzo
Quartiere Arenile
Via Crucis ore 20.00 - Domenica 8 marzo Animazione Santa Messa
ore 11.00
Centro di Ascolto
Quartiere Madonnina
Venerdì 13 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 15 marzo
Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto
Quartiere San Giuseppe
Venerdì 20 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 22 marzo
Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto
Quartiere Calvario
Venerdì 27 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 29 Marzo
Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto
·
Domenica 15 marzo
Tappa del Padre Nostro e Prima Confessione, tutto
il giorno con i ragazzi Sorgente di Gioia
·
Giovedì 19 marzo
Festa di San Giuseppe,
Alle ore 18:00 durante
la Santa Messa Rinnovo delle Promesse matrimoniali con le
Famiglie
·
Domenica 26 aprile
alle ore18:30 nel Salone Centro di Aggregazione Mons. Didona,
Formazione Caritas per i Volontari
27 marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Calvario
1.
PRIMA
STAZIONE: L’ULTIMA CENA DI GESÙ -
MEDITAZIONE da
Imitazione di Cristo
(Libro II, cap. 11):
“Gesù ha
ora molti amatori del suo regno celeste, ma pochi che portino la
sua croce. Ha molti che desiderano la sua consolazione, ma pochi
che desiderano la sua tribolazione. Trova molti compagni di
mensa, ma pochi del suo digiuno. Tutti desiderano godere con
lui, ma pochi vogliono soffrire per lui. Molti seguono Gesù fino
alla frazione del pane, ma pochi fino a bere il calice della
passione. Molti venerano i suoi miracoli, ma pochi seguono
l'ignominia della croce” . Quanto siamo disposti a seguire Gesù
sulla via del Calvario?
2.
SECONDA
STAZIONE: GESÙ NELL’ORTO DEL GETSEMANI -
MEDITAZIONE:
Signore
qui ricevi la prima ferita, quella che ha lasciato sul tuo volto
le labbra di Giuda per tradirti. Forse tutte le altre ferite non
ti hanno fatto male come questa,
la ferita di un bacio di un amico che mente. Insegnaci a
perdonare come hai fatto tu con Giuda.
3.
TERZA
STAZIONE: GESÙ DAVANTI AL SINEDRIO -
MEDITAZIONE:
Gesù davanti
al Sinedrio sente il disprezzo della sua gente, avverte
che quelli che lo guardano pensano “se l’è cercata”. Qualcuno
forse vorrebbe aiutarlo, come Nicodemo, altri sono frenati dallo
sguardo degli altri. Signore perdonaci se spesso non
riconosciamo il tuo essere figlio di Dio e non aiutiamo gli
altri nelle difficoltà e nelle accuse ingiuste non
riconoscendoli nostri fratelli e figli di Dio.
4.
QUARTA
STAZIONE: GESÙ È INTERROGATO DA PILATO -
MEDITAZIONE:
Signore,
tu muori già qui! Non saranno i chiodi, non saranno le cadute,
né il colpo al cuore alla fine di tutto. Signore muori già qui!
Basta quel “Crocifiggilo” , basta la condanna di coloro che
conoscevi uno a uno e che amavi a farti morire dentro. La
prigione, le catene, i flagelli, le cadute, la croce, i chiodi,
la lancia uccideranno già un uomo morto. Signore, siamo morti
dentro tante volte anche noi, quando una parola leggera ci ha
condannato; quando ci hanno detto che avrebbero preferito
“Barabba”, aiutaci a continuare la nostra via Crucis.
5.
QUINTA
STAZIONE: GESÙ VIENE FLAGELLATO -
MEDITAZIONE:
Gesù è
percosso con pugni e calci e flagellato dai soldati. Quante
volte anche noi ci sentiamo afflitti e cadiamo e queste nostre
cadute “le conosciamo solo io e Te, Signore”. Preghiamo per
tutti noi e per tutti coloro che sono vittime dei soprusi e
delle violenze perché il Signore ci conceda la forza della fede
per poterci rialzare e continuare ad amare come Lui ci ha
insegnato.
6.
SESTA
STAZIONE: GESÙ VIENE CARICATO DELLA CROCE -
MEDITAZIONE:
Il peso
della croce che Gesù prende sulle sue spalle è grande, ma ancora
più grande è l’amore che ha. Gesù apre una nuova via, quella
della croce e dell’amore che si dona:
“Chi non prende la
sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi cerca
di conservare la sua vita la perderà; chi è pronto a sacrificare
la propria vita per me, la ritroverà” (Mt 10, 38-39).
7.
SETTIMA
STAZIONE: IL CIRENEO AIUTA GESÙ -
MEDITAZIONE:
Simone di Cirene e Gesù sulla via del Calvario portano la stessa
croce. Gesù condivide con noi la sua croce, come non
abbracciarla ogni giorno nei nostri dolori? Ha condiviso con noi
la sua croce fino a elevarci all’opera della sua salvezza.
Chiediamo al Signore di aiutarci a portare la sua croce nella
croce dell’altro, per portare meglio le nostre croci.
8.
OTTAVA
STAZIONE: GESÙ INCONTRA LE DONNE -
MEDITAZIONE:
Sulla via del Calvario Gesù incontra
le donne.
Gesù incontra sua madre
che lo cerca disperatamente. Maria aveva già vissuto con
Giuseppe l’ansia della ricerca del proprio figlio, quando a
Gerusalemme avevano perso Gesù dodicenne. Preghiamo per quelle
madri e quei padri che cercano i loro figli fisicamente, che
cercano di comprenderli nelle loro identità, per quei genitori
che non trovano i loro i figli, per quei genitori che li
perdono, a tutti loro, già ricchi di tanto amore, il Signore dia
la forza e la fede nella speranza.
Gesù incontra
una donna,
la Veronica, che terge il volto di Gesù, un gesto di amore per
il prossimo. E Gesù le lascia
impresso sul panno il suo volto. Quanto siamo disposti ad
aiutare chi notiamo in difficoltà e a vedere nel volto del
prossimo quello di Gesù?
Riflettiamo su ciò che disse Gesù:
“ogni volta che avete
fatto queste cose a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me”
(Mt 25,40).
Gesù
incontra le donne di Gerusalemme
che piangono per lui. Preghiamo per tutti coloro che non
capiscono le sofferenze degli altri e per tutti coloro che
riescono a comprendere il dolore altrui, causato dalle
cattiverie, dai soprusi e dalle violenze, affinché il loro
esempio possa portarci a consolare le pene del prossimo.
9.
NONA
STAZIONE: GESÙ È SPOGLIATO DALLE VESTI -
MEDITAZIONE:
Spogliare Gesù delle proprie vesti è
spogliarlo della propria dignità di uomo. Gesù è esausto, in
silenzio e in totale abbandono. Preghiamo per tutti coloro che
ingiustamente sono spogliati della propria dignità e del proprio
onore, affinché nello scoraggiamento non perdano l’amore per Dio
e per il prossimo.
10.
DECIMA
STAZIONE: GESÙ È CROCIFISSO -
MEDITAZIONE:
Se non so amare è perché non sto
fermo lì, sotto la croce, mentre tu mi guardi, e mi dici: “ è
per te”. Quelle mani, che tante volte mi hanno accarezzato, che
mi hanno stretto, mentre perdevo l’equilibrio e mi hanno
rialzato, ora sono inchiodate e immobili, ferme. Quei piedi, che
tante volte hanno camminato con me, ora sono fissi alla croce
con dei chiodi, paralizzati. Grazie, mio amato Gesù, per avermi
insegnato che certe volte amare è restare inchiodato.
11.
UNDICESIMA STAZIONE: GESÙ TRA I LADRONI - MEDITAZIONE:
Signore,
dei due ladroni uno solo ti chiede il Paradiso: eppure tu eri
pronto a concederlo anche all’altro, se, pentito, te lo avesse
chiesto. Siamo noi Signore l’altro peccatore, siamo noi a
riconoscere le nostre colpe e a proclamare la tua innocenza,
siamo noi a chiederti perdono.
12.
DODICESIMA STAZIONE: GESÙ MUORE SULLA CROCE -
MEDITAZIONE:
Noi “stiamo” come te,
Maria
Maddalena, ai piedi
della croce. Tu non puoi salvarlo, come aveva fatto con te le
pietre già pronte a lapidarti, o come quando ti eri messa a
baciargli i piedi. Non puoi far nulla, puoi solo “stare”. Eppure
ora che stai lì senza far nulla, Lui ti sta salvando e sta
salvando noi.
13.
TREDICESIMA STAZIONE: GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE -
MEDITAZIONE:
Signore,
Giuseppe d’Arimatea quando ti tolse dalla croce, sicuramente ti
abbracciò. Quando salì sulla scala a toglierti i chiodi dalle
mani e dai piedi, il tuo sacratissimo corpo si posò sul suo e le
tue braccia caddero su di lui, sulle sue spalle. E così ti
consegnò a tua madre, che con quell’amore dovette mettersi a
baciare ogni singola tua ferita.
Preghiamo per quei genitori che,
come Maria, abbracciano i loro figli per l’ultima volta e che
devono lasciar andar via con dolore, perché strappati dal caso
di un incidente, dalla malattia, da eventi tragici o perché
hanno lasciato la vita perché oppressi interiormente dal loro
essere.
14.
QUATTORDICESIMA STAZIONE: GESÙ È SEPOLTO -
MEDITAZIONE:
Gesù ora sei nel sepolcro e tutti
sono andati via.
Anch’io voglio baciare le tue
piaghe, le tue ferite, una a una. A cominciare dalla prima:
quella che ha lasciato sul tuo volto le labbra di Giuda per
tradirti. Forse tutte le altre ferite non ti hanno fatto male
come quella prima, la ferita di un bacio di un amico che mente.
E poi tutte le altre: quelle dei flagelli, sulla schiena, quella
delle spine sulla tua fronte, i lividi delle cadute sul tuo
corpo, il segno del legno sulla spalla, le mani, i piedi e il
costato aperto. Le Ferite dell’amore.
15.
QUINDICESIMA STAZIONE: GESÙ RISORGE DALLA MORTE -
MEDITAZIONE:
Signore
tu risorgi e ci dai una speranza nuova. Sei morto e risorto per
rimanere con noi. La via Crucis che abbiamo percorso ci ricorda
il tuo amore per noi presente dall’ Ultima Cena, nel Sacramento
vivo e sempre presente, all’altare del Calvario con la tua morte
e fino alla Risurrezione.
20 marzo 2026 - Via Crucis Quartiere San Giuseppe
I STAZIONE
- L’ultima cena è un momento straordinario. Gesù dona il proprio
corpo e il proprio sangue per noi. Il pane e il vino diventano
simboli di condivisione e di un amore che non conosce limiti. E’
un patto di grande amore, è un richiamo all’alleanza tra Dio e
l’uomo. Gesù si mise a mensa con i dodici, sapeva che uno di
loro l’avrebbe tradito ma nonostante ne fosse a conoscenza il
suo atteggiamento non cambiò. Non manifestò rabbia e nel
silenzio continuò ad amare. Tutto ciò ci porta a riflettere e a
soffermarci sul non essere mai giudicanti, ad accettare con
amore incondizionato le persone in difficoltà e soprattutto a
saper sempre perdonare.
