Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea
  
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Quaresima 2026

 

     La Quaresima deve essere vissuta come “il tempo in cui la Chiesa, con sollecitudine materna, ci invita a rimettere il mistero di Dio al centro della nostra vita, perché la nostra fede ritrovi slancio e il cuore non si disperda tra le inquietudini e le distrazioni di ogni giorno”.  L’itinerario quaresimale diventa “un’occasione propizia per prestare l’orecchio alla voce del Signore e rinnovare la decisione di seguire Cristo. Dobbiamo vivere e valorizzare:

-       La disponibilità all’Ascoltoè il primo segno con cui si manifesta il desiderio di entrare in relazione con l’altro. Il primo a mettersi in ascolto per entrare in relazione con l’uomo, è Dio stesso.

-       Digiunare, come pratica concreta che dispone ad accogliere la Parola. L’esercizio del digiuno Serve a discernere e ordinare gli ‘appetiti’, a mantenere vigile la fame e la sete di giustizia, sottraendola alla rassegnazione, istruendola perché si faccia preghiera e responsabilità verso il prossimo.

-       Insieme. Allo stesso modo, le nostre parrocchie, le famiglie, i gruppi ecclesiali e le comunità religiose sono chiamati a compiere in Quaresima un cammino condiviso, nel quale l’ascolto della Parola di Dio, come pure del grido dei poveri e della terra, diventi forma della vita comune e il digiuno sostenga un pentimento reale. (dal Messaggio di Papa Leone XIV) 

 

Mercoledì 18 febbraio Le Ceneri

Giorno, Astinenza e Digiuno

Dalle ore 8:00 alle ore 17:00 Giornata Eucaristica

Alle ore 18:00 Santa Messa con la imposizione delle Ceneri

 

Tutti i Venerdì la Via Crucis sarà celebrata alle ore 16:30 in Chiesa

 

Quartiere Cutura
Venerdì 27 febbraio Via Crucis ore 20.00 Domenica 1 marzo Animazione Santa Messa ore 11.00. Centro di Ascolto
Venerdì 6 marzo Quartiere Arenile
Via Crucis ore 20.00 - Domenica 8 marzo Animazione Santa Messa ore 11.00 

Centro di Ascolto
Quartiere Madonnina
Venerdì 13 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 15 marzo Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto

Quartiere San Giuseppe
Venerdì 20 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 22 marzo Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto
Lunedì  23, Martedì 24, Mercoledì 25 marzo dalle ore 8:00 alle ore 20:00 saranno celebrate le Quaranta Ore

Quartiere Calvario
Venerdì 27 marzo Via Crucis ore 20.00 - Domenica 29 Marzo Animazione Santa Messa ore 11.00 Centro di Ascolto

 

·         Domenica 15 marzo Tappa del Padre Nostro e Prima Confessione, tutto il giorno con i ragazzi Sorgente di Gioia

·         Giovedì 19 marzo Festa di San Giuseppe, Alle ore 18:00 durante la Santa Messa Rinnovo delle Promesse matrimoniali con le Famiglie

·         Domenica 26 aprile alle ore18:30 nel Salone Centro di Aggregazione Mons. Didona, Formazione Caritas per i Volontari       

27 marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Calvario

1. PRIMA STAZIONE: L’ULTIMA CENA DI GESÙ - MEDITAZIONE da Imitazione di Cristo (Libro II, cap. 11): “Gesù ha ora molti amatori del suo regno celeste, ma pochi che portino la sua croce. Ha molti che desiderano la sua consolazione, ma pochi che desiderano la sua tribolazione. Trova molti compagni di mensa, ma pochi del suo digiuno. Tutti desiderano godere con lui, ma pochi vogliono soffrire per lui. Molti seguono Gesù fino alla frazione del pane, ma pochi fino a bere il calice della passione. Molti venerano i suoi miracoli, ma pochi seguono l'ignominia della croce” . Quanto siamo disposti a seguire Gesù sulla via del Calvario?  

2. SECONDA STAZIONE: GESÙ NELL’ORTO DEL GETSEMANI - MEDITAZIONE:  Signore qui ricevi la prima ferita, quella che ha lasciato sul tuo volto le labbra di Giuda per tradirti. Forse tutte le altre ferite non ti hanno fatto male come questa,  la ferita di un bacio di un amico che mente. Insegnaci a perdonare come hai fatto tu con Giuda.

3. TERZA STAZIONE: GESÙ DAVANTI AL SINEDRIO - MEDITAZIONE: Gesù davanti  al Sinedrio sente il disprezzo della sua gente, avverte che quelli che lo guardano pensano “se l’è cercata”. Qualcuno forse vorrebbe aiutarlo, come Nicodemo, altri sono frenati dallo sguardo degli altri. Signore perdonaci se spesso non riconosciamo il tuo essere figlio di Dio e non aiutiamo gli altri nelle difficoltà e nelle accuse ingiuste non riconoscendoli nostri fratelli e figli di Dio.

4. QUARTA STAZIONE: GESÙ È INTERROGATO DA PILATO - MEDITAZIONE: Signore, tu muori già qui! Non saranno i chiodi, non saranno le cadute, né il colpo al cuore alla fine di tutto. Signore muori già qui! Basta quel “Crocifiggilo” , basta la condanna di coloro che conoscevi uno a uno e che amavi a farti morire dentro. La prigione, le catene, i flagelli, le cadute, la croce, i chiodi, la lancia uccideranno già un uomo morto. Signore, siamo morti dentro tante volte anche noi, quando una parola leggera ci ha condannato; quando ci hanno detto che avrebbero preferito “Barabba”, aiutaci a continuare la nostra via Crucis. 

5.  QUINTA STAZIONE: GESÙ VIENE FLAGELLATO - MEDITAZIONE: Gesù è percosso con pugni e calci e flagellato dai soldati. Quante volte anche noi ci sentiamo afflitti e cadiamo e queste nostre cadute “le conosciamo solo io e Te, Signore”. Preghiamo per tutti noi e per tutti coloro che sono vittime dei soprusi e delle violenze perché il Signore ci conceda la forza della fede per poterci rialzare e continuare ad amare come Lui ci ha insegnato.

6. SESTA STAZIONE: GESÙ VIENE CARICATO DELLA CROCE - MEDITAZIONE: Il peso della croce che Gesù prende sulle sue spalle è grande, ma ancora più grande è l’amore che ha. Gesù apre una nuova via, quella della croce e dell’amore che si dona:  “Chi non prende la sua croce e non viene dietro a me, non è degno di me. Chi cerca di conservare la sua vita la perderà; chi è pronto a sacrificare la propria vita per me, la ritroverà” (Mt 10, 38-39).

7. SETTIMA STAZIONE: IL CIRENEO AIUTA GESÙ - MEDITAZIONE: Simone di Cirene e Gesù sulla via del Calvario portano la stessa croce. Gesù condivide con noi la sua croce, come non abbracciarla ogni giorno nei nostri dolori? Ha condiviso con noi la sua croce fino a elevarci all’opera della sua salvezza. Chiediamo al Signore di aiutarci a portare la sua croce nella croce dell’altro, per portare meglio le nostre croci.

8. OTTAVA STAZIONE: GESÙ INCONTRA LE DONNE - MEDITAZIONE: Sulla via del Calvario Gesù incontra le donne.  Gesù incontra sua madre che lo cerca disperatamente. Maria aveva già vissuto con Giuseppe l’ansia della ricerca del proprio figlio, quando a Gerusalemme avevano perso Gesù dodicenne. Preghiamo per quelle madri e quei padri che cercano i loro figli fisicamente, che cercano di comprenderli nelle loro identità, per quei genitori che non trovano i loro i figli, per quei genitori che li perdono, a tutti loro, già ricchi di tanto amore, il Signore dia la forza e la fede nella speranza. Gesù incontra una donna, la Veronica, che terge il volto di Gesù, un gesto di amore per il prossimo. E Gesù le lascia  impresso sul panno il suo volto. Quanto siamo disposti ad aiutare chi notiamo in difficoltà e a vedere nel volto del prossimo quello di Gesù?  Riflettiamo su ciò che disse Gesù: “ogni volta che avete fatto queste cose a uno dei più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25,40). Gesù incontra le donne di Gerusalemme che piangono per lui. Preghiamo per tutti coloro che non capiscono le sofferenze degli altri e per tutti coloro che riescono a comprendere il dolore altrui, causato dalle cattiverie, dai soprusi e dalle violenze, affinché il loro esempio possa portarci a consolare le pene del prossimo.

9. NONA STAZIONE: GESÙ È SPOGLIATO DALLE VESTI - MEDITAZIONE: Spogliare Gesù delle proprie vesti è spogliarlo della propria dignità di uomo. Gesù è esausto, in silenzio e in totale abbandono. Preghiamo per tutti coloro che ingiustamente sono spogliati della propria dignità e del proprio onore, affinché nello scoraggiamento non perdano l’amore per Dio e per il prossimo.

10. DECIMA STAZIONE: GESÙ È CROCIFISSO - MEDITAZIONE: Se non so amare è perché non sto fermo lì, sotto la croce, mentre tu mi guardi, e mi dici: “ è per te”. Quelle mani, che tante volte mi hanno accarezzato, che mi hanno stretto, mentre perdevo l’equilibrio e mi hanno rialzato, ora sono inchiodate e immobili, ferme. Quei piedi, che tante volte hanno camminato con me, ora sono fissi alla croce con dei chiodi, paralizzati. Grazie, mio amato Gesù, per avermi insegnato che certe volte amare è restare inchiodato.

11. UNDICESIMA STAZIONE: GESÙ TRA I LADRONI - MEDITAZIONE: Signore, dei due ladroni uno solo ti chiede il Paradiso: eppure tu eri pronto a concederlo anche all’altro, se, pentito, te lo avesse chiesto. Siamo noi Signore l’altro peccatore, siamo noi a riconoscere le nostre colpe e a proclamare la tua innocenza, siamo noi a chiederti perdono.

12. DODICESIMA STAZIONE: GESÙ MUORE SULLA CROCE - MEDITAZIONE: Noi “stiamo” come te, Maria Maddalena,  ai piedi della croce. Tu non puoi salvarlo, come aveva fatto con te le pietre già pronte a lapidarti, o come quando ti eri messa a baciargli i piedi. Non puoi far nulla, puoi solo “stare”. Eppure ora che stai lì senza far nulla, Lui ti sta salvando e sta salvando noi.

13. TREDICESIMA STAZIONE: GESÙ È DEPOSTO DALLA CROCE - MEDITAZIONE: Signore, Giuseppe d’Arimatea quando ti tolse dalla croce, sicuramente ti abbracciò. Quando salì sulla scala a toglierti i chiodi dalle mani e dai piedi, il tuo sacratissimo corpo si posò sul suo e le tue braccia caddero su di lui, sulle sue spalle. E così ti consegnò a tua madre, che con quell’amore dovette mettersi a baciare ogni singola tua ferita. Preghiamo per quei genitori che, come Maria, abbracciano i loro figli per l’ultima volta e che devono lasciar andar via con dolore, perché strappati dal caso di un incidente, dalla malattia, da eventi tragici o perché hanno lasciato la vita perché oppressi interiormente dal loro essere.

14. QUATTORDICESIMA STAZIONE: GESÙ È SEPOLTO - MEDITAZIONE: Gesù ora sei nel sepolcro e tutti sono andati via.  Anch’io voglio baciare le tue piaghe, le tue ferite, una a una. A cominciare dalla prima: quella che ha lasciato sul tuo volto le labbra di Giuda per tradirti. Forse tutte le altre ferite non ti hanno fatto male come quella prima, la ferita di un bacio di un amico che mente. E poi tutte le altre: quelle dei flagelli, sulla schiena, quella delle spine sulla tua fronte, i lividi delle cadute sul tuo corpo, il segno del legno sulla spalla, le mani, i piedi e il costato aperto. Le Ferite dell’amore.

15. QUINDICESIMA STAZIONE: GESÙ RISORGE DALLA MORTE - MEDITAZIONE:  Signore tu risorgi e ci dai una speranza nuova. Sei morto e risorto per rimanere con noi. La via Crucis che abbiamo percorso ci ricorda il tuo amore per noi presente dall’ Ultima Cena, nel Sacramento vivo e sempre presente, all’altare del Calvario con la tua morte e fino alla Risurrezione.

20 marzo 2026 - Via Crucis Quartiere San Giuseppe

I STAZIONE - L’ultima cena è un momento straordinario. Gesù dona il proprio corpo e il proprio sangue per noi. Il pane e il vino diventano simboli di condivisione e di un amore che non conosce limiti. E’ un patto di grande amore, è un richiamo all’alleanza tra Dio e l’uomo. Gesù si mise a mensa con i dodici, sapeva che uno di loro l’avrebbe tradito ma nonostante ne fosse a conoscenza il suo atteggiamento non cambiò. Non manifestò rabbia e nel silenzio continuò ad amare. Tutto ciò ci porta a riflettere e a soffermarci sul non essere mai giudicanti, ad accettare con amore incondizionato le persone in difficoltà e soprattutto a saper sempre perdonare.

II STAZIONE - Spesso crediamo, che da credenti, non possiamo provare emozioni come angoscia e paura, invece abbiamo appena ascoltato un Gesù che trema e rende santa la nostra paura, non prova vergogna ma la condivide con i suoi amici. Anche noi giovani dovremmo capire che essere forti non significa nascondere le nostre debolezze. Gesù l’ha vissuto prima di noi. La preghiera ci accompagni sempre a superare le difficoltà.


III Stazione - << Presero Gesù >> In queste due parole che appaiono cosi semplici, c'è la storia dell'umanità intera. Ancora oggi i giusti gli umili e i fragili vengono oppressi, in nome degli uomini che si sentono al di sopra di tutto e tutti, e si riempiono la bocca di paroloni senza capire, che tutta l'umanità è chiamata a percorrere la via tracciata da Gesù, accettando diversità, contraddizioni e fragilità senza giudicare, ma impegnandosi con coraggio e umiltà a cercare la pace e l'armonia nel creato, ed essere misericordiosi e riconoscere la sovranità di Gesù Cristo.

