Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Scalea


09 Settembre 2026 - Verbale dell’incontro catechistici e organizzazione delle attività Oratoriali
.
L’incontro inizia alle ore 19:00 con la lettura della prima lettera di Paolo ai Corinzi “1 cor 4,6 b-15In questo incontro Don Cono ci ha guidati in una riflessione importante a partire dalle parole di San Paolo ai Corinzi, ricordandoci che nella catechesi non devono esserci divisioni o preferenze personali. L’annuncio del Vangelo non è mai il lavoro di una singola persona, ma dell’intero gruppo, chiamato ad agire come un solo corpo. Ci siamo detti che tutto ciò che sappiamo fare è un dono ricevuto da Dio. Per questo, i talenti di ciascuno non servono per mettersi in mostra o superare gli altri, ma vanno messi a servizio dell’unità. Solo con un atteggiamento di umiltà e gratitudine possiamo creare tra noi un ambiente sereno e privo di invidie.
Condividendo le fatiche
del nostro servizio, è emerso chiaramente che la
nostra prima vera testimonianza è proprio il modo in
cui ci vogliamo bene. Quando nascono incomprensioni,
la risposta non deve essere l’isolamento o il
giudizio, ma una carità concreta fatta di pazienza,
aiuto reciproco e benedizione. Infine, il Don ha
sottolineato l’importanza di superare la figura del
catechista “solitario” per sentirci un’unica
comunità educante. I ragazzi e le famiglie che
partecipano alla catechesi sono un grande dono per
tutti: non sono soli in questo percorso, ma è
l’intera comunità parrocchiale che si unisce per
aiutarli a crescere nella fede.
Organizzazione anno catechistico 2026/2027
Per la catechesi si adotterà
il nuovo progetto diocesano, seguendone
le linee guida.
I catechisti lavoreranno in
team coordinati. In caso di assenza di un membro,
sarà fondamentale contattare un sostituto di un
altro team, per evitare che i ragazzi rimangano con
poca assistenza.
I team possono iniziare a
incontrarsi già da ora per prendere visione del
nuovo materiale. È consigliabile svolgere queste
riunioni nei giorni stabiliti per l’oratorio: la
presenza dei catechisti in parrocchia servirà anche
da richiamo e incoraggiamento per i ragazzi.
Un punto fondamentale sarà individuare animatrici che possano guidare i ragazzi attraverso il gioco, senza sovrapporsi al ruolo dei catechisti.
La grande novità di quest’anno sarà la presenza delle suore all’interno dei gruppi: il nostro primo compito sarà accoglierle con calore e spirito di collaborazione.
Attività oratoriali
Le attività di terranno nei
seguenti giorni.
*Lunedì:*
Piccole Orme (gruppo unico)Silvana Ritrovato,Suor
Christabelle
- *Giovedì:* Sorgente di
Gioia (diviso in due sottogruppi) Rita Oliva, Maria
Casile, Ilaria Minervini ,Madre Monica
- *Sabato:* Angeli in Festa
(diviso in due sottogruppi) Anna Latella, Rossella
Dario, Adalgisa Vitale, Lidia Lo Stritto.
Gli incontri seguiranno
questa impostazione:
1.
Primo momento: accoglienza e fraternità tutti
insieme.
2.
Ripresa del momento di preghiera con i
ragazzi in chiesa.
*Iscrizioni e inizio
attività”
- Iscrizioni: da lunedì 21
settembre, dalle ore 16:00 alle 17:30.
- Quota di iscrizione: €
15,00.
- Inizio attività: domenica 4
ottobre.
L’incontro si conclude alle ore 20:00 con la preghiera e la benedizione finale.
La coordinatrice Lo Stritto
Lidia
18 AGOSTO 2021 - VERBALE DELL’INCONTRO CATECHISTI
L’incontro inizia alle ore 20:30 con la preghiera, nella quale Don Cono riprende il Vangelo della Domenica, incoraggia a vivere con entusiasmo la testimonianza e l’evangelizzazione. Sottolinea anche la preziosità del Catechista all’interno della comunità parrocchiale. Inoltre sottolinea che essendo nella fase finale del suo mandato di parroco nella comunità, l'obiettivo prioritario sarà quello di lasciare una struttura catechistica solida e stabile per chi subentrerà nel ministero.
La catechesi è un ministero basato sulla
comunione fraterna ("amici di Gesù") e non una
lezione scolastica. Occorre riscoprire lo stile
oratoriale, lavorare in team ed evitare che i
ragazzi abbandonino la parrocchia dopo i Sacramenti.
Educativamente parlando è insostenibile il rapporto
di 1 catechista per 25-30 ragazzi; le iscrizioni
perciò andranno gestite in base alla disponibilità
dei catechisti e, per come continuamente si ripete,
formando piccoli gruppi.