II STAZIONE - Spesso crediamo, che da credenti, non possiamo provare emozioni come angoscia e paura, invece abbiamo appena ascoltato un Gesù che trema e rende santa la nostra paura, non prova vergogna ma la condivide con i suoi amici. Anche noi giovani dovremmo capire che essere forti non significa nascondere le nostre debolezze. Gesù l’ha vissuto prima di noi. La preghiera ci accompagni sempre a superare le difficoltà.

III
Stazione - << Presero Gesù >> In queste due parole che appaiono
cosi semplici, c'è la storia dell'umanità intera. Ancora oggi i
giusti gli umili e i fragili vengono oppressi, in nome degli
uomini che si sentono al di sopra di tutto e tutti, e si
riempiono la bocca di paroloni senza capire, che tutta l'umanità
è chiamata a percorrere la via tracciata da Gesù, accettando
diversità, contraddizioni e fragilità senza giudicare, ma
impegnandosi con coraggio e umiltà a cercare la pace e l'armonia
nel creato, ed essere misericordiosi e riconoscere la sovranità
di Gesù Cristo.
IV STAZIONE
- Pilato è il protagonista della presa di posizione nei
confronti di Gesù e l 'invito è quello di scoprire che nel
nostro cuore esiste Pilato, c'è Pilato. Signore Gesù, davanti
all'indifferenza di chi cerca il potere e alla paura di chi teme
la folla, Tu rimani fermo nella Verità, aiutaci a non scendere a
compromessi, fa che riconosciamo il Tuo Regno, che non è basato
sulla forza ma sull'amore, sulla verità e quando ci sentiamo
smarriti, come Pilato di fronte alle grandi domande, dacci la
grazia di ascoltare la Tua voce, l'unica che libera veramente.
V STAZIONE
- Gesù coronato di spine e flagellato, è il volto sofferente
dell’amore che non si arrende. Parte per il suo ultimo viaggio
terreno con un bagaglio difficile da portare: una corona di
spine e una pesante croce di legno. Quella croce che si carica
sulle spalle, rappresenta tutte le sofferenze del mondo.
condividendo la sorte di tutti coloro che soffrono.
VI STAZIONE
- O Signore tu hai scelto di stare dalla parte dei vinti, dalla
parte degli umiliati e dei condannati, noi non sempre riusciamo
a prendere coraggiosamente posizione per difendere i deboli, non
riusciamo a comprendere, accettare e perdonare con amore gli
errori e le debolezze degli altri. A volte anche noi ci sentiamo
condannati, quando veniamo ingiustamente accusati, quando
veniamo emarginati, quando non ci sentiamo compresi o ancora
peggio, non ci sentiamo amati.
VII
STAZIONE - Questa stazione ci fa riflettere su una realtà della
vita: spesso anche noi incontriamo “croci” che non abbiamo
scelto. A volte sono difficoltà, responsabilità o sofferenze che
arrivano all’improvviso. Come Simone, possiamo sentirci
costretti o impreparati. Tuttavia, proprio in quei momenti
possiamo scoprire il valore dell’aiuto reciproco e soprattutto
di Dio.
VIII
Stazione - Durante il cammino che conduce il Signore Gesu’
all’incontro con la Croce, rivolgendosi alle donne che piangono
per le sofferenze che Lui sta vivendo, quasi le rimprovera, le
mette in guardia e nello stesso tempo mette in guardia ciascuno
di noi. Lui sa che quello che sta subendo dagli uomini fa parte
di un progetto di salvezza dell’umanità dal peccato, sa’ che
dopo la Sua crocifissione e morte, lo attende la resurrezione.
Le donne, che rappresentano noi tutti, devono e dobbiamo
affrontare la nostra vita, le prove che questa pone nel nostro
cammino consapevoli del nostro comportamento, non possiamo fare
quello che ci va, con indifferenza di quello che ci attende;
possiamo scegliere liberamente tra il bene e il male, se pensare
soltanto a noi stessi con egoismo o saper cogliere le sofferenze
che vive il nostro prossimo, non solo a parole ma con atti
concreti, anche semplici che per chi li riceve invece contano
tanto. Come Gesù Cristo è stato sottoposto ad un giudizio da
innocente, lo saremo soprattutto noi uomini che davanti a Dio
dovremo renderconto del nostro operato, dei nostri peccati.
Gesu’ ci sprona a riflettere, a fare un esame di coscienza, per
poter riprendere la via giusta, quella che Lui ci indica,
l’unica che porta alla nostra salvezza.
IX Stazione
- Che la "passione" di Gesù possa essere il grande esempio di
sofferenza umana Per Noi. Riflettiamo sul significato della
Croce portata con dolore da chi è venuto al mondo per la
salvezza eterna. Che la Croce portata da Gesù possa aiutare
ognuno di noi a sopportare e supportare le croci che abbiamo
nella vita.
X Stazione
- Inchiodato sulla Croce. Gesù viene”gettato “ sulla Croce “,
tra lancinanti dolori rimase in silenzio. Egli ha sofferto con
pazienza e ha sofferto per tutti noi. Noi uomini, esseri umani,
invece ci lamentiamo sempre. Gesù caro fragellami, io mi affido
a te e alla Tua santa volontà
XI Stazione
- Quante volte, anche oggi, l'umanità continua a piantare chiodi
nei corpi feriti dalla guerra, nelle città distrutte,nei cuori
induriti dalla vendetta. La violenza sembra sempre più forte
dell'amore eppure, proprio su quella croce, Gesù pronuncia
parole che nessuno si aspetta: Padre perdona loro! Il perdono
entra nella storia come forza più grande dell'odio. Signore Gesù
disarma il cuore dell'uomo e insegnaci la forza del perdono.
XII
Stazione - Guardo la Croce e vedo un uomo che muore, che
perdona. Non è un mistero di forza e di giustizia ma un mistero
di compassione e di amore. La Croce lascia ad ognuno di noi il
bene, la certezza dell'amore di Dio per noi. Maria e le altre
donne sotto la Croce ...questa sera vogliamo seguire Gesu' sulla
via della Croce con i passi di queste donne. Come te ogni giorno
muoiono tante donne e tanti uomini, fratelli e sorelle, trafitti
dalla lancia dell'indifferenza, li affidiamo a te perché tu li
tenga stretti alla tua destra.
XIII
Stazione - GESU' VIENE DEPOSTO DALLA CROCE E CONSEGNATO A SUA
MADRE. CONTEMPLIAMO IL VOLTO AFFLITTO DI MARIA CHE ABBRACCIA IL
FIGLIO MORTO. POVERA MADRE, QUANTO DOLORE!
POVERO GESU' CCOME TI HA RIDOTTO LA
MALVAGITA' DEL TUO POPOLO. TUTTO E' COMPIUTO, ANCHE LA VOLONTA'
DEGLI UOMINI E' STATA FATTA. QUESTA APPARENTE SCONFITTA CI
INVITA A RIFLETTERE SULL'AMORE DI CRISTO E A SCOPRIRE I VERO
DISEGNO DI DIO, FINALIZZATO ALLA NOSTRA SALVEZZA. RICORRIAMO A
MARIA NEI MOMENTI DI DOLORE ED ELLA SAPRA' CONSOLARCI. MARIA,
MADRE NOSTRA TU ABBRACCI OGNI FIGLIO SOFFERENTE E CONSOLI IL
DOLORE E LO STRAZIO DI OGNI MAMMA DEL MONDO. UNIAMOCI QUINDI,
ALLA PASSIONE DI CRISTO COSI OGNI SOFFERENZA DIVENTERA' PIU'
LEGGERA E SI ACCETTERA' CON PIU' RASSEGNAZIONE. MEDITARE SULLA
PASSIONE DI CRISTO SIGNIFICA NON ALLONTANARSI PIU' DA LUI;
USCIRE DAL NOSTRO EGOISMO, DALLA NOSTRA SOFFERENZA E ACCORGERSI
DEGLI ALTRI; RIFIUTARE OGNI FORMA DI ODIO E DI RIVINCITA. CEDERE
O SOTTOMETTERSI NON E' SEGNO DI DEBOLEZZA MA, DI GRANDEZZA.
L'ODIO NON SI VINCE CON L'ODIO MA
CON L'AMORE E LA PACE "NON BISOGNA FARE GRANDI COSE MA POCHE
COSE CON GRANDE AMORE", (MADRE TERESA DI CALCUTTA).
FA’ O SIGNORE CHE POSSA INCONTRARTI
E RICONOSCERTI IN OGNI PERSONA AMMALATA, POVERA, BISOGNOSA,
EMARGINATA, MOLESTA E ARROGANTE. AUMENTA LA NOSTRA FEDE E FA'
CHE POSSA SFORZARMI AD AGIRE COME VUOI TU, NELL'INTENTO DI
SERVIRTI AFFINCHE IL TUO SACRIFICIO NON RESTI VANO.
XIV
Stazione - LA SEPOLTURA DI GESU' E' IL MOMENTO DELL'ULTIMO
SGUARDO DELLA MADONNA AL CORPO MARTORIATO DI SUO FIGLIO. I SUOI
CROCIFISSORI CREDONO DI ESSERSI LIBERATI DI LUI DEFINITIVAMENTE.
STOLTI! NON SANNO CHE DAL PIU' GLORIOSO SEPOLCRO DELLA STORIA SI
SAREBBE SPRIGIONATA UNA LUCE MISTERIOSA: "E' LA LUCE CHE SI
RIVERSA SU TUTTE LE TOMBE UMANE, DOVE LE MISTICHE MEBRA DI
CRISTO, PURIFICATE DALLA GRANDE TRIBOLAZIONE DELLA VITA,
ATTENDONO, DOPO MORTE, NELL'UMILIOZIONE DEL SEPOLCRO, LA
RESURREZIONE FINALE E LA VITA CHE NON AVRA' FINE", (DALLA VIA
CRUCIS SECONDO LA SINDONE). GESU', LA TUA MISSIONE E' COMPIUTA.
LE TUE SOFFERENZE E IL TUO AMORE CI HANNO RICONCILIATI COL
NOSTRO DIVIN PADRE. TI RINGRAZIAMO PER AVERCI LASCIATO I SEGNI
DELLE ATROCITA' SUBITE PER LA NOSTRA REDENZIONE SULLA SANTA
SINDONE DI TORINO: IL LENZUOLO IN CUI FU AVVOLTO IL TUO CORPO
PER LA SEPOLTURA. GESU', RAFFORZA LA NOSTRA FEDE IN TE. APRI LA
NOSTRA MENTE E IL NOSTRO CUORE AL TUO AMORE, ALLA TUA PAROLA E
SOPRATTUTTO DONACI LA VIRTU' DI AMARE I POVERI, GLI AMMALATI,
TUTTI COLORO CHE SOFFRONO VIOLENZE DI OGNI GENERE E DI NON
ALZARE MAI IL DITO VERSO CHI SBAGLIA. VERGINE MARIA, RICORRIAMO
ANCHE A TE, PERCHE' GRAZIE ALLA TUA INTERCESSIONE PRESSO DIO CI
PERMETTI DI UNIRCI A LUI, PORTANDO AVANTI LA SUA OPERA DI AMORE
E DI PACE, QUELLA PACE CHE SOLO DIO PUO DARE.
XV stazione
- Siamo arrivati all'ultima stazione di questa Via Crucis; Essa
rappresenta Gesù che risorge da morte, la tomba vuota e
l'annuncio dell'angelo alle donne e ci regala la speranza.