IV STAZIONE - Pilato è il protagonista della presa di posizione nei confronti di Gesù e l 'invito è quello di scoprire che nel nostro cuore esiste Pilato, c'è Pilato. Signore Gesù, davanti all'indifferenza di chi cerca il potere e alla paura di chi teme la folla, Tu rimani fermo nella Verità, aiutaci a non scendere a compromessi, fa che riconosciamo il Tuo Regno, che non è basato sulla forza ma sull'amore, sulla verità e quando ci sentiamo smarriti, come Pilato di fronte alle grandi domande, dacci la grazia di ascoltare la Tua voce, l'unica che libera veramente.

V STAZIONE - Gesù coronato di spine e flagellato, è il volto sofferente dell’amore che non si arrende. Parte per il suo ultimo viaggio terreno con un bagaglio difficile da portare: una corona di spine e una pesante croce di legno. Quella croce che si carica sulle spalle, rappresenta tutte le sofferenze del mondo. condividendo la sorte di tutti coloro che soffrono.

VI STAZIONE - O Signore tu hai scelto di stare dalla parte dei vinti, dalla parte degli umiliati e dei condannati, noi non sempre riusciamo a prendere coraggiosamente posizione per difendere i deboli, non riusciamo a comprendere, accettare e perdonare con amore gli errori e le debolezze degli altri. A volte anche noi ci sentiamo condannati, quando veniamo ingiustamente accusati, quando veniamo emarginati, quando non ci sentiamo compresi o ancora peggio, non ci sentiamo amati.

VII STAZIONE - Questa stazione ci fa riflettere su una realtà della vita: spesso anche noi incontriamo “croci” che non abbiamo scelto. A volte sono difficoltà, responsabilità o sofferenze che arrivano all’improvviso. Come Simone, possiamo sentirci costretti o impreparati. Tuttavia, proprio in quei momenti possiamo scoprire il valore dell’aiuto reciproco e soprattutto di Dio.

VIII Stazione - Durante il cammino che conduce il Signore Gesu’ all’incontro con la Croce, rivolgendosi alle donne che piangono per le sofferenze che Lui sta vivendo, quasi le rimprovera, le mette in guardia e nello stesso tempo mette in guardia ciascuno di noi. Lui sa che quello che sta subendo dagli uomini fa parte di un progetto di salvezza dell’umanità dal peccato, sa’ che dopo la Sua crocifissione e morte, lo attende la resurrezione. Le donne, che rappresentano noi tutti, devono e dobbiamo affrontare la nostra vita, le prove che questa pone nel nostro cammino consapevoli del nostro comportamento, non possiamo fare quello che ci va, con indifferenza di quello che ci attende; possiamo scegliere liberamente tra il bene e il male, se pensare soltanto a noi stessi con egoismo o saper cogliere le sofferenze che vive il nostro prossimo, non solo a parole ma con atti concreti, anche semplici che per chi li riceve invece contano tanto. Come Gesù Cristo è stato sottoposto ad un giudizio da innocente, lo saremo soprattutto noi uomini che davanti a Dio dovremo renderconto del nostro operato, dei nostri peccati. Gesu’ ci sprona a riflettere, a fare un esame di coscienza, per poter riprendere la via giusta, quella che Lui ci indica, l’unica che porta alla nostra salvezza.

IX Stazione - Che la "passione" di Gesù possa essere il grande esempio di sofferenza umana Per Noi. Riflettiamo sul significato della Croce portata con dolore da chi è venuto al mondo per la salvezza eterna. Che la Croce portata da Gesù possa aiutare ognuno di noi a sopportare e supportare le croci che abbiamo nella vita.

X Stazione - Inchiodato sulla Croce. Gesù viene”gettato “ sulla Croce “, tra lancinanti dolori rimase in silenzio. Egli ha sofferto con pazienza e ha sofferto per tutti noi. Noi uomini, esseri umani, invece ci lamentiamo sempre. Gesù caro fragellami, io mi affido a te e alla Tua santa volontà

XI Stazione - Quante volte, anche oggi, l'umanità continua a piantare chiodi nei corpi feriti dalla guerra, nelle città distrutte,nei cuori induriti dalla vendetta. La violenza sembra sempre più forte dell'amore eppure, proprio su quella croce, Gesù pronuncia parole che nessuno si aspetta: Padre perdona loro! Il perdono entra nella storia come forza più grande dell'odio. Signore Gesù disarma il cuore dell'uomo e insegnaci la forza del perdono.

XII Stazione - Guardo la Croce e vedo un uomo che muore, che perdona. Non è un mistero di forza e di giustizia ma un mistero di compassione e di amore. La Croce lascia ad ognuno di noi il bene, la certezza dell'amore di Dio per noi. Maria e le altre donne sotto la Croce ...questa sera vogliamo seguire Gesu' sulla via della Croce con i passi di queste donne. Come te ogni giorno muoiono tante donne e tanti uomini, fratelli e sorelle, trafitti dalla lancia dell'indifferenza, li affidiamo a te perché tu li tenga stretti alla tua destra.

XIII Stazione - GESU' VIENE DEPOSTO DALLA CROCE E CONSEGNATO A SUA MADRE. CONTEMPLIAMO IL VOLTO AFFLITTO DI MARIA CHE ABBRACCIA IL FIGLIO MORTO. POVERA MADRE, QUANTO DOLORE!
POVERO GESU' CCOME TI HA RIDOTTO LA MALVAGITA' DEL TUO POPOLO. TUTTO E' COMPIUTO, ANCHE LA VOLONTA' DEGLI UOMINI E' STATA FATTA. QUESTA APPARENTE SCONFITTA CI INVITA A RIFLETTERE SULL'AMORE DI CRISTO E A SCOPRIRE I VERO DISEGNO DI DIO, FINALIZZATO ALLA NOSTRA SALVEZZA. RICORRIAMO A MARIA NEI MOMENTI DI DOLORE ED ELLA SAPRA' CONSOLARCI. MARIA, MADRE NOSTRA TU ABBRACCI OGNI FIGLIO SOFFERENTE E CONSOLI IL DOLORE E LO STRAZIO DI OGNI MAMMA DEL MONDO. UNIAMOCI QUINDI, ALLA PASSIONE DI CRISTO COSI OGNI SOFFERENZA DIVENTERA' PIU' LEGGERA E SI ACCETTERA' CON PIU' RASSEGNAZIONE. MEDITARE SULLA PASSIONE DI CRISTO SIGNIFICA NON ALLONTANARSI PIU' DA LUI; USCIRE DAL NOSTRO EGOISMO, DALLA NOSTRA SOFFERENZA E ACCORGERSI DEGLI ALTRI; RIFIUTARE OGNI FORMA DI ODIO E DI RIVINCITA. CEDERE O SOTTOMETTERSI NON E' SEGNO DI DEBOLEZZA MA, DI GRANDEZZA.
L'ODIO NON SI VINCE CON L'ODIO MA CON L'AMORE E LA PACE "NON BISOGNA FARE GRANDI COSE MA POCHE COSE CON GRANDE AMORE", (MADRE TERESA DI CALCUTTA).
FA’ O SIGNORE CHE POSSA INCONTRARTI E RICONOSCERTI IN OGNI PERSONA AMMALATA, POVERA, BISOGNOSA, EMARGINATA, MOLESTA E ARROGANTE. AUMENTA LA NOSTRA FEDE E FA' CHE POSSA SFORZARMI AD AGIRE COME VUOI TU, NELL'INTENTO DI SERVIRTI AFFINCHE IL TUO SACRIFICIO NON RESTI VANO.

XIV Stazione - LA SEPOLTURA DI GESU' E' IL MOMENTO DELL'ULTIMO SGUARDO DELLA MADONNA AL CORPO MARTORIATO DI SUO FIGLIO. I SUOI CROCIFISSORI CREDONO DI ESSERSI LIBERATI DI LUI DEFINITIVAMENTE. STOLTI! NON SANNO CHE DAL PIU' GLORIOSO SEPOLCRO DELLA STORIA SI SAREBBE SPRIGIONATA UNA LUCE MISTERIOSA: "E' LA LUCE CHE SI RIVERSA SU TUTTE LE TOMBE UMANE, DOVE LE MISTICHE MEBRA DI CRISTO, PURIFICATE DALLA GRANDE TRIBOLAZIONE DELLA VITA, ATTENDONO, DOPO MORTE, NELL'UMILIOZIONE DEL SEPOLCRO, LA RESURREZIONE FINALE E LA VITA CHE NON AVRA' FINE", (DALLA VIA CRUCIS SECONDO LA SINDONE). GESU', LA TUA MISSIONE E' COMPIUTA. LE TUE SOFFERENZE E IL TUO AMORE CI HANNO RICONCILIATI COL NOSTRO DIVIN PADRE. TI RINGRAZIAMO PER AVERCI LASCIATO I SEGNI DELLE ATROCITA' SUBITE PER LA NOSTRA REDENZIONE SULLA SANTA SINDONE DI TORINO: IL LENZUOLO IN CUI FU AVVOLTO IL TUO CORPO PER LA SEPOLTURA. GESU', RAFFORZA LA NOSTRA FEDE IN TE. APRI LA NOSTRA MENTE E IL NOSTRO CUORE AL TUO AMORE, ALLA TUA PAROLA E SOPRATTUTTO DONACI LA VIRTU' DI AMARE I POVERI, GLI AMMALATI, TUTTI COLORO CHE SOFFRONO VIOLENZE DI OGNI GENERE E DI NON ALZARE MAI IL DITO VERSO CHI SBAGLIA. VERGINE MARIA, RICORRIAMO ANCHE A TE, PERCHE' GRAZIE ALLA TUA INTERCESSIONE PRESSO DIO CI PERMETTI DI UNIRCI A LUI, PORTANDO AVANTI LA SUA OPERA DI AMORE E DI PACE, QUELLA PACE CHE SOLO DIO PUO DARE.

XV stazione - Siamo arrivati all'ultima stazione di questa Via Crucis; Essa rappresenta Gesù che risorge da morte, la tomba vuota e l'annuncio dell'angelo alle donne e ci regala la speranza. Abbiamo percorso la via del calvario insieme a Gesu' camminando e ripensando insieme a lui al percorso della nostra vita; abbiamo ripensato insieme a Lui al peso delle nostre sofferenze, delle nostre insoddisfazioni, delle delusioni, in un cammino che ognuno di noi è chiamato a compiere, accompagnati dalla consapevolezza che alla fine della salita ci attende la speranza. Il cammino della Via Crucis dovrebbe rappresentare per ognuno di noi un profondo percorso spirituale di cambiamento, trasformando il cammino verso il Calvario in un'esperienza interiore di conversione e avvicinamento a Dio. Ma mi chiedo, quale significato ha veramente questo percorso nella nostra vita? Siamo veramente riusciti a cogliere l'opportunità di un cambiamento, passando dall'indifferenza alla partecipazione emotiva e spirituale verso le persone che ci circondano? Riusciremo d'ora in avanti, a riconoscere e condividere il crocifisso nelle persone sofferenti che incontreremo ? Riusciremo a trasformare l'evocazione storica di duemila anni fa in una vera esperienza di fede e di carita' nella nostra vita di donne e uomini del 2026? Solo se riusciamo a cogliere dentro di noi questa rivoluzione interiore, questa esperienza non rappresenterà solo una devozione triste, una "notte" di tormenti e sofferenza, ma si trasformera' in una "notte d'amore", dove la vita vince la morte e ci riempie di speranza per una vera Pasqua di
Resurrezione.

13 Marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Madonnina

PRIMA STAZIONE - L’ultima cena è l’inizio della Passione di Nostro Signore: Gesù si offre a noi, donandoci il suo corpo ed il suo sangue, per redimerci dai nostri peccati. Nella sua vita terrena ha conosciuto la crudeltà degli uomini, ma ha sempre risposto con l’amore e caricandosi di tutti i nostri peccati. Durante l’ultima cena Gesù lascia ai suoi il comandamento dell’amore: “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi” Questa è la legge che dobbiamo imparare a seguire per diventare membri del Regno di Dio.

SECONDA STAZIONE - La tristezza e la paura che avvolse Nostro Signore, descrivono come l’umanità non riesce ad affidarsi facilmente a Dio, nei momenti difficili della vita. Nostro Signore ci insegna come solo seguendo la volontà di Dio, potremmo trovare il suo Amore Eterno.

TERZA STAZIONE - Gesù viene arrestato, i discepoli spaventati scappano lasciandolo solo ad affrontare il suo destino. Gesù è solo davanti al Sinedrio, di fronte alle accuse avvolte tace e altre volte parla con dignità e pacatezza. Intorno a lui ci sono le persone che lo vogliono condannare a morte, e quando il Sommo Sacerdote gli chiede se è o no il Figlio di Dio, egli non si Nasconde e lo dichiara con fermezza di fronte alla folla, firmando così la sua condanna a morte.

QUARTA STAZIONE - Pilato è un uomo impaurito, che non cerca la verità; Lui ha il potere di condannare a morte Gesù o di poterlo salvare. Lo prende in giro chiamandolo “Re dei Giudei” e lo consegna al popolo, il quale lo condanna alla Crocifissione, così facendo Pilato se ne lava le mani, sapendo in cuor suo che comunque Gesù è innocente. Pilato rappresenta tutti gli uomini di potere che non si preoccupano della giustizia indipendentemente dalle decisioni prese, con la consapevolezza che avvolte ci sia la possibilità di voltare le spalle agli innocenti.

QUINTA STAZIONE - Gesù viene flagellato, la sua carne viene lacerata e viene sottoposto ad indicibili sofferenze. Gesù offre il suo corpo ed il suo sangue con la coronazione di spine e con la sua crocifissione. Ancora oggi continua a soffrire, quando gli uomini perseguitano donne e bambini con abusi e violenze, quando le guerre tra etnie distruggono popolazioni violando tutti i diritti degli uomini. Preghiamo affinché il mondo non debba piangere altre vittime dell’odio e della violenza, affidandoci alla Vergine Maria affinché rivolga su di noi il suo sguardo materno.