Con l’arrivo delle Suore dal Benin il Vescovo ha inteso rafforzare lo spirito missionario della Diocesi e l’accoglienza nella nostra parrocchia permette di valorizzarne la presenza nelle attività pastorali.
Tutti i catechisti sono stati invitati ad esprimere la loro opinione sul prosieguo delle attività formative della parrocchia, dagli interventi è emerso quanto segue.
-
Condivide una situazione familiare difficile;
riconosce la parrocchia come luogo di crescita, ma
manifesta difficoltà a dare una disponibilità piena
nell'immediato.
-
Conferma la disponibilità "nei limiti del
possibile"; nota un peggioramento nei rapporti
personali tra catechiste nel corso del tempo.
-
Offre totale disponibilità (ma affiancata a
qualcuno) pur con una gestione familiare complessa.
Critica gli incontri domenicali di soli 30 minuti e
propone maggiore flessibilità di team per
riequilibrare i gruppi numericamente sbilanciati.
-
Nota la mancanza di armonia, trasparenza all'interno
del gruppo. Rinnova comunque la disponibilità al
Parroco, trovando motivazione nel Signore e nel
sorriso dei bambini.
-
Invita all'umiltà e alla collaborazione integrando i
diversi talenti (metafora del giardino e dei diversi
fiori), rifiutando logiche di competizione.
-
Conferma la disponibilità per il suo gruppo, ma
soffre per la mancanza di ascolto e per le critiche
avvertite durante la Messa domenicale.
-
Dà la propria disponibilità, esprimendo però disagio
e mancanza di sintonia con le altre catechiste a
causa del suo carattere chiuso, trovando unicamente
nel Signore la propria parola di pace e conforto.
-
Resta unicamente per affetto verso il Parroco.
Denuncia accuse ricevute in sua assenza e un dialogo
ridotto a soli messaggi WhatsApp.
-
Difende il lavoro svolto nei quattro anni di
servizio, ricordando che i frutti richiedono
pazienza. Ha avvertito negativamente la proposta di
ritiri, formazione e preghiera comunitaria
nell'ultimo anno.
Riprendendo la Parola a conclusione Don Cono raccomanda una maggiore partecipazione alla vita della comunità, la preghiera e la Santa Messa quotidiana non sono opzionali ma aiutano a stare insieme tra i catechisti e con colui che ci chiede di vivere al Suo servizio, togliendo tempo prezioso alla vita familiare. Inoltre ricorda che non sempre si è stati disponibili agli incontri diocesani di formazione catechistica e spirituali, questo certamente ha impoverito l’entusiasmo e la gioia della vita del Gruppo.
Per il nuovo anno si ipotizza questa
calendarizzazione:
Lunedì: Piccole Orme - Accoglienza (I, II, III
Elementare)
Giovedì: Sorgente di Gioia - |’ Eucarestia (IV, V
Elementare)
Sabato: Angeli in Festa – Confermazione (I, II
Media)
Il Gruppo dei Catechisti sarà convocato a fine agosto/ primi di settembre per prendere decisioni operative e definire i gruppi in base alle disponibilità possibili. L’incontro si è concluso con la preghiera, affidando ogni attività e anche i tanti problemi che si accompagnano alla vita di ogni famiglia alla Vergine Santa, alle ore 21:30.
5 agosto 2026 - Invito per Incontro con i Catechisti
Carissimi/e, mi sto preparando alla celebrazione vespertina e riflettendo la vostra vita immersa nelle tante difficoltà di ogni giorno e anche nelle gioie che il Signore dona, riflettevo che forse è opportuno incontrarci dopo questa lunga pausa di preghiera e di riflessione che ci siamo donati, diciamolo pure anche di riposo, almeno per il servizio ecclesiale ai ragazzi e ai giovani. Però agosto è breve e a settembre bisogna aver chiare le idee su come impostare il servizio di catechesi e di evangelizzazione della comunità. Alcune mie difficoltà le ho già espresse in altre occasioni, per cui adesso dobbiamo concretizzare i tempi e i contenuti del servizio ecclesiale che da molti anni portate avanti nella comunità. Vi chiedo di incontrarci lunedì 10 agosto sera alle 20:30 per un momento di preghiera e di riflessione. Martedì 18 agosto sera, sempre alle 20:30 ciascuno di voi avrà modo di esprimere la propria disponibilità è come pensa di poterla condividere. Come sempre, ricordo che chi non può venire. So bene che sti impegni sono tanti. Non ha bisogno di giustificarsi, vi chiedo solo comunque di pregare perché tutto proceda per come il Signore dona. Grazie sempre per la vostra attenzione, il Signore vi doni pace.