Abbiamo percorso la via del calvario insieme a Gesu' camminando
e ripensando insieme a lui al percorso della nostra vita;
abbiamo ripensato insieme a Lui al peso delle nostre sofferenze,
delle nostre insoddisfazioni, delle delusioni, in un cammino che
ognuno di noi è chiamato a compiere, accompagnati dalla
consapevolezza che alla fine della salita ci attende la
speranza. Il cammino della Via Crucis dovrebbe rappresentare per
ognuno di noi un profondo percorso spirituale di cambiamento,
trasformando il cammino verso il Calvario in un'esperienza
interiore di conversione e avvicinamento a Dio. Ma mi chiedo,
quale significato ha veramente questo percorso nella nostra
vita? Siamo veramente riusciti a cogliere l'opportunità di un
cambiamento, passando dall'indifferenza alla partecipazione
emotiva e spirituale verso le persone che ci circondano?
Riusciremo d'ora in avanti, a riconoscere e condividere il
crocifisso nelle persone sofferenti che incontreremo ?
Riusciremo a trasformare l'evocazione storica di duemila anni fa
in una vera esperienza di fede e di carita' nella nostra vita di
donne e uomini del 2026? Solo se riusciamo a cogliere dentro di
noi questa rivoluzione interiore, questa esperienza non
rappresenterà solo una devozione triste, una "notte" di tormenti
e sofferenza, ma si trasformera' in una "notte d'amore", dove la
vita vince la morte e ci riempie di speranza per una vera Pasqua
di
Resurrezione.
13 Marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Madonnina
PRIMA STAZIONE -
L’ultima cena è l’inizio della
Passione di Nostro Signore: Gesù si offre a noi, donandoci il
suo corpo ed il suo sangue, per redimerci dai nostri peccati.
Nella sua vita terrena ha conosciuto la crudeltà degli uomini,
ma ha sempre risposto con l’amore e caricandosi di tutti i
nostri peccati. Durante l’ultima cena Gesù lascia ai suoi il
comandamento dell’amore: “Amatevi gli uni gli altri, come io ho
amato voi” Questa è la legge che dobbiamo imparare a seguire per
diventare membri del Regno di Dio.
SECONDA STAZIONE -
La tristezza e la paura che avvolse
Nostro Signore, descrivono come l’umanità non riesce ad
affidarsi facilmente a Dio, nei momenti difficili della vita.
Nostro Signore ci insegna come solo seguendo la volontà di Dio,
potremmo trovare il suo Amore Eterno.
TERZA STAZIONE -
Gesù viene arrestato, i discepoli
spaventati scappano lasciandolo solo ad affrontare il suo
destino. Gesù è solo davanti al Sinedrio, di fronte alle accuse
avvolte tace e altre volte parla con dignità e pacatezza.
Intorno a lui ci sono le persone che lo vogliono condannare a
morte, e quando il Sommo Sacerdote gli chiede se è o no il
Figlio di Dio, egli non si Nasconde e lo dichiara con fermezza
di fronte alla folla, firmando così la sua condanna a morte.
QUARTA STAZIONE -
Pilato è un uomo impaurito, che non
cerca la verità; Lui ha il potere di condannare a morte Gesù o
di poterlo salvare. Lo prende in giro chiamandolo “Re dei
Giudei” e lo consegna al popolo, il quale lo condanna alla
Crocifissione, così facendo Pilato se ne lava le mani, sapendo
in cuor suo che comunque Gesù è innocente. Pilato rappresenta
tutti gli uomini di potere che non si preoccupano della
giustizia indipendentemente dalle decisioni prese, con la
consapevolezza che avvolte ci sia la possibilità di voltare le
spalle agli innocenti.
QUINTA STAZIONE -
Gesù viene flagellato, la sua carne
viene lacerata e viene sottoposto ad indicibili sofferenze. Gesù
offre il suo corpo ed il suo sangue con la coronazione di spine
e con la sua crocifissione. Ancora oggi continua a soffrire,
quando gli uomini perseguitano donne e bambini con abusi e
violenze, quando le guerre tra etnie distruggono popolazioni
violando tutti i diritti degli uomini. Preghiamo affinché il
mondo non debba piangere altre vittime dell’odio e della
violenza, affidandoci alla Vergine Maria affinché rivolga su di
noi il suo sguardo materno.
SESTA STAZIONE -
Una donna, di nome Veronica, si fa
strada tra la folla; porta un lino bianco ripiegato, con il
quale pulisce devotamente il viso di Gesù. Il Signore lascia
impresso il suo Santo Volto sulle tre parti del velo. Il volto
amato di Gesù, che aveva sorriso ai bambini e parlato con amore
alla folla, con le sue parabole ed i suoi insegnamenti, ora è
come nascosto dal dolore. Ma questo dolore è la nostra
purificazione; il sudore e il sangue che offuscano e sfigurano
le sue fattezze, sono la nostra pulizia. Signore, fa' che tutti
noi con la penitenza, riusciamo a far cadere la triste maschera
che indossiamo per colpa dei nostri peccati.
SETTIMA STAZIONE - Durante il cammino della
nostra vita, ognuno di noi affronta problemi, dolori,
sofferenze, caricandosi la propria Croce sulle spalle. Solo la
Fede In Dio può aiutarci ad affrontare tutto ciò, anche nei
momenti più bui, non dobbiamo perdere la fede, ricordandoci che
Gesù nella sua sofferenza, ha avuto un momento di conforto, di
aiuto… il Cireneo si caricò della sua Croce. Ognuno di noi deve
affrontare e accettare il disegno divino destinato, ma allo
stesso tempo bisogna essere sempre pronti ad aiutare i nostri
fratelli di comunità, ricordandoci che solo con l’amore verso il
prossimo e verso la vita, si possono affrontare i problemi e di
conseguenza si può alleggerire il peso della Croce.
OTTAVA STAZIONE -
Fra la gente che osserva il
passaggio di Gesù con la sua Croce, ci sono alcune donne che
scoppiano in lacrime, sono le Pie Donne che ricordavano le
giornate gloriose di Gesù, quando tutti lo accoglievano ed
ascoltavano i suoi insegnamenti. Ma il Signore vuole dirigere
questo pianto verso un motivo più soprannaturale, e le invita a
piangere per i peccati che sono la causa della Passione e che
attireranno il rigore della giustizia divina, infatti si rivolge
a loro dicendo: Figlie di
Gerusalemme. non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e
sui vostri figli… Perché se trattano così il legno verde, che
avverrà del legno secco?
Dobbiamo
concentrarci sulla crudeltà che gli uomini riservano non solo
sui loro simili, ma anche su loro stessi, nel momento in cui
perdono la strada della redenzione, peccando e rinnegando il
Signore.
NONA STAZIONE - Gesù viene spogliato
delle sue vesti, della sua dignità; non rappresenta più nessuno
agli occhi del mondo. E’ solo un corpo da calpestare, da violare
in balia della folla che lo denigra e lo ferisce. In Gesù
innocente, che viene spogliato e torturato, riconosciamo tutti i
nostri fratelli che soffrono per i loro diritti violati. Dio
nostro Padre, rendici capaci a non mancare di rispetto alla
dignità personale di chi ci sta accanto, in nome della nostra
presunta libertà ferendo quella altrui. Dacci la forza di
avvicinarci, alle persone bisognose e di vedere nei loro volti,
il tuo volto.
DECIMA STAZIONE - Quando il Signore
giunge al Calvario, gli danno da bere del vino mescolato con
fiele, come narcotico, per attutire un po' il dolore della
crocifissione. Ma Gesù, dopo averlo assaggiato per ringraziare
del pietoso servizio, non ha voluto berlo. Si consegna alla
morte con la piena libertà dell'Amore. I carnefici prendono le
sue vesti e le dividono in quattro parti. È lo spogliamento, la
povertà più assoluta. Non è restato nulla al Signore, eccetto un
legno. Per giungere a Dio, la via è Cristo; ma Cristo è sulla
Croce, e per salire sulla Croce bisogna avere il cuore libero,
distaccato dalle cose della terra.
UNDICESIMA STAZIONE - Signore Gesù,
Figlio di dio, oggi ti contempliamo Crocifisso, sospeso tra
Cielo e terra, con le braccia spalancate e il cuore trafitto
dall’amore infinito. Ogni chiodo che penetra le tue mani e i
tuoi piedi, ogni colpo della flagellazione, ogni parola di
dolore e silenzio ci parla di un amore così grande che supera
ogni comprensione umana. In te vediamo il peso del nostro
peccato, la durezza dell’ingiustizia, la sofferenza del mondo e
l’abbandono che avvolte anche i più vicini possono infliggere.
DODICESIMA STAZIONE -
Gesù muore, le persone l’hanno
condannato a morte, hanno visto la sua sofferenza con la
Flagellazione e la Crocifissione, non avendo nessun risentimento
ad aver condannato a morte un innocente. Quante volte noi nella
vita di tutti i giorni voltiamo le spalle e lo sguardo altrove,
non rendendoci conto del dolore e della sofferenza che ci
circonda. Gesù da sopra la croce anche se sofferente, ci invita
ad aiutare ed assistere chi soffre fino alla morte, perché è lì
che Gesù ci ha mostrato e ci mostra il suo Amore Infinito.
Prima
di morire sulla Croce, Gesù chiede a Maria sua Madre di
accogliere come suo figlio non solo Giovanni, ma anche tutti
noi, mostrando a tutti il suo Cuore Immacolato, Infinita
Misericordia.
TREDICESIMA STAZIONE - Gesù viene
deposto dalla croce e consegnato alla Madre, Maria, che lo
accoglie tra le sue braccia per un ultimo abbraccio, con dolore
ma anche con fede, dopo averlo accompagnato fin sotto la Croce.
Preghiamo per chi soffre. Per gli ammalati, affinché, per mezzo
della fede, trovino coraggio e conforto e sentano la presenza di
Cristo nelle ore più difficili; per chi vive una sofferenza
interiore, dei momenti di solitudine, affinché non siano preda
della depressione e trovino sostegno nella tua parola; per chi
soffre per la guerra, per chi è vittima di ingiustizie, affinché
trovino speranza e dignità
QUATTORDICESIMA STAZIONE -
Gesù è
deposto nel Sepolcro e il suo corpo viene adagiato in una tomba
nuova da Giuseppe D’Arimatea, chiuso con una pietra come se
tutto fosse finito e nel mondo avessero vinto le persone
malvagie.
Egli
ha concluso la missione affidatagli dal Padre. Molte volte nella
nostra vita pensiamo non ci sia più un futuro abbiamo paura di
guardare avanti. Ed è allora che dobbiamo sentire la voce di
Maria e pregarla affinché ci prenda per mano e ci guidi verso la
luce rappresentata dalla Pasqua.
QUINDICESIMA STAZIONE -Gesù risorge, dopo tanta sofferenza, e si manifesta alla Madre, alle pie donne, ai suoi discepoli e a tutti coloro che in vita hanno creduto in lui e nei suoi insegnamenti. E li hai guariti dei loro peccati! Grazie, Gesù, per le parole “Pace a voi! Non temete, sono proprio io, toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa come io ho!” Fa che possiamo vivere la fede pasquale, rinnovata, risorta, viva. Gesù donaci la grazia di poter diffondere la tua parola, come tuoi nuovi discepoli. Potendo così dire che il Mio Dio è vivo, io L’ho visto.
6 Marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Arenile
Prima stazione:
Signore,
fa’ che questa Via Crucis possa aiutare ognuno di noi a portare
il peso delle proprie tribolazioni, insoddisfazioni e delusioni
per compiere insieme a Cristo un percorso che, anche se passa
attraverso le sofferenze, porta alla gioia della Resurrezione.