SESTA STAZIONE - Una donna, di nome Veronica, si fa strada tra la folla; porta un lino bianco ripiegato, con il quale pulisce devotamente il viso di Gesù. Il Signore lascia impresso il suo Santo Volto sulle tre parti del velo. Il volto amato di Gesù, che aveva sorriso ai bambini e parlato con amore alla folla, con le sue parabole ed i suoi insegnamenti, ora è come nascosto dal dolore. Ma questo dolore è la nostra purificazione; il sudore e il sangue che offuscano e sfigurano le sue fattezze, sono la nostra pulizia. Signore, fa' che tutti noi con la penitenza, riusciamo a far cadere la triste maschera che indossiamo per colpa dei nostri peccati.

SETTIMA STAZIONE - Durante il cammino della nostra vita, ognuno di noi affronta problemi, dolori, sofferenze, caricandosi la propria Croce sulle spalle. Solo la Fede In Dio può aiutarci ad affrontare tutto ciò, anche nei momenti più bui, non dobbiamo perdere la fede, ricordandoci che Gesù nella sua sofferenza, ha avuto un momento di conforto, di aiuto… il Cireneo si caricò della sua Croce. Ognuno di noi deve affrontare e accettare il disegno divino destinato, ma allo stesso tempo bisogna essere sempre pronti ad aiutare i nostri fratelli di comunità, ricordandoci che solo con l’amore verso il prossimo e verso la vita, si possono affrontare i problemi e di conseguenza si può alleggerire il peso della Croce.

OTTAVA STAZIONE - Fra la gente che osserva il passaggio di Gesù con la sua Croce, ci sono alcune donne che scoppiano in lacrime, sono le Pie Donne che ricordavano le giornate gloriose di Gesù, quando tutti lo accoglievano ed ascoltavano i suoi insegnamenti. Ma il Signore vuole dirigere questo pianto verso un motivo più soprannaturale, e le invita a piangere per i peccati che sono la causa della Passione e che attireranno il rigore della giustizia divina, infatti si rivolge a loro dicendo: Figlie di Gerusalemme. non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli… Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?  Dobbiamo concentrarci sulla crudeltà che gli uomini riservano non solo sui loro simili, ma anche su loro stessi, nel momento in cui perdono la strada della redenzione, peccando e rinnegando il Signore.

NONA STAZIONE - Gesù viene spogliato delle sue vesti, della sua dignità; non rappresenta più nessuno agli occhi del mondo. E’ solo un corpo da calpestare, da violare in balia della folla che lo denigra e lo ferisce. In Gesù innocente, che viene spogliato e torturato, riconosciamo tutti i nostri fratelli che soffrono per i loro diritti violati. Dio nostro Padre, rendici capaci a non mancare di rispetto alla dignità personale di chi ci sta accanto, in nome della nostra presunta libertà ferendo quella altrui. Dacci la forza di avvicinarci, alle persone bisognose e di vedere nei loro volti, il tuo volto.

DECIMA STAZIONE - Quando il Signore giunge al Calvario, gli danno da bere del vino mescolato con fiele, come narcotico, per attutire un po' il dolore della crocifissione. Ma Gesù, dopo averlo assaggiato per ringraziare del pietoso servizio, non ha voluto berlo. Si consegna alla morte con la piena libertà dell'Amore. I carnefici prendono le sue vesti e le dividono in quattro parti. È lo spogliamento, la povertà più assoluta. Non è restato nulla al Signore, eccetto un legno. Per giungere a Dio, la via è Cristo; ma Cristo è sulla Croce, e per salire sulla Croce bisogna avere il cuore libero, distaccato dalle cose della terra.

UNDICESIMA STAZIONE - Signore Gesù, Figlio di dio, oggi ti contempliamo Crocifisso, sospeso tra Cielo e terra, con le braccia spalancate e il cuore trafitto dall’amore infinito. Ogni chiodo che penetra le tue mani e i tuoi piedi, ogni colpo della flagellazione, ogni parola di dolore e silenzio ci parla di un amore così grande che supera ogni comprensione umana. In te vediamo il peso del nostro peccato, la durezza dell’ingiustizia, la sofferenza del mondo e l’abbandono che avvolte anche i più vicini possono infliggere.

DODICESIMA STAZIONE - Gesù muore, le persone l’hanno condannato a morte, hanno visto la sua sofferenza con la Flagellazione e la Crocifissione, non avendo nessun risentimento ad aver condannato a morte un innocente. Quante volte noi nella vita di tutti i giorni voltiamo le spalle e lo sguardo altrove, non rendendoci conto del dolore e della sofferenza che ci circonda. Gesù da sopra la croce anche se sofferente, ci invita ad aiutare ed assistere chi soffre fino alla morte, perché è lì che Gesù ci ha mostrato e ci mostra il suo Amore Infinito.  Prima di morire sulla Croce, Gesù chiede a Maria sua Madre di accogliere come suo figlio non solo Giovanni, ma anche tutti noi, mostrando a tutti il suo Cuore Immacolato, Infinita Misericordia.

TREDICESIMA STAZIONE - Gesù viene deposto dalla croce e consegnato alla Madre, Maria, che lo accoglie tra le sue braccia per un ultimo abbraccio, con dolore ma anche con fede, dopo averlo accompagnato fin sotto la Croce. Preghiamo per chi soffre. Per gli ammalati, affinché, per mezzo della fede, trovino coraggio e conforto e sentano la presenza di Cristo nelle ore più difficili; per chi vive una sofferenza interiore, dei momenti di solitudine, affinché non siano preda della depressione e trovino sostegno nella tua parola; per chi soffre per la guerra, per chi è vittima di ingiustizie, affinché trovino speranza e dignità

QUATTORDICESIMA STAZIONE - Gesù è deposto nel Sepolcro e il suo corpo viene adagiato in una tomba nuova da Giuseppe D’Arimatea, chiuso con una pietra come se tutto fosse finito e nel mondo avessero vinto le persone malvagie.  Egli ha concluso la missione affidatagli dal Padre. Molte volte nella nostra vita pensiamo non ci sia più un futuro abbiamo paura di guardare avanti. Ed è allora che dobbiamo sentire la voce di Maria e pregarla affinché ci prenda per mano e ci guidi verso la luce rappresentata dalla Pasqua.

QUINDICESIMA STAZIONE -Gesù risorge, dopo tanta sofferenza, e si manifesta alla Madre, alle pie donne, ai suoi discepoli e a tutti coloro che in vita hanno creduto in lui e nei suoi insegnamenti. E li hai guariti dei loro peccati! Grazie, Gesù, per le parole “Pace a voi! Non temete, sono proprio io, toccatemi e guardate: un fantasma non ha carne e ossa come io ho!” Fa che possiamo vivere la fede pasquale, rinnovata, risorta, viva. Gesù donaci la grazia di poter diffondere la tua parola, come tuoi nuovi discepoli. Potendo così dire che il Mio Dio è vivo, io L’ho visto.

6 Marzo 2026 - Via Crucis Quartiere Arenile

Prima stazione: Signore, fa’ che questa Via Crucis possa aiutare ognuno di noi a portare il peso delle proprie tribolazioni, insoddisfazioni e delusioni per compiere insieme a Cristo un percorso che, anche se passa attraverso le sofferenze, porta alla gioia della Resurrezione.

Seconda Stazione: Gesù ci sfida a guardare oltre noi stessi e ci ricorda che, anche nei momenti più oscuri, Egli è con noi, offrendoci la sua grazia per andare avanti. Gesù ha portato la croce per amore dell'umanità, anche noi siamo chiamati a essere compassionevoli e solidali, in un mondo, che spesso sembra essere indifferente al dolore causato dai conflitti armati, dalle crisi umanitarie, dai naufraghi nel Mediterraneo, dai disastri naturali e climatici. Tutti abbiamo i nostri getsemani, ognuno di noi nel corso della propria vita, affronta momenti di angoscia, sofferenza e solitudine, ma bisogna rialzarsi con speranza, la speranza cristiana è la certezza che Dio è con noi.

Terza stazione: A volte anche noi restiamo in silenzio davanti alle debolezze che ci circondano, facciamo fatica a rialzarci, pensiamo di essere soli. Ma Gesù ci insegna che non dobbiamo arrenderci mai e come ha fatto lui portando la croce per la nostra salvezza, così anche noi non dobbiamo avere paura di portare la nostra croce ogni giorno con amore guardando avanti con la speranza sempre che Gesù è lì che cammina con noi.


Quarta Stazione: Gesù è davanti a Pilato e ancora prima di parlare è già giudicato. Voci sospetti intorno a lui, ma nessuno è interessato a conoscere la verità. A volte, capita anche a noi, ci fermiamo alla prima impressione, a quello che hanno riferito altri senza conoscere, senza domandare. Gesù ha il volto di chi è vittima di pregiudizi, di tutti coloro che sono giudicati e condannati, senza essere ascoltati. Anche noi, come Pilato, rischiamo di non vedere il bene e la presenza di Dio davanti a noi.  Signore liberaci dai pregiudizi, fa’ che, prima di parlare impariamo ad ascoltare, a comprendere, ad amare, per essere capaci di riconoscere e accogliere la verità.

Quinta Stazione: Signore, per l’ingiustizia, la cattiveria, l’indifferenza e quella corona di spine che ti posero sul capo, sono le spine che ognuno di noi si porta dentro di sé, di fronte ai problemi degli altri, voltiamo le spalle.. facciamo come Pilato, ci laviamo le mani. Aiutaci a cambiare in questo cammino di quaresima, cammino di conversione, trasforma i nostri cuori rendendoli più buoni verso il prossimo. Per tanti giovani che non riescono a trovare un lavoro aspettando l’estate per poterlo fare, magari lo fanno ma sono sfruttati dall’egoismo del denaro. Noi speriamo nel tuo amore che vince su tutto.

Sesta Stazione:
Fare il bene non sempre apre alla riconoscenza, alcune volte genera invidia e altre volte come è accaduto a Gesù alla contrapposizione e anche al desiderio di morte. Farsi carico delle tante croci che abitano nei cuori dei fedeli è la vocazione alla quale dobbiamo cercare di corrispondere sempre con amore. Nella vita, ci sono tanti interessi e non sempre sono orientati all’accoglienza e alla gioia di essere un dono per gli altri. Anche per questo coloro che vivono mettendo al centro se stessi, guardano con sospetto coloro che ritengono opportuno donarsi gratuitamente agli altri. Donaci Signore di essere sempre segno del Tuo amore, anche quando sembra non opportuno o quando comporta contrarietà e disprezzo.


Settima Stazione: Signore, stremato dalla fatica, quanto pesava quella croce sulle tue spalle, forse ti guardavi attorno cercando un volto amico che ti avrebbe aiutato, ma non c'era nessuno, quanto pesa la solitudine nella sofferenza. Allora i soldati fermarono un uomo, Simone di Cirene, e lo caricarono di quel legno. Non era nei suoi programmi, non era una sua scelta, ma si mise in cammino. Anche a noi capita di dover portare la croce in maniera inaspettata, così ci assale la paura e lo sconforto, e vorremmo qualcuno accanto che ci aiuti. Serve vicinanza e condivisione, soprattutto nelle famiglie, ma anche nel quartiere per una malattia, un disagio economico un anziano solo. A volte ci incrociamo sempre di fretta eppure basta un gesto, un po' di tempo da dedicare all'altro per diventare Cirenei. Signore, insegnaci a camminare insieme con cuore aperto e disponibile.

Ottava Stazione: Gesù, di fronte al pianto delle donne di Gerusalemme, non chiede compassione per sé, ma invita alla conversione e a riflettere sulle proprie scelte.
Insegna che, anche nelle prove più dure siamo sempre liberi di scegliere se chiuderci nella paura oppure lasciarci trasformare dall’amore. La croce non è solo sofferenza, è l’inizio di un amore più grande e Gesù ci invita a lasciare che la croce entri nella nostra vita e ci renda capaci ad amare di più.

Nona stazione: Signore Gesù, ti chiediamo perdono, se non comprendiamo le sofferenze che hai subito per noi, aiutaci a rispettarti e amarti. Signore Gesù, che tanto ci hai amato e ci ami, fa’ che la tua volontà sia la nostra volontà, concedici di cercarla, conoscerla e attuarla nella nostra vita.

Decima Stazione: La sofferenza di Gesù non è solo fisica: è solitudine, derisione, rifiuto. Quanti insulti e quante umiliazioni ha ricevuto, ma non scende dalla croce per difendersi, non risponde alle provocazioni. Muore per salvarci, rivelando il suo amore infinito. La croce ci rivela un Dio che non elimina il dolore magicamente, ma lo attraversa con noi. E noi, quando ci sentiamo derisi, o feriti, restiamo nell’amore o scendiamo dalla croce? Signore Gesù, che hai accettato la croce e gli insulti, cammina nelle strade dei nostri quartieri, resta accanto a chi è solo, a chi fatica, a chi ha il cuore ferito. Insegnaci, a non deridere ma a comprendere, a non chiuderci ma ad amare, a restare fedeli anche quando è duro e difficile.

Undicesima Stazione: Gesù non muore isolato, ma tra due condannati, come un malfattore tra malfattori. Questo mostra che Egli si è fatto carico della colpa dell’umanità.  Sulla croce, Cristo divide la storia e i cuori: i due ladroni rappresentano le due possibili risposte dell’uomo davanti al dolore e a Dio. Il cattivo ladrone incarna l’ostinazione nel peccato e l’incapacità di riconoscere il proprio bisogno di salvezza. Il buon ladrone, invece, rappresenta la conversione e la fede: riconosce la propria colpa, l’innocenza di Gesù e ne proclama la regalità. Gesù ci insegna che non è mai troppo tardi per il perdono: il Regno di Dio è aperto a chi riconosce la propria fragilità e si affida alla misericordia, trasformando la croce da strumento di morte a porta del Paradiso.