Venerdì 10 Luglio 2026 - Incontro di Verifica GrEst
PassaPorto
Partecipanti: Don Cono, Don Mattia, Adalgisa Vitale,
Silvana Ritrovato, Rossella Dario, Pina Marino,
Maria Laurenzano, Rita Oliva, Lidia Lo Stritto.
L’incontro si apre con la recita corale dell’Ave
Maria, invocando l’intercessione della Vergine Santa
affinché lo sguardo dei presenti possa cogliere
l’azione della Grazia di Dio nei giorni trascorsi.
Don Cono introduce il momento della verifica
invitando alla serenità e alla sincerità. Sottolinea
che l’obiettivo dell’educatore è, prima di tutto,
quello di "educare se stesso" alla relazione
fraterna. Esorta a parlare con franchezza, evitando
mormorazioni esterne, per far sì che le
incomprensioni e la stanchezza siano assorbite
dall'amore per il Signore e per i ragazzi,
garantendo la continuità dello spirito di comunità.
Dagli interventi degli educatori emerge una
valutazione generale positiva circa il divertimento
dei ragazzi e il gradimento delle famiglie.
Tuttavia, sono state sollevate alcune criticità
strutturali:
È stato rilevato che l’assenza di laboratori
rotativi ha limitato la possibilità per gli
educatori di conoscere tutti i ragazzi del Grest. La
stanzialità nei gruppi ha creato una sorta di
"isolamento" relazionale, impedendo lo scambio tra
le diverse competenze educative.
Qualche Educatrice ha espresso
nostalgia per la "storia fantastica" (il tema
narrativo trainante), elemento che solitamente
conferisce unità e fascino al percorso educativo
dell'oratorio estivo. È stato analizzato in modo
critico l'organizzazione dei giochi di squadra,
definiti poco inclusivi. Si è notato che, in diverse
occasioni, solo una piccola parte dei ragazzi
partecipava attivamente mentre gli altri rimanevano
inattivi, contravvenendo al principio di
partecipazione corale.
Un punto centrale del dibattito ha riguardato il
ruolo degli animatori (i giovani volontari). È
emersa una difficoltà comunicativa tra educatori
adulti e giovani animatori. Questi ultimi, essendo
alla prima esperienza, hanno manifestato talvolta
resistenza alle direttive, interpretando le
correzioni come attacchi personali. È stato
segnalato con rammarico di episodi durante la
giornata al mare, e la giornata in Sila. Alcuni
animatori avendo famigliari nel GrEst ha compromesso
l'autorità degli educatori e la gestione del gruppo.
Sebbene per molti il clima sia stato gioioso, alcuni educatori hanno percepito tensioni interpersonali, momenti di stanchezza eccessiva e, in rari casi, episodi di aggressività verbale o "schieramenti" contrapposti che hanno offuscato la gioia del servizio.
Nonostante le fatiche, sono stati sottolineati
importanti successi: L'uscita nei quartieri è stata
definita esemplare. Il coinvolgimento dei residenti,
l'accoglienza dei commercianti e la capacità di
portare la festa nelle strade hanno manifestato il
volto bello della Chiesa "in uscita". In diversi
gruppi si è creata un’empatia immediata tra ragazzi
che non si conoscevano, in altri ci sono stati
problemi di coinvolgimento e si è fatta fatica a
farli collaborare tra loro. Nonostante tutto il
Grest rimane uno strumento privilegiato di
socializzazione e accoglienza. È stata lodata la
dedizione di chi, nonostante stanchezza e problemi
personali, ha portato a termine il servizio con il
sorriso, mettendo al centro il bene dei piccoli.
Don Mattia ha espresso il suo parere sul mantenere i
gruppi fissi (senza rotazione continua) ha permesso
di creare una forte empatia ricordi significativi e
un senso di appartenenza tra educatori e ragazzi del
periodo gruppo (Es. La creazione di bandiere, video
e l'esultanza comune). Gli educatori sono invitati a
lavorare in sinergia scambiandosi i ruoli in base ai
propri talenti individuali. Gli animatori nonostante
i loro limiti anagrafici, la prima esperienza, la
volontà di prolungare il Grest dimostra un desiderio
positivo di rendersi protagoniste della vita
parrocchiale.
È emersa la necessità, per il futuro, di dedicare
più tempo e attrazione alle riunioni preparatorie
senza agire con fretta. Di fronte a casi complessi,
la parrocchia ribadisce la propria natura di "casa
accogliente". Tuttavia si riconosce l'errore di aver
utilizzato rimproveri pubblici. Per il futuro, i
ragazzi che manifestano comportamenti difficili da
gestire dovranno essere richiamati in disparte, con
fermezza ma nel rispetto della loro dignità. Qualora
necessario, si valuterà la possibilità di
affiancarli a un educatore dedicato, compatibilmente
con risorse disponibili.