Seconda Stazione:
Gesù ci sfida a guardare oltre noi stessi e ci ricorda che,
anche nei momenti più oscuri, Egli è con noi, offrendoci la sua
grazia per andare avanti. Gesù ha portato la croce per amore
dell'umanità, anche noi siamo chiamati a essere compassionevoli
e solidali, in un mondo, che spesso sembra essere indifferente
al dolore causato dai conflitti armati, dalle crisi umanitarie,
dai naufraghi nel Mediterraneo, dai disastri naturali e
climatici. Tutti abbiamo i nostri getsemani, ognuno di noi nel
corso della propria vita, affronta momenti di angoscia,
sofferenza e solitudine, ma bisogna rialzarsi con speranza, la
speranza cristiana è la certezza che Dio è con noi.
Terza stazione: A
volte anche noi restiamo in silenzio davanti alle debolezze che
ci circondano, facciamo fatica a rialzarci, pensiamo di essere
soli. Ma Gesù ci insegna che non dobbiamo arrenderci mai e come
ha fatto lui portando la croce per la nostra salvezza, così
anche noi non dobbiamo avere paura di portare la nostra croce
ogni giorno con amore guardando avanti con la speranza sempre
che Gesù è lì che cammina con noi.
Quarta Stazione:
Gesù è davanti a Pilato e ancora prima di parlare è già
giudicato. Voci sospetti intorno a lui, ma nessuno è interessato
a conoscere la verità. A volte, capita anche a noi, ci fermiamo
alla prima impressione, a quello che hanno riferito altri senza
conoscere, senza domandare. Gesù ha il volto di chi è vittima di
pregiudizi, di tutti coloro che sono giudicati e condannati,
senza essere ascoltati. Anche noi, come Pilato, rischiamo di non
vedere il bene e la presenza di Dio davanti a noi. Signore
liberaci dai pregiudizi, fa’ che, prima di parlare impariamo ad
ascoltare, a comprendere, ad amare, per essere capaci di
riconoscere e accogliere la verità.
Quinta Stazione:
Signore, per l’ingiustizia, la cattiveria, l’indifferenza e
quella corona di spine che ti posero sul capo, sono le spine che
ognuno di noi si porta dentro di sé, di fronte ai problemi degli
altri, voltiamo le spalle.. facciamo come Pilato, ci laviamo le
mani. Aiutaci a cambiare in questo cammino di quaresima, cammino
di conversione, trasforma i nostri cuori rendendoli più buoni
verso il prossimo. Per tanti giovani che non riescono a trovare
un lavoro aspettando l’estate per poterlo fare, magari lo fanno
ma sono sfruttati dall’egoismo del denaro. Noi speriamo nel tuo
amore che vince su tutto.
Sesta Stazione:
Fare il bene non sempre apre alla
riconoscenza, alcune volte genera invidia e altre volte come è
accaduto a Gesù alla contrapposizione e anche al desiderio di
morte. Farsi carico delle tante croci che abitano nei cuori dei
fedeli è la vocazione alla quale dobbiamo cercare di
corrispondere sempre con amore. Nella vita, ci sono tanti
interessi e non sempre sono orientati all’accoglienza e alla
gioia di essere un dono per gli altri. Anche per questo coloro
che vivono mettendo al centro se stessi, guardano con sospetto
coloro che ritengono opportuno donarsi gratuitamente agli altri.
Donaci Signore di essere sempre segno del Tuo amore, anche
quando sembra non opportuno o quando comporta contrarietà e
disprezzo.
Settima Stazione:
Signore, stremato dalla fatica, quanto pesava quella croce sulle
tue spalle, forse ti guardavi attorno cercando un volto amico
che ti avrebbe aiutato, ma non c'era nessuno, quanto pesa la
solitudine nella sofferenza. Allora i soldati fermarono un uomo,
Simone di Cirene, e lo caricarono di quel legno. Non era nei
suoi programmi, non era una sua scelta, ma si mise in cammino.
Anche a noi capita di dover portare la croce in maniera
inaspettata, così ci assale la paura e lo sconforto, e vorremmo
qualcuno accanto che ci aiuti. Serve vicinanza e condivisione,
soprattutto nelle famiglie, ma anche nel quartiere per una
malattia, un disagio economico un anziano solo. A volte ci
incrociamo sempre di fretta eppure basta un gesto, un po' di
tempo da dedicare all'altro per diventare Cirenei. Signore,
insegnaci a camminare insieme con cuore aperto e disponibile.
Ottava Stazione:
Gesù, di fronte al pianto delle donne di Gerusalemme, non chiede
compassione per sé, ma invita alla conversione e a riflettere
sulle proprie scelte.
Insegna che, anche nelle prove più dure
siamo sempre liberi di scegliere se chiuderci nella paura oppure
lasciarci trasformare dall’amore. La croce non è solo
sofferenza, è l’inizio di un amore più grande e Gesù ci invita a
lasciare che la croce entri nella nostra vita e ci renda capaci
ad amare di più.
Nona stazione:
Signore Gesù, ti chiediamo perdono, se non comprendiamo le
sofferenze che hai subito per noi, aiutaci a rispettarti e
amarti. Signore Gesù, che tanto ci hai amato e ci ami, fa’ che
la tua volontà sia la nostra volontà, concedici di cercarla,
conoscerla e attuarla nella nostra vita.
Decima Stazione: La
sofferenza di Gesù non è solo fisica: è solitudine, derisione,
rifiuto. Quanti insulti e quante umiliazioni ha ricevuto, ma non
scende dalla croce per difendersi, non risponde alle
provocazioni. Muore per salvarci, rivelando il suo amore
infinito. La croce ci rivela un Dio che non elimina il dolore
magicamente, ma lo attraversa con noi. E noi, quando ci sentiamo
derisi, o feriti, restiamo nell’amore o scendiamo dalla croce?
Signore Gesù, che hai accettato la croce e gli insulti, cammina
nelle strade dei nostri quartieri, resta accanto a chi è solo, a
chi fatica, a chi ha il cuore ferito. Insegnaci, a non deridere
ma a comprendere, a non chiuderci ma ad amare, a restare fedeli
anche quando è duro e difficile.
Undicesima Stazione:
Gesù non muore isolato, ma tra due condannati, come un
malfattore tra malfattori. Questo mostra che Egli si è fatto
carico della colpa dell’umanità. Sulla croce, Cristo
divide la storia e i cuori: i due ladroni rappresentano le due
possibili risposte dell’uomo davanti al dolore e a Dio. Il
cattivo ladrone incarna l’ostinazione nel peccato e l’incapacità
di riconoscere il proprio bisogno di salvezza. Il buon ladrone,
invece, rappresenta la conversione e la fede: riconosce la
propria colpa, l’innocenza di Gesù e ne proclama la regalità.
Gesù ci insegna che non è mai troppo tardi per il
perdono: il Regno di Dio è
aperto a chi riconosce la propria fragilità e si affida alla
misericordia, trasformando la croce da strumento di morte a
porta del Paradiso.
Dodicesima
Stazione: Gesù è sulla croce. Il suo corpo è stanco,
ferito, consumato dal dolore. Fustigato! Prima della
crocifissione. Il tuo grido, Gesù, è forte e straziante: Dio
mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché tanto dolore?
Perché tanta ingiustizia? Gesù muore in un silenzio pieno
d'amore. Il patibolo di Gesù lo abbiamo costruito noi, con i
nostri peccati. Il peccato pesa, distrugge e fa male. La
passione di Gesù è anche la passione di Maria. Cristo è stato
trafitto nel corpo, la mamma nel cuore. Le piaghe di Cristo
bruciano nel cuore di Maria, che sente nella propria carne le
ferite di suo figlio. Il calice amaro l'hanno bevuto insieme
sino in fondo. Maria, la madre coraggiosa, non fugge, ma soffre
e porta la croce con la stessa mansuetudine del figlio.
Abbracciando il figlio Maria sente lo strazio di tutte le mamme
del mondo, la mamma dei tanti giovani volati in cielo, la mamma
dei figli vittimi della droga, la mamma dei tanti bambini
vittime della fame, della guerra. La mamma che non sa dove
andare a piangere il proprio figlio. La mamma dei carcerati. La
mamma abbandonata ed offesa dai propri figli. Insegnaci, Maria,
ad amare come ci hai amati. Signore Gesù, noi ti ringraziamo
della tua morte, con essa ci hai donato la vita.
Tredicesima
Stazione: La storia del bene si misura con le azioni.
Chiedere il corpo di Gesù vuol dire, non abbandonarlo a mani che
lo hanno perseguitato. Il bene lo si ama sempre, anche se non lo
tocchi. E Gesù per noi cristiani è rimasto il bene da custodire
sempre. Con gli esempi, con la testimonianza, e con la
preghiera.
Quattordicesima Stazione:
La Bellezza della Verità, la verità di noi, con i nostri
"limiti"...limiti che ci rendono Unici e Irripetibili, che fanno
di noi un capolavoro, perché non c'è nient'altro uguale a noi !
Non c'è bisogno di essere persone diverse da quello che siamo
per essere degne di amore. È in quel momento che avviene quella
riconciliazione con la verità della vita, la Bellezza di quella
verità che c'è in fondo ad ognuno di noi e che consente di
renderci conto che, in ognuno di noi, non c'è il buio o il
vuoto, ma c'è un tesoro nascosto.
Quindicesima Stazione:
Con la Via Crucis abbiamo seguito il cammino di amore,
sacrificio e dolore di Cristo. Nella resurrezione, il dolore
della morte rappresentato dal sepolcro, si trasforma in gioia
per la vita eterna che sconfigge il peccato e la morte. Questa
stazione ci fa capire che Gesù ci accompagnerà non dalla nascita
alla morte, ma dalla nascita alla risurrezione per una vita
eterna in un mondo migliore. La tomba vuota rappresenta la
conferma che Gesù è ancora vivo in mezzo a noi e così chi crede
in Dio non morirà mai. Celebriamo la tua e la nostra Pasqua. Il
tuo sangue ha lavato le nostre colpe. La vita ha vinto la morte.
Gesù risorto sei la nostra vita.
Venerdì 27 febbraio - Via Crucis nel Quartiere Cutura
Prima Stazione -
Che
tesoro grande che ci hai lasciato
Signore,
ti sei
donato
a
noi nell'umiltà di un
pane
spezzato.
L'Eucarestia,
che ci permette di incontrarti
e custodirti nel
cuore.
Noi
ci
affidiamo
a
te e
in te confidiamo.
Nel grande comandamento
dell'amore ci insegni
che
siamo tutti fratelli,
e che dobbiamo
amarci l'un l'altro
come
tu
ci
chiedi.
Seconda Stazione -
Padre, tutto è possibile a te…
sembrano semplici le tue parole Signore. In Realtà ogni giorno corriamo
e ci affanniamo per far andare le cose come vogliamo, ma se ci
soffermiamo un attimo, ci rendiamo conto di quanto è faticoso e
frustrante non arrivare, non riuscire perché pensiamo di dovercela fare
solo con le nostre forze, mentre invece abbandonarsi completamente nelle
mani di Dio e porre totale fiducia in lui, affidandogli la nostra vita e
quella dei nostri cari è una sensazione di tale leggerezza e di piena
consapevolezza di non essere soli.