Dodicesima Stazione: Gesù è sulla croce. Il suo corpo è stanco, ferito, consumato dal dolore. Fustigato! Prima della crocifissione. Il tuo grido, Gesù, è forte e straziante: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Perché tanto dolore? Perché tanta ingiustizia? Gesù muore in un silenzio pieno d'amore. Il patibolo di Gesù lo abbiamo costruito noi, con i nostri peccati. Il peccato pesa, distrugge e fa male. La passione di Gesù è anche la passione di Maria. Cristo è stato trafitto nel corpo, la mamma nel cuore. Le piaghe di Cristo bruciano nel cuore di Maria, che sente nella propria carne le ferite di suo figlio. Il calice amaro l'hanno bevuto insieme sino in fondo. Maria, la madre coraggiosa, non fugge, ma soffre e porta la croce con la stessa mansuetudine del figlio. Abbracciando il figlio Maria sente lo strazio di tutte le mamme del mondo, la mamma dei tanti giovani volati in cielo, la mamma dei figli vittimi della droga, la mamma dei tanti bambini vittime della fame, della guerra. La mamma che non sa dove andare a piangere il proprio figlio. La mamma dei carcerati. La mamma abbandonata ed offesa dai propri figli. Insegnaci, Maria, ad amare come ci hai amati. Signore Gesù, noi ti ringraziamo della tua morte, con essa ci hai donato la vita.

Tredicesima Stazione: La storia del bene si misura con le azioni. Chiedere il corpo di Gesù vuol dire, non abbandonarlo a mani che lo hanno perseguitato. Il bene lo si ama sempre, anche se non lo tocchi. E Gesù per noi cristiani è rimasto il bene da custodire sempre. Con gli esempi, con la testimonianza, e con la preghiera.

Quattordicesima Stazione: La Bellezza della Verità, la verità di noi, con i nostri "limiti"...limiti che ci rendono Unici e Irripetibili, che fanno di noi un capolavoro, perché non c'è nient'altro uguale a noi ! Non c'è bisogno di essere persone diverse da quello che siamo per essere degne di amore. È in quel momento che avviene quella riconciliazione con la verità della vita, la Bellezza di quella verità che c'è in fondo ad ognuno di noi e che consente di renderci conto che, in ognuno di noi, non c'è il buio o il vuoto, ma c'è un tesoro nascosto.

Quindicesima Stazione: Con la Via Crucis abbiamo seguito il cammino di amore, sacrificio e dolore di Cristo. Nella resurrezione, il dolore della morte rappresentato dal sepolcro, si trasforma in gioia per la vita eterna che sconfigge il peccato e la morte. Questa stazione ci fa capire che Gesù ci accompagnerà non dalla nascita alla morte, ma dalla nascita alla risurrezione per una vita eterna in un mondo migliore. La tomba vuota rappresenta la conferma che Gesù è ancora vivo in mezzo a noi e così chi crede in Dio non morirà mai. Celebriamo la tua e la nostra Pasqua. Il tuo sangue ha lavato le nostre colpe. La vita ha vinto la morte.
Gesù risorto sei la nostra vita.

Venerdì 27 febbraio - Via Crucis nel Quartiere Cutura

Prima Stazione - Che tesoro grande che ci hai lasciato Signore, ti sei donato a noi nell'umiltà di un pane spezzato. L'Eucarestia, che ci permette di incontrarti e custodirti nel cuore. Noi ci affidiamo a te e in te confidiamo. Nel grande comandamento dell'amore ci insegni che siamo tutti fratelli, e che dobbiamo amarci l'un l'altro come tu ci chiedi.

Seconda Stazione - Padre, tutto è possibile a te… sembrano semplici le tue parole Signore. In Realtà ogni giorno corriamo e ci affanniamo per far andare le cose come vogliamo, ma se ci soffermiamo un attimo, ci rendiamo conto di quanto è faticoso e frustrante non arrivare, non riuscire perché pensiamo di dovercela fare solo con le nostre forze, mentre invece abbandonarsi completamente nelle mani di Dio e porre totale fiducia in lui, affidandogli la nostra vita e quella dei nostri cari è una sensazione di tale leggerezza e di piena consapevolezza di non essere soli.

Terza Stazione - Signore Gesù, ingiustamente accusato, hai scelto il silenzio e la fedeltà al Padre. Anche noi, quando siamo fraintesi o giudicati, reagiamo con orgoglio e durezza. Insegnaci la forza mite della verità, la dignità che non ha bisogno di gridare. Liberaci dalla fretta di condannare, donaci uno Sguardo capace di comprendere, un cuore che sa restare saldo nel Bene anche quando costa.

Quarta Stazione - Signore Gesù, ti affidiamo tutti i giovani del nostro tempo, soprattutto quelli che non riescono a trovare un senso da affidare alla propria vita e vagano senza una meta, smarriti e sentendosi costantemente inadeguati. Quando il futuro appare confuso e le proprie aspettative deluse diventano un peso, dona loro la Luce per scegliere, il coraggio per rialzarsi dopo ogni caduta, la fiducia per credere nel proprio valore. Sostieni le loro famiglie donando loro la pazienza di comprenderli, la forza quando si sentono impotenti e la speranza quando il cammino diventa tortuoso. Aiutale ad essere presenza discreta e amore fedele per i propri figli, coraggiosi nella scelta del supporto e non del giudizio.

Quinta Stazione - Lo incoronarono, ma con una corona di spine, gli offrirono un trono ma il trono della croce, del Golgota, la folla lo acclamò, ma con fare ironico e deridente. A volte con le nostre azioni, contrarie alla Sua volontà, anche noi ci identifichiamo in quella folla delirante. Anche noi, con le nostre debolezze incoroniamo Gesù con una corona di spine e di dolori. Anche noi come quel popolo, alla manifestazione del Suo amore, rispondiamo ripudiandolo e flagellandolo. Ti contemplo o mio Signore flagellato, incoronato di spine e rivestito di porpora, mentre Pilato ti presenta alla folla dicendo: "Ecco l'uomo".  In quella corona di spine vedo i miei pensieri a volte confusi, in quel mantello i miei falsi trionfi, in quelle ferite la mia presunzione.  Aiutaci o Signore a riconoscere te, Re dei re sotto le spoglie dei poveri, dei sofferenti e degli indifesi.

Sesta Stazione - Signore Gesù, anche noi camminiamo sotto il peso di una croce. Oggi ti affidiamo le nostre croci silenziose. Una malattia, una guarigione che tarda ad arrivare, Tu sai cosa significa cadere e rialzarsi, sentire il peso della fragilità e della paura, donaci la pazienza in questi tempi lunghi e la fiducia quando il miglioramento sembra lento è e la strada è ancora lunga cammina con noi passo dopo passo.

Settima Stazione - Signore come è facile girarci dall’altra parte davanti alle difficoltà e alle Sofferenze dei nostri fratelli... Perché "guardare" significa farle nostre, patire con loro... sentire sulla nostra pelle il loro dolore e quindi fare di tutto per alleviarlo. Sicuramente è più facile dirigere il nostro sguardo altrove... far finta di niente... ma il Cireneo ci insegna che anche noi dobbiamo fare il nostro dovere, quel "costrinsero un tale che passava.... a portare la croce" ci fa riflettere, ci fa pensare che anche se non vorremmo è nostro dovere, insito nel nostro essere cristiani "aiutare" i nostri fratelli, anche se ci pesa, anche se siamo "costretti" perché Gesù ci ha detto di farlo, perché Gesù ci ha detto "tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Matteo 25,40)

Ottava Stazione - Tu Avevi già previsto tutto, le tue parole erano il presagio di come Sarebbe stato il ruolo delle donne nei secoli della storia. Nella tua salita al Calvario non riesci ad essere distratto e lontano … le tue parole Signore Sono rivolte a tutta l'umanità femminile, alle bambine-spose che Anziché giocare e poter studiare sono costrette a matrimoni combinati O coinvolte in traffici di prostituzione, alle donne che soffrono in Solitudine che non hanno il coraggio di chiedere aiuto. A chi non riesce Ad andare avanti perché prova disagio e paura nel rimettersi in gioco. Alle donne che hanno perso la vita per mano di chi diceva di amarle, alle mamme che hanno dato alla luce i loro figlie non ce l'hanno fatta. A tutte le donne che amano, sostengono, organizzano, incastrano tutto Affinché la famiglia cresca in armonia. Alle donne che stremate dalla Stanchezza riescono ad essere sempre puntuali ed efficienti, con un Lavoro quotidiano invisibile e silenzioso, gratuito e di immensa dedizione. Signore, rendile capaci di cercarti ogni giorno, alimenta in loro la Fede e la Speranza.

Nona Stazione - Gesù viene flagellato, deriso, schernito e soprattutto umiliato. Nel suo Progetto Dio manda suo figlio sulla Terra per la nostra salvezza ma Proprio a lui fa' provare questi sentimenti così dolorosi tanto da poter Capire queste condizioni. Purtroppo in tanti credono che avendo soltanto un po' di potere, abbiano il diritto di sentirsi superiori Schiacciando i più deboli. Se Gesù non avesse vissuto tutto questo non Avrebbe potuto capire e quindi risollevare gli animi di chi subisce, di chi è offeso e discriminato.

Decima Stazione - Signore Gesù, i nostri cuori sono inquieti, donaci il coraggio di essere Umili senza pregiudizi per alleviare il disagio dei nostri fratelli e delle nostre sorelle. Tu che dalla croce hai perdonato i tuoi persecutori, concedici di perdonare e amare sempre come hai fatto tu. Ti sei fatto inchiodare sulla croce, hai sofferto ma il tuo amore è rimasto sempre vivo. Signore, tu che hai offerto la tua vita solo per amore, aiutaci a portare le nostre sofferenze quotidiane non come pesi intollerabili ma come sorgente di vita. Donaci La forza di accettare la tua volontà, di guardare le tue ferite come fonte di Salvezza e riempi i nostri cuori del tuo amore.

Undicesima Stazione - Signore Gesù, Tu ci mostri che il vero amore è un dono totale. Aiutaci a donarci senza pretendere riconoscenze, per il semplice amore verso le persone che tu stesso ci poni accanto, soprattutto quelle che soffrono per varie motivazioni all’interno delle nostre case.  Insegnaci a riconoscerti in queste sofferenze e donaci un cuore capace di donarsi senza paura e senza riserve.  Aiutaci a trasformare le fatiche quotidiane in gesti d’amore, la stanchezza in pazienza, il servizio in preghiera. Fa che nessuno si senta solo o di peso, ma amato e prezioso. Rendici, sul tuo esempio, testimoni di un amore che non si tira indietro e, quando la strada diventa più dura, aiutaci a comprendere che con l’esempio della Tua Parola, noi non saremo mai soli perché tu ci sorreggerai.

Dodicesima Stazione - Signore, nel momento finale della tua passione, quando esalavi il tuo Ultimo respiro, hai pensato a tua madre affidandola al discepolo prediletto che da allora l'ha tenuta con sé. Per questo atto d'amore, aiuta tutte le mamme nel loro delicato e importante compito di crescere i figli, accogliendoli e avviandoli sulle strade del bene e della pace. Benedici Signore tutte le mamme che in questo momento così difficile sono costrette a piangere i propri figli e per i propri figli.  Il grido di Dolore di Maria fà eco al dolore di queste mamme, a cui non sei sordo, perché la misericordia di Dio accoglie la sofferenza e le lacrime, conforta i cuori e rende più forte la speranza.

Tredicesima Stazione - O Gesù, Insegnaci l'umiltà di tendere la mano gli uni agli altri. Ognuno di Noi porta la propria croce, ma insieme il peso si fa più lieve e la Sofferenza si addolcisce. Sia la Tua grazia a rinvigorire il nostro spirito: dona salute al corpo e pace all'anima, affinché insieme a chi ci ama possiamo oltrepassare ogni ostacolo. Trasforma la nostra stanchezza in speranza e la nostra prova in una testimonianza di fede.

Quattordicesima Stazione - Ti preghiamo o Signore per tutte le coppie di innamorati affinché possano sempre crescere nell'amore, riconoscendolo ogni giorno come un dono divino. Dona loro la grazia e la forza di superare ogni limite e difficoltà, restando sempre uniti e crescendo nel tuo amore e nella tua benevolenza

Quindicesima Stazione - Dopo la morte sulla croce, il corpo di Gesù viene deposto nel sepolcro. Lo avvolgono le pie donne e Giuseppe d’Arimatea con cura e rispetto, custodendo la sua vita anche nella morte. Così anche ogni vita umana merita di essere riconosciuta e custodita. Nei corpi dei migranti che il mare ha restituito durante i cicloni che si sono abbattuti sulla nostra terra ci sono uomini e donne che qualcuno probabilmente starà cercando, aspettando, ricordando. Anche chi appare disperso o invisibile non deve essere dimenticato: ogni vita conta, ogni volto merita amore e ricordo. Solo così, come è accaduto per Gesù, la tomba, apparentemente chiusa e definitiva, luogo di silenzio, memoria e attesa, può diventare segno di speranza e resurrezione.

22 febbraio 2026 - Fraternità del Gruppo delle Famiglie a Marcellina

 

 

10 Febbraio 2026 - Incontro programmatico sulla Quaresima con i Delegati di Quartiere

     Con inizio alle ore 19:00 si sono incontrati i delegati di Quartiere per programmare le attività liturgiche quaresimali che si svolgeranno nel territorio, per evengelizzare e  sensibilizzare sul valore del cammino quaresimale i fedeli e tutti coloro che non possono partecipare alla vita ordinaria della comunità parrocchiale. Dopo il momento inziale della risonanza sulla situazione della comunità si è proposto per quest'anno di vivere nei singoli quartieri tre momenti: un Centro di Ascolto della Parola, la Via Crucis e l'animazione della Santa Messa.

     Si è anche sottolineata l'importanza di vivere il tutto in modo semplice avendo come unico pensiero la serenità di coloro che si coinvolgono nelle varie iniziative. Si è anche avviato un confronto sulle difficoltà di coinvolgimento che si accompagnano al loro impegno, ma tutti erano ugualmente motivati nel continuare questa azione nella certezza della sua urgenza per la crescita e per un maggiore coinvolgimento della comunità parrocchiale.

     Tutto deve poter corrispondere a una comprensione immediata delle meditazioni o delle preghiere, per cui è opportuno scrivere brevi meditazioni o preghiere coinvolgendo le persone che vivono nel quartiere, da proporre e condividere ad ogni stazione della Via Crucis e durante la celebrazione della Santa Messa. E' stato anche raccomandato di non fare intinerari troppo lunghi della Via Crucis, per coinvolgere meglio i fedeli nella preghiera.