Se tale supporto non potrà essere garantito e non
sarà possibile assicurare un'esperienza serena e
sicura per il gruppo si valuterà la non
partecipazione alle attività.
Don Cono ha espresso il suo pensiero, che ogni
verifica è finalizzata al miglioramento. Sebbene la
stanchezza sia stata molta, la gratitudine per aver
potuto servire il Signore attraverso i ragazzi
prevale. Si riconosce la necessità di recuperare
maggiore serenità e unità tra gli educatori per
trasmettere ai giovani una testimonianza di
comunione più autentica. Il Grest serve anche ad
aggregare, obiettivo non è vivere momenti di
euforia, ma trovare il modo di contrastare
l'abbandono della parrocchia dopo i sacramenti
(Comunione e Cresima) bisogna interrogarsi sulla
pastorale ordinaria, come ripartire a Settembre.
È emerso con chiarezza che l'identità della nostra
parrocchia risiede nella sua vocazione a essere una
*"porta aperta sulla piazza"*. Per dodici ore al
giorno la comunità è chiamata a farsi luogo di
accoglienza incondizionata, aperto non solo a chi
cerca un servizio religioso, ma anche a chi porta
con sé le complessità, le ferite e le contraddizioni
della vita. Questa apertura non rappresenta una
semplice possibilità, ma costituisce il cuore della
nostra missione e della nostra presenza sul
territorio.
In questo contesto, l'oratorio non può essere
considerato un semplice luogo di ritrovo o di sosta,
ma uno spazio autenticamente missionario, che
richiede presenza, partecipazione e capacità di
mettersi in gioco. La stanchezza rischia di portare
gli educatori ad assumere un atteggiamento più
passivo; tuttavia, quando viene meno il
coinvolgimento diretto nel gioco e nelle attività,
l'oratorio perde la sua forza educativa e la propria
specificità.
A questa difficoltà si aggiunge la mancanza, ormai
da circa quattro anni, di nuove figure educative. È
quindi necessario prendere coscienza dei limiti
attuali della comunità: non è realistico pensare di
accogliere gruppi di 60-80 ragazzi quando le risorse
umane disponibili consentono di accompagnare in modo
adeguato soltanto 15-20. La qualità della presenza
educativa deve rimanere la priorità
È stato inoltre ricordato come i ragazzi siano
particolarmente sensibili nel cogliere lo stato
d'animo degli adulti. Ogni parola, gesto o
manifestazione di insofferenza viene percepita e
interpretata. Mostrare fastidio di fronte agli
imprevisti, come la pioggia o gli schizzi d'acqua
durante un gioco, rischia di trasmettere ai ragazzi
il messaggio di essere un peso. La testimonianza
cristiana passa anzitutto attraverso uno stile di
accoglienza sereno e disponibile, che non faccia mai
sentire un ragazzo come un disturbo.
Si è infine riflettuto sul fatto che la parrocchia
incontra prevalentemente ragazzi provenienti da
contesti familiari fragili, i quali spesso esprimono
il proprio disagio attraverso atteggiamenti
provocatori o ribelli. Proprio verso questi ragazzi
l'educatore cristiano è chiamato a esercitare una
particolare predilezione. Amare chi è facile da
amare non richiede un impegno particolare; la vera
sfida evangelica consiste nell'accogliere e
accompagnare con pazienza proprio coloro che mettono
maggiormente alla prova.
In questa prospettiva, il campetto e i tornei estivi
si confermano strumenti pastorali di grande valore:
rappresentano infatti un ponte verso quei ragazzi
che difficilmente varcherebbero la soglia della
chiesa, ma che attraverso lo sport possono
sperimentare un'autentica accoglienza e sentirsi
amati.
L'incontro si è concluso con l'invito a vivere il
tempo estivo come occasione di riposo, preghiera e
discernimento. Alla ripresa delle attività, a fine
mese, sarà chiesto a ciascuno un esercizio di
responsabilità e sincerità nel definire il proprio
impegno educativo. È preferibile offrire una
disponibilità limitata ma costante e vissuta con
serenità, piuttosto che assumere incarichi superiori
alle proprie possibilità, con il rischio di giungere
all'esaurimento. Qualora le forze disponibili non
fossero sufficienti, si valuterà una riduzione del
numero dei gruppi, così da garantire un
accompagnamento educativo realmente attento e di
qualità.
La serata si è conclusa con un momento di agape
fraterna, gentilmente offerto da Silvana in
occasione del suo onomastico.
La Coordinatrice Lidia LO STRITTO