Terza Stazione - Signore Gesù, ingiustamente accusato, hai scelto il silenzio e la fedeltà al Padre. Anche noi, quando siamo fraintesi o giudicati, reagiamo con orgoglio e durezza. Insegnaci la forza mite della verità, la dignità che non ha bisogno di gridare. Liberaci dalla fretta di condannare, donaci uno Sguardo capace di comprendere, un cuore che sa restare saldo nel Bene anche quando costa.
Quarta Stazione -
Signore Gesù, ti affidiamo tutti i giovani del nostro tempo,
soprattutto quelli che non riescono a trovare un senso da affidare alla
propria vita e vagano senza una meta, smarriti e sentendosi
costantemente inadeguati. Quando il futuro appare confuso e le proprie
aspettative deluse diventano un peso, dona loro la Luce per scegliere,
il coraggio per rialzarsi dopo ogni caduta, la fiducia per credere nel
proprio valore. Sostieni le loro famiglie donando loro la pazienza di
comprenderli, la forza quando si sentono impotenti e la speranza quando
il cammino diventa tortuoso. Aiutale ad essere presenza discreta e amore
fedele per i propri figli, coraggiosi nella scelta del supporto e non
del giudizio.
Quinta Stazione
-
Lo
incoronarono, ma con una corona di spine, gli offrirono un trono ma il
trono della croce, del Golgota, la folla lo acclamò, ma con fare ironico
e deridente. A volte con le nostre azioni, contrarie alla Sua volontà,
anche noi ci identifichiamo in quella folla delirante. Anche noi, con le
nostre debolezze incoroniamo Gesù con una corona di spine e di dolori.
Anche noi come quel popolo, alla manifestazione del Suo amore,
rispondiamo ripudiandolo e flagellandolo. Ti contemplo o mio Signore
flagellato, incoronato di spine e rivestito di porpora, mentre Pilato ti
presenta alla folla dicendo: "Ecco l'uomo".
In quella corona di spine vedo i miei pensieri a volte confusi,
in quel mantello i miei falsi trionfi, in quelle ferite la mia
presunzione. Aiutaci o
Signore a riconoscere te, Re dei re sotto le spoglie dei poveri, dei
sofferenti e degli indifesi.

Sesta Stazione -
Signore Gesù, anche noi
camminiamo sotto il peso di una croce. Oggi ti affidiamo le nostre croci
silenziose. Una malattia, una guarigione che tarda ad arrivare, Tu sai
cosa significa cadere e rialzarsi, sentire il peso della fragilità e
della paura, donaci la pazienza in questi tempi lunghi e la fiducia
quando il miglioramento sembra lento è e la strada è ancora lunga
cammina con noi passo dopo passo.
Settima Stazione - Signore come è facile girarci dall’altra parte davanti alle difficoltà e alle Sofferenze dei nostri fratelli... Perché "guardare" significa farle nostre, patire con loro... sentire sulla nostra pelle il loro dolore e quindi fare di tutto per alleviarlo. Sicuramente è più facile dirigere il nostro sguardo altrove... far finta di niente... ma il Cireneo ci insegna che anche noi dobbiamo fare il nostro dovere, quel "costrinsero un tale che passava.... a portare la croce" ci fa riflettere, ci fa pensare che anche se non vorremmo è nostro
dovere, insito nel nostro essere cristiani "aiutare" i nostri fratelli, anche se ci pesa, anche se siamo "costretti" perché Gesù ci ha detto di farlo, perché Gesù ci ha detto "tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Matteo 25,40)
Ottava
Stazione -
Tu Avevi già previsto tutto, le
tue parole erano il presagio di come Sarebbe stato il ruolo delle donne
nei secoli della storia. Nella tua salita al Calvario non riesci ad
essere distratto e lontano … le tue parole Signore Sono rivolte a tutta
l'umanità femminile, alle bambine-spose che Anziché giocare e poter
studiare sono costrette a matrimoni combinati O coinvolte in traffici di
prostituzione, alle donne che soffrono in Solitudine che non hanno il
coraggio di chiedere aiuto. A chi non riesce Ad andare avanti perché
prova disagio e paura nel rimettersi in gioco. Alle donne che hanno
perso la vita per mano di chi diceva di amarle, alle mamme che hanno
dato alla luce i loro figlie non ce l'hanno fatta. A tutte le donne che
amano, sostengono, organizzano, incastrano tutto Affinché la famiglia
cresca in armonia. Alle donne che stremate dalla Stanchezza riescono ad
essere sempre puntuali ed efficienti, con un Lavoro quotidiano
invisibile e silenzioso, gratuito e di immensa dedizione. Signore,
rendile capaci di cercarti ogni giorno, alimenta in loro la Fede e la
Speranza.
Nona Stazione -
Gesù viene
flagellato,
deriso,
schernito
e
soprattutto umiliato.
Nel suo Progetto
Dio manda
suo figlio sulla Terra
per la
nostra
salvezza
ma Proprio
a
lui fa'
provare
questi sentimenti
così
dolorosi tanto
da
poter
Capire
queste condizioni.
Purtroppo in tanti
credono
che avendo soltanto un po'
di potere,
abbiano il
diritto
di sentirsi superiori Schiacciando i più
deboli.
Se Gesù non
avesse
vissuto tutto questo non
Avrebbe
potuto
capire e
quindi risollevare
gli
animi
di
chi subisce,
di
chi è offeso
e discriminato.

Decima Stazione -
Signore Gesù, i nostri cuori sono
inquieti, donaci il coraggio di essere Umili senza pregiudizi per
alleviare il disagio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Tu che
dalla croce hai perdonato i tuoi persecutori, concedici di perdonare e
amare sempre come hai fatto tu. Ti sei fatto inchiodare sulla croce, hai
sofferto ma il tuo amore è rimasto sempre vivo. Signore, tu che hai
offerto la tua vita solo per amore, aiutaci a portare le nostre
sofferenze quotidiane non come pesi
intollerabili ma come sorgente di vita. Donaci La forza di accettare la
tua volontà, di guardare le tue ferite come fonte di Salvezza e riempi i
nostri cuori del tuo amore.
Undicesima Stazione -
Signore Gesù, Tu ci mostri che il vero amore è un dono totale.
Aiutaci a donarci senza pretendere riconoscenze, per il semplice amore
verso le persone che tu stesso ci poni accanto, soprattutto quelle che
soffrono per varie motivazioni all’interno delle nostre case.
Insegnaci a riconoscerti in queste sofferenze e donaci un cuore
capace di donarsi senza paura e senza riserve.
Aiutaci a trasformare le fatiche quotidiane in gesti d’amore, la
stanchezza in pazienza, il servizio in preghiera. Fa che nessuno si
senta solo o di peso, ma amato e prezioso. Rendici, sul tuo esempio,
testimoni di un amore che non si tira
indietro e,
quando la strada diventa più dura, aiutaci a comprendere che con
l’esempio della Tua Parola, noi non saremo mai soli perché tu ci
sorreggerai.
Dodicesima Stazione -
Signore, nel momento finale della
tua passione, quando esalavi il tuo Ultimo respiro, hai pensato a tua
madre affidandola al discepolo prediletto che da allora l'ha tenuta con
sé. Per questo atto d'amore, aiuta tutte le mamme nel loro delicato e
importante compito di crescere i figli, accogliendoli e avviandoli sulle
strade del bene e della pace. Benedici Signore tutte le mamme che in
questo momento così difficile sono costrette a piangere i propri figli e
per i propri figli. Il grido di
Dolore di Maria fà eco al dolore di queste mamme, a cui non sei sordo,
perché la misericordia di Dio accoglie la sofferenza e le lacrime,
conforta i cuori e rende più forte la speranza.
Tredicesima Stazione
- O Gesù, Insegnaci l'umiltà di tendere la mano gli uni agli altri. Ognuno di Noi porta la propria croce, ma insieme il peso si fa più lieve e la Sofferenza si addolcisce. Sia la Tua grazia a rinvigorire il nostro spirito: dona salute al corpo e pace all'anima, affinché insieme a chi ci ama possiamo oltrepassare ogni ostacolo. Trasforma la nostra stanchezza in speranza e la nostra prova in una testimonianza di fede.
Quattordicesima Stazione
-
Ti preghiamo o Signore per tutte le coppie di innamorati affinché possano
sempre crescere nell'amore, riconoscendolo ogni giorno come un dono
divino. Dona loro la grazia e la forza di superare ogni limite e
difficoltà, restando sempre uniti e crescendo nel tuo amore e nella tua
benevolenza
Quindicesima Stazione -
Dopo la morte sulla croce, il
corpo di Gesù viene deposto nel sepolcro. Lo avvolgono le pie donne e
Giuseppe d’Arimatea con cura e rispetto, custodendo la sua vita anche
nella morte. Così anche ogni vita umana merita di essere riconosciuta e
custodita. Nei corpi dei migranti che il mare ha restituito durante i
cicloni che si sono abbattuti sulla nostra terra ci sono uomini e donne
che qualcuno probabilmente starà cercando, aspettando, ricordando. Anche
chi appare disperso o invisibile non deve essere dimenticato: ogni vita
conta, ogni volto merita amore e ricordo. Solo così, come è accaduto per
Gesù, la tomba, apparentemente chiusa e definitiva, luogo di silenzio,
memoria e attesa, può diventare segno di speranza e resurrezione.

22 febbraio 2026 - Fraternità del Gruppo delle Famiglie a Marcellina

10 Febbraio 2026 - Incontro programmatico sulla Quaresima con i Delegati di Quartiere
Con inizio alle ore 19:00 si sono incontrati i delegati di Quartiere per programmare le attività liturgiche quaresimali che si svolgeranno nel territorio, per evengelizzare e sensibilizzare sul valore del cammino quaresimale i fedeli e tutti coloro che non possono partecipare alla vita ordinaria della comunità parrocchiale. Dopo il momento inziale della risonanza sulla situazione della comunità si è proposto per quest'anno di vivere nei singoli quartieri tre momenti: un Centro di Ascolto della Parola, la Via Crucis e l'animazione della Santa Messa.
Si è anche sottolineata l'importanza di vivere il tutto in modo semplice avendo come unico pensiero la serenità di coloro che si coinvolgono nelle varie iniziative. Si è anche avviato un confronto sulle difficoltà di coinvolgimento che si accompagnano al loro impegno, ma tutti erano ugualmente motivati nel continuare questa azione nella certezza della sua urgenza per la crescita e per un maggiore coinvolgimento della comunità parrocchiale.
Tutto deve poter corrispondere a una comprensione immediata delle meditazioni o delle preghiere, per cui è opportuno scrivere brevi meditazioni o preghiere coinvolgendo le persone che vivono nel quartiere, da proporre e condividere ad ogni stazione della Via Crucis e durante la celebrazione della Santa Messa. E' stato anche raccomandato di non fare intinerari troppo lunghi della Via Crucis, per coinvolgere meglio i fedeli nella preghiera.
Nel concludere l'incontro ricordando la devozione di Don Michele per la Madonna di Lourdes, si è affidato alla sua intercessione questo cammino di evangelizzazionee di fratenità in mezzo alle case dove vivono le famiglie della parrocchia. Abbiamo concluso quest'incontro di fraternità e di servizio, con un momento conviviale che ha ulteriormente donato serenità e armonia al Gruppo dei Delegati.
Quartiere Cutura
Venerdì 27 febbraio via crucis ore 20.00.
Domenica 01 marzo, animazione messa ore 11.00.