     Nel concludere l'incontro ricordando la devozione di Don Michele per la Madonna di Lourdes, si è affidato alla sua intercessione questo cammino di evangelizzazionee di fratenità in mezzo alle case dove vivono le famiglie della parrocchia. Abbiamo concluso quest'incontro di fraternità e di servizio, con un momento conviviale che ha ulteriormente donato serenità e armonia al Gruppo dei Delegati.

Quartiere Cutura
Venerdì 27 febbraio via crucis ore 20.00.
Domenica 01 marzo, animazione messa ore 11.00.

Quartiere Arenile
Venerdì 6 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 8 marzo, animazione messa ore 11.00

Quartiere Madonnina
Venerdì 13 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 15 marzo, animazione messa ore 11.00

Quartiere San Giuseppe
Venerdì 20 marzo via crucis ore 20.00
Domenica 22 marzo, animazione messa ore 11.00

Quartiere Calvario
Venerdì 27 marzo, via crucis ore 20.00,
Domenica 29 marzo, animazione messa ore 11.00

Domenica 18 gennaio 2026 - Con le famiglie - Praia a Mare San Paolo Apostolo

 

 

     Domenica mattina come programmato abbiamo vissuto, l'uscita presso la Parrocchia San Paolo Apostolo in Praia a Mare, in concomitanza, con il giorno dedicato al Santo. Nonostante il cattivo tempo, non ci siamo scoraggiati e dopo il saluto canonico al ns. Parroco ci siamo incamminati. Ad accoglierci il Parroco don Francesco Lauria,da poco parroco in questa parrocchia.
     Abbiamo, naturalmente partecipato alla celebrazione, durante la quale oltre ai saluti di rito ha sottolineato l'importanza della famiglia e del gruppo famiglie in parrocchia. Ha spiegato l'importanza di testimoniare l'amore e l'unione matrimoniale, e che la nostra presenza ,lascia un seme che spera possa un giorno germogliare. Siamo stati accompagnati da Don Mattia e dopo la Santa Messa abbiamo condiviso il pranzo che avevamo preparato,nei locali parrocchiali.Un momento di condivisione e armonia.

     Alla fine del pranzo abbiamo provveduto a sistemare i luoghi e guidati da Don Mattia abbiamo riflettuto la lettera ai Colossesi,di cui il Don ha sottolineato l'importanza della Parola di Dio nella vita dell'uomo, ancora di più vissuta in famiglia, e di essere evangelizzatori e servitori di Cristo.Dopo i saluti di rito siamo tornati alle nostre case grati per ciò che ci era stato donato di vivere.

 

Avvento 2025 - Prepariamo il Natale nei Quartieri

13 Dicembre - E' arrivata la luce di Betlemme, segno di Speranza e di Pace

 

Domenica 15 giugno, a Belvedere M.mo giornata di fraternità giubilare per il Coro

Il Giubileo tempo di Grazia e di Fraternità per le Famiglie

Peregrinatio Mariae 2025

Venerdì 16 Sabato 17 Domenica 18 Maggio Quartiere San Giuseppe

Lunedì 19 Maggio nel Quartiere Madonnina

Martedì 20 Mercoledì 21Maggio Quartiere Arenile

Giovedì 22 Maggio Quartiere Calvario

Venerdì 23 Sabato 24 Domenica 25 Lunedì 26 Maggio  Quartiere Cutura

Ci sono giorni felici accompagnati da pensieri piacevoli, incontri inaspettati con abbracci sfuggenti ma intensi ed emozionanti, esperienze edificanti che ci donano amore, impegni che ci coinvolgono emotivamente e ci arricchiscono.

E poi ci sono giornate pesanti, piene di affanni, vicende talvolta spiacevoli da affrontare, in cui fingi che va tutto bene e invece le preoccupazioni sono forti da sostenere e spesso ti sommergono.

Eppure, nonostante tutto, esiste un atto di comunicazione, che può essere mentale, verbale, personale o comunitario, esprimibile con un linguaggio antico, unico e universale che può consolarci e incoraggiarci, dall' aurora al tramonto, in ogni luogo, in ogni tempo e può riunire tutti in un grande cerchio di pace.

Certamente è questo il motivo che ci ha spinto ad essere qui oggi, a cercarci nella gioia della condivisione, davanti alla Madonnina peregrinante nei quartieri della nostra Parrocchia.

Affidiamo a lei le nostre difficoltà, le aspettative, i dubbi e le speranze, senza timore di essere giudicati.

Via Crucis nei Quartieri 2025

Prima stazione: L'ultima cena di Gesù

La cena si svolge così nella serena pace della sera, nel momento in cui la famiglia si raduna attorno alla mensa per condividere il pasto dopo una giornata di lavoro e dispersione. Lo sguardo di Gesù, sempre attento ai suoi amici, li penetra ognuno nel suo intimo, ne scruta i pensieri, i sentimenti, le preoccupazioni, i progetti e le aspettative.

Quella sera, attorno alla mensa dell’ultima cena, c’eravamo anche tutti noi, e Gesù, profondamente consapevole di quanto c’è in ogni cuore, si donava nell’Eucaristia. Non guardava solo i buoni, i puri, gli innocenti, ma anche e forse soprattutto i cattivi, i malvagi, i malati nello spirito… Ad essi si dona come fortezza e rifugio.

In quella Cena, Gesù riversava tutto il suo amore nel meraviglioso sacramento dell’Eucaristia, perché la sua Chiesa ritrovasse sempre, nei secoli, la dolcezza della comunione fraterna attorno al suo altare.

Seconda stazione: Gesù nell'orto del Getsemani

E' dal momento dell'Ultima Cena che è apparso strano.

Non ho mai visto tanta paura nei suoi occhi. Come mi piacerebbe andare da lui portando un po' di conforto, ma mi sento così impotente a fare una cosa del genere. 

Lo sento pregare il Padre. Parla della rimozione di un calice amaro. Ma decide di restare fedele al Padre e di fare la sua volontà fino alla fine!

Lo vedo soffrire, lacrime scendono lungo il viso, gocce di sudore sulla fronte... Le mie lacrime si mescolano con le tue: Signore. Sento così intensamente come tieni cara la nostra vita!

Capisco la tua lotta. mi dici: "Lascia che le cose siano, tanto deve venire a passare, per me e per tutti ".

Sento che non ci vuoi lasciare indietro... ma che è necessario intraprendere questo "passaggio"

Terza stazione: Gesù davanti al Sinedrio

Cuori induriti, cuori impietriti, cuori che si interrogano, che parlano ma non ascoltano.

Quante volte anche io, anche il mio cuore, ti interroga Gesù. Soprattutto nei momenti in cui sento la mia barca vacillare, quando intravedo la tempesta all'orizzonte, quando trema la terra sotto i piedi. Ma sei tu il Cristo?

Mi domando sempre davanti a questa scena: perché fa così paura la verità?

Forse perché ci straccia le vesti delle nostre maschere e ci mostra nella nostra intimità. Eppure ai nostri cuori, il tuo tacere ci da il tempo, ci apre all'ascolto. I tuoi silenzi signore non sono mai un abbandono ma una cura per le nostre ferite. Tu l'hai detto: la via più salvifica della verità: sei tu il figlio di Dio.

Quarta stazione: Gesù è interrogato da Pilato

Siamo tutti cercatori.

C'è chi già lo sa e chi ancora non lo sa e vaga.

Cerchiamo ma fatichiamo a comprendere.

Andiamo avanti e cerchiamo di riempire i cuori.

Lo sa bene Pilato, con il cuore riempito per metà. Ma il suo cuore non è pronto all'ascolto. Non si fida di quel batticuore davanti all'unico pane e all'unico vino  che lo avrebbe saziato, da quel nuovo modo di essere amato.

E lo so bene io! Quante volte non sono capace di sentire quella Tua voce che mi guida sicura sulla strada verso la pienezza.

Quindi, anche tu non perderti come Pilato, ascolta il tuo cuore, svuotalo da tutte le cose futili con cui lo hai sommerso e riempilo con una risposta definitiva: Gesù, Via, Verità e Vita.

Quinta stazione: Gesù viene flagellato

Eccolo l'uomo. Ecco il Figlio di Dio.

Di certo non immaginavamo così il Messia. Ma tu sei arrivato a scaldare i nostri cuori come brezza leggera, a salvare le nostre vite con un amore che purifica.

Ci hai resi luminosi come fiaccole ardenti del tuo amore, con la tua mitezza e la tua infinita misericordia.

Siamo qui per adorarti, ti guardiamo perché quelle ferite, quella corona e quel mantello sono per noi segno di carità perfetta, vanto di un Dio che ci ha amato fino a morire per noi.

Ti preghiamo per la nostra piccola fede. Per le volte che non siamo riusciti a gridare il Tuo nome, temendo il giudizio della gente.

Donaci occhi che sappiano guardare alla Maestà del tuo amore.

Sesta stazione: Gesù viene caricato della croce

La peggiore delle pene per il più grande degli amori! CROCIFISSO!

Come martellano quelle parole al tuo cuore, prima che alle tue mani e ai tuoi piedi.

Incrocio il tuo sguardo, guardi la folla e rivedi i loro volti sorridenti. Le mani che innalzano palme e ulivi, che ora sono diventati mani che condannano.

Non hanno capito niente. Non abbiamo capito niente, Signore. Quante volte anche noi, ora esaltiamo e adoriamo e poi odiamo e bombardiamo.

Si offusca il nostro cuore, troppo spesso per dare soddisfazione alle folle. Perdiamo di vista la Verità e ti crocifiggiamo ancora e ancora in guerre di confine, per pezzi di terra e conquiste di cielo.

Consegnato! come uno schiavo per riscattare la nostra libertà.

Settima stazione: Il cireneo aiuta Gesù

Gesù, quante volte, davanti alle sfide della vita, presumiamo di farcela da soli! Com’è difficile chiedere una mano, per paura di dare l’impressione di non essere all’altezza, noi sempre attenti ad apparire bene e a metterci in bella mostra! Non è facile fidarsi, ancor meno affidarsi. Ma chi prega sa di essere bisognoso e tu, Gesù sei abituato ad affidarti nella preghiera. Così non disdegni l’aiuto del Cireneo. Esponi le tue fragilità a lui, un uomo semplice, un contadino al ritorno dai campi. Grazie perché, facendoti sostenere nel bisogno, ci insegni che voler bene significa soccorrere gli altri proprio lì, nelle debolezze di cui si vergognano. Allora le fragilità si trasformano in opportunità. È accaduto al Cireneo: la tua debolezza gli ha cambiato la vita e lui si accorgerà un giorno di aver soccorso il suo Salvatore, di essere stato redento mediante quella croce che ha portato. Perché anche la mia vita cambi, ti prego, Gesù: aiutami ad abbassare le difese e a lasciarmi amare da te: lì, dove più mi vergogno di me.

Ottava stazione: Gesù incontra le donne

Una scena disarmonica, che sembra spezzata in due: i pianti urlati contrapposti all' eloquente silenzio di Gesù. Poi si pronuncia la Parola. Non erano certamente le parole che ci aspettavamo da quel corpo esausto, che umiliato si conduce al Calvario.

Non pensate a me! Pensate a voi stesse,  al vostro futuro. Piangete per i cuori che non si sono ancora aperti alla Verità. Abbiate cura dei germogli delle vostre vite, perché in essi scorre la linfa vitale. Voi che partorite speranza, genitrici di futuro.

Parla ancora a noi Signore. Nemmeno sotto il peso di questa croce, non stancarti di convertire il nostro cuore.

Nona stazione: Gesù è spogliato dalle vesti

Il vestito è la protezione e custodia della dignità di una persona: Gesù ,non solo vieni ingiustamente condannato ma anche annullato nella tua persona, calpestato, denudato. Quel corpo di carne abitato da Dio diventa oggetto di disprezzo ed esposto alla derisione.

I brandelli delle tue vesti,  sono strappati da quella croce impietosa e ora tirati a sorte.

Il male non si ferma di fronte a nulla,

Aggredisce

Non si accontenta di vincere

pretende l’umiliazione.

Anche tu, Signore Gesù,

lo hai sperimentato

sulla tua nuda pelle.

E hai risposto con un amore

che a noi sa di follia.

Hai risposto con il dono

del tuo corpo e del tuo sangue.

E alla fine hai vinto tu!

Undicesima stazione: Gesù tra i ladroni

Lo chiama per nome, Gesù, con confidenza. Il Signore salva, questo indica il nome Gesù. Quell’uomo chiede a Gesù di ricordarsi di lui, Quanta tenerezza in questa espressione, quanta umanità! E’ il bisogno dell’essere umano di non essere abbandonato, che Dio gli sia sempre vicino». «In questo modo un condannato a morte diventa modello del cristiano che si affida a Gesù. Mentre il buon ladrone parla al futuro: quando entrerai nel tuo regno, la risposta di Gesù non si fa aspettare, parla al presente: Oggi sarai con me nel  Paradiso «Nell’ora della croce, la salvezza di Cristo raggiunge il suo culmine, e la sua promessa al buon ladrone rivela il compimento della sua missione.

Dodicesima stazione: Gesù muore sulla croce

Ti fisso ancora  Gesù su questa croce. Tu non osservi la nostra vita per un momento e basta, non ci dedichi uno sguardo fugace come spesso facciamo noi con Te. Vorresti dirci che niente di noi ti è estraneo, che vuoi  abbracciarci , rialzarci , salvarci così come siamo, con la nostra  storia, le nostre miserie e i nostri peccati.

Che cosa lascia la croce in ciascuno di noi? Lascia un bene che nessuno può darci: la certezza dell’amore fedele di Dio per noi. Un amore così grande che entra nel nostro peccato e lo perdona, entra nella nostra sofferenza e ci dona la forza per portarla, entra anche nella morte per vincerla e salvarci.

Tredicesima stazione: Gesù è deposto dalla croce

Staccarono il corpo di Gesù dalla croce.

Finito il soffrire del Figlio, continuava quello della Madre.

Maria ce l'aveva donato, Gesù; ed ecco come glielo abbiamo restituito. Esanime, dissanguato, tumefatto, pieno dei segni della flagellazione, con ferite da brivido alle mani e ai piedi, col costato squarciato, coronato di spine.