Quartiere Arenile
Venerdì 6 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 8 marzo, animazione messa ore 11.00
Quartiere Madonnina
Venerdì 13 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 15 marzo, animazione messa ore 11.00
Quartiere San Giuseppe
Venerdì 20 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 22 marzo, animazione messa ore 11.00
Quartiere Calvario
Venerdì 27 marzo, via crucis ore 20.00,
Domenica 29 marzo, animazione messa ore 11.00
Domenica 18 gennaio 2026 - Con le famiglie - Praia a Mare San Paolo Apostolo

Domenica mattina come programmato abbiamo vissuto, l'uscita
presso la Parrocchia San Paolo Apostolo in Praia a Mare, in
concomitanza, con il giorno dedicato al Santo. Nonostante il
cattivo tempo, non ci siamo scoraggiati e dopo il saluto
canonico al ns. Parroco ci siamo incamminati. Ad accoglierci il
Parroco don Francesco Lauria,da poco parroco in questa
parrocchia.

Alla fine del pranzo abbiamo provveduto a sistemare i luoghi e guidati da Don Mattia abbiamo riflettuto la lettera ai Colossesi,di cui il Don ha sottolineato l'importanza della Parola di Dio nella vita dell'uomo, ancora di più vissuta in famiglia, e di essere evangelizzatori e servitori di Cristo.Dopo i saluti di rito siamo tornati alle nostre case grati per ciò che ci era stato donato di vivere.
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Domenica 10 novembre giornata di fraternità a Lungro con il Gruppo delle Famiglie

Domenica 10 novembre il gruppo delle Famiglie, proseguendo nei
suoi appuntamenti mensili, si è ritrovato per la visita a Lungro
.
Lungro fu terra di approdo per gli esuli dall'Albania in fuga
dagli invasori Ottomani. È un comune che conserva ancora
lingua(arberesche) e tradizioni, sede dell'Eparchia bizantina
dove si celebra l'Eucaristia con rito bizantino secondo San
Giovanni Crisostomo.
Ci siamo ritrovati di buon mattino nel piazzale della Parrocchia
e dopo una breve preghiera e la benedizione di Don Cono,siamo
partiti in pullman direzione Lungro. Ad attenderci abbiamo
trovato Papas Arcangelo ,il parroco della cattedrale di San
Nicola di Mira, dove abbiamo partecipato alla celebrazione
eucaristica. Tutto molto bello e intenso, canti a cappella non
essendo previsto l'utilizzo di strumenti musicali. Una funzione
molto bella immersa nel Mistero.
Nella cattedrale sono presenti numerosi affreschi e soprattutto mosaici di scene del Vangelo e di Icone di numerosi Santi. È assolutamente vietato accedere nell'area destinata ai Celebranti.La Celebrazione prevede solo l'utilizzo del Nuovo Testamento. Conclusa la Funzione Papas Arcangelo ci ha dato alcuni cenni storici e religiosi e poi ci ha accompagnato nella sala dell'oratorio, dove abbiamo condiviso ciò ché ognuno di noi aveva preparato per un momento di fraternità e di gioia. Prima del pranzo ci ha raggiunto Don Cono che, avendo un impegno diocesano non è stato presente alla Celebrazione.
Subito dopo il pranzo siamo tornati nella cattedrale per un momento di riflessione sull'esperienza vissuta .Nel pomeriggio appuntamento con dei membri della ProLoco per approfondire la conoscenza dei luoghi e delle tradizioni locali. Abbiamo visitato una chiesetta intitolata alla Madonna di Costantinopoli da poco restaurata e al Museo Storico della Miniera di Salgemma di Lungro .Abbiamo appreso di alcune tradizioni e processioni che si svolgono nel periodo di Pentecoste. Abbiamo visto da lontano la presenza di una chiesetta dedicata a Sant'Elia profeta , posta su una roccia che domina il paese.Ci hanno raccontato di come sia sempre più difficile conservare queste tradizioni e soprattutto la lingua che si tramanda esclusivamente in famiglia, oltre al fatto che l'influenza della tecnologia e dei social fa il resto.Alla fine della visita al museo siamo tornati al pullman e ripartiti alla volta di Scalea arricchiti e avvolti da tanta spiritualità e cultura.

Domenica 3 novembre grazie ai volontari della FIDAS abbiamo dato inizio alla raccolta degli alimenti per i Bisognosi e per la Mensa Caritas
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Domenica 6 ottobre Gruppo delle Pulizie

Giovedì 29 agosto tutto un dono del Signore


Il mio augurio per te è che tu continui.
Continua ad essere chi e come sei, per stupire un mondo vuoto con i tuoi
atti di gentilezza.
Continua, per permettere al tuo umorismo di alleggerire il peso del tuo
cuore grande.
Continua, per far sentire la potenza del Vangelo nelle tue parole, nelle
tue risate.
Continua, per ricordare alla gente che ognuno è importante e buono come
l'altro e che nessuno è più di nessuno.
Continua a guardare con favore i perduti e il meno e il solo.
Continua, per piantare un bacio pubblico di preoccupazione sulla guancia
dei malati, degli anziani.
Continua, perché la gratitudine e la misericordia siano il cuscino su
cui ti inginocchi.
Continua, per incoraggiare tutti alla preghiera e insegnare che la fede
è il ponte che si costruisce per superare il male e allargare lo
spirito. Per riempire l’anima di pura pace.
Continua a credere nella bellezza dei giovani, nei loro occhi vivi e
pieni di speranza, nella loro spontanea voglia di vita.
Continua a rischiare tutto per il bene, a galleggiare felicemente nel
mare di infinita sostanza.
Continua a delineare il cammino di chi incontra il tuo, con il tuo
premuroso sguardo. Continua ad abbracciarci ad Amare profondamente.
Perché chi riconoscere il tuo amore ti spiega la tua tenerezza a partire
da ciò che tu ancora non vedi.
Buon compleanno Don Cono!
Un bacio grande.


Verbali degli incontri per Aree pastorali
Lunedì 17 giugno alle ore 19:00, dietro convocazione del parroco, si riunisce in chiesa l’Area dell’Evangelizzazione. Erano presenti i Delegati dei Quartieri, i Catechisti e il Gruppo delle Famiglie. L’incontro inizia con il canto “Ascolterò la tua Parola” proprio per mettere al centro la Parola di Dio, perché se alla base della vita di comunità non c’è la Parola, non ci potrà essere nulla e i componenti dell’Area dell’Evangelizzazione devono sempre avere l’attenzione alla Parola di Dio. Don Cono analizza il programma pastorale parrocchiale scritto da lui stesso nel 2022 per gli anni 2023/2025. Ricorda che quest’area comprende la pianificazione delle attività orientate alla conoscenza della fede con l’obiettivo principale di coinvolgere il più possibile le famiglie.
Da allora tante cose sono cambiate: l’impegno prioritario oggi è stato la ripresa dei Quartieri dopo il vuoto dei vari anni, è iniziato bene ma va intensificato; quest’anno non si è proposta la formazione biblica perché poco partecipativa; Le aggregazioni inserite inizialmente tra i gruppi parrocchiali, adesso si è preferito non lasciarli più come gruppi parrocchiali per tutte le motivazioni spiegate all’incontro precedente del Consiglio Pastorale Parrocchiale; Nell’Iniziazione Cristiana si sono avute delle fragilità e abbandoni e non tutto è andato avanti per come si sperava, si ha un aumento di ragazzi, ma una caduta di proposta educativa, di conseguenza bisogna stabilizzare la proposta senza guardare ai numeri; Anche per i giovani ci sono cambiamenti perché si fa molta fatica ad aggregarli. La priorità di oggi, dice don Cono, è quella di avere una comunità che si coinvolge con più entusiasmo alla vita della parrocchia.
Il
gruppo delle famiglie ha vissuto una grande disponibilità e dedizione
alla vita della parrocchia, vive una buona stabilità e ora deve far
parte della formazione, vivendo loro in primis un cammino di formazione,
si può anche approfondire il libretto di preghiera “Insegnaci a Pregare”
scritto dal papa per il Giubileo. Per quanto riguarda i genitori dei
ragazzi, è stato riscontrato una carenza nel coinvolgimento, ogni anno
ci si ripropone un maggior coinvolgimento e più incontri con loro, ma
poi per i troppi impegni non ci si riesce se non per le tappe dei
ragazzi.
La vera vitalità della parrocchia nel nuovo anno pastorale
sarà la crescita dei quartieri, quindi per quanto si riesce, bisogna
fare in modo che nei quartieri la parrocchia sia sempre presente. Il
coinvolgimento deve essere di tutti e non solo dei delegati, perché
ognuno è missionario e ognuno deve evangelizzare, donando ciò che sa e
ciò che può. Non bisogna mai scoraggiarsi e abbattersi, ricordando che
tutto ciò che si fa, lo si fa per amore del Signore e della parrocchia e
ricordando che alla base di tutto c’è sempre la preghiera e la messa
giornaliera, poco partecipata in particolar modo dai collaboratori
pastorali.
Dagli interventi dei presenti è emerso che tutti ci dobbiamo
impegnarci di più perché se ci sono dei problemi, non riguardano solo il
parroco ma tutta la comunità. È fondamentale la formazione biblica e si
spera in una ripresa degli incontri. Tra i collaboratori c’è poco
ascolto e poca comunione.
Riprende don Cono affermando che la parrocchia è
collaborativa, non è inaridita, su alcune cose corrisponde bene, su
altre invece un po' meno, bisogna essere più missionari per come
richiede il cammino sinodale. C’è difficoltà a dedicare più tempo al
Signore e dare continuità e precisa che quando dice che si prega poco,
si riferisce alla preghiera comunitaria e non quella personale. La
ricarica è sempre Gesù. L’incontro termina con
un ringraziamento al Signore, la
preghiera dell’Ave Maria e la benedizione finale.
Area Liturgia 18 giugno 2024 -
Alle ore 19,00 come previsto ci siamo ritrovati in chiesa per l’
incontro dell’area Liturgia, ci siamo raccolti in preghiera con la
celebrazione del vespro, che ci ha dato l’attimo per consentirci
la concentrazione con la presenza
del Signore.
Per quanto riguarda i Gruppi: Il Gruppo
Liturgico è chiamato a coordinare solo le attività delle
celebrazioni delle messe Pro Populo con: Introduzione alla celebrazione,
preghiera dei fedeli, tematizzazione del periodo liturgico in corso,
sistemazione Area Liturgica.
Chiaramente caratterzza con una personalizzazione degli ambienti anche e
soprattutto i tempi forti. Si è cercato di stabilire il giorno di lunedì
per gli incontri programmatici, ma spesso non si riesce a
vedersi per imprevisti personali.
I Ministranti,
va stabilizzandosi il gruppo per il servizio all'altare, altri si
aggiungono occasionalmente in continuo mutamento. Si
avverte l'esigenza di organizzare e coordinare meglio la formazione. Il
gruppo Pregate Pregate Pregate. Vive il ruolo di
sostegno spirituale alla vita della comunità con l’impegno della
preghiera. Sono rimaste poche persone che vivono l'impegno di pregare
per la comunità, in adorazione davanti al tabernacolo. Si aggiunge, a
sostegno della spiritualità, nella dinamica della preghiera il
Gruppo Maria rifugio delle Anime, che vive un incontro
di preghiera mensile per le anime del purgatorio.
Don Cono fa riflettere ancora sulla opportunità di onon adererire a tante esperienze diverse di formazione, di fare la scelta in un solo gruppo con l’impegno della partecipazione stabile alla vita della parrocchia e di dare maggiore stabilità alla preghiera personale. Viene data la parola agli altri, proposte e riflessioni. Da più parti e persone emerge la esigenza di incontrarsi periodicamente per la formazione e la preghiera per avere la possibilità di vivere il cammino della parrocchia, riflettere la Parola di Dio nella settimana e nel mese, quindi il significato e il valore del canto, della preghiera, della comunità parrocchiale ecc. La difficoltà sta sempre nell’individuare il giorno della settimana e gli orari che diano la possibilità di partecipare. Per quanto riguarda il riferimento ad incontri con rappresentanti dei vari gruppi di liturgia ed i lettori per la Domenica, tentati precedentemente, non sempre sono stati partecipati per mancanza di tempo o imprevisti di chi doveva partecipare. L’incontro si conclude alle ore 20,20 con il ringraziamento e la benedizione da parte di Don Cono.
Incontro del 19
giugno c.a. - Area della Carità
L'incontro ha inizio alle ore 19.00 alla presenza di alcuni
volontari della Mensa, delle Pulizie della Chiesa, del Centro di Ascolto
'Dely' nonchè dei Ministri Straordinari della Comunione.
Qui
di seguito, l' intervento iniziale di don Cono.
"La
vita di carità dobbiamo capire che è l' attenzione alle persone, non è
fare tante cose caritative ma è relazionarsi con le persone. L'
aspetto di stare insieme, cercarsi, confrontarsi è parte integrante di
un amore che nasce dall'amore con cui
Dio è attento alla nostra vita e che noi dobbiamo esprimere
nell'attenzione gli uni verso gli altri. Questo è un aspetto che non
dovremmo mai stancarci di imparare perchè tante volte il rischio che noi
corriamo è che diamo piu importanza alle cose che facciamo che non alle
relazioni che viviamo e questo ripeto, non appartiene alla dinamica
della Carità. Quando diciamo la parola Carità, ricordando l'Inno alla
Carità di San Paolo che dovreste sapere
a memoria, dobbiamo parlare di questo 'anelito' del cuore senza
sforzo, perchè se devo sforzarmi per amare l'altro, forse è meglio che
prego un po' per imparare ad amare. L'amore deve essere naturale ed è
l'amore che nasce dalla contemplazione della Croce, come
Gesu' naturalmente ci ama, nonostante i nostri peccati,
nonostante le nostre
povertà, anche noi dobbiamo relazionarci nell'amore cercando di leggerci
nel suo atto di amore che è quello di donarsi gratuitamente per la
salvezza di tutti. A volte
queste parole potrebbero sembrare difficili da incarnare
ma in realtà lo dico sempre, ciascuno di voi vive così nei
confronti dei propri cari,
ciascuno di voi dona la propria vita per coloro che ha generato, tutti
proprio tutti. Io non conosco genitori che pensano a sè e non ai figli,
quindi questo amore viscerale con il quale noi ci relazioniamo con
coloro che in qualche modo piu immediatamente ci percepiamo parte
integrante, è lo stesso amore con cui Gesu' si relaziona con noi. Questo
è un po' piu difficile
ma è lo stesso amore con il quale noi dobbiamo relazionarci con
gli altri. Cos'è la parola
Carità o le attività caritative? Sono le presenze dell'amore con cui noi
manifestiamo l' amore con cui Dio ci ama. Poi lo facciamo accogliendo i
poveri, con le pulizie della Chiesa, nelle mille situazioni, visitando
gli ammalati, ognuno nella diversità dei modi, però quello
che conta è l'amore con cui il Signore ci dona di relazionarci.
Tra le tante frasi è importante rileggersi, perchè poi tante novità non
sono poi tante novità. Ho pensato per questo incontro a questa frase che
mi sembrava piu' immediata di San Paolo 'Vi ho dimostrato che
lavorando così si devono soccorrere i deboli ricordandoci
le parole del Signore Gesu' che disse, vi è piu' gioia nel dare
che nel ricevere...', potremmo dire però che nel Vangelo queste
parole non le troviamo e non c è nessun brano nei Vangeli canonici, non
c'è nessun brano nei quali si dice che Gesu' abbia detto questo. Cosa
vuole dire questo è che Gesu' nella sua vita terrena ha vissuto
situazioni tanto diverse di cui nessun parla. Gesu' parla anche a noi,
dovete essere convinti che nel dono dello Spirito, Dio parla a
ciascuno di voi e quando voi
parlate, questo facciamo
fatica ancora a
viverlo come Chiesa e come Comunità, ancora noi non ci sentiamo
protagonisti di Dio nella storia ecco perchè c'è bisogno del prete, del
chierico. In realtà il battezzato è depositario di una verità di cui
solo voi siete depositari. Ciò che Dio dice a voi, non lo dice a
me e se voi non lo dite, si impoverisce la comunità. Anche negli
incontri di questi giorni dopo che io parlo... il silenzio! C'è un
impoverimento perchè io penso che ciò che
posso comunicare non è importante, questo è sbagliato perchè lo
Spirito Santo parla attraverso tutti. In che cosa si configura il
messaggio che Paolo donò alla comunità di Efeso 'vi è piu'
gioia nel dare che nel ricevere...',
oggi noi siamo
educati a possedere, la preoccupazione che abbiamo è quanto possiedo,
come posso guadagnare di piu' e tante volte si pensa che questa ansia
possa anche dare gioia ma voi sapete che la vera gioia è quando ci si
sente amato, ci si sente accolto. Essere accolti... noi dobbiamo essere
segno di un modo diverso di vivere la vita, vivendo tutti questi momenti
con gioia. Tutto si gioca sulla propria maturità interiore
cioè io, quando incontro l'altro, cerco di avere quacosa o di
donare qualcosa? Quello che
Gesu' ci insegna è quello di donare qualcosa che vuol dire che se io non
sono contento, vuol dire che
io non dono è lo dice il mio
modo di vivere e in questo dobbiamo crescere, io devo essere sempre
contento della vita di comunità.
Anche nella nostra Parrocchia l' amore che si vive è molto
maggiore di come noi lo
mostriamo e se noi giudichiamo la comunità negativamente, vuol dire che
non l' amiamo e
bisogna vedere quanto tempo
poi dedico all'altro. Questa è la dinamica del dono, quindi io sono qui
spero come dono del Signore ed io vivo
la missione che il
Signore mi affida se vivo
come un dono, guai se io cercassi di capire quanto ci guadagno a fare il
parroco. Dobbiamo comprenderci come dono del Signore perchè vuol dire
essere per l'altro un dono
da condividere per come riusciamo, poi tutti noi abbiamo i
nostri limiti. Anche stasera ed io lo leggo positivamente,
solo una piccola parte del segmento carità è presente ed io lo
leggo positivamente perchè
tanti vivono l' impegno con
tanta gioia, passione, entusiasmo
ma non vogliono farlo vedere, non vogliono rendersi
visibili. Questo da una parte può essere positivo ma dall'altra
non è male ogni tanto incontrarci per rileggerci. Anche la vita di
carità esige poi l'esigenza di
testimoniare la
carità che viviamo, quando lo facciamo non è mai per
narcisismo, per far vedere all'altro quanto sono bravo ma serve
per aiutare a leggere che Dio ama e
Scalea non è abbandonata
perchè c'è tanta
gente che per amore di Dio, lo rende possibile con tutti i nostri
limiti.
L'incontro di questa stasera per alcuni aspetti, è il
completamento degli incontri avuti con le altre aree Evangelizzazione e
Liturgia e l'area della Carità comprende la Mensa, i Ministri
Straordinari della Comunione, le Pulizie della Chiesa e il Centro di
Ascolto 'Dely'. Quando noi ci incontriamo, dobbiamo capire che siamo
tutti cooperatori per rendere presente l'amore di Dio pur nella
diversità degli ambienti e dei modi. Per il resto io sinceramente
ritengo sia il segmento
pastorale che piu immediatamente leggo con serenità. Mentre nell'area
Evangelizzazione abbiamo accennato a delle difficoltà, a dei problemi e
poi anche ieri nell'azione
Liturgica, nell'area Carità a parte il problema nei numeri,
in qualche modo cerchiamo di portare avanti la vita di carità
della Parrocchia crescendo sempre nella vocazione. La mia regola
per quanto riguarda la disponibilità a comprendersi poi nell
'Oltre' come il nostro Vescovo ci insegna, è di non dare peso al
passato perchè se io penso a ciò, non guardo al futuro con fiducia. Noi
dobbiamo cancellare e guardare avanti perchè una persona che viene deve
poter guardare avanti. Il mio problema rimane sempre
cosa costruire... è
qui siamo come Caritas un segmento molto fragile ma anche molto
testimoniale della presenza di Dio.
Siamo partiti da ciò che scrivevamo nelle linee pastorali nel
2022 nell'area Carità e, anche se so che leggete poco magari di cio che
scrivo io e magari leggete altri
libri, dobbiamo partire da qui. Veniva riportato nelle linee
pastorali all'indomani del Covid, che la Chiesa sollecita tutti alla
vita di carità, tutti i battezzati in virtu' del Battesimo devono vivere
la carità che non è legata alla vita religiosa
ma è un dono di Dio,
è vero dono del Signore. L'invito poi a lavorare come operatori
in sinergia anche come Unità pastorale privileggiando
maggiormente l'opera pastorale della rete e
qui dobbiamo dire che oggi viviamo una fase molto
individuale, non contrapposta, ci rispettiamo,
ci vogliamo bene ma non ci si confronta
anche per poter
mettere insieme le energie.
In Parrocchia nel 2022 è nato il Centro di Ascolto 'Dely' che
ha sostituito la struttura di 'Una mano amica'.
Il Centro di Ascolto oggi
svolge un'azione di coordinamento e poi in alcuni momenti
straordinari, altri volontari occasionali si rendono disponibili. Il
Centro oggi stenta ancora a stabilizzarsi, a capire come organizzarsi
anche per un problema di disponibilità.
Un
altro aspetto importante poi è la presenza di alcune persone che vivono
la Parrocchia potremmo dire di
comunione spirituale verso le marginalità. E' una realtà che
conferma quanto i cittadini di Scalea tutti spesso in silenzio, senza
clamore sappiano donarsi.
Questo lo dico sempre perchè
continuo a sentire sempre giudizi negativi sugli scaleoti e questo è il
demonio, quando parlate cosi ...è il demonio,
perchè non è cosi. L'attenzione ai piu poveri, è una realtà stabilizzata che
conferma come tutti i
cittadini, non solo i praticanti, sanno che qui c'è la carità e portano
tante cose, io non so chi sono ma loro sanno che qui c'è la carità.
Questo aspetto della carità è quello di leggerci nella bellezza di
abitare in un paese che è attento
alle povertà.
I Ministri Straordinari della Comunione, vivono con tanta
disponibilità, con zelo questa opera molto nascosta perchè chi è che si
rende conto di chi è piu'
ammalato e nessuno può registrare la gioia
che l'ammalato vive, se non Gesu'.
La Mensa cambia continuamente perchè cambiano gli utenti e stiamo
vivendo una nuova fase in cui la Diocesi dovrebbe subentrare piu
stabilmente. Nella ripresa penso che qualcosa cambierà nella
impostazione complessiva ma ancor non so. La Mensa diventa sempre piu la
mensa del territorio, noi
accogliamo anche persone di passaggio o di altri paesi ma
cio che mi preoccupa è una presenza che aumenta e che
negli ultimi tempi diciamo è un po' inquieta.