Per Gesù tutto è compiuto, per te Madre deve ancora compiersi un nuovo parto. Nel tuo grido, Maria, trova eco il dolore di tante, troppe madri che ancora oggi sono costrette a piangere per i propri figli. Ma a questo grido di dolore il Padre non è sordo perché non c’è lacrima e non c’è grido di dolore che non trovi accoglienza nella misericordia di Dio.

 Quattordicesima stazione: Gesù è sepolto

Sembra tutto finito. Il tuo corpo Gesù, è inghiottito nella roccia intatta e sembra vanificata l'ultima speranza.

È il silenzio

Il cielo, resta buio, impenetrabile. Riti di morte apprestano le donne per un mattino che appare senz'alba.

È silenzio di Dio.

Arduo è ricordare: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo, se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12, 24).

Del silenzio di Dio risuona la creazione originaria. Nel silenzio più teso la Parola si è fatta carne. Nel silenzio del sepolcro, l'incontro dell'Amore del Padre con la vita del Figlio, matura la nuova creazione.

Vergine Santa, addolorata forte e fedele.

Attendi che dal buio scaturisca la luce.

Attendi di vedere nel Figlio risorto il volto nuovo dell'uomo redento, di udire il nuovo saluto di pace e di cantare nuovi canti di gloria.

Quaresima 2025

Questo giorno è consacrato al Signore nostro; non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza. (Ne 8,10)

     Camminiamo insieme nella speranza, facciamo questo viaggio insieme. Camminare insieme, essere sinodali, questa è la vocazione della Chiesa. I cristiani sono chiamati a fare strada insieme, mai come viaggiatori solitari. Lo Spirito Santo ci spinge ad uscire da noi stessi per andare verso Dio e verso i fratelli, e mai a chiuderci in noi stessi.

     Camminare insieme significa essere tessitori di unità, a partire dalla comune dignità di figli di Dio (cfr. Gal 3, 26-28); significa procedere fianco a fianco, senza calpestare o sopraffare l’altro, senza covare invidia o ipocrisia, senza lasciare che qualcuno rimanga indietro o si senta escluso. Andiamo nella stessa direzione, verso la stessa meta, ascoltandoci gli uni gli altri con amore e pazienza.

     In questa Quaresima, Dio ci chiede di verificare se nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nei luoghi in cui lavoriamo, nelle comunità parrocchiali o religiose, siamo capaci di camminare con gli altri, di ascoltare, di vincere la tentazione di arroccarci nella nostra autoreferenzialità e di badare soltanto ai nostri bisogni.

(Papa Francesco, Messaggio per la Quaresima 2025)

Mercoledì 5 marzo Le Ceneri

Giorno di Preghiera, Astinenza e Digiuno

Dalle ore 8:00 alle ore 17:00

Giornata Eucaristica

Alle ore 18:00 Santa Messa con la imposizione delle Ceneri

 

La Via Crucis sarà celebrata tutti i Venerdì

alle ore 16,30 in Chiesa

 

alle ore 20:30 nei Quartieri

14 marzo: Arenile

21 marzo: Calvario

28 marzo: San Giuseppe

4 aprile: Madonnina

11 aprile: Cutura

 

La Santa Messa Pro Populo Dei sarà animata dai Quartieri:

 

Domenica 9 marzo: Cutura

Domenica 16 marzo: Arenile

Domenica 23 marzo: Calvario

Domenica 30 marzo: San Giuseppe

Domenica 6 aprile: Madonnina

Mercoledì 26, Giovedì 27, Venerdì 28 marzo dalle ore 8:00 alle ore 20:00

24 ore per il Signore

Sei Tu la mia speranza

saranno celebrate le Quaranta Ore di Adorazione

 

*****

Domenica 16 marzo Tappa del Padre Nostro e Prima Confessione, tutto il giorno con i ragazzi Sorgente di Gioia

 

Mercoledì 19 marzo Festa di San Giuseppe, Alle ore 18:00 durante la Santa Messa Rinnovo delle Promesse matrimoniali con le Famiglie

 

Domenica 23 Marzo alle ore 17:00 Convegno per le Famiglie sul tema: La dimensione Affettiva e il benessere della persona

 

Domenica 6 aprile alle ore18:00 nel Salone Centro di Aggregazione Mons. Didona, Formazione Caritas per i Volontari

Scalea 28 febbraio 2025

 

DOMENICA 19 GENNAIO 2025 - SOLIDARIETA' CON LE FAMIGLIE

Finalmente dopo qualche rinvio e inviti ripetuti da parte del Parroco Don Miguel, si parte per visitare la parrocchia San Giuseppe Lavoratore di Santa Domenica Talao, di cui è parroco il suddetto Don Miguel. Ci ritroviamo quindi Domenica mattina nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale, e dopo aver salutato e scambiato qualche chiacchiera con Don Cono, siamo partiti intorno alle 10,15 alla volta di Santa Domenica Talao per prendere parte alla messa pro Populi.

Siamo stati accolti calorosamente dai parrocchiani e dal parroco Don Miguel.
A celebrazione conclusa abbiamo ricevuto da parte dell'architetto Lucchese, che ne ha curato il restauro negli anni precedenti, un accurato racconto sulle origini storiche e sulle vicende sacre relative alla chiesa intitolata a San Giuseppe .Cenni storici anche sul paese che porta il nome di Santa Domenica, una santa martire, di cui in Chiesa si conserva un piccolo affresco.La festività del Santo viene festeggiata 3 volte all'anno .Durante i lavori di restauro è stata recuperata una cappelletta dove sono conservate le effigie del Santo Patrono, appunto San Giuseppe, la compatrona Madonna del Rosario e dell'Addolorata, dove vengono celebrate anche le funzioni con pochi fedeli. Una particolarità nel manto della Madonna è possibile inserire le varie preghiere che i fedeli lasciano ai piedi della statua. Oltre alla cappella è stata recuperata alla fruizione del popolo una cripta sotterranea che era adibita principalmente a luogo di sepolture . Adesso è diventato un Presepe permanente realizzato da un artista del Paese.Alla fine della esaustiva visita abbiamo ringraziato e salutato la nostra guida e ci siamo recati in un ristorante del borgo per un momento godereccio accompagnati da Don Miguel e Don Antonio, che nel frattempo ci aveva raggiunti.

Dopo il pranzo ci siamo dedicati alla seconda parte della nostra attività odierna, cioè la visita alla struttura per anziani Villa Liliana che si trova sempre in loco. Arrivati all'interno della struttura abbiamo ricevuto l'accoglienza degli ospiti e degli operatori in servizio. A noi si sono aggiunti per animare con l'accompagnamento musicale Renata, Maria Rosa e Vincenzo. Abbiamo vissuto un momento festoso con canti e balli , con tanta gioiosita da parte loro per questo momento di serenità condivisa. È stata un esperienza significativa di carità per cui avevamo preparato anche un piccolo ricordino per ognuno di loro, che hanno inteso ricambiare con un lavoretto fatto da loro.Ci siamo ripromessi di fare più spesso questo tipo di attività. Lo stare insieme è proseguito con una passeggiata sul lungomare a Scalea prima di congedarci e tornare alle nostre case gratificati dalla giornata vissuta insieme.

Buon Natale a Tutti

L’appuntamento con la Notte Santa del Natale del Signore, ci incoraggia a guardare con fiducia all’azione di Dio e a sentirci privilegiati nel poterne far parte attivamente.

Il Signore ancora una volta ci chiede di essere partecipi della sua volontà di salvezza. Riprendo quanto il Santo Padre Francesco ci propone, per vivere con intensità questo Anno Giubilare di Grazia: ’Alzare il capo verso l’alto e tenere il cuore leggero e sveglio. Se le preoccupazioni appesantiscono il cuore e ci inducono a chiuderci in noi stessi, Gesù, al contrario, ci invita ad alzare il capo, a confidare nel suo amore che ci vuole salvare e che si fa vicino in ogni situazione della nostra esistenza, ci chiede di fare spazio a Lui per ritrovare la speranza’.

Per cui non posso che augurare a tuti voi una bellissima Notte Santa da vivere con le Vostre famiglie, nella certezza che il Signore rischiara di luce nuova anche gli angoli più tenebrosi del nostro cuore.

Avverto anche l’esigenza, di ringraziare il Signore, per la vostra dedizione alle opere di Carità che rendono la nostra parrocchia preziosa per tutti coloro che hanno bisogno di accoglienza e di sentirsi amati nel Signore.

Grazie a Tutti, che ci sia gioia nelle famiglie e nella comunità, la Vergine Madre vi accompagni e vi protegga sempre.

 
 

Giornata Mondiale dei Pover (1920 x 1080 px) - 3

Domenica 10 novembre giornata di fraternità a Lungro con il Gruppo delle Famiglie

Domenica 10 novembre il gruppo delle Famiglie, proseguendo nei suoi appuntamenti mensili, si è ritrovato per la visita a Lungro .
Lungro fu terra di approdo per gli esuli dall'Albania in fuga dagli invasori Ottomani. È un comune che conserva ancora lingua(arberesche) e tradizioni, sede dell'Eparchia bizantina dove si celebra l'Eucaristia con rito bizantino secondo San Giovanni Crisostomo.
Ci siamo ritrovati di buon mattino nel piazzale della Parrocchia e dopo una breve preghiera e la benedizione di Don Cono,siamo partiti in pullman direzione Lungro. Ad attenderci abbiamo trovato Papas Arcangelo ,il parroco della cattedrale di San Nicola di Mira, dove abbiamo partecipato alla celebrazione eucaristica. Tutto molto bello e intenso, canti a cappella non essendo previsto l'utilizzo di strumenti musicali. Una funzione molto bella immersa nel Mistero.


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Nella cattedrale sono presenti numerosi affreschi e soprattutto mosaici di scene del Vangelo e di Icone di numerosi Santi. È assolutamente vietato accedere nell'area destinata ai Celebranti.La Celebrazione prevede solo l'utilizzo del Nuovo Testamento. Conclusa la Funzione Papas Arcangelo ci ha dato alcuni cenni storici e religiosi e poi ci ha accompagnato nella sala dell'oratorio, dove abbiamo condiviso ciò ché ognuno di noi aveva preparato per un momento di fraternità e di gioia. Prima del pranzo ci ha raggiunto Don Cono che, avendo un impegno diocesano non è stato presente alla Celebrazione.

 

Subito dopo il pranzo siamo tornati nella cattedrale per un momento di riflessione sull'esperienza vissuta .Nel pomeriggio appuntamento con dei membri della ProLoco per approfondire la conoscenza dei luoghi e delle tradizioni locali. Abbiamo visitato una chiesetta intitolata alla Madonna di Costantinopoli da poco restaurata e al Museo Storico della Miniera di Salgemma di Lungro .Abbiamo appreso di alcune tradizioni e processioni che si svolgono nel periodo di Pentecoste. Abbiamo visto da lontano la presenza di una chiesetta dedicata a Sant'Elia profeta , posta su una roccia che domina il paese.Ci hanno raccontato di come sia sempre più difficile conservare queste tradizioni e soprattutto la lingua che si tramanda esclusivamente in famiglia, oltre al fatto che l'influenza della tecnologia e dei social fa il resto.Alla fine della visita al museo siamo tornati al pullman e ripartiti alla volta di Scalea arricchiti e avvolti da tanta spiritualità e cultura.

 

Domenica 3 novembre grazie ai volontari della FIDAS  abbiamo dato inizio alla raccolta degli alimenti per i Bisognosi e per la Mensa Caritas

Domenica 6 ottobre Gruppo delle Pulizie

Giovedì 29 agosto tutto un dono del Signore

Il mio augurio per te è che tu continui.
Continua ad essere chi e come sei, per stupire un mondo vuoto con i tuoi atti di gentilezza.
Continua, per permettere al tuo umorismo di alleggerire il peso del tuo cuore grande.
Continua, per far sentire la potenza del Vangelo nelle tue parole, nelle tue risate.
Continua, per ricordare alla gente che ognuno è importante e buono come l'altro e che nessuno è più di nessuno.
Continua a guardare con favore i perduti e il meno e il solo.
Continua, per piantare un bacio pubblico di preoccupazione sulla guancia dei malati, degli anziani.
Continua, perché la gratitudine e la misericordia siano il cuscino su cui ti inginocchi.
Continua, per incoraggiare tutti alla preghiera e insegnare che la fede è il ponte che si costruisce per superare il male e allargare lo spirito. Per riempire l’anima di pura pace.
Continua a credere nella bellezza dei giovani, nei loro occhi vivi e pieni di speranza, nella loro spontanea voglia di vita.
Continua a rischiare tutto per il bene, a galleggiare felicemente nel mare di infinita sostanza.
Continua a delineare il cammino di chi incontra il tuo, con il tuo premuroso sguardo. Continua ad abbracciarci ad Amare profondamente.
Perché chi riconoscere il tuo amore ti spiega la tua tenerezza a partire da ciò che tu ancora non vedi.
Buon compleanno Don Cono!
Un bacio grande.

 

Verbali degli incontri per Aree pastorali

Lunedì 17 giugno alle ore 19:00, dietro convocazione del parroco, si riunisce in chiesa l’Area dell’Evangelizzazione. Erano presenti i Delegati dei Quartieri, i Catechisti e il Gruppo delle Famiglie. L’incontro inizia con il canto “Ascolterò la tua Parola” proprio per mettere al centro la Parola di Dio, perché se alla base della vita di comunità non c’è la Parola, non ci potrà essere nulla e i componenti dell’Area dell’Evangelizzazione devono sempre avere l’attenzione alla Parola di Dio. Don Cono analizza il programma pastorale parrocchiale scritto da lui stesso nel 2022 per gli anni 2023/2025. Ricorda che quest’area comprende la pianificazione delle attività orientate alla conoscenza della fede con l’obiettivo principale di coinvolgere il più possibile le famiglie.

Da allora tante cose sono cambiate: l’impegno prioritario oggi è stato la ripresa dei Quartieri dopo il vuoto dei vari anni, è iniziato bene ma va intensificato; quest’anno non si è proposta la formazione biblica perché poco partecipativa; Le aggregazioni inserite inizialmente tra i gruppi parrocchiali, adesso si è preferito non lasciarli più come gruppi parrocchiali per tutte le motivazioni spiegate all’incontro precedente del Consiglio Pastorale Parrocchiale; Nell’Iniziazione Cristiana si sono avute delle fragilità e abbandoni e non tutto è andato avanti per come si sperava, si ha un aumento di ragazzi, ma una caduta di proposta educativa, di conseguenza bisogna stabilizzare la proposta senza guardare ai numeri; Anche per i giovani ci sono cambiamenti perché si fa molta fatica ad aggregarli. La priorità di oggi, dice don Cono,  è quella di avere una comunità che si coinvolge con più entusiasmo alla vita della parrocchia.

Il gruppo delle famiglie ha vissuto una grande disponibilità e dedizione alla vita della parrocchia, vive una buona stabilità e ora deve far parte della formazione, vivendo loro in primis un cammino di formazione, si può anche approfondire il libretto di preghiera “Insegnaci a Pregare” scritto dal papa per il Giubileo. Per quanto riguarda i genitori dei ragazzi, è stato riscontrato una carenza nel coinvolgimento, ogni anno ci si ripropone un maggior coinvolgimento e più incontri con loro, ma poi per i troppi impegni non ci si riesce se non per le tappe dei ragazzi.

La vera vitalità della parrocchia nel nuovo anno pastorale sarà la crescita dei quartieri, quindi per quanto si riesce, bisogna fare in modo che nei quartieri la parrocchia sia sempre presente. Il coinvolgimento deve essere di tutti e non solo dei delegati, perché ognuno è missionario e ognuno deve evangelizzare, donando ciò che sa e ciò che può. Non bisogna mai scoraggiarsi e abbattersi, ricordando che tutto ciò che si fa, lo si fa per amore del Signore e della parrocchia e ricordando che alla base di tutto c’è sempre la preghiera e la messa giornaliera, poco partecipata in particolar modo dai collaboratori pastorali.

Dagli interventi dei presenti è emerso che tutti ci dobbiamo impegnarci di più perché se ci sono dei problemi, non riguardano solo il parroco ma tutta la comunità. È fondamentale la formazione biblica e si spera in una ripresa degli incontri. Tra i collaboratori c’è poco ascolto e poca comunione.

Riprende don Cono affermando che la parrocchia è collaborativa, non è inaridita, su alcune cose corrisponde bene, su altre invece un po' meno, bisogna essere più missionari per come richiede il cammino sinodale. C’è difficoltà a dedicare più tempo al Signore e dare continuità e precisa che quando dice che si prega poco, si riferisce alla preghiera comunitaria e non quella personale. La ricarica è sempre Gesù.  L’incontro termina con  un ringraziamento al Signore, la preghiera dell’Ave Maria e la benedizione finale.

Area Liturgia 18 giugno 2024 - Alle ore 19,00 come previsto ci siamo ritrovati in chiesa per l’ incontro dell’area Liturgia, ci siamo raccolti in preghiera con la celebrazione del vespro, che ci ha dato l’attimo per consentirci  la concentrazione con la presenza del Signore.

 Don Cono, in premessa, fa riferimento alle Linee programmatiche di pastorale parrocchiale per gli anni 2023/2025, “Camminiamo insieme  come Pellegrini di Speranza” anno 2022, riflette che negli  anni del COVID si chiedeva  alla gente di non venire in chiesa per evitare contagi e che successivamente si è dovuto riprendere con una certa cautela ad accogliere come prima invitando alla partecipazione della celebrazione festiva . Ricorda gli ambiti Pastorali, citati in queste Linee programmatiche:  Area Evangelizzazione, Area Liturgia e Area Carità. I gruppi dell’area liturgica dovrebbero essere gruppi con persone che pregano, dovrebbero mettere la preghiera al centro della loro vita, invece, dice don Cono, non vede questa partecipazione, non vede che mettono la messa quotidiana nella loro vita quotidiana, quando ci sono i funerali non si coinvolgono come presenza parrocchiale, a meno che non si tratti di amici o parenti, l’adorazione settimanale stessa cosa, non viene molto partecipata.

Per quanto riguarda i Gruppi: Il Gruppo Liturgico è chiamato a coordinare solo le attività delle celebrazioni delle messe Pro Populo con: Introduzione alla celebrazione, preghiera dei fedeli, tematizzazione del periodo liturgico in corso,  sistemazione Area Liturgica. Chiaramente caratterzza con una personalizzazione degli ambienti anche e soprattutto i tempi forti. Si è cercato di stabilire il giorno di lunedì  per gli incontri programmatici,  ma spesso non si riesce a vedersi per imprevisti personali. Si può affermare, con umiltà,  che grazie a questo servizio la liturgia viene vissuta con una maggiore solennità e dignità. Il Gruppo Lettori, formato da persone che rispondono bene al loro impegno quando vengono invitate alla proclamazione, ma non unite fra di loro, ci sarebbe bisogno di incontrarsi più spesso per rinforzare la coscienza del loro ministero in ambito parrocchiale. Il Coro A.Manfredi vive la disponibilità in modo molto variabile, molte persone non sempre si rendono presenti, anche a motivo delle attività dei gruppi di appartenenza che li portano spesso altrove a motivo della loro formazione.  Non si è riuscito a inserire altri giovani.  Si doveva elevare il servizio liturgico con la polifonia, ma per questa variabilità non è stato possibile. Per vari motivi non è stato possibile avere uno o più leader trascinatori. Fermo restando la bontà e la stabilità del servizio, si spera di poter crescere maggiormente come gruppo di formazione che prega e canta con entusiasmo la gloria del Signore. 

I Ministranti, va stabilizzandosi il gruppo per il servizio all'altare, altri si aggiungono occasionalmente  in continuo mutamento. Si avverte l'esigenza di organizzare e coordinare meglio la formazione. Il gruppo Pregate Pregate Pregate. Vive il ruolo di sostegno spirituale alla vita della comunità con l’impegno della preghiera. Sono rimaste poche persone che vivono l'impegno di pregare per la comunità, in adorazione davanti al tabernacolo. Si aggiunge, a sostegno della spiritualità, nella dinamica della preghiera il Gruppo Maria rifugio delle Anime, che vive un incontro di preghiera mensile per le anime del purgatorio.

Don Cono fa riflettere ancora sulla opportunità di onon adererire a tante esperienze diverse di formazione, di fare la scelta in un solo gruppo con l’impegno della partecipazione stabile alla vita della parrocchia e di dare maggiore stabilità alla preghiera personale.  Viene data la parola agli altri, proposte e riflessioni. Da più parti e persone emerge la esigenza di incontrarsi periodicamente per la formazione e la preghiera per avere la possibilità di vivere il cammino della parrocchia, riflettere la Parola di Dio nella settimana e nel mese, quindi il significato e il valore del canto, della preghiera, della comunità parrocchiale ecc. La difficoltà sta sempre nell’individuare il giorno della settimana e gli orari che diano la possibilità di partecipare. Per quanto riguarda il riferimento ad incontri con rappresentanti dei vari gruppi di liturgia ed i lettori per la Domenica, tentati precedentemente, non sempre sono stati partecipati per mancanza di tempo o imprevisti di chi doveva partecipare. L’incontro  si conclude alle ore 20,20 con il ringraziamento e la benedizione da parte di Don Cono.

Incontro del 19 giugno c.a. - Area della Carità

         L'incontro ha inizio alle ore 19.00 alla presenza di alcuni volontari della Mensa, delle Pulizie della Chiesa, del Centro di Ascolto 'Dely' nonchè dei Ministri Straordinari della Comunione.

Qui di seguito, l' intervento iniziale di don Cono.

"La vita di carità dobbiamo capire che è l' attenzione alle persone, non è  fare tante cose caritative ma è relazionarsi con le persone. L' aspetto di stare insieme, cercarsi, confrontarsi è parte integrante di un amore che nasce dall'amore con cui  Dio è attento alla nostra vita e che noi dobbiamo esprimere nell'attenzione gli uni verso gli altri. Questo è un aspetto che non dovremmo mai stancarci di imparare perchè tante volte il rischio che noi corriamo è che diamo piu importanza alle cose che facciamo che non alle relazioni che viviamo e questo ripeto, non appartiene alla dinamica della Carità. Quando diciamo la parola Carità, ricordando l'Inno alla Carità di San Paolo che dovreste sapere   a memoria, dobbiamo parlare di questo 'anelito' del cuore senza sforzo, perchè se devo sforzarmi per amare l'altro, forse è meglio che prego un po' per imparare ad amare. L'amore deve essere naturale ed è l'amore che nasce dalla contemplazione della Croce, come  Gesu' naturalmente ci ama, nonostante i nostri peccati, nonostante  le nostre povertà, anche noi dobbiamo relazionarci nell'amore cercando di leggerci nel suo atto di amore che è quello di donarsi gratuitamente per la salvezza di tutti. A  volte queste parole potrebbero sembrare difficili da incarnare  ma in realtà lo dico sempre, ciascuno di voi vive così nei confronti dei propri  cari, ciascuno di voi dona la propria vita per coloro che ha generato, tutti proprio tutti. Io non conosco genitori che pensano a sè e non ai figli, quindi questo amore viscerale con il quale noi ci relazioniamo con coloro che in qualche modo piu immediatamente ci percepiamo parte integrante, è lo stesso amore con cui Gesu' si relaziona con noi. Questo è un po'  piu difficile  ma è lo stesso amore con il quale noi dobbiamo relazionarci con gli altri.  Cos'è la parola Carità o le attività caritative? Sono le presenze dell'amore con cui noi manifestiamo l' amore con cui Dio ci ama. Poi lo facciamo accogliendo i poveri, con le pulizie della Chiesa, nelle mille situazioni, visitando gli ammalati, ognuno nella diversità dei modi, però quello  che conta è l'amore con cui il Signore ci dona di relazionarci. Tra le tante frasi è importante rileggersi, perchè poi tante novità non sono poi tante novità. Ho pensato per questo incontro a questa frase che mi sembrava piu' immediata di San Paolo 'Vi ho dimostrato che lavorando così si devono soccorrere i deboli ricordandoci  le parole del Signore Gesu' che disse, vi è piu' gioia nel dare che nel ricevere...', potremmo dire però che nel Vangelo queste parole non le troviamo e non c è nessun brano nei Vangeli canonici, non c'è nessun brano nei quali si dice che Gesu' abbia detto questo. Cosa vuole dire questo è che Gesu' nella sua vita terrena ha vissuto situazioni tanto diverse di cui nessun parla. Gesu' parla anche a noi,  dovete essere convinti che nel dono dello Spirito, Dio parla a ciascuno di  voi e quando voi parlate, questo  facciamo  fatica ancora a  viverlo come Chiesa e come Comunità, ancora noi non ci sentiamo protagonisti di Dio nella storia ecco perchè c'è bisogno del prete, del chierico. In realtà il battezzato è depositario di una verità di cui  solo voi siete depositari. Ciò che Dio dice a voi, non lo dice a me e se voi non lo dite, si impoverisce la comunità. Anche negli incontri di questi giorni dopo che io parlo... il silenzio! C'è un impoverimento perchè io penso che ciò che  posso comunicare non è importante, questo è sbagliato perchè lo Spirito Santo parla attraverso tutti. In che cosa si configura il   messaggio che Paolo donò alla comunità di Efeso 'vi è piu' gioia nel dare che nel ricevere...',  oggi  noi siamo educati a possedere, la preoccupazione che abbiamo è quanto possiedo, come posso guadagnare di piu' e tante volte si pensa che questa ansia possa anche dare gioia ma voi sapete che la vera gioia è quando ci si sente amato, ci si sente accolto. Essere accolti... noi dobbiamo essere segno di un modo diverso di vivere la vita, vivendo tutti questi momenti con gioia. Tutto si gioca sulla propria maturità interiore  cioè io, quando incontro l'altro, cerco di avere quacosa o di donare qualcosa? Quello  che Gesu' ci insegna è quello di donare qualcosa che vuol dire che se io non sono contento,  vuol dire che io non dono è  lo dice il mio modo di vivere e in questo dobbiamo crescere, io devo essere sempre contento della vita di comunità.  Anche nella nostra Parrocchia l' amore che si vive è molto maggiore di come noi  lo mostriamo e se noi giudichiamo la comunità negativamente, vuol dire che  non l' amiamo  e bisogna vedere quanto tempo  poi dedico all'altro. Questa è la dinamica del dono, quindi io sono qui spero come dono del Signore ed io vivo  la  missione che il Signore mi affida se  vivo come un dono, guai se io cercassi di capire quanto ci guadagno a fare il parroco. Dobbiamo comprenderci come dono del Signore perchè vuol dire essere per l'altro un dono  da condividere per come riusciamo, poi tutti noi abbiamo i  nostri limiti. Anche stasera ed io lo leggo positivamente,  solo una piccola parte del segmento carità è presente ed io lo leggo positivamente perchè  tanti vivono l' impegno  con tanta gioia, passione, entusiasmo  ma non vogliono farlo vedere, non vogliono rendersi  visibili. Questo da una parte può essere positivo ma dall'altra non è male ogni tanto incontrarci per rileggerci. Anche la vita di carità esige poi l'esigenza di  testimoniare la  carità che viviamo, quando lo facciamo non è mai per  narcisismo, per far vedere all'altro quanto sono bravo ma serve per aiutare a leggere che Dio ama e  Scalea non è abbandonata  perchè  c'è tanta gente che per amore di Dio, lo rende possibile con tutti i nostri limiti.

         L'incontro di questa stasera per alcuni aspetti, è il completamento degli incontri avuti con le altre aree Evangelizzazione e Liturgia e l'area della Carità comprende la Mensa, i Ministri Straordinari della Comunione, le Pulizie della Chiesa e il Centro di Ascolto 'Dely'. Quando noi ci incontriamo, dobbiamo capire che siamo tutti cooperatori per rendere presente l'amore di Dio pur nella diversità degli ambienti e dei modi. Per il resto io sinceramente ritengo sia  il segmento pastorale che piu immediatamente leggo con serenità. Mentre nell'area Evangelizzazione abbiamo accennato a delle difficoltà, a dei problemi e poi  anche ieri nell'azione Liturgica, nell'area Carità a parte il problema nei numeri,  in qualche modo cerchiamo di portare avanti la vita di carità della Parrocchia crescendo sempre nella vocazione. La mia regola  per quanto riguarda la disponibilità a comprendersi poi nell 'Oltre' come il nostro Vescovo ci insegna, è di non dare peso al passato perchè se io penso a ciò, non guardo al futuro con fiducia. Noi dobbiamo cancellare e guardare avanti perchè una persona che viene deve poter guardare avanti. Il mio problema rimane sempre  cosa costruire...  è qui siamo come Caritas un segmento molto fragile ma anche molto testimoniale della presenza di Dio.