Il gruppo che cura l'igienizzazione della Chiesa, secondo me si
sta un po' impoverendo ed io che sono anche l'economo della Parrocchia,
debbo riconoscere che questo
servizio ha consentito alla Parrocchia negli anni, di non incidere sul
bilancio parrocchiale e ha fatto risparmiare molti soldi, qualora fosse
necessario la Parrocchia se
ne farà carico. In questi anni la Parrocchia
ha risparmiato molti soldi (2000/3000 euro) grazie a coloro che
si sono dedicati alla pulizia della Chiesa.
Poi abbiamo il gruppo 'Celine', presente da due anni circa nei
nostri ambienti e che non
leggiamo immediatamente come parte integrante della vita pastorale della
Parrocchia però con serenità ognuno di noi può dire che nell'ambito
della Diocesi, è un riferimento
esemplare per tante testimonianze.
Ciò che conta è il cuore e allora
al di là delle motivazioni, ciò che conta è che si porti avanti
con amore poichè c'è tanta
gente che ha bisogno di sentirsi amata e
se vuole essere amata, sa che li c'è un gruppo che
ama e senza bisogno di creare
protocolli, rubriche perchè la Chiesa è cosi che cresce.
Nelle linee pastorali parliamo delle frontiere della carità che
aprono all'incontro con la
persona, al di là dell'appartenenza. Aprirsi all'amore verso tutti è una
condizione importante anche per farsi attraversare dal dolore, dalla
sofferenza contemplando lo sguardo
di chi vive ai margini,
ha perso la speranza, si sente emarginato e non accolto, questo
scrivevamo nel 2022. Adesso
siamo nel 2024, abbiamo ricevuto il documento del Vescovo e adesso la
norma è quello che ci dice il Vescovo sulla vita di carità e poi lo
rileggeremo e poi magari a settembre
lo modificheremo per come possiamo
ma sempre per avere un'idea,
per capire cosa stiamo facendo. Leggete cosa stiamo cercando di
fare, poi magari non sempre
lo facciamo, ma se noi
dobbiamo dire in che modo la
Parrocchia cammina è
guardando con piu attenzione
ai piu' emarginati anche se a volte non ci riusciamo. Anche il discorso
sulla distribuzione degli alimenti, noi cerchiamo di andare incontro
alle povertà e mai nessuno, mai, è stato mandato via perchè non
iscritto, non siamo il Banco degli alimenti, noi siamo la Caritas che si
apre al bisogno. Poi quelli che pensano di avere dei diritti devono
anche essere in regola con i doveri.
Adesso se voi ritenete, che
cosa secondo voi non funziona bene e in che modo possiamo
orientarlo diversamente, sempre guardando avanti?".
Si apre quindi il confronto, con alcuni interventi.
Ilaria, pulizie della Chiesa.
Ilaria ritiene che
pur essendo impegnate, nel servizio, meno persone, comunque viene
assicurato. Adesso nel periodo estivo tante lavorano e a volte
anche lei stessa è stata
impegnata nei turni al lavoro. Anche se in poche sono sempre
disponibili, a volte anche
se avvisate soltanto la sera prima. La difficoltà maggiore è che si fa
fatica ad aggregare altri volontari e alcuni
non han dato piu' la loro disponibilità perchè impegnate in altri
servizi in Parrocchia anche se il gruppo delle pulizie dobbiamo dire non
comporta una preparazione tipo riunioni
ed un impegno costante, continuo...
forse questo servizio non viene preso molto sul serio. Alcune
persone hanno poi dato la disponibilità, lavorando la mattina,
anche per il pomeriggio ma il problema principale è il non
riuscire ad aggregare.
Interviene don Cono affermando
che il lavoro che stiamo compiendo di rilettuta della Parrocchia,
è anche perchè c'è un po' di stanchezza e anche tra i Catechisti e nel
Coro, si avverte la difficolta di aggregare persone nuove. E una fase
cosi ed è un problema che riguarda tutti gli ambiti poi ognuno
chiaramente deve valutare le
proprie disponibilità.
Bianca, volontaria Mensa. Si
sofferma sulle relazioni in Parrocchia e sulla difficoltà di vivere
momenti di condivisione e di comunione soprattutto.
Esprime il bisogno di essere piu' uniti, cercando di evitare
protagonismi e costruendo, vivendo rapporti di maggiore fraternità e in
comunione.
Pina, referente dell'ambito Carità.
Secondo Pina il Centro di Ascolto dovrebbe lavorare anche con i
Delegati di quartiere ed i Ministri Straordinari, al fine di conoscere
le difficoltà e ove possibile intervenire, ad esempio ammalati, persone
sole. Bisognerebbe lavorare veramente in sinergia, in rete ed esprime il
suo sogno di andare nei quartieri magari anche solo ogni 15 gg
con un gruppo di persone. In merito al Centro di Ascolto, le
persone vengono ma soprattutto per gli alimenti, la ricerca di un
lavoro, di una casa ma
non sempre per
parlare dei loro problemi.
Gabriella, referente Quartiere San Guseppe. Noi delegati certo
organizzandoci potremo collaborare anche di piu', in fondo si tratta di
coordinarci e poi insieme tutto si può fare.
Riprende la parola don Cono ponendo a tutti
la domanda perchè invece di essere in Chiesa, come
Caritas siamo seduti
qui nel piazzale? Afferma che gli altri incontri sono stati fatti in
Chiesa attorno all'altare,
quindi la centralità della Parola, la centralità dell'Eucarestia mentre
per la Caritas si opera nell'ambiente e
siamo anche qui per
capire che noi attingiamo lì
però poi la nostra vita è dove viviamo. Occorre capire che la vita di
carità non è ad intra ma il problema vero è sempre fare i conti con le
risorse perchè l'impoverimento riguarda tutti. Per i Ministri
Straordinari della comunione si fa fatica a trovarne altri anche se non
è un impegno umanamene gravoso però evidentemente c'è una difficoltà.
Tornando a ciò che diceva Pina, pure il Centro di Ascolto afferma don
Cono è ancora alla ricerca
di una stabilità perchè finchè parliamo di accogliere chi viene è una
cosa e su questo ringraziando Dio stiamo riuscendo ad inquadrare questo
tipo di servizio ma quando poi parliamo di un lavoro
sul territorio, si fa fatica perchè dove sono le disponibilità?
Anche qui occorre leggerci e pur avendo tanti desideri, don Cono ricorda
che non siamo qui per
sognare, siamo per leggere
la realtà e vedere come perfezionarla quindi i primi problemi sono per
il Centro di Ascolto stabilizzare questo con delle
persone che si dedicano all'ascolto e poi abbiamo
bisogno di capire chi siamo. Per i Ministri Straordinari alcune
persone hanno delle difficoltà obiettive quindi occorrerà cercare altre
persone che possano dedicarsi a questo ministero perchè
indispensabile, gli ammalati hanno diritto almeno all'incontro
con Gesu'. Poi continuando, se si vuole
coniugare come si diceva prima, l'attenzione anche
sociale con le persone che non possono muoversi da casa,
è chiaro che ci vogliono altre disponibilità. C'è un altro
aspetto che in qualche modo dobbiamo leggere come importante, è
capire quale segmento, come selezionare ricordandoci che noi
siamo a Scalea e Scalea strutturalmente
è stata costruita come ambiente anonimo, quindi chi visita i
quartieri entra in ambienti che non conosce. In alcuni quartieri forse
nessuno di noi è mai entrato e forse in questo servizio occorre
una vocazione particolare. Noi distribuiamo il pane, cibo, alimenti
pronti alle famiglie e ci si
rivolge sempre a Pina perchè noi non abbiamo un gruppo che si può
dedicare a questo. Don Cono sottolinea che quando ha invitato tutti a
scegliere un solo ambito di servizio, è perchè non vuole che le nostre
famiglie vivano degli impoverimenti per colpa della Parrocchia. La sua
preoccupazione in questa fase è cosa togliere perchè siamo sovraesposti
come impegni, ci accorgiamo che tutti i gruppi sono un pò impoveriti, il
problema è cosa togliere o
come operare in modo diverso. Dall'inizio dell'anno afferma
io sto pensando ma non è facile perchè è sempre un impoverimento
ma evientemente è necessario.
Irma, Ministri Straordinari della Comunione. Vorrebbe parlare delle
visite agli ammalati che non riesce piu a fare perchè era un servizio
che condivideva con Giulia. E' un po' un cruccio perchè oggi non riesce
ad organizzarsi con nessuno anche perchè alcune famiglie
sono distanti. Riesce a spostarsi ma non per le visite agli
ammalati che anche don Cono invita a visitare. Rileva che
alcuni ammalati non
sempre chiamano o
fanno sapere le loro necessità.
Don
Cono ricorda che occorre leggere meglio la realtà, i nostri quartieri
sono anonimi, alcuni con problemi di emergenze anche sanitarie, Scalea è
tutta così. Invita poi i
Ministri a riunirsi per
sapere come andare avanti ricordando che a volte noi dobbiamo anche dare
conto ai familiari ed invita ad essere sereni segno della amore di Dio.
Rosita, Centro di Ascolto 'Dely'. Daccordo con Pina per il servizio nei
quartieri perchè le piacerebbe tanto ma facendo parte anche del Centro
di Ascolto diocesano, rileva
che mentre tra di noi al Centro diocesano,
c'è piu coinvolgimento, condivisione, scambio... al Centro qui in
Parrocchia non c'è, non
ritrova purtroppo questa
condivisione. Ne ha anche parlato con Pina e
pur facendo parte di un'altra Parrocchia, ove libera da altri
impegni, offre la propria disponibilità per essere contattata per
eventuali consegne, interventi
sul territorio.
Don
Cono sottolinea e come ha ripetutamente detto che
non ci sono turni di servizio ma tutti devono essere presenti
...sempre! Al Centro di Ascolto
chi può frequenta, perchè non si ha bisogno
di presenze ma del Centro di Ascolto!
Laura, Centro di Ascolto 'Dely'.
Rileva che a volte si parli soprattutto del fare, delle risorse
che mancano ma è pur vero che
in alcune occasioni si è cercato di vederci, lavorare
anche come ambito. C'è il rischio, afferma che all'interno
dell'ambito ognuno viaggi per conto proprio e non siamo riusciti ad
incontrarci anche per
confrontarci e crescere come persone che convidivono un servizio così
prezioso e delicato. Non sa se è un problema di formazione ma il
piu delle volte è piu un lavoro di ruoli e di cose da fare e non
sentiamo il bisogno di
confrontarci sulle motivazioni. Anche avere all'interno dell'ambito un
maggiore confronto, afferma
ci consentirebbe di pensare a degli interventi comuni e di lavorare
soprattutto in sinergia.
Stefania, Centro di Ascolto 'Dely'.
Stefania è impegnata ne servizio sia al Centro di Ascolto 'Dely'
che a quello diocesano. Si è
trovata in entrambi bene. Al Centro 'Dely'
afferma di essersi sentita
accolta e subito sentita una di loro anche se non sempre poi, per
motivi familiari, riusciva ad
essere disponibile.
Si è cercato sempre di fare tutto insieme e nella condivisione
ed anzi ammira tanto chi riesce con spirito di servizio ad
impegnarsi così tanto.
L'incontro si è concluso poi alle ore 20.30 circa, con la
preghiera.