         Siamo partiti da ciò che scrivevamo nelle linee pastorali nel 2022 nell'area Carità e, anche se so che leggete poco magari di cio che scrivo io e magari leggete altri  libri, dobbiamo partire da qui. Veniva riportato nelle linee pastorali all'indomani del Covid, che la Chiesa sollecita tutti alla vita di carità, tutti i battezzati in virtu' del Battesimo devono vivere la carità che non è legata alla vita religiosa  ma  è un dono di Dio, è vero dono del Signore. L'invito poi a lavorare come operatori  in sinergia anche come Unità pastorale privileggiando maggiormente l'opera pastorale della rete e  qui dobbiamo dire che oggi viviamo una fase molto  individuale, non contrapposta, ci rispettiamo,  ci vogliamo bene ma non ci si confronta  anche per poter  mettere insieme le energie.

         In Parrocchia nel 2022 è nato il Centro di Ascolto 'Dely' che  ha sostituito la struttura di 'Una mano amica'.  Il Centro di Ascolto oggi   svolge un'azione di coordinamento e poi in alcuni momenti straordinari, altri volontari occasionali si rendono disponibili. Il Centro oggi stenta ancora a stabilizzarsi, a capire come organizzarsi  anche per un problema di disponibilità.

Un altro aspetto importante poi è la presenza di alcune persone che vivono la Parrocchia potremmo dire di  comunione spirituale verso le marginalità. E' una realtà che conferma quanto i cittadini di Scalea tutti spesso in silenzio, senza clamore  sappiano donarsi. Questo  lo dico sempre perchè continuo a sentire sempre giudizi negativi sugli scaleoti e questo è il demonio, quando parlate cosi ...è il demonio,  perchè non è cosi.    L'attenzione ai piu poveri, è una realtà stabilizzata che conferma come  tutti i cittadini, non solo i praticanti, sanno che qui c'è la carità e portano tante cose, io non so chi sono ma loro sanno che qui c'è la carità. Questo aspetto della carità è quello di leggerci nella bellezza di abitare  in un paese che è attento alle povertà.

         I Ministri Straordinari della Comunione, vivono con tanta disponibilità, con zelo questa opera molto nascosta perchè chi è che si rende conto di chi è piu'  ammalato e nessuno può registrare la gioia  che l'ammalato vive, se non Gesu'.

         La Mensa cambia continuamente perchè cambiano gli utenti e stiamo vivendo una nuova fase in cui la Diocesi dovrebbe subentrare piu stabilmente. Nella ripresa penso che qualcosa cambierà nella impostazione complessiva ma ancor non so. La Mensa diventa sempre piu la mensa del territorio,  noi accogliamo anche persone di passaggio o di altri paesi ma  cio che mi preoccupa è una presenza che aumenta e che  negli ultimi tempi diciamo è un po' inquieta.

         Il gruppo che cura l'igienizzazione della Chiesa, secondo me si sta un po' impoverendo ed io che sono anche l'economo della Parrocchia, debbo riconoscere  che questo servizio ha consentito alla Parrocchia negli anni, di non incidere sul bilancio parrocchiale e ha fatto risparmiare molti soldi, qualora fosse necessario la  Parrocchia se ne farà carico. In questi anni la Parrocchia  ha risparmiato molti soldi (2000/3000 euro) grazie a coloro che  si sono dedicati alla pulizia della Chiesa.

         Poi abbiamo il gruppo 'Celine', presente da due anni circa nei nostri ambienti e che non  leggiamo immediatamente come parte integrante della vita pastorale della Parrocchia però con serenità ognuno di noi può dire che nell'ambito della Diocesi, è un riferimento  esemplare per tante testimonianze.  Ciò che conta è il cuore e allora  al di là delle motivazioni, ciò che conta è che si porti avanti con amore  poichè c'è tanta gente che ha bisogno di sentirsi amata e  se vuole essere amata, sa che li c'è un gruppo che  ama e senza bisogno di creare  protocolli, rubriche perchè la Chiesa è cosi che cresce.             

         Nelle linee pastorali parliamo delle frontiere della carità che aprono  all'incontro con la persona, al di là dell'appartenenza. Aprirsi all'amore verso tutti è una condizione importante anche per farsi attraversare dal dolore, dalla sofferenza contemplando lo sguardo  di chi vive ai margini,  ha perso la speranza, si sente emarginato e non accolto, questo scrivevamo nel 2022.  Adesso siamo nel 2024, abbiamo ricevuto il documento del Vescovo e adesso la norma è quello che ci dice il Vescovo sulla vita di carità e poi lo rileggeremo e poi magari a settembre  lo modificheremo per come possiamo  ma sempre per avere un'idea,  per capire cosa stiamo facendo. Leggete cosa stiamo cercando di fare,  poi magari non sempre lo facciamo,  ma se noi dobbiamo dire in che modo la  Parrocchia cammina è   guardando con piu attenzione  ai piu' emarginati anche se a volte non ci riusciamo. Anche il discorso sulla distribuzione degli alimenti, noi cerchiamo di andare incontro alle povertà e mai nessuno, mai, è stato mandato via perchè non iscritto, non siamo il Banco degli alimenti, noi siamo la Caritas che si apre al bisogno. Poi quelli che pensano di avere dei diritti devono anche essere in regola con i doveri.

         Adesso se voi ritenete, che  cosa secondo voi non funziona bene e in che modo possiamo orientarlo diversamente, sempre guardando avanti?".

                   Si apre quindi il confronto, con alcuni interventi.

Ilaria, pulizie della Chiesa.  Ilaria  ritiene che pur essendo impegnate, nel servizio, meno persone, comunque viene  assicurato. Adesso nel periodo estivo tante lavorano e a volte anche lei stessa è stata   impegnata nei turni al lavoro. Anche se in poche sono sempre disponibili, a volte  anche se avvisate soltanto la sera prima. La difficoltà maggiore è che si fa fatica ad aggregare altri volontari e alcuni  non han dato piu' la loro disponibilità perchè impegnate in altri servizi in Parrocchia anche se il gruppo delle pulizie dobbiamo dire non comporta una preparazione tipo riunioni  ed un impegno costante, continuo...  forse questo servizio non viene preso molto sul serio. Alcune persone hanno poi dato la disponibilità, lavorando la mattina,  anche per il pomeriggio ma il problema principale è il non riuscire ad aggregare.

         Interviene don Cono affermando  che il lavoro che stiamo compiendo di rilettuta della Parrocchia, è anche perchè c'è un po' di stanchezza e anche tra i Catechisti e nel Coro, si avverte la difficolta di aggregare persone nuove. E una fase cosi ed è un problema che riguarda tutti gli ambiti poi ognuno chiaramente  deve valutare le proprie disponibilità.

Bianca, volontaria  Mensa. Si sofferma sulle relazioni in Parrocchia e sulla difficoltà di vivere momenti di condivisione e di comunione soprattutto.  Esprime il bisogno di essere piu' uniti, cercando di evitare protagonismi e costruendo, vivendo rapporti di maggiore fraternità e in comunione.

Pina, referente dell'ambito Carità.  Secondo Pina il Centro di Ascolto dovrebbe lavorare anche con i Delegati di quartiere ed i Ministri Straordinari, al fine di conoscere le difficoltà e ove possibile intervenire, ad esempio ammalati, persone sole. Bisognerebbe lavorare veramente in sinergia, in rete ed esprime il suo sogno di andare nei quartieri magari anche solo ogni 15 gg  con un gruppo di persone. In merito al Centro di Ascolto, le persone vengono ma soprattutto per gli alimenti, la ricerca di un lavoro, di una  casa ma  non sempre   per parlare dei loro problemi.

Gabriella, referente Quartiere San Guseppe. Noi delegati certo organizzandoci potremo collaborare anche di piu', in fondo si tratta di coordinarci e poi insieme tutto si può fare.

         Riprende la parola don Cono ponendo a tutti  la domanda perchè invece di essere in Chiesa, come  Caritas siamo seduti  qui nel piazzale? Afferma che gli altri incontri sono stati fatti in Chiesa attorno all'altare,  quindi la centralità della Parola, la centralità dell'Eucarestia mentre  per la Caritas si opera nell'ambiente e  siamo anche qui  per capire che  noi attingiamo lì però poi la nostra vita è dove viviamo. Occorre capire che la vita di carità non è ad intra ma il problema vero è sempre fare i conti con le risorse perchè l'impoverimento riguarda tutti. Per i Ministri Straordinari della comunione si fa fatica a trovarne altri anche se non è un impegno umanamene gravoso però evidentemente c'è una difficoltà. Tornando a ciò che diceva Pina, pure il Centro di Ascolto afferma don Cono  è ancora alla ricerca di una stabilità perchè finchè parliamo di accogliere chi viene è una cosa e su questo ringraziando Dio stiamo riuscendo ad inquadrare questo tipo di servizio ma quando poi parliamo di un lavoro  sul territorio, si fa fatica perchè dove sono le disponibilità? Anche qui occorre leggerci e pur avendo tanti desideri, don Cono ricorda che  non siamo qui per sognare, siamo  per leggere la realtà e vedere come perfezionarla quindi i primi problemi sono per il Centro di Ascolto stabilizzare questo con delle  persone che si dedicano all'ascolto e poi abbiamo  bisogno di capire chi siamo. Per i Ministri Straordinari alcune persone hanno delle difficoltà obiettive quindi occorrerà cercare altre persone che possano dedicarsi a questo ministero perchè  indispensabile, gli ammalati hanno diritto almeno all'incontro con Gesu'. Poi continuando, se si vuole   coniugare come si diceva prima, l'attenzione anche  sociale con le persone che non possono muoversi da casa,  è chiaro che ci vogliono altre disponibilità. C'è un altro aspetto che in qualche modo dobbiamo leggere come importante, è  capire quale segmento, come selezionare ricordandoci che noi siamo a Scalea e Scalea strutturalmente  è stata costruita come ambiente anonimo, quindi chi visita i quartieri entra in ambienti che non conosce. In alcuni quartieri forse  nessuno di noi è mai entrato e forse in questo servizio occorre una vocazione particolare. Noi distribuiamo il pane, cibo, alimenti pronti  alle famiglie e ci si rivolge sempre a Pina perchè noi non abbiamo un gruppo che si può dedicare a questo. Don Cono sottolinea che quando ha invitato tutti a scegliere un solo ambito di servizio, è perchè non vuole che le nostre famiglie vivano degli impoverimenti per colpa della Parrocchia. La sua preoccupazione in questa fase è cosa togliere perchè siamo sovraesposti come impegni, ci accorgiamo che tutti i gruppi sono un pò impoveriti, il problema è  cosa togliere o come operare in modo diverso. Dall'inizio dell'anno afferma  io sto pensando ma non è facile perchè è sempre un impoverimento ma evientemente è necessario.

Irma, Ministri Straordinari della Comunione. Vorrebbe parlare delle visite agli ammalati che non riesce piu a fare perchè era un servizio che condivideva con Giulia. E' un po' un cruccio perchè oggi non riesce ad organizzarsi con nessuno anche perchè alcune famiglie  sono distanti. Riesce a spostarsi ma non per le visite agli  ammalati che anche don Cono invita a visitare. Rileva che  alcuni ammalati  non sempre  chiamano o  fanno sapere le loro necessità.

Don Cono ricorda che occorre leggere meglio la realtà, i nostri quartieri sono anonimi, alcuni con problemi di emergenze anche sanitarie, Scalea è tutta così. Invita  poi i Ministri  a riunirsi per sapere come andare avanti ricordando che a volte noi dobbiamo anche dare conto ai familiari ed invita ad essere sereni segno della amore di Dio.

Rosita, Centro di Ascolto 'Dely'. Daccordo con Pina per il servizio nei quartieri perchè le piacerebbe tanto ma facendo parte anche del Centro di Ascolto diocesano, rileva  che mentre tra di noi al Centro diocesano,  c'è piu coinvolgimento, condivisione, scambio... al Centro qui in Parrocchia  non c'è, non ritrova  purtroppo questa condivisione. Ne ha anche parlato con Pina e   pur facendo parte di un'altra Parrocchia, ove libera da altri impegni, offre la propria disponibilità per essere contattata per eventuali consegne, interventi  sul territorio. 

Don Cono sottolinea e come ha ripetutamente detto che  non ci sono turni di servizio ma tutti devono essere presenti ...sempre! Al Centro di Ascolto  chi può frequenta, perchè non si ha bisogno  di presenze ma del Centro di Ascolto!

Laura, Centro di Ascolto 'Dely'.  Rileva che a volte si parli soprattutto del fare, delle risorse che mancano ma è pur vero che  in alcune occasioni si è cercato di vederci, lavorare  anche come ambito. C'è il rischio, afferma che all'interno dell'ambito ognuno viaggi per conto proprio e non siamo riusciti ad incontrarci anche per  confrontarci e crescere come persone che convidivono un servizio così prezioso e delicato. Non sa se è un problema di formazione ma il  piu delle volte è piu un lavoro di ruoli e di cose da fare e non sentiamo  il bisogno di confrontarci sulle motivazioni. Anche avere all'interno dell'ambito un maggiore confronto, afferma  ci consentirebbe di pensare a degli interventi comuni e di lavorare soprattutto in sinergia.

Stefania, Centro di Ascolto 'Dely'.  Stefania è impegnata ne servizio sia al Centro di Ascolto 'Dely' che a quello diocesano. Si è  trovata in entrambi bene. Al Centro 'Dely'  afferma di essersi sentita  accolta e subito sentita una di loro anche se non sempre poi, per motivi familiari, riusciva ad  essere disponibile.  Si è cercato sempre di fare tutto insieme e nella condivisione  ed anzi ammira tanto chi riesce con spirito di servizio ad impegnarsi così tanto.

         L'incontro si è concluso poi alle ore 20.30 circa, con la preghiera.

 

 

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